Società aperta e società chiusa
Gugliotti, Pertosa
Il trattato "La società aperta ed i suoi nemici" fu pubblicata nel 1945 da Karl Popper ed è certamente il suo capolavoro di filosofia della politica. In esso il filosofo affronta in particolare la questione della società aperta e società chiusa e quella del paradosso della tolleranza.
FALSIFICAZIONISMO
Per parlare di politica Popper parte dal falsificazionismo, concezione epistemologica introdotta proprio da lui, secondo cui tutto deve essere soggetto a critica, dubbio, discussione e dimostrazione, comprese la scienza e la politica. Il verificazionismo, al contrario, è un'utopia, perché non si può dimostrare nessuna teoria come valida universalmente, nemmeno con una dimostrazione sperimentale.
SOCIETÀ APERTA
Una società aperta, quindi, è consapevole del carattere congetturale e sempre fallibile della conoscenza, per cui rimane aperta a più valori, a più visioni del mondo, partiti, religioni, proposte e critiche, restando chiusa solo all'intolleranza. È una società democratica, che sa che ogni soluzione non è definitiva ed è disposta alla discussione, alle revisioni decisionali e alle proposte di cambiamento. Al suo interno gli uomini sono liberi di assumere il timone della loro vita, liberi di manifestare un atteggiamento critico, liberi di pensare ciò che vogliono.
SOCIETÀ CHIUSA
Al contrario, una società come ad esempio quella nazista o degli altri totalitarismi è chiusa a causa della presunzione di essere la depositaria della verità assoluta e di essere legittimata ad imporre al popolo le proprie convinzioni e valori come dogmi unici e incontestabili. Gli individui, quindi, vedono soppressa qualunque libertà e la loro vita è regolata da norme rigide imposte dalle autorità. "Una società chiusa assomiglia ad un gregge o a una tribù per il fatto che è un'unità semi-organica i cui membri sono tenuti insieme da vincoli."
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CHI GOVERNA?
Popper sostiene inoltre che Platone abbia inquinato l'intera teoria politica occidentale, dal momento che il filosofo greco sosteneva che a comandare dovrebbero essere i filosofi, in quanto sanno cosa è bene e cosa è male. La domanda "Chi deve governare?" ha generato nel tempo risposte numerose quanto sterili (i migliori, un sovrano illuminato, il popolo, la razza superiore). Secondo Popper la domanda su chi debba comandare è una domanda irrazionale, perché ci rimanda alla ricerca di ciò che non esiste, ovvero di un individuo o una classe dotata di una supremazia sugli altri.
COME CONTROLLARE I GOVERNANTI?
La domanda razionale sarebbe invece "Come si possono controllare i governanti per evitare che siano intolleranti e tirannici?". Persino il consenso della maggioranza non garantisce una società democratica, infatti i sistemi totalitari hanno il massimo consenso eppure non sono democratici. Una società genuinamente democratica è dunque per Popper quella in una perenne dialettica tra le parti sociali, in cui si riescano a contrastare gli intolleranti.
PARADOSSO DELLA TOLLERANZA
Quindi, appare evidente che la libertà e la tolleranza debbano avere dei limiti anche in una società aperta: le istituzioni non possono permettere ai prepotenti ed ai potenti di schiavizzare i mansueti e le minoranze. Se si estende la propria tolleranza a tutti, compresi gli intolleranti, "allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi". La conclusione, apparentemente paradossale, formulata da Popper, consiste nell'osservare che l'intolleranza nei confronti dell'intolleranza stessa sia la condizione necessaria per la preservazione della natura tollerante di una società aperta. Tale soppressione dovrebbe avvenire non con le armi, ma finché è possibile con la filosofia, per portare a ragionamento e far cambiare idea agli intolleranti.
società aperta e società chiusa
Francesca Pertosa
Created on May 23, 2023
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Società aperta e società chiusa
Gugliotti, Pertosa
Il trattato "La società aperta ed i suoi nemici" fu pubblicata nel 1945 da Karl Popper ed è certamente il suo capolavoro di filosofia della politica. In esso il filosofo affronta in particolare la questione della società aperta e società chiusa e quella del paradosso della tolleranza.
FALSIFICAZIONISMO
Per parlare di politica Popper parte dal falsificazionismo, concezione epistemologica introdotta proprio da lui, secondo cui tutto deve essere soggetto a critica, dubbio, discussione e dimostrazione, comprese la scienza e la politica. Il verificazionismo, al contrario, è un'utopia, perché non si può dimostrare nessuna teoria come valida universalmente, nemmeno con una dimostrazione sperimentale.
SOCIETÀ APERTA
Una società aperta, quindi, è consapevole del carattere congetturale e sempre fallibile della conoscenza, per cui rimane aperta a più valori, a più visioni del mondo, partiti, religioni, proposte e critiche, restando chiusa solo all'intolleranza. È una società democratica, che sa che ogni soluzione non è definitiva ed è disposta alla discussione, alle revisioni decisionali e alle proposte di cambiamento. Al suo interno gli uomini sono liberi di assumere il timone della loro vita, liberi di manifestare un atteggiamento critico, liberi di pensare ciò che vogliono.
SOCIETÀ CHIUSA
Al contrario, una società come ad esempio quella nazista o degli altri totalitarismi è chiusa a causa della presunzione di essere la depositaria della verità assoluta e di essere legittimata ad imporre al popolo le proprie convinzioni e valori come dogmi unici e incontestabili. Gli individui, quindi, vedono soppressa qualunque libertà e la loro vita è regolata da norme rigide imposte dalle autorità. "Una società chiusa assomiglia ad un gregge o a una tribù per il fatto che è un'unità semi-organica i cui membri sono tenuti insieme da vincoli."
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CHI GOVERNA?
Popper sostiene inoltre che Platone abbia inquinato l'intera teoria politica occidentale, dal momento che il filosofo greco sosteneva che a comandare dovrebbero essere i filosofi, in quanto sanno cosa è bene e cosa è male. La domanda "Chi deve governare?" ha generato nel tempo risposte numerose quanto sterili (i migliori, un sovrano illuminato, il popolo, la razza superiore). Secondo Popper la domanda su chi debba comandare è una domanda irrazionale, perché ci rimanda alla ricerca di ciò che non esiste, ovvero di un individuo o una classe dotata di una supremazia sugli altri.
COME CONTROLLARE I GOVERNANTI?
La domanda razionale sarebbe invece "Come si possono controllare i governanti per evitare che siano intolleranti e tirannici?". Persino il consenso della maggioranza non garantisce una società democratica, infatti i sistemi totalitari hanno il massimo consenso eppure non sono democratici. Una società genuinamente democratica è dunque per Popper quella in una perenne dialettica tra le parti sociali, in cui si riescano a contrastare gli intolleranti.
PARADOSSO DELLA TOLLERANZA
Quindi, appare evidente che la libertà e la tolleranza debbano avere dei limiti anche in una società aperta: le istituzioni non possono permettere ai prepotenti ed ai potenti di schiavizzare i mansueti e le minoranze. Se si estende la propria tolleranza a tutti, compresi gli intolleranti, "allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi". La conclusione, apparentemente paradossale, formulata da Popper, consiste nell'osservare che l'intolleranza nei confronti dell'intolleranza stessa sia la condizione necessaria per la preservazione della natura tollerante di una società aperta. Tale soppressione dovrebbe avvenire non con le armi, ma finché è possibile con la filosofia, per portare a ragionamento e far cambiare idea agli intolleranti.