IL GENERE COMICO
Il genere comico
Il racconto comico è un racconto che nasce a metà del 1800, esso ha lo scopo di fare ridere il lettore, il racconto comico è stato attenzionato per la prima nei primi anni del 1900 da Bergson, che prende in esame 2 categorie di comico: gestualità e movimento, situazione e parola e infine il carattere.
Le caratteristiche
Gli accorgimenti utilizzati per indurre il lettore al riso possono essere molteplici. Nonostante questo si rintracciano alcune caratteristiche ricorrenti:
- L'intreccio caratterizzato da un fatto anomalo collocato all'interno di un contesto assolutamente normale. Questo permette di generare situazioni inattese, equivoci e colpi di scena che conferiscono comicità al racconto;
- I personaggi sono resi ridicoli da comportamenti, aspetti del carattere, parole o tratti fisici che risultano anomali, eccessivi (caricatura); di frequente viene utilizzato anche il rovesciamento di ruolo (quello che dovrebbe essere l'eroe diviene invece la vittima);
- Vengono spesso privilegiati l'accostamento di registri linguistici diversi e l'utilizzo di termini dialettali o estremamente colloquiali
- Si ricorre spesso all'uso di alcune figure retoriche, per esempio la metafora o l'iperbole, per conferire maggiore forza alle descrizioni di carattere caricaturale. Anche la ripetizione contribuisce a creare l'effetto comico.
La gestualità e il movimento
Il comico che nasce dalla gestualità e dal movimento concentra l'attenzione su un personaggio che presenta caratteristiche insolite, fuori dal comune, per esempio, un tic nervoso o un'andatura anomala. Di questa categoria fa parte la caricatura, che consiste nel "caricare", ossia nell' esagerare una caratteristica fisica o comportamentale di un personaggio, i cui tratti principali vengono amplificati. I protagonisti di uno dei romanzi più importanti della letteratura francese rinascimentale, Gargantua e Pantagruele sono rappresentati da un estrema deformazione caricaturale
La situazione e la parola
Bergson indinidua una seconda categoria, quella in cui il comico è generato dalla situazione o della parola. Ciò avviene quando una circostanza si realizza in modo opposto a quello che ci si aspetta generando una circostanza si realizza in modo opposto a quello che ci si aspetta generando un equivoco,oppure quando il comico è strettamente legato all'utilizzo della lingua e ricorre a strumenti come la battuta o la deformazione delle parole. Estremamente comici risultano gli innumerevoli tentativi di attraversare la strada dei due vecchietti protagonisti del racconto di Stefano Benni tratto dal volume Il bar sotto il mare in questo racconto una situazione ordinaria, come appunto quella di attraversare la strada, finisce per assumere i contorni di un'impresa epica tra continui equivoci.Altre volte la parola diventa motore del comico attraverso il meccanismo più semplice della battuta di spirito o del doppio senso. Giovanni Boccaccio nel Decameron ricorre spesso a questo strumento
IL CARATTERE
Nell’antichità questo strumento, genere tipi fissi come per esempio: il giovane innamorato, il vecchio gabbato o il servo scaltro, stereotipi successivamente accolti nella commedia dell’arte cinquecentesca dove, per esempio: il personaggio di Arlecchino riprende quello del servo scaltro. Questo genere di comicità si è diffuso anche nella narrativa moderna e contemporanea. Nel racconto della scrittrice e attrice Franca Valeri la direttrice di una scuola, per motivi di opportunismo, deve comunicare a una marchesa la necessità del ritiro dei figli dall’'istituto Esempio:vedo una vecchia signora,con i capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile manteca, e poi goffamente imbellettata e parata di abiti giovanili. Mi metto a ridere
L'IRONIA E L'UMORISMO
L'ironia è ciò che permette di esprimere un significato diverso a quello letterale ed è uno strumento essenziale nel genere comico per prendere in giro o “criticare”. Tale meccanismo è anche alla base dell'umorismo. Mentre nel comico la risata è spontanea, naturale e immediata, nell’umorismo entra in campo La riflessione che provoca un sorriso, generato da una situazione o da un’immagine paradossale, in cui l’esplosione della risata resta sospesa. Luigi Pirandello nel suo saggio l’umorismo ha ben esemplificato la differenza tra umorismo e comico:ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi così, ma che ne soffre
I sottogeneri del comico:
LA SATIRA
La satira e un genere della letteratura, delle arti e, più in generale, di comunicazione,caratterizzata dall'attenzione critica ai vari aspetti della societa.La satira mira a far ridere criticando i personaggi e deridendoli in argomenti politici,sociali e morali. La definizione di satira va dettagliata sia rispetto alla categoria della comicità, del carnevalesco, dell'umorismo, dell'ironia e del sarcasmo, con cui peraltro condivide molti aspetti:
- Con il comico condivide la ricerca del ridicolo nella descrizione di fatti e persone,
- Con il carnevalesco condivide la componente "corrosiva" e scherzosa con cui denunciare impunemente,
- Con l'umorismo condivide la ricerca del paradossale e dello straniamento con cui produce spunti di riflessione morale.
- Con l'ironia condivide il metodo socratico di descrizione antifrasticamente decostruttiva,
- Con il sarcasmo condivide il ricorso peraltro limitato a modalità amare e scanzonate con cui mette in discussione ogni autorità costituita.
La satira è anche un mezzo popolare per esprimere un punto, ed è per questo che l'ironia, l'iperbole, l'understatement, le allegorie sono ampiamente usate nella composizione delle satire.
La parodia
La parodia è l'imitazione di uno stile letterario, musicale o artistico destinata a essere riconosciuta come tale. Secondo il pensatore russo Michail M. Bachtin la parodia è un procedimento letterario attraverso il quale avviene "lo scoronamento dell'eroe'". È un tipo di "satira" che prende un'opera originale e ne altera i significati per deridere o ridicolizzare l'opera d'arte originale, cioè l'obiettivo è quello di ridere o disprezzare l'opera originale in modo arguto. E, una delle parodie più famose è la serie di film di Scary Movie; in cui il compositore prende la trama originale, inserisce i personaggi in diversi contesti comici e ta una parodia delle convenzioni e dei cliché del genere horror. Nelle parodie moderne e contemporanee vengono presi di mira "miti" o personaggi famosi della letteratura e quindi in un certo senso la parodia conferma la fama dell'originale. Per questo, spesso la parodia è considerata un "genere derivato" o "sottogenere"
Don Chisciotte e i mulini a vento
I protagonisti di questa storia sono Don Chisciotte è il suo scudiero, Sancio Panza, che durante una camminata a cavallo vennero incontro a dei mulini a vento. Don Chisciotte iniziò a dire a Sancio che vedeva dei giganti al posto dei mulini a vento, descrivendoli, il suo scudiero lo smentisce e il re comincia ad accusarlo di non avere fantasia. Sancio provò a convincere il re ma non ci fu nulla da fare, infatti incomincio ad “attaccare” i presunti giganti, ma con scarsi risultati, e fu trascinato insieme al suo cavallo dalle pale spinte dal vento. Sancio lo aiuto ad alzarsi, e Don Chisciotte ignorando le parole di Sancio, ricomincio ad attaccarli. L’unico problema era la mancanza della lancia, così Don Chisciotte si ricordò una vicenda accaduta ad un uomo che aveva combattuto utilizzando un ramo al posto di una lancia. Sancio ,invece, credeva fosse tutto nelle mani di dio, e raccomando al re di non lamentarsi in caso di dolori ecc.., e di continuare a sperare che egli non si facesse male. Don Chisciotte lo rassicurò dicendogli che poteva lamentarsi come e quanto gli pareva, poiché fino a quel momento non aveva detto nulla in contrario agli ordinamenti cavalleresti.
Chichibio e la gru
Currado, un ottimo cacciatore, cattura una gru e la consegna al suo cuoco e gli dà l’ordine di cucinarla per cena. Durante la sua assenza però, Chichibio incontra una bella donna che si chiama Brunetta e di cui ne è innamorato. La donna chiede al cuoco una coscia della gru e lui inizialmente rifiuta ma a seguito delle insistenze di Brunetta cede e le regala la coscia. Al ritorno di Currado, Chichibio fu costretto a portare a tavola la gru con una sola coscia ed a inventarsi una bugia; disse infatti che le gru avevano solo una gamba e quindi anche una sola coscia e così, dopo aver sentito tale menzogna, Currado disse che lo doveva vedere lui di persona perché altrimenti l'avrebbe bastonato.
Il giorno seguente si recano nel bosco dove Currado andava di solito a caccia e, dopo un'esclamazione del banchiere, le gru si spaventarono e così per scappare abbassarono anche l'altra gamba che di solito durante il riposo la lasciano sospesa per aria. Chichibio, trovandosi in difficoltà, inventò una menzogna dicendo che se la sera precedente avesse urlato allo stesso modo anche quella gru avrebbe mostrato l’altra gamba. La riposta furba di Chichibio fece riedere Currado che alla fine perdona il cuoco per la sottrazione della coscia.
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Il genere comico
giovanna trovato
Created on May 27, 2023
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IL GENERE COMICO
Il genere comico
Il racconto comico è un racconto che nasce a metà del 1800, esso ha lo scopo di fare ridere il lettore, il racconto comico è stato attenzionato per la prima nei primi anni del 1900 da Bergson, che prende in esame 2 categorie di comico: gestualità e movimento, situazione e parola e infine il carattere.
Le caratteristiche
Gli accorgimenti utilizzati per indurre il lettore al riso possono essere molteplici. Nonostante questo si rintracciano alcune caratteristiche ricorrenti:
La gestualità e il movimento
Il comico che nasce dalla gestualità e dal movimento concentra l'attenzione su un personaggio che presenta caratteristiche insolite, fuori dal comune, per esempio, un tic nervoso o un'andatura anomala. Di questa categoria fa parte la caricatura, che consiste nel "caricare", ossia nell' esagerare una caratteristica fisica o comportamentale di un personaggio, i cui tratti principali vengono amplificati. I protagonisti di uno dei romanzi più importanti della letteratura francese rinascimentale, Gargantua e Pantagruele sono rappresentati da un estrema deformazione caricaturale
La situazione e la parola
Bergson indinidua una seconda categoria, quella in cui il comico è generato dalla situazione o della parola. Ciò avviene quando una circostanza si realizza in modo opposto a quello che ci si aspetta generando una circostanza si realizza in modo opposto a quello che ci si aspetta generando un equivoco,oppure quando il comico è strettamente legato all'utilizzo della lingua e ricorre a strumenti come la battuta o la deformazione delle parole. Estremamente comici risultano gli innumerevoli tentativi di attraversare la strada dei due vecchietti protagonisti del racconto di Stefano Benni tratto dal volume Il bar sotto il mare in questo racconto una situazione ordinaria, come appunto quella di attraversare la strada, finisce per assumere i contorni di un'impresa epica tra continui equivoci.Altre volte la parola diventa motore del comico attraverso il meccanismo più semplice della battuta di spirito o del doppio senso. Giovanni Boccaccio nel Decameron ricorre spesso a questo strumento
IL CARATTERE
Nell’antichità questo strumento, genere tipi fissi come per esempio: il giovane innamorato, il vecchio gabbato o il servo scaltro, stereotipi successivamente accolti nella commedia dell’arte cinquecentesca dove, per esempio: il personaggio di Arlecchino riprende quello del servo scaltro. Questo genere di comicità si è diffuso anche nella narrativa moderna e contemporanea. Nel racconto della scrittrice e attrice Franca Valeri la direttrice di una scuola, per motivi di opportunismo, deve comunicare a una marchesa la necessità del ritiro dei figli dall’'istituto Esempio:vedo una vecchia signora,con i capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile manteca, e poi goffamente imbellettata e parata di abiti giovanili. Mi metto a ridere
L'IRONIA E L'UMORISMO
L'ironia è ciò che permette di esprimere un significato diverso a quello letterale ed è uno strumento essenziale nel genere comico per prendere in giro o “criticare”. Tale meccanismo è anche alla base dell'umorismo. Mentre nel comico la risata è spontanea, naturale e immediata, nell’umorismo entra in campo La riflessione che provoca un sorriso, generato da una situazione o da un’immagine paradossale, in cui l’esplosione della risata resta sospesa. Luigi Pirandello nel suo saggio l’umorismo ha ben esemplificato la differenza tra umorismo e comico:ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi così, ma che ne soffre
I sottogeneri del comico:
LA SATIRA
La satira e un genere della letteratura, delle arti e, più in generale, di comunicazione,caratterizzata dall'attenzione critica ai vari aspetti della societa.La satira mira a far ridere criticando i personaggi e deridendoli in argomenti politici,sociali e morali. La definizione di satira va dettagliata sia rispetto alla categoria della comicità, del carnevalesco, dell'umorismo, dell'ironia e del sarcasmo, con cui peraltro condivide molti aspetti:
- Con l'ironia condivide il metodo socratico di descrizione antifrasticamente decostruttiva,
- Con il sarcasmo condivide il ricorso peraltro limitato a modalità amare e scanzonate con cui mette in discussione ogni autorità costituita.
La satira è anche un mezzo popolare per esprimere un punto, ed è per questo che l'ironia, l'iperbole, l'understatement, le allegorie sono ampiamente usate nella composizione delle satire.La parodia
La parodia è l'imitazione di uno stile letterario, musicale o artistico destinata a essere riconosciuta come tale. Secondo il pensatore russo Michail M. Bachtin la parodia è un procedimento letterario attraverso il quale avviene "lo scoronamento dell'eroe'". È un tipo di "satira" che prende un'opera originale e ne altera i significati per deridere o ridicolizzare l'opera d'arte originale, cioè l'obiettivo è quello di ridere o disprezzare l'opera originale in modo arguto. E, una delle parodie più famose è la serie di film di Scary Movie; in cui il compositore prende la trama originale, inserisce i personaggi in diversi contesti comici e ta una parodia delle convenzioni e dei cliché del genere horror. Nelle parodie moderne e contemporanee vengono presi di mira "miti" o personaggi famosi della letteratura e quindi in un certo senso la parodia conferma la fama dell'originale. Per questo, spesso la parodia è considerata un "genere derivato" o "sottogenere"
Don Chisciotte e i mulini a vento
I protagonisti di questa storia sono Don Chisciotte è il suo scudiero, Sancio Panza, che durante una camminata a cavallo vennero incontro a dei mulini a vento. Don Chisciotte iniziò a dire a Sancio che vedeva dei giganti al posto dei mulini a vento, descrivendoli, il suo scudiero lo smentisce e il re comincia ad accusarlo di non avere fantasia. Sancio provò a convincere il re ma non ci fu nulla da fare, infatti incomincio ad “attaccare” i presunti giganti, ma con scarsi risultati, e fu trascinato insieme al suo cavallo dalle pale spinte dal vento. Sancio lo aiuto ad alzarsi, e Don Chisciotte ignorando le parole di Sancio, ricomincio ad attaccarli. L’unico problema era la mancanza della lancia, così Don Chisciotte si ricordò una vicenda accaduta ad un uomo che aveva combattuto utilizzando un ramo al posto di una lancia. Sancio ,invece, credeva fosse tutto nelle mani di dio, e raccomando al re di non lamentarsi in caso di dolori ecc.., e di continuare a sperare che egli non si facesse male. Don Chisciotte lo rassicurò dicendogli che poteva lamentarsi come e quanto gli pareva, poiché fino a quel momento non aveva detto nulla in contrario agli ordinamenti cavalleresti.
Chichibio e la gru
Currado, un ottimo cacciatore, cattura una gru e la consegna al suo cuoco e gli dà l’ordine di cucinarla per cena. Durante la sua assenza però, Chichibio incontra una bella donna che si chiama Brunetta e di cui ne è innamorato. La donna chiede al cuoco una coscia della gru e lui inizialmente rifiuta ma a seguito delle insistenze di Brunetta cede e le regala la coscia. Al ritorno di Currado, Chichibio fu costretto a portare a tavola la gru con una sola coscia ed a inventarsi una bugia; disse infatti che le gru avevano solo una gamba e quindi anche una sola coscia e così, dopo aver sentito tale menzogna, Currado disse che lo doveva vedere lui di persona perché altrimenti l'avrebbe bastonato.
Il giorno seguente si recano nel bosco dove Currado andava di solito a caccia e, dopo un'esclamazione del banchiere, le gru si spaventarono e così per scappare abbassarono anche l'altra gamba che di solito durante il riposo la lasciano sospesa per aria. Chichibio, trovandosi in difficoltà, inventò una menzogna dicendo che se la sera precedente avesse urlato allo stesso modo anche quella gru avrebbe mostrato l’altra gamba. La riposta furba di Chichibio fece riedere Currado che alla fine perdona il cuoco per la sottrazione della coscia.
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