CANTO XII
Incontro con Pier della vigna
Come si può ben notare, il nucleo tematico del XIII Canto dell’Inferno è rappresentato dal personaggio di Pier della Vigna, a cui sono destinati 78 versi su 151. Attraverso questa figura, Dante può esprimere la sua aperta condanna al suicidio, in piena opposizione alla filosofia stoica
canto XII
Virgilio e Dante nel bosco in cui le anime dei miserabili sono trasformate in alberi.
Il Canto XIII dell’Inferno è ambientato nel secondo girone del settimo cerchio, nel quale sono punite le anime dei violenti contro sé stessi, nella persona (i suicidi) e nelle cose (gli scialacquatori). È un bosco fitto, buio, tetro, terrificante, dove non crescono piante e fiori ma solo intricati e neri cespugli e dove abitano mostruose creature come le Arpie e le cagne infernali.
pier della vigna
INDICE
1.
Introduzione
2.
figure retoriche
3.
parafrasi
4.
curiosità
l'incontro
FIGURE RETORICHE
Lv. 4, «fronda»: sineddoche (singolare per il plurale).
Lv. 72, «ingiusto fece»: anastrofe.
L.v. 37, «Uomini fummo, e or siam fatti sterpi»: chiasmo
Lv. 63, «sonni»: metonimia per indicare la tranquillità.
PARAFRASI:CANTO XII
"Io credo ch'ei credette ch'io credesse...”
Virgilio invita a parlare la pianta ancora sofferente ed essa racconta la sua vicenda terrena, con la speranza che Dante, ritornando nel mondo dei vivi, renda giustizia alla sua memoria. L'anima è quella di Pier della Vigna, il più ascoltato consigliere di Federico II di Svevia. Vittima dell'invidia, l'illustre cortigiano cadde in disgrazia presso l'imperatore al punto che, sapendosi innocente, incapace di sottrarsi alla vergogna delle accuse che gli venivano rivolte, si uccise.
Tempo: sabato 9 aprile 1300, verso l’alba. Luogo: cerchio 7 - girone 2°: violenti contro se stessi (suicidi e scialacquatori). Un bosco senza alcun sentiero, formato da alberi privi di foglie, fiori, frutti e contorti in modo orribile; tra i rami fanno il nido le brune Arpie che emettono cupi lamenti. Personaggi: Virgilio, Dante, Pier della Vigna
TEMATICHE CANTO XII
La violenza contro se stessi nella persona
L'identificazione personale dell’anima dannata
La violenza contro se stessi nelle cose
Il suicidio
Il suicidio secondo Epicurei e Stoici
IL SUICIDIO NELL'EPICUREISMO
L, Il suicidio dunque può essere una forma di parossismo del desiderio spinto ai suoi limiti di inautenticità. Il suicida ha voluto e ha cercato, ha desiderato cose innaturali, snaturate o comunque impossibili.
CURIOSITÀ
Pier Delle Vigne non fu solo un esecutore della volontà di Federico II di Svevia: in numerose lettere è chiaro che egli portò avanti una politica personale che gli garantì numerosi vantaggi e consentì alla sua famiglia di accumulare grandi ricchezze.
IL SUICIDIO NELLO STOICISMO
Avendo imparato che i mali sono tali solo in apparenza, lo stoico può anche accettare il suicidio come atto conclusivo del compito riservatogli dal destino, purché sia appunto una scelta deliberata e non dettata da un impulso momentaneo.
i gemellini riccio
GRAZIE PER L'ATTENZIONE
EDUCAZIONE CIVICA:XIII CANTO
Denise riccio
Created on May 24, 2023
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CANTO XII
Incontro con Pier della vigna
Come si può ben notare, il nucleo tematico del XIII Canto dell’Inferno è rappresentato dal personaggio di Pier della Vigna, a cui sono destinati 78 versi su 151. Attraverso questa figura, Dante può esprimere la sua aperta condanna al suicidio, in piena opposizione alla filosofia stoica
canto XII
Virgilio e Dante nel bosco in cui le anime dei miserabili sono trasformate in alberi.
Il Canto XIII dell’Inferno è ambientato nel secondo girone del settimo cerchio, nel quale sono punite le anime dei violenti contro sé stessi, nella persona (i suicidi) e nelle cose (gli scialacquatori). È un bosco fitto, buio, tetro, terrificante, dove non crescono piante e fiori ma solo intricati e neri cespugli e dove abitano mostruose creature come le Arpie e le cagne infernali.
pier della vigna
INDICE
1.
Introduzione
2.
figure retoriche
3.
parafrasi
4.
curiosità
l'incontro
FIGURE RETORICHE
Lv. 4, «fronda»: sineddoche (singolare per il plurale).
Lv. 72, «ingiusto fece»: anastrofe.
L.v. 37, «Uomini fummo, e or siam fatti sterpi»: chiasmo
Lv. 63, «sonni»: metonimia per indicare la tranquillità.
PARAFRASI:CANTO XII
"Io credo ch'ei credette ch'io credesse...”
Virgilio invita a parlare la pianta ancora sofferente ed essa racconta la sua vicenda terrena, con la speranza che Dante, ritornando nel mondo dei vivi, renda giustizia alla sua memoria. L'anima è quella di Pier della Vigna, il più ascoltato consigliere di Federico II di Svevia. Vittima dell'invidia, l'illustre cortigiano cadde in disgrazia presso l'imperatore al punto che, sapendosi innocente, incapace di sottrarsi alla vergogna delle accuse che gli venivano rivolte, si uccise.
Tempo: sabato 9 aprile 1300, verso l’alba. Luogo: cerchio 7 - girone 2°: violenti contro se stessi (suicidi e scialacquatori). Un bosco senza alcun sentiero, formato da alberi privi di foglie, fiori, frutti e contorti in modo orribile; tra i rami fanno il nido le brune Arpie che emettono cupi lamenti. Personaggi: Virgilio, Dante, Pier della Vigna
TEMATICHE CANTO XII
La violenza contro se stessi nella persona
L'identificazione personale dell’anima dannata
La violenza contro se stessi nelle cose
Il suicidio
Il suicidio secondo Epicurei e Stoici
IL SUICIDIO NELL'EPICUREISMO
L, Il suicidio dunque può essere una forma di parossismo del desiderio spinto ai suoi limiti di inautenticità. Il suicida ha voluto e ha cercato, ha desiderato cose innaturali, snaturate o comunque impossibili.
CURIOSITÀ
Pier Delle Vigne non fu solo un esecutore della volontà di Federico II di Svevia: in numerose lettere è chiaro che egli portò avanti una politica personale che gli garantì numerosi vantaggi e consentì alla sua famiglia di accumulare grandi ricchezze.
IL SUICIDIO NELLO STOICISMO
Avendo imparato che i mali sono tali solo in apparenza, lo stoico può anche accettare il suicidio come atto conclusivo del compito riservatogli dal destino, purché sia appunto una scelta deliberata e non dettata da un impulso momentaneo.
i gemellini riccio
GRAZIE PER L'ATTENZIONE