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I sette Re di Roma e i sette colli

Samantha Morales

Created on May 23, 2023

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I sette Re di Roma e i sette colli

Morales Samantha-Speranza Sofia

I sette Re di roma

  1. Romolo
  2. Numa Pompilio
  3. Tullo Ostilio
  4. Anco Marzio
  5. Tarquinio Prisco
  6. Servio Tullio
  7. Tarquinio il Superbo

I sette colli

  1. Palatino
  2. Campidoglio
  3. Aventino
  4. Quirinale
  5. Viminale
  6. Esquilino
  7. Celio

Romolo

A Romolo si fa risalire la fondazione di Roma, attraverso la leggenda di Romolo e Remo, i due gemelli miracolosamente scampanti dalla morte e allattati da una lupa per poter, da adulti, fondare la città "eterna". In realtà Romolo è ricordato soprattutto per aver instrapreso guerre con i popoli vicini e per aver conquistato le terre dei Sabini.

Numa Pompilio

Pompilio cercò di trasmettere al popolo i valori della religione e della virtù, che sentiva profondamente propri al punto che lui stesso accettò la sua carica di re solo dopo avere interpretato favorevolmente gli auspici divini. Tra religione e superstizione, dunque, in quel clima politeista che venerava molti dei, fece edificare molti templi e riformò il calendario. A Numa Pompilio si attribuisce, tra l'altro, l'istituzione dei pontefici, di cui sarebbe stato il primo

Tullo Ostilio

A lui si deve la guerra contro Alba Longa, che si decise dovesse avvenire sotto forma di duello tra i massimi campioni di lotta per evitare un conflitto sanguinario che avrebbe devastato la popolazione.Stretta quindi l'alleanza con Alba Longa, Roma, continua la sua opera di espansione conquistando le città etrusche. Il re di Alba Longa cercò di sostenere le città etrusche e si avvera così quello spargimento di sangue che vedrà la distruzione di Alba Longa che però non sarà ridotta in stato di schiavitù perché Roma necessita di crescere e dunque di nuova popolazione che, però, non vengono occupati ma abbandonati.

Anco Marzio

Anco Marzio continua a conquistare territori a sud e a deportarne i cittadini, accrescendo così ulteriormente l'importanza e la popolazione di Roma. Numerose le opere architettoniche realizzate per volere di Anco Marzio, tra queste si ricorda il primo scalo portuale sul Tevere, il porto Tiberino, il primo ponte sul Tevere, il ponte Sublicio edificato in legno che sostituiva l'antico guado presso l'isola Tiberina. La zona presso il ponte diventa un grande foro boario di scambi commerciali presso cui convergono la via del sale, le vie della transumanza del bestiame e le vie che portano alle città etrusche del sud e del nord.

Tarquinio Prisco

A Tarquinio si deve l’introduzione nel protocollo di corte i fasci littori e le più raffinate usanze etrusche: fece sfoggio di grande sfarzo durante le celebrazioni e si circondò di guardie del corpo. La città di Roma venne ingrandita e abbellita: si lastricarono le strade, si arricchì il Foro di nuovi tempi e di nuove strutture, si costruì il Circo Massimo e si iniziò la costruzione del tempio di Giove Capitolino. A Tarquinio si attribuisce anche il generale affinamento dei riti e delle tradizioni romane sotto l'influenza della più raffinata civiltà etrusca.

Servio Tullio

Servio Tullio continuò la politica di espansione territoriale di Roma dominando le rivolte di Veio, Cere e Tarquinia, i quali non riconoscevano in lui il successore di Tarquinio Prisco e per questo si rifiutarono di rispettare gli accordi di non belligeranza firmati con il predecessore. In ricordo delle sue origini emanò una legge che permetteva a chiunque di poter scalare i livelli sociali a dispetto delle origini di classe.

Tarquinio il Superbo

Viene ricordato per la sua tirannia e per l'assoluta malvagità, e per aver esasperato a tal punto il popolo romano da meritarsi l'appellativo di Superbo, nonché la rivolta che lo scacciò. Il Superbo sciolse il senato, ne vietò ogni riunione e uccise tutti coloro che gli mostrarono opposizione. Introdusse nuove tassazioni, arricchendo il suo patrimonio personale e distruggendo tutto l'impianto di riforme del suo predeccessore, governando senza alcuna regola e a suo esclusivo tornaconto.