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Guerre d’indipendenza
Maria Chiara Altese
Created on May 23, 2023
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Transcript
PRESENTATION
Le guerre d'indipendenza
Le guerre d'indipendenza italiane furono tre conflitti, avvenuti nel 1848-49, 1859-60 e 1866, che ebbero come esito l'estensione territoriale del Regno di Sardegna e la proclamazione del Regno d'Italia.
START
1848
Gli anni Quaranta dell’Ottocento furono un periodo di crescente crisi determinata dalla crisi: - economica: l’agricoltura entra in crisi a causa di una devastante carestia. La crisi agricola portò anche ad un danneggiamento del settore industriale, proprio perché spesso mancavano le materie prime e i lavoratori. - politica: erano sempre più forti le richieste di estensione del diritto di voto (che è ancora censitario) e le rivendicazioni di indipendenza nazionale. Conseguentemente ci fu anche la crisi sociale.
1848
Nell’arco di un anno, il 1848, una serie di rivoluzioni politiche sconvolge praticamente ogni paese del continente: esse non sono solo spinte dalla volontà di indipendenza di alcune nazioni, ma anche dal desiderio delle borghesie di tutto il continente di partecipare al governo dei rispettivi paesi e di godere delle libertà e dei diritti garantiti dal sistema costituzionale.
SECTION 1
La prima guerra d'indipendenza
La prima guerra d'indipendenza italiana è un episodio del Risorgimento. Fu combattuta dal Regno di Sardegna e da volontari italiani contro l'Impero austriaco e altre nazioni conservatrici dal 23 marzo 1848 al 22 agosto 1849 nella penisola italiana.
LOREM IPSUM
È in questo contesto politico che arrivano i grandi eventi del 1848.Il tutto ha inizio a gennaio, quando in Sicilia scoppia un moto separatista che riesce a ottenere una costituzione dal Re Ferdinando II. Per prevenire incidenti analoghi, anche altri sovrani italiani, come il papa, il granduca di Toscana e il re di Sardegna, Carlo Alberto, concedono delle costituzioni nei propri territori. Particolarmente rilevante per il futuro dell’Italia sarà la costituzione del regno di Sardegna, che prenderà il nome di Statuto albertino. A imprimere una svolta a questi eventi sono le insurrezioni che a marzo scoppiano a Milano e a Venezia contro gli austriaci, così come accade un po’ in tutte le principali città dell’impero austriaco.
LOREM IPSUM
A Milano i cittadini si rendono protagonisti di cinque giorni di lotte, le cosiddette cinque giornate di Milano, al termine delle quali le truppe austriache guidate dal maresciallo Radetszki vengono allontanate dalla città. A Venezia l’insurrezione popolare è guidata dalla figura del democratico Daniele Manin. Le insurrezioni di Milano e Venezia generano un moto d’entusiasmo in tutti gli ambienti patriottici della penisola e Carlo Alberto di Savoia cerca di cogliere l’occasione. Il re piemontese dichiara così guerra agli austriaci, andando in soccorso delle città insorte.
SECTION 1
La seconda guerra d'indipendenza
La seconda guerra d'indipendenza inizia nell'aprile del 1859 quando Cavour decise di provocare l'Austria ai confini, spingendola così a dichiarare guerra al Piemonte.
L'Austria viene sconfitta dai franco-piemontesi a Montebello e Magenta e venne liberata la Lombardia. Dopo un'altra sconfitta austriaca Napoleone III, nel luglio del 1859, siglò l'Armistizio di Villafranca con l'Austria che prevedeva il passaggio della Lombardia alla Francia che poi l'avrebbe ceduta al regno di Sardegna. A questo punto Cavour si dimise ma fu subito richiamato per condurre le trattative con la Francia che si prendeva Nizza e Savoia e il Piemonte prendeva Emilia, Toscana, Liguria e Lombardia.
- 18 maggio 1860: l'esercito di Cavour sconfisse l'esercito pontificio e si diresse verso sud, dove Garibaldi aveva vinto contro l'esercito borbonico a Volturno;
- Novembre 1860: il regno delle Due Sicilie, l'Umbria e le Marche furono annesse alla monarchia sabauda, dopo i plebisciti;
- 18 febbraio 1861: si riunì il primo Parlamento Italiano a Torino e il 17 marzo 1861 venne proclamato il regno d'Italia.
- Marzo 1860: plebisciti con i quali vennero approvate le annessioni;
- Aprile 1860: rivolta di Palermo (soffocata). Alcuni profughi siciliani sollecitò Garibaldi che diede inizio alla spedizione dei mille;
- 5 e 6 maggio 1860: Garibaldi si imbarcò a Quarto per poi sbarcare a Milazzo. A Salemi iniziò la conquista dell'isola;
SECTION 1
Gli anni della Destra e della Sinistra storica
Nel nuovo Parlamento si contrapponevano due schieramenti: la Destra storica al governo e la Sinistra all'opposizione
Dopo l'unificazione del governo la direzione del paese fu presa dalla Destra storica (seguita da Cavour edi stampo liberali moderato e monarchico) fino al 1876. Il centralinismo portato avanti dalla destra venne vissuta come una forma di colonizzazione, specialmente nel Meridione. Si intensificò il brigantaggio, ovvero un movimento di protesta che sfociò in una vera e proppria guerracontro la classe dirigente piemontese. La destra si occupò per il pareggio del bilancio oltre a preoccuparsi dello sviluppo dell'agricoltura e dell'industrializzazione. Tutto questo fu agevolato dall'afflusso di capitali stranieri in Italia. Dopo la caduta della destra storica inizia il governo della sinistra storica che si prolunga fino agli inizi del '900.
SECTION 1
La terza guerra d'indipendenza
La terza guerra d'indipendenza italiana è
I governi della destra dovettero affrontare anche la questione di Roma e la questione del Veneto. Per annettere il Veneto l'Italia firmò nell'aprile del 1866 un trattato con la Prussia di Bismarck. Poco dopo iniziavano la guerra austro-persiana e la terza guerra di indipendenza. L'esercito italiano subì numerose sconfitte ma grazie alle vittorie prussiane l'Austria fu costretta a cedere il Veneto alla Francia, e poi all’Italia, con la pace di Vienna il 3 ottobre 1866. La questione romana fu risolta nel 1870: il conflitto franco-prussiano, la sconfitta di Napoleone III e la fine del secondo impero permisero all'Italia di invadere lo Stato pontificio. Il 20 settembre 1870 le truppe italiane entrarono a Roma attraverso la breccia di Porta Pia e il 2 ottobre un plebiscito sanciva l’annessione dello stato pontificio al regno d'Italia, di cui Roma diventava capitale. I rapporti tra Italia e chiesa furono regolati in base alla legge delle guerre guarentigie nel maggio del 1871, non riconosciuto da Pio IX che proibì ai cattolici di partecipare alla vita pubblica del regno con la formula non ex spedite del 1874.