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La guerra del Vietnam

Paola Pia D'Alonzo

Created on May 25, 2023

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Transcript

LA GUERRA DEL VIETNAM

Il 2 settembre 1945 fu proclamata la Repubblica democratica del Vietnam, rendendo di conseguenza inevitabile lo scontro con la Francia, supportata dagli americani, in nome della lotta contro il comunismo

Dopo la Conferenza di Ginevra, tenutasi nel 1954, la penisola indocinese venne suddivisa in Laos, Cambogia e Vietnam, quest'ultimo a sua volta ripartito in: -Vietnam del Nord con capitale Hanoi e guidato da Ho Chin Minh (sostenuto dall'URSS) -Vietnam del Sud con capitale Saigon e affidato a Diem (sostenuto militarmente ed economicamente dagli americani)

La situazione politica del Sud precipita a causa di una politica economica fallimentare, per l'oppressione delle libertà politiche e di stampa e per l'inutile tentativo di fermare la guerriglia vietcong

1957

Nasce il Fronte Nazionale di Liberazione, formato da forze comuniste resistenti e da alcuni oppositori di Diem, e sarà supportato per tutto il tempo del conflitto da ingenti e continui rifornimenti delle superpotenze comuniste, quali Cina e URSS. Assieme al Partito Popolare Rivoluzionario e all'esercito di Liberazione la guerriglia si trasforma in una vera e propria guerra contro le forze sud vietnamite

1960

Con la seconda conferenza di Ginevra viene dichiarato neutrale il Laos: gli Stati Uniti intervengono militarmente in Vietnam, senza però entrare in conflitto diplomatico con la Cina

1962

Il governo statunitense cercò di convincere l'opinione pubblica che la Guerra del Vietnam fosse un atto necessario per difendere la democrazia e, nelle loro azioni di propaganda, sottolinearono il "nobile impegno" della guerra, un'azione di difesa del Sud democratico, sostenuto da Cina e Russia.

Nonostante la propaganda statunitense, in seguito ai sanguinosi e fallimentari esiti, una consistente parte dell'opinione pubblica americana fece sentire il proprio dissenso nei confronti della prosecuzione della guerra. Molti movimenti pacifisti, tra cui ad esempio gli hippies, presero parte a manifestazioni spesso soppresse dalla polizia e dalle forze paramilitari

Il successore di Kennedy alla presidenza degli Stati Uniti fu Lyndon Johnson (1963-1969) e il suo mandato fu segnato da una politica imperialista manifestatasi in particolare nel sud-est asiatico. Infatti, con Johnson il contingente militare americano coinvolto crebbe a dismisura: dai 15.000 uomini del 1962 ai quasi 400.000 del 1967.I consiglieri militari di Johnson, inoltre, acconsentirono all'uso su larga scala del napalm, il quale era di fatto proibito, e continui bombardamenti aerei su villaggi in cui, nella maggior parte dei casi, si trovavano solo civili innocenti: questo portò ad una totale inimicizia nei confronti dei soldati americani da parte del popolo vietnamita

Lyndon Johnson

Lyndon Johnson in un discorso televisivo alla nazione il 28 luglio 1965

"Ho chiesto al generale Westmoreland che cosa gli servisse per far fronte a questa crescente aggressione. Me lo ha detto. E noi soddisferemo le sue richieste. Non possiamo essere scomfitti con la forza delle armi. Rimarremo in Vietnam."

Combatteremo per mille anni!

Slogan propagandistico delle forze nordvietnamite e Vietcong

I TRATTATI DI PACE

Al presidente Johnson succedette nel 1969 Richard Nixon che, il 27 gennaio 1973, firmò a Parigi i trattati di pace con il Vietnam del Nord e nel marzo dello stesso anno ritirò le sue truppe.Nonostante questo la guerra tra Nord e Sud continuò per altri due anni fimo al crollo del Vietnam del Sud il 30 aprile 1975: la riunificazione del Vietnam avvenne nel segno della dittatura comunista e l'esempio clamoroso ne fu la città di Saigon, la quale, una volta conquistata, venne rinominata Ho Chi Minh in onore del dittatore. La guerra del Vietnam fu la prima sconfitta militare degli Stati Uniti, costò al Vietnam più di due milioni di morti, tre milioni di feriti e dodici milioni di profughi, e agli USA più di cinquantamila morti e centocinquantamila feriti

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