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Acquedotto Merida
Francesco Criscuolo
Created on May 24, 2023
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Transcript
Acueducto de los milagros
Acquedotto dei miracoli (merida)
vamos
Indice
1. Cos'è
2. Dove si trova
3. Chi lo ha costruito
4. Caratteristiche architettoniche
5. Origine del nome
Indice
1. Cos'è
2. Dove si trova
3. Chi lo ha costruito
4. Caratteristiche architettoniche
5. Origine del nome
cos'è?
L'Acquedotto dei Miracoli è una costruzione di ingegneria civile per il trasporto di acqua nel bacino di Proserpina, che si trova a cinque chilometri dall'antica città di Mérida in Spagna. Tradizionalmente si è datata la sua origine nella città di Augusta Emerita, capitale della provincia di Lusitania nell'Impero Romano nel I secolo, e continuò ad essere utilizzato nei secoli a venire. L'Acquedotto fa parte dell'insieme archeologico di Mérida, dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1993 La funzione principale di questo acquedotto era quella di fornire acqua al lato ovest della città. Il punto di raccolta dell'acqua o caput aquae era situato nel bacino di Proserpina, da dove nasceva una condotta che serpeggiava tra gli undici o dieci chilometri.
Uno studio controverso dell'Università Autonoma di Madrid diffuso dal giornale El País, mette in dubbio questa data e la anticipa al IV o V secolo. Ciò farebbe risalire il monumento all'architettura visigota con un'influenza bizantina. Questo studio è stato rifiutato, tra tanti altri, dallo stesso sindaco della città di Mérida, Antonio Rodríguez Osuna.
chi lo ha costruito
La possibile origine risalirebbe all'incirca al periodo della dinastia Julio-Claudia o alla famiglia Flavia. La città romana avrebbe tre precedenti acquedotti che fornivano acqua alla popolazione. Tuttavia, diversi studi non sono stati in grado di chiarire la data dei lavori o le fasi della sua costruzione.
LA città merida
Mérida è una meta in cui rivive l’antico Impero Romano. Il suo teatro romano continua a essere utilizzato dopo 2.000 anni di storia e nelle sere d’estate ospita il Festival Internazionale del Teatro Classico. La città fu fondata come colonia dai soldati veterani di Augusto delle legioni V Alaudae e X Gemina, nel 25 a.C. e fu costruita in gran parte da Marco Vipsanio Agrippa, amico e genero dell’imperatore. Situata lungo la Via de la Plata che univa Emerita Augusta con Asturica Augusta, Mérida è tutt’ora inserita in un paesaggio rurale di romantica bellezza. La nuova città iniziò subito un periodo di grande splendore sì da divenire negli ultimi anni del regno di Augusto una delle più importanti città di tutto l’Impero. Capitale della Lusitania e importante centro culturale, economico e militare, si dotò di un grande teatro, di un anfiteatro e di un circo. Nel secolo VI si diffuse il cristianesimo e a questo periodo risale il martirio di santa Eulalia di Mérida che divenne la venerata patrona della città
caratteristiche architettoniche
L'acquedotto scorre tortuoso sotto il suolo seguendo la curva di livello con una leggera pendenza. È per la maggior parte una galleria sotterranea scavata nella roccia viva, salvo nei passaggi su alcuni ruscelli che vengono attraversati tramite piccoli archi. Nella parte finale dell'acquedotto si situa l'arco più famoso che attraversa il fiume Albarregas, per il quale si dovettero costruire una serie di pilastri che costituiscono la parte più imponente. L'acquedotto entrava nella città nel punto più alto della collina del Calvario, dove venne edificato, all'interno delle mura, un ninfeo come chiusura monumentale (tradizionalmente denominato castellum aquae, nonostante questo dovette situarsi in prossimità).
La struttura è composta da robusti pilastri, nei quali si alternano cinque filari di blocchi di granito e uno di mattoni, conferendo così una peculiare eleganza dal miscuglio dei due colori, quello granito e il rosso intenso del mattone. Archi di differenti altezze si innestano sui pilastri, il cui nucleo è di opus caementicium. Gli archi di collegamento sono di mattoni, fatta eccezione per quello che attraversa il letto del fiume, che ha i conci di granito ben lavorati. I pilastri rimasti più o meno deteriorati sono ancora 73. Tradizionalmente si dice che il suo nome, Acquedotto dei Miracoli, si debba allo stupore generale che fosse resistito per così tanti secoli, come se si trattasse di un miracolo.
origine del nome
Tradizionalmente si dice che il suo nome, Acquedotto dei Miracoli, si debba allo stupore generale che fosse resistito per così tanti secoli, come se si trattasse di un miracolo divino.
Nell'immediata vicinanza, un piccolo ponte chiamato ponte romano di Albarregas corre parallelo agli archi dell'acquedotto.
grazie!!!
Lavoro svolto da: Francesco criscuolo, Tommaso Di Domenico, Luca La Manna
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