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Alessandro Manzoni
marialea salsi
Created on May 23, 2023
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Transcript
Alessandro Manzoni
ARTE
ITALIANO
Ritratto di Alessandro Manzoni di Hayez
"I Promessi Sposi"
STORIA
MUSICA
Il Risorgimento
"Requiem" di Verdi
VILLA MANZONI A LECCO
"I Promessi Sposi":un successo immediato e senza tempo
Edizione Quarantana: Francesco Gonin
"Amabile traduttore"
Progetto "Omaggio a Gonin" Giaveno (TO), 2017
Concorso della casa editrice Hoepli
GAETANO PREVIATI
GIOVANNI FATTORI
Altre edizioni illustrate di prestigio
RENATO GUTTUSO
GIORGIO DE CHIRICO
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150° ANNIVERSARIO DALLA MORTE DI ALESSANDRO MANZONI "La lettura de I Promessi Sposi ci riserva, ogni volta, nuovi e sorprendenti aspetti, per finezza, per arguzia, per profondità, per vividezza delle descrizioni, per il tratteggio psicologico dei personaggi; talmente autentici che i loro nomi, ancora oggi, definiscono caratteri esemplari."Sergio Mattarella
I personaggi de "I Promessi Sposi"
Fra Cristoforo
"Due occhi incavati eran per lo più chinati a terra, ma talvolta sfolgoravano, con vivacità repentina; come due cavalli bizzarri, condotti a mano da un cocchiere, col quale sanno, per esperienza, che non si può vincerla, pure fanno, di tempo in tempo, qualche sgambetto, che scontan subito, con una buona tirata di morso." CAPITOLO IV
"Tanto che, più d’una volta, o scoraggito, dopo una trista riuscita, o inquieto per un pericolo imminente, annoiato del continuo guardarsi, stomacato della sua compagnia, in pensiero dell’avvenire, per le sue sostanze che se n’andavan, di giorno in giorno, in opere buone e in braverie, più d’una volta gli era saltata la fantasia di farsi frate; che, a que’ tempi, era il ripiego più comune, per uscir d'impicci. Ma questa, che sarebbe forse stata una fantasia per tutta la sua vita, divenne una risoluzione, a causa d’un accidente, il più serio che gli fosse ancor capitato." CAPITOLO IV
I personaggi de "I Promessi Sposi"
Don Rodrigo
“Il PALAZZOTTO di don Rodrigo sorgeva isolato, a somiglianza d’una bicocca […]. Appiè del poggio, […] giaceva un mucchietto di casupole, abitate da contadini di don Rodrigo; ed era come la piccola capitale del suo piccol regno. Bastava passarvi, per esser chiarito della condizione e de’ costumi del paese. Dando un’occhiata nelle stanze terrene, dove qualche uscio fosse aperto, si vedevano attaccati al muro schioppi, tromboni, zappe, rastrelli, cappelli di paglia, reticelle e fiaschetti da polvere, alla rinfusa. La gente che vi s’incontrava erano omacci tarchiati e arcigni, con un gran ciuffo arrovesciato sul capo, e chiuso in una reticella; […] donne con certe facce maschie, e con certe braccia nerborute, buone da venire in aiuto della lingua, quando questa non bastasse: ne’ sembianti e nelle mosse de’ fanciulli stessi, che giocavan per la strada, si vedeva un non so che di petulante e di provocativo.” CAPITOLO V
“Ebbene, la consigli di venire a mettersi sotto la MIA PROTEZIONE. Non le mancherà più nulla, e nessuno ardirà d’inquietarla, o ch’io non son cavaliere.” A siffatta proposta, l’indegnazione del frate, rattenuta a stento fin allora, traboccò. Tutti que’ bei proponimenti di prudenza e di pazienza andarono in fumo: l’uomo vecchio si trovò d’accordo col nuovo; e, in que’ casi, fra Cristoforo valeva veramente per due. “Ho compassione di questa casa: la maledizione le sta sopra sospesa. State a vedere che la giustizia di Dio avrà riguardo a quattro pietre, e suggezione di quattro sgherri. VOI avete creduto che Dio abbia fatta una creatura a sua immagine, per darvi il piacere di tormentarla! VOI avete creduto che Dio non saprebbe difenderla! VOI avete disprezzato il suo avviso! Vi siete giudicato. Il cuore di Faraone era indurito quanto il vostro; e Dio ha saputo spezzarlo. Lucia è sicura da voi: ve lo dico io povero frate; e in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno....” CAPITOLO VI
“Guardò anche lui; vide un pulpito, […] poi alzarsi e comparir distinta una testa pelata, poi due occhi, un viso, una barba lunga e bianca, un frate ritto, fuor del parapetto fino alla cintola, fra Cristoforo. Il quale, fulminato uno sguardo in giro su tutto l’uditorio, parve a don Rodrigo che lo fermasse in viso a lui, ALZANDO INSIEME LA MANO, nell’attitudine appunto che aveva presa in quella sala a terreno del suo palazzotto. Allora alzò anche lui la mano in furia, fece uno sforzo, come per islanciarsi ad acchiappar quel braccio teso per aria; una voce che gli andava brontolando sordamente nella gola, scoppiò in un grand’urlo; e si destò.” CAPITOLO XXXIII
“Zitto!” interruppe il frate: “Credi tu che, se ci fosse una buona ragione, io non l’avrei trovata in trent’anni? Ah! s’io potessi ora METTERTI IN CUORE IL SENTIMENTO CHE DOPO HO AVUTO SEMPRE, e che ho ancora, per l’uomo ch’io odiavo! S’io potessi! io? ma Dio lo può: Egli lo faccia!... CAPITOLO XXXV
“Stava l’INFELICE, immoto; spalancati gli occhi, ma senza sguardo; pallido il viso e sparso di macchie nere; nere ed enfiate le labbra: l’avreste detto il viso d’un cadavere, se una contrazione violenta non avesse reso testimonio d’una vita tenace. Il petto si sollevava di quando in quando, con un respiro affannoso; la destra, fuor della cappa, lo premeva vicino al cuore, con uno stringere adunco delle dita, livide tutte, e sulla punta nere.” CAPITOLO XXXV
“Figliuoli! voglio che abbiate un ricordo del povero frate. […] qui dentro c’è il resto di quel pane... il primo che ho chiesto per carità; quel pane, di cui avete sentito parlare! Lo lascio a voi altri: serbatelo; fatelo vedere ai vostri figliuoli. Verranno in un tristo mondo, e in tristi tempi, in mezzo a’ superbi e a’ provocatori: dite loro che PERDONINO SEMPRE, SEMPRE! TUTTO; TUTTO! e che preghino, anche loro, per il povero frate!” CAPITOLO XXXVI
Alessandro Manzoni
ARTE
ITALIANO
Ritratto di Alessandro Manzoni di Hayez
"I Promessi Sposi"
STORIA
MUSICA
Il Risorgimento
"Requiem" di Verdi
Incontro tra Manzoni e Verdi
25 marzo 1862 Garibaldi: "Permettete ch'io venga a prestare omaggio a un uomo che tanto onora l' Italia." Manzoni : "Non siete voi che dovete rendere omaggio a me, ma io, che mi trovo ben piccino avanti all’ultimo dei Mille, avanti il loro duce."
LA VISITA DI GARIBALDI A MANZONI di Sebastiano De Albertis, olio su tela (1863)
“L’ascendente che egli esercitava sui suoi uomini che lo adoravano e lo consideravano invincibile, si fondava soprattutto sulle sue doti di carattere, in quanto egli era semplice e incapace di inganni, privo di ambizioni per se stesso, alieno da meschine ostentazioni. Era un uomo onesto che aveva la reputazione di essere tale […]. Gli italiani del Meridione veneravano il loro liberatore come un santo, e talvolta addirittura come un dio”. Denis MacK Smith (storico inglese)
«Ha un suo posto ben fermo fra i GRANDI UOMINI del secolo decimonono.»
Garibaldi aveva già adottato le CAMICIE ROSSE in America Latina. Tutto era nato da una circostanza casuale: la disponibilità di un gran numero di casacche rosse destinate ai macellai (saladeros) e rimaste invendute a seguito dello scoppio della guerra tra Argentina e Uruguay. Erano rosse per nascondere il colore del sangue.
CUCITRICI DI CAMICIE ROSSE di Odoardo Borrani, olio su tela (1863)
L'impresa dei Mille
La strage di Bronte
16 persone uccise 5 rivoltosi, o presunti tali, fucilati in seguito a processo militare
L'avanzata di Garibaldi
PALERMO
NAPOLI
Il Meridione passa al governo piemontese
Il Senato proclama la nascita del Regno d'Italia
«Ma io che ho sempre sperato questo momento quando più pareva lontano; che ho sempre affermata questa speranza contro tutti gl’increduli (...) ; potevo io mancare nel giorno in cui il più caro dei miei voti diventava una realtà?» A. Manzoni alla marchesa Costanza Arconati Trotti
Unità d'Italia
"Fatta l'italia, bisogna fare gli italiani"