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Rivoluzione Francese
Imma Ascione
Created on May 26, 2023
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Transcript
RIVOLUZIONE
FRANCESE
1. Stati generali
INDICE
2. Assemblea Costituente
3. 1789: la fine dell'ancien régime
4. Costituzione
5. Rivoluzione democratica
6. Dittatura giacobina
7. Direttorio
8. Conquiste rivoluzionarie
9. Rivoluzione partenopea
10. Napoleone
11. Educazione Civica
12. Fine
StATI GENERALI
Dopo la morte di Luigi XIV il governo non era stato capace di risolvere la crisi finanziaria (le casse del regno erano vuote a causa dell’ingenti spese sostenute per la partecipazione alla guerra di indipendenza americana, dai pesanti costi di mantenimento della corte, dalla grave carestia e dall’epidemia di bestiame), che si sarebbe potuta risolvere cominciando a tassare anche il clero e la nobiltà. Per questo motivo il re Luigi XVI fu costretto a convocare gli Stati generali che non si riunivano dal 1615 (per paura di quello che era successo in Inghilterra). Gli Stati generali erano un’assemblea dei tre ordini che formavano la società francese (clero, nobiltà, Terzo Stato). Le aspettative e le rimostranze del Terzo furono raccolte nei cahiers de doléances (quaderni di lamenti), ovviamente anonimi, e iniziarono dibattiti sui giornali, pamphlets (opuscolo polemico o satirico con tema di attualità politica o sociale) e nei circoli politici.
Assemblea
Le votazioni avvenivano per ordine (un voto per ogni classe sociale) e non per testa, quindi il terzo Stato perdeva sempre di fronte all’alleanza degli altri due, anche se rappresentava il 98% della popolazione francese. La nobiltà e il clero volevano rafforzare i loro privilegi, mentre il terzo Stato cercava di ottenere maggiore uguaglianza e abolire i favori concessi alle altre due classi sociali. Ci furono liti e appelli inascoltati, fino a quando il 20 giugno 1789, nella sala della pallacorda, il terzo Stato si autoproclamò Assemblea nazionale costituente giurando di non sciogliersi mai finché non avrebbero dato alla Francia una nuova Costituzione. (era il primo atto formale della rivoluzione (9 luglio 1789).
Stati generali
Terzo Stato
Assemblea Nazionale Costituente
1789: LA FINE DELL’ ANCIEN RÉGIME
A Parigi il popolo era preoccupato per le truppe armate e la fame (il prezzo del pane era alle stelle). Si iniziarono ad armare e furono particolarmente attivi i sanculotti. Il 14 luglio 1789, fu assaltata e conquistata la Bastiglia, simbolo dell’assolutismo e furono liberati i detenuti politici. Il 26 agosto fu approvata la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, dove si rivendicavano i principi di libertà, uguaglianza, religione e ceti sociali. La fine definitiva dell’ancien régime. Furono requisiti i beni ecclesiastici, i terreni furono divisi in lotti e assegnati a chi era disposto a pagare, furono acquistati dai contadini più agiati e dai nobili. Il clero fu scollegato da Roma e furono obbligati a giurare fedeltà al nuovo ordine rivoluzionario, ma coloro che si rifiutarono di farlo, furono chiamati preti refrattari. Finirono le discriminazioni nei confronti delle minoranze religiose (protestanti ed ebrei) e gli furono riconosciuti i diritti civili. Più tardi, nel 1794, fu abolita la schiavitù nelle colonie.
Presa della Bastiglia
Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino
Uno dei temi più controversi fu chi avrebbe dovuto avere diritto di voto, ovvero cittadini attivi e cittadini passivi in base al censo. Il 3 settembre 1791 venne approvata la Costituzione che avrebbe dovuto dar vita ad una monarchia parlamentare sul modello inglese, con separazione dei poteri: il potere esecutivo rimane al sovrano, quello legislativo all’assemblea elettiva e quello giudiziario indipendente con l’elezione della carica. Luigi XVI tentò la fuga da Parigi, ma fu ricondotto nella capitale con la sua famiglia.
COSTITUZIONE
Con la libertà di stampa e di opinione proliferarono giornali di ogni tendenza. I più moderati erano i foglianti, con tendenze radicali il club dei cordiglieri (dal nome dell’ex convento di frati minori nel quale si riunivano), ma i più attivi e influenti erano i giacobini (dall’ex convento domenicano di San Giacomo nel quale si riunivano).
Il ritorno di Luigi XVI a Parigi il 6 ottobre 1789
RIVOLUZIONE DEMOCRATICA
Nell’aprile del 1792 la Francia, sentendosi minacciata, dichiarò guerra all’Austria, a cui si unirono anche la Prussia e la Gran Bretagna e successivamente l’Olanda, la Spagna e gli stati italiani.I sanculotti deposero il re, accusandolo di essere un traditore pronto ad allearsi con i nemici della Francia. Luigi e la sua famiglia furono arrestati e dopo la vittoria contro i prussiani a Valmy, fu ghigliottinato insieme alla moglie Maria Antonietta. Il 21 settembre 1792 la monarchia fu abolita e si proclamò la Repubblica. Venne sciolta l’Assemblea legislativa e fu eletta, a suffragio universale, la Convenzione nazionale. Al centro dell’aula si stabilì il gruppo più numeroso dei moderati (“Palude”), ai lati si sedettero i deputati di due schieramenti legati al club dei giacobini: i girondini (a destra) e i Montagnardi guidati da Robespierre (a sinistra).
Luigi XVI alla ghigliottina
DITTATURA GIACOBINA
Robespierre e i giacobini si autoproclamarono interpreti del popolo e si allearono con i sanculotti, seminando il terrore. Inaugurarono un modello di “democrazia totalitaria”. Utilizzarono il Tribunale rivoluzionario e il Terrore, ossia l’eliminazione fisica degli avversari politici. Avviarono un’intensa attività educativa e di scristianizzazione: abolirono i simboli religiosi, introdussero nuove feste e culti laici e introdussero il calendario repubblicano. Anche l’arte fu utilizzata come mezzo di propaganda politico, con mostre che promuovevano gli ideali rivoluzionari e i musei aperti a tutti. Per la guerra con le potenze straniere ci fu un ferreo controllo sull’economia e fu imposto un calmiere dei prezzi. Fu introdotta la leva in massa degli uomini tra i 20 e 25 anni e a giugno del 1794, la Francia riportò la vittoria militare di Fleurus su austriaci e britannici.
Congiura del 18 fruttiforo
DIRETTORIO
La politica del terrore, suscitò molto malumori che portarono a una congiura il 9 termidoro (27 luglio 1794) contro Robespierre e i suoi seguaci più stretti, che furono arrestati e giustiziati. I sanculotti furono disarmati e i club dei giacobini chiusi, mentre in alcune regioni meridionali della Francia ci fu il Terrore bianco, una violenta vendetta contro i giacobini e i preti costituzionali. La costituzione del ‘95, affidava il potere a un Direttorio composto da cinque membri, ma il governo era debole. Il gruppo più radicale, capeggiato da François Noël Babeuf, Filippo Buonarroti e Augustin Darthé nella ''rivolta degli Eguali'' del 1796, Gli Eguali volevano instaurare la “reale uguaglianza": teorizzavano l’uguaglianza, la comunità di beni e l’abolizione della proprietà privata. Le difficoltà interne continuavano e nel settembre 1797 ci fu un nuovo colpo di Stato, sostenuto anche dall'esercito.
Congiura del 9 termidoro
Rivolta degli Eguali
I successi militari consentirono alla Francia di annettere il Belgio e di firmare trattati di pace con Prussia e Olanda, ma la guerra proseguiva con Gran Bretagna e Austria. Nel 1796, il giovane Napoleone Bonaparte ottenne il comando dell’armata per conquistare la penisola italiana. Le sue vittorie costrinsero l’Austria alla pace. Con il trattato di Campoformio, gli austriaci ottennero il Veneto, l’Istria e la Dalmazia, mentre i francesi ebbero il controllo diretto di Lombardia, Emilia e Romagna (repubblica cispadana). Nel 1798 i francesi proclamarono la Repubblica romana (Lazio, Umbria e Marche) e nel 1799 la Repubblica partenopea. Queste costituzioni erano modellate sulla costituzione francese del ‘95, quindi di tipo liberale e borghese. Fu introdotto lo stato civile, ovvero la creazione di registri civili di nascita, matrimonio e morte dei cittadini, fu abolito il fedecommesso, furono soppressi gli enti religiosi e venduti i beni ecclesiastici.
CONQUISTE RIVOLUZIONARIE
Luigi XVI alla ghigliottina
Ferdinando IV di Napoli, anche noto come Ferdinando I di Borbone-Due Sicilie, organizzò un esercito militare, con a capo il cardinale Fabrizio Ruffo, per combattere i giacobini. Dalla Calabria risalirono la penisola, sollevando e arruolando contadini contro i repubblicani. Il 13 giugno, con l’arrivo a Napoli dell’esercito della Santa Fede, cominciarono giorni di massacri, terrore e vendetta. A Piazza Mercato, fu eretto il patibolo per umiliare pubblicamente i condannati.
RIVOLUZIONE PARTENOPEA
L’ingresso a Napoli dell’esercito francese diede inizio alla Repubblica napoletana. Dopo la fuga del re Ferdinando IV di Borbone a Palermo, sulla nave dell’ammiraglio inglese Nelson, fu sostituito dal principe Francesco Pignatelli Strongoli che firmò un armistizio, con clausole durissime, con i francesi. Il popolo si sentì tradito e saccheggiarono le case dei giacobini, bruciarono le biblioteche e assaltarono i palazzi. Alla guida della nuova Repubblica ci sono borghesi progressisti e aristocratici illuminati che cercano di intervenire sui problemi sociali del meridione. I rivoluzionari promulgarono una serie di leggi avanzatissime: abolirono il dazio sulla farina e sul pane, annullarono i titoli nobiliari, i privilegi di nascita e i rapporti feudali, inserirono l’obbligo scolastico, proclamarono la libertà di stampa, favorirono le attività culturali e i dibattiti pubblici ed elaborarono una nuova Costituzione.
Il governo di Napoleone si fondava sul senso di unità nazionale, l’accentramento del potere attraverso la creazione di prefetti che controllavano ogni distretto della Francia, la creazione del Codice civile napoleonico e il consenso di tutte le classi sociali, attraverso la creazione di una scuola pubblica aperta a tutti, l’assistenza sociale e sanitaria e di controllo dimenticanti e la raccolta di dati statistici, economici e sociali che servivano a conoscere meglio la situazione del paese.
NAPOLEONE
L’abate Sieyès voleva una riforma costituzionale e con Napoleone Bonaparte il 18 brumaio (9 novembre) trasferirono i deputati della convenzione a Saint-Cloud e con le armi imposero una commissione esecutiva (Bonaparte, Sieyès e Ducos). Con la nuova costituzione, il potere esecutivo fu attribuito al Primo Console, ossia Napoleone, che aveva anche il diritto di proporre le leggi. Per rafforzare il potere dello Stato, Napoleone attuò una serie di riforme assolutistiche, anche se si proclamava portatore di ideali illuministi, vietò la libertà di stampa e ogni forma di opposizione al nuovo governo. Nel 1802, Napoleone, attraverso un plebiscito si fece nominare console a vita e due anni dopo, nella cattedrale di Notre Dame si incoronò lui stesso, togliendo simbolicamente il potere al Papa Pio VII, che fu un semplice spettatore e pronunciò la frase “Dio me l'ha data, guai a chi la tocca” .
Dopo la spedizione militare per conquistare la penisola italiana, Napoleone organizzò una spedizione in Egitto per colpire gli interessi commerciali britannici, cercando di imitare le imprese di Alessandro Magno. Sconfisse velocemente i Mamelucchi nella battaglia delle piramidi, ma la sua flotta fu distrutta dall’ammiraglio inglese Nelson. Il peggioramento della situazione in Italia a causa degli attacchi austriaci e russi, costrinse Napoleone a ritornare in patria, senza riuscire a conquistare la Siria. Costrinse l’Austria a firmare la pace, ottenendo il controllo francese sull’Italia settentrionale e la riva sinistra del Reno. Con la pace di Amiens, la Gran Bretagna riconobbe le conquiste francesi in Europa e Napoleone restituì l’Egitto all’impero ottomano. Per rafforzare il potere, siglò il concordato con la Chiesa di Roma: Papa Pio VII riconosceva la Repubblica francese, tutti i vescovi furono sostituiti da altri nominati dal primo console e lo Stato accettò di retribuire i membri del clero, anche se il cattolicesimo non era religione dello Stato.
Le continue vittorie di Napoleone si basavano su un esercito di cittadini motivati a difendere il loro paese e che avevano grandi possibilità di carriera e di ascesa sociale, creando una nuova nobiltà.Dal 1804 al 1809 ci furono battaglie importanti, come quelle di Marengo, Austerlitz e Ulma. Creó la Confederazione del Reno e furono creati Stati satelliti della Francia in Olanda e Polonia, affidati a parenti stretti o persone di fiducia, in Spagna fu instaurato il dominio francese e salì al trono il fratello di Napoleone, Giuseppe. Il regno d’Italia fu affidato al figliastro Eugenio, il regno di Napoli al cognato Gioacchino Murat, mentre la Sardegna rimase dei Savoia e la Sicilia dei Borboni. Fece arrestare Papa Pio VII per averlo scomunicato. Per minare la potenza inglese, siccome non c’era riuscito militarmente nella battaglia di Trafalgar, proclamò il Blocco Continentale, che stabilì il divieto per i paesi europei di commerciare con l’Inghilterra. Negli stati conquistati annessi, fu esteso il sistema amministrativo e giuridico francese, che fece crescere l’ostilità per i francesi.
CAMPAGNA DI RUSSIA
Napoleone si sentiva invincibile e invase l’impero russo, che gli era stato leale. Non potendo competere con i francesi, i russi del generale Kutuzov attuarono la strategia della “terra bruciata”, distruggendo campi, città e scorte per attirare Napoleone nel cuore della Russia. Napoleone entrò a Mosca e la trova vuota e deserta, aspetto a lungo offerta di pace che non arrivò e così sceglie di ritirarsi, ma lungo il ritorno arriva l’inverno, sono senza rifornimenti o indumenti adeguati, poiché erano partiti in estate e l’esercito russo inizia ad inseguirli. Riesce con successo a battere in ritirata confondendo i russi sul tragitto, anche se lascia la maggior parte dell’esercito indietro per velocizzare il suo ritorno. Intanto viene a conoscenza che a Parigi il generale Mallet attentato un colpo di Stato per spodestarlo, diffondendo la notizia che fosse morto.
LA FINE DI NAPOLEONE
Una nuova coalizione tra Gran Bretagna, Russia, Prussia e Austria sconfisse i francesi a Lipsia, in Germania e poi i russi, tedeschi e austriaci invasero la Francia e occuparono Parigi. Napoleone chiese la pace, abdicò e andò in esilio all’isola d’Elba. Al trono di Francia salì Luigi XVIII, fratello di Luigi XVI e fu restaurata la monarchia. Mentre le potenze vincitrici iniziavano la ridefinizione dei confini di Europa con il congresso di Vienna, Napoleone fuggì e riassunse il potere a Parigi. Gli ultimi 100 giorni di governo di Napoleone si conclusero nel 1815 con la sua sconfitta a Waterloo. La Francia venne invasa e Napoleone non riuscì a scappare in America e fu quindi esiliato nell’isola di Sant’Elena, dove morì il 5 maggio 1821, a causa di un tumore allo stomaco. Le sue ultime parole furono Francia, esercito, capo dell’esercito e Giuseppina, il suo grande amore.
EDUCAZIONE CIVICA LA COSTITUZIONE
Negli anni compresi tra la Restaurazione (1815) e la metà dell’800, con molto ritardo rispetto all’Inghilterra, che la gran parte delle case regnanti d’Europa decise di dare una forma costituzionale al proprio potere: in Belgio con la rivoluzione del 1830, in Germania in età bismarckiana, in Russia dopo la rivoluzione del 1905,… Il 26 agosto 1789 fu discussa e approvata la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, il documento più celebre della Rivoluzione francese e punto di riferimento di tutti regimi liberali e democratici del mondo contemporaneo. La costituzione francese apparve nel 1791, e assegnava il potere esecutivo a Napoleone Bonaparte, divenuto primo console.
La costituzione è la legge fondamentale dello Stato, di fronte alla quale tutte le altri, leggi, regolamenti, disposizioni, circolari devono sempre rispettare. In essa il cittadino trova i suoi doveri e i suoi diritti nei confronti dello Stato. La prima forma di carta è la Magna carta, concessa dal re Giovanni senza terra il 15 giugno 1215. Dichiarò che tutti gli uomini liberi avevano diritti che nemmeno il re poteva violare, nessun uomo poteva essere arrestato, messo in prigione o perdere la sua proprietà se non fosse stato giudicato dai suoi pari secondo la legge e che nessuna tassa poteva essere richiesta senza il consenso del Gran Consiglio. Dopo la Magna Carta le costituzioni si fanno strada nel mondo giuridico europeo. Il 4 luglio 1776, dopo un lungo e acceso dibattito, il Congresso Continentale approvò una Dichiarazione di Indipendenza scritta da Thomas Jefferson, per la liberazione degli Stati Uniti d’America, questo documento ribadiva i diritti dell’uomo e il diritto di un popolo a ribellarsi. Le prime costituzioni ad entrare in vigore furono quelle emanate dagli Stati nordamericani: nel 1776 in Virginia, nel new jersey, nel Delaware, nella Pennsylvania, nel Maryland e nel Nord Caroline a; nel 1777 nella Georgia e nello stato di New York; nel 1778 nel Massachusetts.
Dichiarazione d'Indipendenza
Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino
GRAZIE DELL'ATTENZIONE!
Imma Ascione IV M