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L'AUTISMO

Marianna Donnarumma

Created on May 26, 2023

Progetto universitario a cura di Marianna Donnarumma

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ISTRUZIONI

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l'autismo

"A coloro che sentono però non riescono a comunicare"

A cura di Marianna Donnarumma MATRICOLA A64000387 Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli Corso di Laurea - Infermieristica pediatrica Anno Corso: 2° - 2022/2023

Storia

COS'E' L'AUTISMO?

Definizione
Epidemiologia
Eziopatogenesi
LE TRE AREE DEL CERVELLO COLPITE
ETEREOGENEITA' DELL'AUTISMO
UNA DIAGNOSI PRECOCE
RICONOSCERLO NEL PAZIENTE PEDIATRICO
Test preliminari
Strumenti testistici
COME EFFETTUARE UNA DIAGNOSI?
Scale di valutazione
I 3 livelli di Autismo
APPROCCIO TERAUPETICO
Le 5 categorie di trattamento
Focus sull'età prescolare (ABA, ESDM, Ruolo dei genitori)

un po di storia...

Eugen Bleuler, psichiatra svizzero, fu il primo ad aver coniato il termine “Autismo” utilizzato per la prima volta nel 1911, con l’obiettivo di descrivere precisi deficit e difficoltà che egli definiva come “ritiro dal mondo”. Il termine “Autismo” deriva dal greco autos = sé stesso e ism= stato, per cui stato di chiusura in sé stessi.

DEFINIZIONE

L'autismo, come si legge sul sito del Ministero della Salute «è un disordine neuropsichico infantile, che può comportare gravi problemi nella capacità di comunicare, di entrare in relazione con le persone e di adattarsi all'ambiente» e fa parte dei «disturbi pervasivi dello sviluppo» (considerato un DSA) L’età di esordio si colloca generalmente entro i 3 anni e secondo il DSM 5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali 5) le aree prevalentemente interessate sono: • l’interazione sociale reciproca; • l’abilità di comunicare idee e sentimenti • la capacità di stabilire relazioni con gli altri.

Info

EPIDEMIOLOGIA

DANIMARCA E SVEZIA

Gli studi epidemiologici internazionali hanno riportato un incremento generalizzato della prevalenza di Autismo. Una migliore formazione dei medici, le modifiche dei criteri diagnostici e l’aumentata conoscenza del disturbo da parte della popolazione generale, connessa anche al contesto socioeconomico, sono fattori da tenere in considerazione nell’interpretazione di questo incremento.

STATI UNITI

GRAN BRETAGNA

PER QUANTO RIGUARDA IL NOSTRO PAESE?

Info

EZIOPATOGENESI

Nella maggior parte delle persone con Autismo la causa rimane sconosciuta. La numerosità di sintomi clinici e le altre alterazioni evidenziabili con il supporto di indagini strumentali, tuttavia, ci suggeriscono una molteplicità di cause. Grazie agli studi condotti, ad oggi molti ricercatori ritengono che tra queste vi siano quelle genetiche e quelle ambientali.

Tra le cause ambientali che sono ritenute di una certa importanza vi è l’esposizione delle madri durante la gravidanza ad infezioni virali quali il virus della rosolia e il citomegalovirus o a sostanze chimiche quali la talidomide o l’acido valproico.

I fattori di rischio genetico e ambientale nell’Autismo non vanno considerati necessariamente in modo separato. È possibile che una particolare combinazione di geni conferisca ad un individuo solo una suscettibilità, cioè un rischio latente, per l’Autismo e che sia invece la presenza di uno o più fattori ambientali a convertire quella potenzialità nella comparsa conclamata dei sintomi tipici della 'malattia'.

Anche la nascita prematura può essere un fattore di rischio: maggiore è il livello di prematurità, maggiore è il rischio di un DSA.

lE TRE AEREE DEL CERVELLO COLPITE

Comunicazione e interazioni sociali

Comportamento, interessi e attività

Linguaggio

Nei casi più gravi i bambini non imparano mai a parlare. Al contrario, quelli che imparano, lo fanno molto più tardi rispetto alla norma e utilizzano le parole in modo insolito. Spesso ripetono le parole pronunciate da altri (ecolalia), utilizzano discorsi stereotipati memorizzati al posto di un linguaggio più spontaneo o invertono i pronomi, in particolare usando tu al posto di io o me per riferirsi a sé stessi. La conversazione può non essere interattiva e, ove presente, è utilizzata per indicare o richiedere, piuttosto che per condividere idee o sentimenti. Le persone con un disturbo dello spettro autistico possono parlare con un ritmo e un tono insoliti.

Spesso, i neonati affetti da un DSA si coccolano e stabiliscono contatti visivi in modi atipici. Sebbene alcuni bambini si agitino quando sono separati dai genitori, possono non voltarsi verso di loro per cercare sicurezza come fanno gli altri bambini. I bambini più grandi preferiscono giocare da soli e non stringere rapporti interpersonali, soprattutto al di fuori della famiglia. Quando interagiscono con gli altri, spesso non utilizzano il contatto visivo o le espressioni facciali per stabilire legami sociali e hanno difficoltà a interpretare gli umori e le espressioni altrui. Possono avere difficoltà a capire come e quando entrare in una conversazione e a riconoscere parole inappropriate o sgarbate. Tutti questi fattori fanno sì che gli altri li considerino strani o eccentrici, portandoli all’isolamento sociale.

Le persone autistiche sono molto restie ai cambiamenti, ad esempio a nuovi alimenti o giocattoli, a una diversa disposizione dei mobili e a nuovi indumenti. Possono legarsi eccessivamente a un particolare oggetto inanimato. I bambini più piccoli/più gravemente affetti ripetono alcune azioni: dondolano, battono le mani o fanno ruotare gli oggetti. Alcuni possono procurarsi lesioni con comportamenti ripetitivi, come battere la testa o mordersi. Nelle forme meno gravi, possono guardare lo stesso video più volte o insistere a mangiare lo stesso cibo a ogni pasto. Alcune volte le persone con un DSA hanno interessi molto precisi e spesso insoliti. Possono avere reazioni esagerate alle sensazioni, sia in positivo che in negativo. Possono manifestare un’estrema repulsione verso alcuni odori, gusti o consistenze. Possono ignorare alcuni suoni o essere estremamente seccati da altri.

ETEREOGENEITA’ A LIVELLO BIOLOGICO E NEUROPSICOLOGICO

Da decenni di ricerca emergono dati disomogenei: alcuni bambini con autismo presentano una circonferenza cranica più larga della media, altri troppo ridotta; certi presentano un volume eccessivo di strutture cerebrali come l’amigdala e l ’ippocampo oppure un volume eccessivamente ridotto; Sono stati rilevati livelli anomali di neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina e anche di neuro ormoni quali l’ossitocina e la vasopressina… alcuni bambini con autismo hanno problemi gastrointestinali, disturbi del sonno e dell’alimentazione, ed epilessia.

A livello neuropsicologico: studi di questi ultimi anni evidenziano una notevole variabilità: alcuni bambini con autismo falliscono i compiti sulla “Teoria della Mente” , ma altri li passano. Inoltre sembra che non tutti i bambini con autismo abbiano difficoltà nell’imitazione e nella comprensione dell’emozioni.

Info

DIAGNOSI PRECOCE: difficoltà e importanza

L’autismo è uno spettro con un’ampia gamma di comportamenti. Un non specialista potrebbe non riconoscere i suoi sintomi poiché sono più vari e diversi di quanto comprenda. L’autismo non può essere diagnosticato con una visita rapida in studio.

La difficoltà della diagnosi nei bambini piccoli si rifà anche al fatto che gli strumenti diagnostici utilizzati non sono adatti alla più tenera età. I principali criteri di diagnosi si riferiscono a comportamenti che potrebbero non ancora essere apparsi (ad esempio il linguaggio). Nel bambino molto piccolo, le differenze nei vari ambiti di sviluppo sono meno percettibili, in quanto possono dipendere dalla differenza di pochi mesi nello sviluppo.

L’identificazione precoce dell’autismo rappresenta una sfida importante poiché dà la possibilità di intervenire in un’età dove alcuni processi di sviluppo possono ancora venire modificati. Esistono dei “campanelli di allarme” che consentono di sospettare molto precocemente il rischio di disturbo dello spettro dell’autismo.

riconoscerlo nel paziente pediatrico

I SEGNALI NELLE VARIE FASCE DI ETA'

Tra i 12 e i 24 mesi

Dai 6 ai 12 mesi di vita

Dai 24 mesi in avanti

DIAGNOSI: come?

Per la diagnosi di autismo non esistono indagini di laboratorio, test diagnostici o di screening prenatali o altri strumenti che possano confermare da soli la presenza di un ASD. Bisogna effettuare una valutazione completa!

PROFILO MULTIDIMENSIONALE DEL BAMBINO

OSSERVAZIONE

COLLOQUIO CON I GENITORI

uso di STRUMENTI TESTISTICI

diretta del comportamento del bambino

e auspicabilmente con altre figure di riferimento, come gli insegnanti...

evidenziare non solo le criticità, ma anche le potenzialità che diverranno la base sulla quale costruire il progetto terapeutico-riabilitativo

Un questionario molto utilizzato a livello sanitario nazionale è la Checklist for Autism in Toddlers (CHAT) o la sua seconda versione Modified Checklist for Autism in Toddlers (M-CHAT).

TEST PRELIMINARI

CHAT

La CHAT è stata sviluppata con l’intenzione di individuare all’interno della popolazione generale bambini con caratteristiche di sviluppo compatibili con un rischio di autismo.È composta da due parti: 1. una compilata direttamente dal pediatra in base alle sue osservazioni dirette, 2. l’altra è invece un breve questionario rivolto ai genitori che indaga la presenza di tre competenze che il bambino con sviluppo tipico dovrebbe avere acquisito a 18 mesi d’età: - l’attenzione congiunta - il gesto dell’indicare - il gioco di finzione Valuta quindi la presenza/assenza di queste tre competenze.

M-CHAT

La M-CHAT, valuta, oltre le tre competenze della CHAT, la presenza/assenza anche di altre:- la risposta al nome - anomalie sensoriali - comportamenti ripetitivi

COSA FARE DOPO..?

Se da un primo screening risulta che il bambino potrebbe essere affetto da un disturbo dello spettro autistico, deve essere sottoposto a una valutazione completa realizzata da professionisti esperti. In tal caso il professionista si può far supportare durante il processo diagnostico da alcuni validi strumenti. VEDIAMO QUALI SONO!

Autism Diagnostic Observation Schedule (ADOS-2)

Autism Diagnostic Interview, Revised (ADI-R)

LE SCALE DELL'AUTISMO

PER UNA PIU' ACCURATA VALUTAZIONE

CARS

Childhood Autism Rating Scale

ASRS

Autism Spectrum Rating Scales

E PER L'APPROCCIO TERAPEUTICO..?

Data la complessa eterogeneità presente nei DSA, non esiste un trattamento per l’autismo che funzioni per tutti allo stesso modo. Attualmente esistono diversi modelli e strategie d’intervento di documentata efficacia, ma non ci sono prove assolute a sostegno della superiorità di un modello rispetto agli altri. …Oggi sappiamo che l’intervento utile va “cucito addosso” all’individuo con autismo, ovvero basato sul suo profilo di abilità e disabilità e che sia sostenibile per il contesto familiare di riferimento. L’individuo con autismo, se opportunamente trattato, può progredire!

I LIVELLI DELL'AUTISMO per un supporto diverso

Il DSM-5 include linee guida per la classificazione dell’autismo in base al livello. Questi livelli hanno sostituito altri disturbi dello sviluppo neurologico che condividevano i sintomi con l’autismo, come la sindrome di Asperger.

Ci sono tre livelli, ognuno dei quali riflette un diverso livello di supporto di cui qualcuno potrebbe aver bisogno.

First

Second

Third

I bambini con autismo di livello 1 spesso mantengono un’alta qualità della vita con poco supporto.

Il DSM-5 rileva che quelli con autismo di livello 2 richiedono un supporto sostanziale

Livello più grave: Secondo il DSM-5, si richiede un supporto molto sostanziale.

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IL TRATTAMENTO

Secondo una review pubblicata su «The Lancet» , una rivista scientifica inglese di ambito medico, i diversi approcci comportamentali sono classificabili in cinque categorie complementari:

Interventi rivolti a specifiche abilità-target

Early Intensive Behavioral Intervention (EIBI)

Il linguaggio (Picture Exchange Communication System, PECS), le abilita sociali (Social Skill Training) o le autonomie personali (Training in living skills and autonomy). I destinatari di questi interventi sono bambini, adolescenti o adulti con specifiche necessità di supporto in determinate aree.

Approcci che mirano alla riabilitazione di diverse abilita (livello cognitivo, linguaggio, abilita sensomotorie e competenze adattive) attraverso programmi intensivi di lunga durata. In questa categoria rientrano gli approcci di apprendimento strutturati come l’Applied Behavior Analysis (ABA) e l’Early Start Denver Model (ESDM).

Interventi mediati dai genitori

Treatment and Education of Autistic and related communication Handicapped Children (TEACCH)

Terapia cognitivo-comportamentale

si rivolge a una più ampia fascia d’età e ha come fine lo sviluppo del maggior grado possibile di autonomia nella vita personale, sociale e lavorativa, attraverso strategie educative che potenzino le capacità della persona con ASD.

Rappresenta la metodologia d’intervento target su aspetti come ansia e aggressività.

Ma andiamo a vedere gli interventi rivolti ai bambini in età prescolare: la fascia di età di nostro interesse...

ABA Applied Behavior Analysis

ESDMEarly Start Denver Model

IL RUOLO DEI GENITORI

Oggi i genitori sono parte attiva del processo abilitativo del bambino con autismo. Con l’alleanza educativa tra famiglia, scuola, professionisti (educatore, psicologo, pedagogista, neuropsichiatra) si può stilare un intervento programmato ed efficace.

Un modello d’intervento di tipo globale, che viene svolto in un contesto naturalistico ed è rivolto a bambini con disturbo dello spettro dell’autismo tra i 12 e i 60 mesi di età. Esso si serve dei principi comportamentali dell’Analisi del Comportamento Applicata (ABA), indirizzandoli principalmente sul sistema affettivo e relazionale.

Uno dei trattamenti maggiormente studiati e validati scientificamente. E' un programma comportamentale che nasce dagli studi di Lovaas (1979) sui principi cardine dell’apprendimento umano.

INFO

Cosa ci dice uno studio sulla rivista scientifica 'Research in Developmental Disabilities' ?

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INFO

THANKS!

  • American Psychiatric Association, Diagnostic and statistical manual of mental disorders - fifth edition (DSM-5), 2013, Washington DC
  • Batistini P., L’autismo nel DSM 5, centro Humanitas – Prato
  • D’Andrea V., Autismo infantile: 10 cose da sapere, 17 marzo 2023, in https://www.nostrofiglio.it
  • Di Tommaso E, seminario Conoscere l’Autismo: https://www.igeacps.it
  • La teoria della mente o come capire gli stati mentali degli altri, 2019 in https://www.guidapsicologi.it
  • L’importanza della diagnosi precoce in https://www.scopriamolautismo.it
  • Livelli di autismo: sintomi e prospettiva dei livelli di gravità, 22 dicembre 2020, in https://sanpietroperugia.it
  • Mazzone L., Lucidi F., Giovagnoli G., I trattamenti evidence based nel disturbo dello spettro dell’autismo, 2 set 2020, in https://www.erickson.it
  • Ministero della salute: https://www.salute.gov.it
  • Mirandola E., Valutazione dell’autismo: strumenti e test, in https://www.psicoterapiascientifica.it
  • Sardo M., Autismo il ruolo dei genitori, 25 gen 2013.
  • Stephen Brian Sulkes, Disturbi dello spettro autistico, in «Manuale MSD, Versione per i pazienti», rev. feb 2022
  • The Manual’s Editorial Staff, I fatti in breve: L’Autismo, in «Manuale MSD, Versione per i pazienti», rev. set 2021.
  • Kandola, A. 2019. Levels of Autism: Everything You Need to Know. Reviewed by Karen Gill

L'UTILITA' DEI GENITORI

L’approccio che i genitori hanno nei confronti dei bambini che presentano disturbi dello sviluppo ha rilevanti impatti sulla loro crescita. In particolare quando le mamme e i papà utilizzano la cosiddetta “genitorialità positiva” i sintomi e la gravità della disabilità del piccolo sono più propensi a diminuire nel tempo. CHE COS'E'? La “genitorialità positiva” si colloca tra quella permissiva e quella autoritaria e rappresenta un sano equilibrio tra volontà del bambino e disciplina. QUALI SONO I BENEFICI? i figli manifestano una maggiore indipendenza, un più appropriato uso del linguaggio, più forte espressione emotiva, interazione sociale e un miglior temperamento. QUAL E' L'OSTACOLO? I ricercatori ammettono che questa strada può essere particolarmente difficile. Se si pensa a genitori di un bambino con una disabilità dello sviluppo, è intuitivo immaginare un atteggiamento più deciso e autoritario dato che si suppone che il bambino non riesce a capire le cose da solo. D’altra parte, per un figlio con autismo può sembrare più facile e meno controverso essere più permissivi per evitare il conflitto. Lo studio rileva l’importanza di trovare un equilibrio: un bambino con disabilità non dovrebbe essere soggetto a norme diverse in famiglia, né essere il centro di questa.

Dai 24 mesi in avanti diventa assolutamente inequivocabile che tutti i sistemi di comunicazione, verbale e non, sono alterati: si parla di "chiusura del canale comunicativo".

  • Il bambino non interagisce in alcun modo con le persone che lo circondano (non sorride, non guarda negli occhi, non dimostra gioia, sorpresa, curiosità).
  • Tende a non comprendere neanche uno tra i più semplici codici di comunicazione;
  • E' insofferente verso il contatto fisico;
  • Non ha un moto affettuoso;
  • Non è attratto dalla compagnia di altri bambini;
  • Può avere crisi di paura ingiustificata;
  • E' più a suo agio quando è da solo.
  • Può non aver acquisito alcuna forma di linguaggio oppure può usare in modo ripetitivo solo poche parole o frasi.

IN ITALIA

Si stima 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenti un disturbo dello spettro autistico con una prevalenza maggiore nei maschi: i maschi sono 4,4 volte in più rispetto alle femmine

Tra i 12 e i 24 mesi si dimostra del tutto indifferente nei confronti della madre:

  • Non piange quando lei si allontana,
  • Non le sorride quando si avvicina.
  • Non manifesta interesse nei confronti di giochi come il "nascondino del viso"
  • Non appare divertito se gli si cantano canzoncine.
  • Quando guarda un oggetto per afferrarlo non cerca con lo sguardo la collaborazione della mamma per riuscire nell'intento.
  • Non cerca di coinvolgerla nei giochi o quando osserva le figure di un libro.
  • Può non pronunciare alcun monosillabo ("ma"; "ba"; "pa").
  • Non comprende i divieti ("Non fare questo!");
  • Non ubbidisce a semplici ordini ("Prendi la palla!");
  • Non reagisce alle lodi;
  • Non esprime emozioni appropriate alle specifiche circostanze.

LIVELLO 1

I bambini con autismo di livello 1 hanno problemi evidenti con le capacità di comunicazione e socializzazione con gli altri. Di solito possono avere una conversazione, ma potrebbe essere difficile mantenere uno scambio di battute avanti e indietro. Altri a questo livello potrebbero avere difficoltà a raggiungere e fare nuove amicizie. Il supporto prevede una terapia comportamentale o altri tipi di terapia. Questi approcci possono aiutare a migliorare le capacità sociali e di comunicazione e a sviluppare comportamenti positivi che potrebbero non venire naturalmente.

Danimarca e Svezia...

La prevalenza del disturbo è 1 su 160

QUANDO?

L’intervento ABA, praticato da tecnici specializzati e certificati, risulta maggiormente efficace se iniziato in età precoce e condotto in maniera intensiva. Tra i fattori che influenzano l’efficacia dell’intervento ci sono anche il livello cognitivo del bambino, le abilità linguistiche e la severità dei sintomi.

Gran Bretagna...

La prevalenza è 1 su 86

Stati Uniti...

La prevalenza del disturbo è stimata essere circa 1 su 54 tra i bambini di 8 anni

Danimarca e Svezia...

La prevalenza del disturbo è 1 su 160

ADI-R

L’ADI-R, progettata per essere usata in combinazione con ADOS, è un’intervista destinata a genitori e caregiver di bambini e adulti con sospetto di autismo con una età mentale superiore ai 2 anni. Permette di ottenere una gamma completa di informazioni per la diagnosi di autismo focalizzandosi sull’osservazione sistematica e standardizzata di comportamenti riferiti principalmente alle aree coinvolte in un disturbo autistico: Linguaggio e comunicazione, Interazione sociale reciproca, Comportamenti stereotipati e interessi ristretti. L’ADI-R risulta molto utile per formulare una diagnosi formale, riferita all’intera anamnesi dello sviluppo del soggetto, per una stima complessiva della gravità della patologia e per pianificare una terapia o un progetto educativo sulla base delle rilevazioni effettuate.

LIVELLO 2

I sintomi associati a questo livello includono una più grave mancanza di capacità di comunicazione sia verbale che non verbale. Questo spesso rende difficili le attività quotidiane. I bambini con autismo di livello 2 generalmente hanno bisogno di più supporto rispetto a quelle con autismo di livello 1. Anche con il supporto, potrebbero avere difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti nel loro ambiente. Una varietà di terapie può aiutare. Ad esempio, la terapia di integrazione sensoriale può essere utilizzata a questo livello. Aiuta le persone a imparare come gestire gli input sensoriali, come: odori sgradevoli, suoni forti o fastidiosi cambiamenti visivi che distraggono tipo luci lampeggianti. Quelli con autismo di livello 2 tendono a beneficiare anche della terapia occupazionale. Questo tipo di terapia aiuta le persone a sviluppare le capacità di cui hanno bisogno per completare le attività quotidiane, come il processo decisionale o le abilità legate al lavoro.

ADOS-2

L’ADOS è considerato il gold standard --> il test diagnostico più accurato per confermare la presenza di un ASD.

Permette la diagnosi di autismo attraverso l’osservazione dei comportamenti sociali e della comunicazione e valuta quasi tutti i soggetti con sospetto di autismo, dai bambini che non parlano agli adulti senza disturbi nella verbalizzazione. È articolato in quattro moduli e il soggetto viene valutato attraverso un solo modulo a seconda della sua età cronologica e dello sviluppo linguistico.

OBBIETTIVI

Il trattamento mira a esporre, in maniera guidata, il bambino a situazioni di gioco sociale strutturate, che possano stimolarne l’imitazione e la socializzazione, aumentandone la competenza.

L’alternanza del turno di gioco stimola la condivisione dell’attenzione, della reciprocità e del contatto oculare e ogni tentativo/gesto comunicativo viene sistematicamente rinforzato. L’intervento inizia con una valutazione del livello attuale di abilità del bambino nelle aree dell’imitazione, comunicazione verbale e non verbale, sviluppo sociale e gioco; sulla base di questa vengono programmati gli obiettivi da apprendere nelle 12 settimane successive, al termine delle quali si procederà con una nuova rivalutazione e una nuova programmazione degli obiettivi per le 12 settimane successive.

LIVELLO 3

Oltre a una più grave mancanza di capacità di comunicazione, i bambini con autismo di livello 3 mostrano anche comportamenti ripetitivi o restrittivi. I comportamenti ripetitivi si riferiscono al fare la stessa cosa più e più volte, che si tratti di un’azione fisica o di pronunciare la stessa frase. I comportamenti restrittivi sono quelli che tendono a distanziare qualcuno dal mondo che li circonda. Ciò potrebbe comportare l’incapacità di adattarsi al cambiamento o interessi ristretti in argomenti molto specifici. I pazienti con autismo di livello 3 spesso necessitano di una terapia frequente e intensiva che si concentri su una varietà di questioni, tra cui comunicazione e comportamento. Possono anche trarre beneficio dai farmaci. Sebbene non esistano farmaci che trattano specificamente l’autismo, alcuni farmaci possono aiutare a gestire sintomi specifici o disturbi concomitanti, come depressione o difficoltà di concentrazione. Qualcuno con questo livello di autismo potrebbe anche aver bisogno di un caregiver che lo aiuti ad apprendere le abilità di base che gli consentiranno di avere successo a scuola, a casa o al lavoro.

LA TEORIA DELLA MENTE

Si definisce teoria della mente o TOM (acronimo dall’inglese Theory of mind) la capacità di capire gli stati mentali altrui. Questa capacità è normalmente sviluppata da bambini e serve per identificare le credenze, le abitudini e i comportamenti e prevederli, per poter interagire con gli altri. La teoria della mente è una capacità che viene appresa con gli anni. Secondo alcuni studi, il tutto inizia già a partire dal primo anno di età, quando il bambino inizia a elaborare l’intenzionalità delle azioni, imitando il comportamento dei genitori. Intorno ai 2-3 anni normalmente si incomincia a comprendere anche alcune intenzioni più complesse come le emozioni, i desideri o i giochi di finzione, mentre intorno ai 4 anni la teoria della mente è normalmente un processo già acquisito e completato.

L’autismo si caratterizza per una mancanza di comprensione e empatia per l’altro, per problemi che non sono necessariamente linguistici.

Dai 6 ai 12 mesi di vita

A sei-otto mesi di vita possono evidenziarsi i primi segni di autismo, anche se per esserne certi bisogna aspettare che il bambino cresca e l'irrinunciabile supporto di uno specialista. Ecco quali segnali possono suggerire il problema:

  • Non tende le manine verso la mamma per essere preso in braccio;
  • Non manifesta reazioni particolari quando la mamma compare;
  • Reagisce poco ai suoni;
  • Ha un pianto difficile da interpretare;
  • E' molto irritabile.

È però possibile che fino agli 8-12 mesi di vita (circa) il bambino abbia comportamenti quasi normali e che il disturbo cominci a manifestarsi vistosamente dopo: in una simile eventualità si parla di "caduta delle competenze".

LA PROCEDURA

Il metodo ABA si basa su 4 procedure:

  • Prompting, per integrare nuovi comportamenti mai fatti prima;
  • Fading, per imparare a rispondere autonomamente agli stimoli;
  • Shaping, per rinforzare i comportamenti sempre più vicini al raggiungimento di un obiettivo;
  • Chaining, per assimilare le sequenze più lunghe.

L'Autismo come DSA

L’autismo è considerato un DSA ("Disturbo dello spettro autistico") in quanto si configura come una disabilità “permanente” che accompagna il soggetto nel suo ciclo vitale con un deficit sociale che assume un’espressività variabile nel tempo con caratteristiche che variano sensibilmente per tipologia e intensità, da persona a persona.

“Ogni individuo affetto da autismo è unico e irripetibile perché esistono infinite combinazioni di questa sindrome”

ASRS

Un altro strumento utile a indirizzare le decisioni diagnostiche, la progettazione del trattamento e il monitoraggio continuo della risposta all'intervento sono le Autism Spectrum Rating Scales (ASRS) che misurano i sintomi, i comportamenti e le caratteristiche associati ai disturbi dello spettro autistico (ASD), nei bambini e negli adolescenti dai 2 ai 18 anni di età, in base a informazioni fornite da genitori e insegnanti.

DA CHI VIENE SVOLTO? L’ESDM è praticabile sia da professionisti della salute mentale quali psicologi, tecnici della neuropsicomotricità, logopedisti, operatori ABA, terapisti occupazionali, sia da insegnanti e genitori, previa specifica formazione. DOVE? L’intervento, che si svolge sempre in contesto naturalistico, può essere realizzato a casa, al nido, alla scuola dell’infanzia o in un parco giochi. QUALI SONO I MIGLIORAMENTI? Numerose evidenze, anche su un campione di bambini italiani, hanno mostrato significativi miglioramenti nel dominio cognitivo verbale e non verbale, nel dominio adattivo, nella comunicazione espressiva e ricettiva e una conseguente riduzione dello stress genitoriale, post trattamento ESDM.

STATI UNITI...

La prevalenza del disturbo è stimata essere circa 1 su 54 tra i bambini di 8 anni

GLI OBBIETTIVI

Il trattamento si focalizza su molteplici aree dello sviluppo:

  • Ambito cognitivo
  • Comunicazione
  • Abilità motorie
  • Capacità adattive
  • Competenze sociali
Esse vengono stimolate attraverso semplici richieste al bambino, a cui seguono dei rinforzi programmati e stimolanti, che incoraggiano la messa in atto di comportamenti funzionali. L’obiettivo principale è quello di incrementare il repertorio di comportamenti socialmente adattivi e ridurre, o estinguere, i comportamenti disfunzionali. I bambini con disturbo dello spettro dell’autismo trovano particolari difficoltà nell’apprendere dall’ambiente attraverso l’imitazione e l’ascolto, per cui si crea un setting altamente strutturato e prevedibile, in cui l’operatore trasmette il modello comportamentale attraverso la stimolazione dei canali di apprendimento prediletti dal bambino.

CARS

Un altro test per l’autismo ampiamente utilizzato. Si tratta di una scala che identifica soggetti con disturbo dello spettro autistico a partire dai 2 anni di età che si basa sull’osservazione diretta del comportamento e dei parametri di frequenza, intensità, particolarità e durata che lo caratterizzano. È suddivisa in 15 item relativi alle principali aree comportamentali, a ciascuno dei quali va assegnato, in base alla gravità, un punteggio