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Platone e il comunismo
Nicolò Mastrovito
Created on May 26, 2023
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Transcript
Platone
e il comunismo
Ilaria Bertolotti, Nicolò Mastrovito, AUrora Minervini
INdice
1. Citazione Platonica2. Vita ed evoluzione del pensiero politico 3. Educazione e problema delle leggi 4. Mito di Atlantide 5. Mito della caverna 6. Degenerazioni dello Stato 7. Democrazia 8. Comunismo 9. Comunismo VS Democrazia 10. Fine e ringraziamento Ellenizzato
"Dialogo della Repubblica"
“Le brave persone non hanno bisogno di leggi che dicano loro di agire responsabilmente, mentre le cattive persone troveranno un modo per aggirare le leggi.”PLATONE- "Repubblica"
Stato ideale:
- Comunità perfetta immaginaria, nella quale il singolo può trovare le condizioni per una vita giusta e felice.
- Comunità politica governata da filosofi:"se il potere politico e la filosofia non coincideranno, è impossibile che cessino i mali delle città e quelli del genere umano".
- Costituito da 3 classi (in base al "mito delle stirpi")
- La giustizia si realizza quando ciascun cittadino attende al proprio compito e ha ciò che gli spetta (organicismo politico).
vita ed Evoluzione del pensiero politico
- Nato ad Atene nel 428/427 a.C. e morto nel 347 a.C.
- Nel 404 a.C. collabora con il governo oligarchico dei 30 tiranni.
- Sviluppa amarezza nei confronti di un governo democratico nel 403 a.C., che aumenta nel 399 a.C., quando Socrate ( il suo maestro) viene condannato a morte
- La morte del suo maestro lo colpisce come un'ingiustizia e, perciò, condanna la politica Ateniese del tempo.
- La filosofia diventa la sola via che può condurre l'uomo singolo e la comunità alla giustizia.
- Nella "Repubblica" descriverà il suo stato ideale.
problema delle leggi
Educazione
Per essere sicuri che i governanti realizzeranno il bene comune delle città, Platone sottolinea l'importanza del sistema educativo. Lo Stato viene configurato come una grande Accademia, avente come scopo la formazione di custodi, individui addestrati a pensare al bene collettivo. Nella "Repubblica", Platone parla anche dell'educazione al sapere e alla virtù, che coincide con l'educazione alla filosofia. Definisce i 4 gradi di conoscenza:
- la congettura (ombre)
- la credenza (cose sensibili)
- la ragione matematica (idee matematiche)
- intelligenza filosofica (idee-valori)
Platone nel "Politico" sottolinea che la soluzione migliore per governare sarebbe paradossalmente l'assenza di leggi perché, essendo generali, non possono regolare con precisione ciò che avviene di volta in volta. Tuttavia le leggi sono necessarie, indicano ciò che genericamente è il meglio per tutti. Nell'opera "Le Leggi", Platone, consapevole della debolezza della natura umana, afferma che il fine delle leggi è quello di promuovere nei cittadini la virtù che si identifica con la felicità.
Mito di Atlantide
Platone racconta il mito di Atlantide nei dialoghi del "Timeo" e del "Crizia", in cui Socrate, Timeo, Ermocrate e Crizia discutono della città ideale. Quest'ultimo parla di un'isola leggendaria e della sua civiltà: Atlantide era una grande nazione marinara (signora incontrastata del Mediterraneo), situata oltre le colonne d'Ercole. Era una terra ricca di risorse naturali e ciò la rendeva un paradiso terrestre. L'isola era divisa in 10 regioni, governate da 10 re discendenti da Poseidone, a cui era stata affidata l'isola. Gli abitanti, gli Atlantidi, discendono da Clito, donna mortale di cui Poseidone si era innamorato. Gli Atlantidi, dapprima nobili e giusti, diventarono aggressori avidi di potere e cercarono di assoggettare i paesi vicini. Vennero poi sconfitti dagli Ateniesi e la loro isola fu distrutta da una catastrofe naturale.
La corruzione degli Atlantidi causò la rovina di Atlantide, che veniva precedentemente vista come la città ideale
Mito della caverna
Nella Repubblica, Platone espone la teoria della conoscenza e dell'educazione attraverso il mito della caverna. Alcuni schiavi, incatenati in una caverna, sono costretti a guardare davanti a sè. I prigionieri, vedendo solo le ombre, le scambiano per la sola realtà esistente. Se uno di loro, però, riuscisse a liberarsi dalle catene, voltandosi, capirebbe che le statuette, e non le ombre, sono la realtà. Se poi riuscisse ad uscire dalla caverna scoprirebbe che le statuette non sono la vera realtà in quanto imitazioni delle cose reali. Quindi, abbagliato, inizialmente guarderebbe le cose tramite il riflesso dell'acqua, poi potrebbe vederle direttamente e solo alla fine riuscirebbe finalmente a fissare il sole (l'idea del BENE). Lo schiavo, nonostante vorrebbe rimanere là, potrebbe decidere di tornare nella caverna per raccontare ai compagni ciò che ha visto.
Nel buio della caverna, però, i suoi occhi, abituati alla luce del sole, non riuscirebbero più a discernere le ombre, e per questo, verrebbe deriso dagli altri schiavi, che potrebbero anche ucciderlo. Il compito dello schiavo, e quindi anche del filosofo, è quello di tornare nella caverna per liberare i suoi compagni ancora schiavi e donare a loro la libertà, anche a costo della sua vita, così come dovrebbe fare il politico in ogni luogo e in ogni tempo.
le degenerazioni dello stato
τῖμος: onoreὀλίγοι: pochi τυραννίς: potere assoluto δῆμος: popolo
Timocrazia
Tirannide
La più bassa delle forme di governo. Nasce come reazione all'eccessiva libertà concessa dalla democrazia. Per difendersi dall'odio dei cittadini, il tiranno deve circondarsi di individui peggiori. L'uomo tirannico è schiavo delle passioni ed è il più infelice degli uomini.
Governo fondato sull'onore che nasce quando i governanti cominciano ad inseguire l'affermazione personale. Uomo timocratico: ambizioso e amante del comando e del prestigio, ma diffidente verso i sapienti.
Democrazia
Oligarchia
L'arrivo della democrazia è causato dalla ribellione del ceto povero al ceto ricco che detiene il potere. I cittadini sono liberi e ognuno di essi può far quel che vuole. L'uomo democratico tende ad abbandonarsi a desideri smodati.
Governo fondato sul censo nel quale il comando è riservato a pochi. All'oligarchia corrisponde l'uomo avido di ricchezze, parsimonioso e laborioso che pone il risparmio e il lavoro al primo posto nella vita. Alla signoria della virtù si sostituisce quella della ricchezza.
democrazia
Demagogia: l'aspirazione economica e sociale delle masse per mantenere o conquistare il potere
Platone fu tra i primi pensatori e scrittori a occuparsi di democrazia e aveva previsto che lasciare che il popolo si governasse da solo lo avrebbe spinto nelle mani di un tiranno. Egli, nel "Gorgia", fa dire a Socrate che Pericle aveva reso gli Ateniesi pigri, vili, chiacchieroni e avidi di denaro, istituendo per primo uno stipendio per gli uffici pubblici. Della democrazia, Platone critica soprattutto il suo aspetto demagogico. Nella democrazia i ricchi detentori del potere si indeboliscono e i sudditi poveri prendono il sopravvento e instaurano il governo del popolo proclamando l'uguaglianza dei cittadini e distribuendo le magistrature. Per i giovani diventano sovrani i desideri e i piaceri che "finiscono per occupare la rocca dell'anima, trovandola vuota di dottrine, costumi belli e ragionamenti veri". L'eccesso di libertà, quindi, cade nel suo opposto: la servitù.
Democrazia: ciò che precede la tirannide.
comunismo
Nasce in antitesi alla degenerazione della democrazia Ateniese del suo tempo. Affinché lo Stato funzioni e ci sia giustizia, Platone prospetta come forma di governo ideale una sorta di comunismo. Suggerisce, in particolare, l'eliminazione della proprietà privata e la comunanza dei beni per le classi superiori (governanti e guerrieri), così che essi attendano più efficacemente alla gestione della cosa pubblica. I governanti, inoltre, non avranno famiglia. Platone ritiene che essi debbano avere in comune anche le donne, che dovranno godere di una completa uguaglianza rispetto agli uomini e che parteciperanno alla vita dello Stato su un piano di totale parità. Anche i bambini non apparterranno ad una famiglia, ma verranno tolti fin dalla nascita ai loro genitori: non sapendo quali siano i loro parenti vivranno come in una grande solidale famiglia.
VS
comunismo
Punti POSITIVI:
- Organicismo politico: modello statico e gerarchico di coesistenza sociale basato su ruoli fissi e nettamente differenziati;
- Sofocrazia;
- Eliminazione proprietà privata;
- Ciascun cittadino attende al proprio compito e ha ciò che gli spetta --> giustizia.
democrazia
Punti NEGATIVI:
- Demagogia;
- La politica è un'arte destinata a tutti: distribuzione magistrature;
- Sovranità, piaceri e desideri > virtù.
Ἡμεῖς χάριν ἔχομεν ὡς ὑμεῖς ἠκούσατε "Grazie per l'attenzione"
“La democrazia... è una costituzione piacevole, anarchica e varia, dispensatrice di uguaglianza indifferentemente a uguali e ineguali.” PLATONE - "Repubblica"