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Lavoro su Aristotele

Paolo Erario

Created on May 24, 2023

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Transcript

Aristotele, la Metafisica per indagare ulteriormente sull'essere

May, 350 a.C

UN NUOVO QUADRO DELLE SCIENZE, UN NUOVO CONCETTO DI METAFISICA

accademia di atene, grecia, IV secolo a.c

Aristotele, per inziare il suo "discorso metafisico", distingue tre gruppi di scienze: le scienze teoretiche, che hanno come oggetto il necessario, come scopo la conoscenza disinteressata della realta (priva di fini pratici) ed usano un metodo dimostrativo, le scienze pratiche, che studiano il possibile, orientano l'agire e seguono un metodo valido e, infine, le scienze poietiche che servono a produrre e manipolare oggetti ed opere d'arte; esse hanno lo stesso oggetto e metodo delle scienze pratiche. Tra le scienze teoretiche vi è anche la metafisica, di cui Aristotele da quattro diverse definizioni. Quella che ci è utile, però, fa riferimento alla metafisica come studio dell'"essere in quanto essere", che indica l'aspetto fondamentale e comune di tutta la realtà come oggetto di studio di tale scienza. Tutte le altre scienze, infatti, studiano una dimensione specifica dell'essere; solo la metafisica è in grado di analizzare le caratteristiche universali che strutturano la realtà: "tutto l'essere ed ogni essere" e, per questo, viene detta "filosofia prima".

Aristotele, il miglior allievo di Platone, intraprende una nuova indagine sull'essere e sulle strutture ultime del reale distaccandosi dal suo maestro.

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Aristotele, la Metafisica per indagare ulteriormente sull'essere

May, 350 a.C

l'essere è univoco o equivoco? nessuna delle due!, è polivoco

Univoco: quando viene sempre inteso come "esistere".

Polivoco: poichè noi vi attribuiamo significati particolari diversi ma riconosciamo un comune significato di fondo.

Aristotele ritiene che l'essere non debba venir considerato in modo:

bensì in modo

Equivoco: quando viene inteso ogni volta in un senso diverso, a seconda del contesto.

Per questo Aristotele attribuisce all'essere una molteplicità di aspetti:

Si comprende meglio che l'essere è polivoco, ovvero ha una molteplicità di significati che si riconducono tutti alla sostanza.

Per categorie s'intendono quegli aspetti generali che ogni essere ha e non può fare a meno di avere.

La più importante è la sostanza, che è il polo unificante delle categorie. Questo ha due implicazioni:

1) L'essere come accidente 2) L'essere come categorie 3) L'essere come vero 4) L'essere come potenza e atto

Se l'essere s'identifica con le categorie ed esse derivano tutte dalla sostanza, la domanda "che cos'è l'essere?" diventa "che cos'è la sostanza?"

Interpretazione ontologica: modi fondamentali in cui la realtà si presenta Interpretazione logica: modi in cui l'essere si predica delle cose

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Aristotele, la Metafisica per indagare ulteriormente sull'essere

May, 350 a.C

la metafisica ed il principio di non-contraddizione, una coppia inscindibile

Aristotele stabilisce che la sostanza è l'oggetto proprio della metafisica anche analizzando il processo di "costituzione" della filosofia prima. Egli, infatti, ritiene che la metafisica debba auto-costituirsi, in analogia con le altre scienze, attraverso un processo di "astrazione". Mediante esso, le altre discipline "spogliano" i loro oggetti di studio da tutte le caratteristiche che non sono fondamentali ai fini dell'indagine. Ad esempio, il matematico spoglia le cose da tutti gli aspetti sensibili e le riduce alla quantità, il fisico al movimento. Per fare ciò entrambi gli studiosi stabiliscono dei principi generali, o assiomi. Secondo Aristotele la metafisica deve generarsi riducendo tutti i molteplici significati della parola "essere" ad uno unico e fondamentale, in quanto il suo compito è quello di considerare l'essere solo come essere, non per una delle sue specifiche caratteristiche. L'assioma su cui la filosofia prima si basa è il principio di non-contraddizione, a cui il filosofo da una duplice sfumatura: 1) L'impossibilità logica di affermare e al tempo stesso negare un medesimo predicato relativamente ad un determinato soggetto 2) L'impossibilità ontologica che un determinato essere sia e insieme non sia quello che è.

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Aristotele, la Metafisica per indagare ulteriormente sull'essere

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la sostanza è universale nell'essere, l'accidente no

Forma: elemento attivo e determinante del sinolo che struttura la materia.

Uno dei concetti fondamentali della metafisica è la sostanza, cioè l'individuo concreto che può essere sia un soggetto reale di proprietà che un soggetto logico di predicati.

Ogni sostanza forma un sìnolo, un unione indissolubile di

Materia: elemento passivo della coppia e delineato dalla forma.

Casuale: indica una qualità fortuita della sostanza, che non concorre alla sua determinazione.

Strettamente collegata alla sostanza è l'essenza, struttura necessaria o natura propria di una cosa. La sostanza, infatti, viene concepita come l'essenza di una cosa, che la rende sempre riconoscibile.

Ben diverso dalla sostanza è l'accidente, che rappresenta una qualità che una cosa può avere e non avere. Ne esistono due tipi:

Eterno: è una qualità che non appartiene alla sostanza ma deriva dalla definizione della cosa.

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Aristotele, la Metafisica per indagare ulteriormente sull'essere

May, 350 a.C

ARISTOTELE CRITICA IL SUO MAESTRO PLATONE

ARISTOTELE

PLATONE

Ed è qui che ti sbagli, maestro, perché la forma è inseparabile dalle cose e contenuta in esse.

Secondo me ogni realtà sensibile è una copia imperfetta di un'idea perfetta ed immutabile.

In base al tuo pensiero dovrebbero, quindi, esistere anche idee eterne di oggetti artificiali e di accidenti, di cui neanche tu parli nei tuoi scritti.

Le idee, però, permettono di cogliere una forma comune tra due o più oggetti, che è anche quello di cui tu affermi l'esistenza.

Questo, impone, però che ci sia un'idea che racchiuda gli oggetti stessi e l'elemento comune, quella che io chiamo "terzo uomo".

Su questo devo ammettere che hai ragione. Pourtroppo devo constatare che l'allievo ha superato il maestro!

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Aristotele, la Metafisica per indagare ulteriormente sull'essere

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ARISTOTELE CRITICA I presocratici del periodo cosmologico

ARISTOTELE

DEMOCRITO

Per me l'intera realtà si genera da un arché di sola materia, l'atomo. Esso è la più piccola unità di materia non ulteriormente divisibile.

La mia filosofia può essere interpretata anche come una critica parziale nei confronti del vostro pensiero, poiché non ne condivido alcuni aspetti.

Ritengo, infatti, che la materia sia una condizione necessaria delle cose che esistono, poiché senza di essa non esisterebbero.

Qui mi trovo in accordo con te, perché anch'io ho posto alla base di tutto la materia.

C'è, però, una differenza: per me la materia è una condizione necessaria ma non sufficiente per l'esistenza delle cose, infatti deve essere sempre organizzata secondo una certa forma per garantire l'esistenza.

Su questo non posso obiettare semplicemente perché il mio pensiero appartiene ad una corrente di pensiero di tipo cosmologico e non ontologico: il mio scopo non era indagare l'essere ma la realtà.

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Aristotele, la Metafisica per indagare ulteriormente sull'essere

May, 350 a.C

Aristotele, la Metafisica per indagare ulteriormente sull'essere

May, 350 a.C

3°G a.s 2022/2023

Grazie per l'attenzione!

Ludovica Sassi, Aurora Mastrostefano, Luca Coletti, Paolo Erario

Brani di riferimento: 1) Metafisica VI, 1, La scienza teoretica per eccellenza 2) Metafisica IV, 1, La scienza dell'"essere in quanto essere" 3) Metafisica XII, 1, Le categorie 4) Metafisica VII, 3, La sostanza come materia e come forma 5) Metafisica, VIII, 2, La sostanza come sinolo di materia e forma

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