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Dalle origini ad oggi

Scherma

Dalle origini ad oggi

Scherma

La scherma moderna è uno sport che prende il nome dall’omonima arte marziale (scherma tradizionale). Si tratta della dell'arte dell'offendere e del difendersi con armi bianche: di antichissima origine, è ora sport olimpico che consiste nel combattimento leale tra due contendenti armati di fioretto, spada o sciabola.

Alcuni studiosi fanno derivare il termine "scherma" dal tedesco arcaico "skirmen", che vuol dire proteggere e, per sinonimia, difendere. "Schermire è riparare con arte il colpo che tira il nemico e cercare di offenderlo sempre"

Dalle origini ad oggi

Scherma

La scherma moderna è uno sport che prende il nome dall’omonima arte marziale (scherma tradizionale). Si tratta della dell'arte dell'offendere e del difendersi con armi bianche: di antichissima origine, è ora sport olimpico che consiste nel combattimento leale tra due contendenti armati di fioretto, spada o sciabola.

Alcuni studiosi fanno derivare il termine "scherma" dal tedesco arcaico "skirmen", che vuol dire proteggere e, per sinonimia, difendere. "Schermire è riparare con arte il colpo che tira il nemico e cercare di offenderlo sempre"

Le tre discipline:

fioretto

Si tratta di un’arma leggera i cui bersagli validi sono rappresentati dall’intero torso, schiena compresa, mentre colpire la testa e gli arti viene considerato nullo. I colpi possono essere portati solo di punta, mentre tecniche che colpiscono con la lama non determinano alcun punteggio né causano l’interruzione dell’azione. Secondo le regole del fioretto, un solo punto può essere assegnato, in un solo momento, ad uno solo dei contendenti. Ciò implica che, se due fiorettisti si colpiscono nello stesso momento in un punto valido, l’arbitro provvede ad assegnare il punto solo a uno dei due secondo la “convenzione”. Secondo i regolamenti internazionali il fioretto può presentare una lunghezza massima totale di 110 centimetri, con 90 centimetri massimi di lunghezza della lama; il suo peso non può superare i 500 grammi.

spada

La spada è un’arma più pesante con la quale è possibile colpire l’intero corpo dell’avversario. I colpi possono essere portati esclusivamente con la punta dell’arma, ma non di taglio. Nel caso venissero messi a segno colpi con il taglio della spada, l’azione non viene interrotta; inoltre, si tratta dell’unica disciplina nella quale entrambi i contendenti possono mettere a segno un punto nel corso della medesima azione. Tuttavia, se i contendenti si trovano in parità nel corso dell’ultima azione ed entrambi mettono a segno contemporaneamente un punto, questo non viene assegnato a nessuno dei due. L’intervallo di tempo limite considerato per un “colpo doppio” è di circa 40-50 millisecondi. La lunghezza massima dell’arma è di 110 centimetri (90 cm massimi di lama), per un peso che non può superare i 770 grammi. Rispetto alle precedenti armi la coccia è di maggiori dimensioni allo scopo di proteggere la mano dello sciabolatore dai colpi dell’avversario.

sciabola

Nella sciabola il bersaglio valido è tutto il corpo al di sopra della linea inguinale, ad eccezione quindi delle gambe. La sciabola è un’arma che può colpire sia di punta che di taglio; come nel fioretto, i colpi messi a segno al di fuori dei bersagli validi non causano l’assegnazione di alcun punteggio. Tuttavia, a differenza del fioretto, quando ciò avviene l’azione non viene interrotta, ed il combattimento prosegue. Se i due contendenti mettono a segno contemporaneamente la propria tecnica, all’arbitro spetta il compito di assegnare il punto a uno dei due secondo la “convenzione”. La sciabola rappresenta l’arma più veloce e dinamica fra tutte e tre le specialità, e quanto a peso e dimensioni non è molto diversa dal fioretto. L’uniforme degli sciabolatori include anch’essa un lamé elettrificato che copre l’intera area del bersaglio. La lama della sciabola non può essere lunga più di 88 centimetri, per un totale di lunghezza dell’arma di massimo 105 cm; il peso massimo è invece pari a 500 grammi.

Dalle origini ad oggi

Scherma

origini

Medioevo

'600-'800

dal '900 ad oggi

Nel 1896, alla prima edizione dei Giochi Olimpici dell’era moderna ad Atene, la scherma – fioretto e spada – è inserita tra le discipline sportive. La sciabola sarà aggiunta nell’edizione del 1900. Lo scopo del combattimento non è più, quindi, quello di uccidere o ferire l’avversario, ma semplicemente di batterlo, utilizzando regole comuni. In questo contesto di internazionalizzazione e di riconoscimento sportivo, dopo un tentativo senza successo effettuato a Pavia nel 1903, il 3 Giugno 1909 venne costituita a Roma La Federazione Schermistica Italiana su iniziativa del capitano Augusto Ciacci e favorita dall’allora onorevole Luigi Lucchini, in qualità di presidente dell’Istituto Nazionale per l’Incremento dell’Educazione Fisica. Un’apposita commissione presieduta dal conte Ezio Ravascheri venne incaricata di redigere lo statuto della nuova federazione, approvato poi nel giugno del 1910, nel quale si operava la distinzione tra maestri e dilettanti. Successivamente il 5 Ottobre 1923 il nome venne modificato in Confederazione Italiana di Scherma (CIS) e dieci anni più tardi, nel 1933, fu ulteriormente e definitivamente modificato con l’attuale nome di Federazione Italiana Scherma (FIS). La contemporanea nascita nel 1913 della Federazione Internazionale di Scherma (FIE) e lo svolgersi delle Olimpiadi fecero sì che la scherma si trasformasse da semplice concetto di arte in un vero e proprio sport da combattimento. Ad oggi la scherma è lo sport che ha portato più medaglie olimpiche all’Italia

Le spade più antiche finora conosciute sono state ritrovate nel sito di Arslantepe, in Turchia, e risalgono all’incirca al 3.300 a.C. (Una spada anatolica simile è stata recentemente rinvenuta a Venezia all’interno di una collezione privata) Ciò fa risalire l’arte del duello sin all’Età del Bronzo, oltre 5000 anni fa. Le prime tracce scritte della disciplina della scherma, sino ad ora ritrovate, risalgono agli antichi egizi. In un bassorilievo nel tempio di Medinet Habu – costruito dal faraone Ramses III nel 1190 a.C., nei pressi di Luxor, in Egitto – si trova, infatti, la rappresentazione più antica di un torneo di scherma. Vi sono incisi uomini che si affrontano, equipaggiati di un’arma bianca, di protezioni per il viso, collo ed orecchie. Il vincitore esulta con la “spada” in mano salutando il faraone, accompagnato dal suo seguito. Uno scriba annota i fatti su un papiro. Da questa testimonianza scritta è dunque ipotizzabile che già da tempi più antichi esistessero “giochi con le spade” praticati dai vari popoli antichi per allenarsi al combattimento. Furono gli antichi greci ad introdurre in occidente l’arte del combattimento con armi bianche e ad esercitarne l’insegnamento e l’addestramento nell’esercito. A fianco dei guerrieri è attestato nell’era ellenica, dal periodo di Pericle (Atene c. 495 a.C. – 429 a.C.), la diffusione di maestri di scherma professionisti, che facevano spesso parte del personale addetto all’educazione dei figli degli aristocratici

è solo nel Medioevo che appare il primo manuale schermistico conosciuto è datato intorno alla fine del XIII secolo. Il manoscritto recante il codice “I.33” è notoriamente il più antico trattato occidentale di scherma da duello pervenuto fino ai giorni nostri. Di origine tedesca, reca commenti in latino a corredo delle illustrazioni. In Italia, il più antico trattato scritto da Maestri d’Arme, è quello di Fiore dei Liberi (Ferrara, 1410 circa). Insieme con i trattati si attestano dunque storicamente le prime scuole di scherma, la quale prosegue la sua funzione nell’arte della guerra e si applica nei duelli da torneo.

Il duello in senso moderno, ovvero il combattimento formalizzato e consensuale tra due individui, che scaturisce per la difesa dell’onore, della giustizia e della rispettabilità, si sviluppò a partire dal XVI secolo. Inizialmente limitato alla scherma militare, il duello fu esteso all’uso civile ed il suo obiettivo del duello non è mai stato quello della soppressione dell’avversario, quanto ottenere soddisfazione, e cioè ristabilire l’onore dimostrando il proprio coraggio ed abilità mettendo in gioco la propria incolumità. Le prime forme regolamentate e narrate di duello (attraverso la letteratura e la pittura) si svolsero in Francia ed ivi ebbero il maggior successo. Nel XVIII secolo la scherma è parte fondamentale nella formazione dei giovani aristocratici. Essa fa parte delle arti che rafforzano il corpo e prepara alla guerra. Fin dalla tenera età, i figli della nobiltà portano la spada ed imparano a maneggiarla. Nelle accademie militari, infatti, l’addestramento all’arma bianca ha un posto preminente nell’educazione militare. Nell’esercito, gli uomini arruolati praticano anche la scherma, sotto la direzione di un maestro di scherma. È della fine del 1700 l’invenzione della maschera a reticolo, protezione dello schermidore, ad opera del francese Nicolas de La Boessiere. Testimonianza, questa, dell’evoluzione schermistica in atto che vede l’organizzazione di assalti pubblici tra dilettanti. È nel XIX secolo che la scherma si consacra ed afferma come disciplina sportiva – avendo progressivamente perso, nel corso dei secoli, la sua funzione in guerra per via dell’invenzione delle armi da fuoco. Nonostante i duelli fossero stati banditi, i grandi romanzi della letteratura dell’epoca, che raccontavano avventure di cappa e spada, continuano ad affascinare il pubblico e mantengono in auge la Scherma. Fioriscono i trattati e si rafforzano e definiscono meglio le scuole nazionali. La disciplina si insegna in sala, a gruppi di giovani allievi e cala così l’attenzione nei confronti degli aspetti violenti del combattimento, scoprendo ed esaltando quelli legati all’esercizio fisico, alla ricerca interiore, all’arte e al divertimento.

Dalle origini ad oggi

Scherma