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KIRIKÙ E LA STREGA KARABÀ

Chiara Brocero

Created on May 22, 2023

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Transcript

Chiara Brocero - SFPMatricola 5576045

Kirikù e la strega Karabà

Chiara Brocero - SFP Matricola 5576045

La storia:

In uno dei tanti villaggi del continente africano, dove sono rimasti solo anziani, donne e bambini, nasce Kirikù un minuscolo bambino prodigio che fin dai primi istanti di vita si rivela un bambino speciale: è totalmente autonomo e molto intelligente, piccolo di statura, ma che sa sempre il fatto suo. Dalla mamma impara che il suo villaggio soffre a causa della perfida strega Karabà, che ha prosciugato la principale fonte d’acqua del villaggio, e che ha catturato e mangiato tutti gli uomini che avevano cercato invano di affrontarla, compreso il padre.

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Il piccolo Kirikù riesce a sventare i piani malvagi della strega, liberando i bambini rapiti dai suoi feticci e restituendo l'acqua alla tribù. Diventato il bersaglio principale della strega per le sue buone azioni, Kirikù continua a chiedersi il motivo per cui lei sia così cattiva, ma nessuno riesce a dargli una risposta. L’unica persona che conosce e racconta sempre la verità su ogni cosa è il Saggio della Montagna, nonno di Kirikù. Per incontralo Kirikù affronta un viaggio pieno di pericoli, dovendo passare sotto la capanna dove vive Karabà con i suoi feticci, seguendo i cunicoli scavati dagli animali che vivono sottoterra. Dopo aver raggiunto la montagna, si riunisce con il nonno che gli svela la grande verità.

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Karabà non era una donna cattiva ma ora odia tutti perché soffre giorno e notte a causa di una spina avvelenata che le è stata conficcata in profondità nella schiena da alcuni uomini malvagi. La strega non riesce a togliersi la spina da sola, ma non vuole nemmeno che le venga rimossa perché in questo modo perderebbe i suoi poteri magici e proverebbe di nuovo il grande dolore già patito in passato. Il nonno continua raccontando che Karabà sfrutta l’ignoranza e la superstizione della gente: in realtà, la donna non ha mai divorato nessuno uomo, ma, grazie ai suoi poteri magici, li ha trasformati in feticci obbedienti e non è stata lei a prosciugare la sorgente ma un gigantesco animale che ne beveva tutta l’acqua. Kirikù allora facendosi inseguire da Karabà nella foresta, dopo averle rubato tutti i suoi gioielli, riesce a strapparle via la spina con i denti.

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Dopo aver riprovato il grandissimo dolore, Karabà smette di soffrire e mostra il suo lato buono. In segno di riconoscenza per averla liberata, Karabà gli chiede cosa può fare per lui e il bambino la domanda in sposa. La donna rifiuta dicendo che non vuole essere la serva di nessuno e che vuole rimanere indipendente. Allora Kirikù le chiede un bacio e come per magia si trasforma fisicamente in uomo, avendo già la mente da adulto. Decisi a vivere insieme, Kirikù e Karabà fanno ritorno al villaggio, che però non riconosce il bambino e vuole vendicarsi nei confronti della donna per tutto il male inflitto. Ma la coppia viene salvata dal Saggio della Montagna che, accompagnato dagli uomini del villaggio liberati dall’incantesimo, scioglie ogni dubbio sulla bontà dell’ex strega e sulle vere fattezze di Kirikù, sostenendo l’importanza del perdono.

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Contesto storico:

Michel Ocelot, il registra di origini francesi, ci propone un film ispirato a una fiaba africana ambientato in un tempo indefinito. Ocelot ci racconta di un continente immenso l'Africa, ricca di tradizioni, percorsa dai colori, dai tramonti, dalla danza e dal canto, usati ritualmente per celebrare momenti di grande gioia o grande dolore. Il film tratta temi universali come la guerra fra i sessi (la strega è una donna che combatte le sue battaglie contro i maschi), l'altruismo, l'astuzia, il perdono, l'amore tra uomo e donna e tra madre e figlio. Inoltre tocca temi tipicamente africani come l'importanza della famiglia e del gruppo, il lavoro delle donne nel villaggio, il problema della siccità, che provoca l’abbandono dei villaggi da parte degli uomini, costretti a cercare lavoro altrove, i riti magici e le superstizioni. In maniera realistica vengono mostrati come sono i villaggi, la struttura delle loro case, e i loro abitanti, come l’abbigliamento, gli ornamenti, le acconciature ecc.

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Kirikù

Kirikù è un piccolo bambino, inteso come il bambino che ci portiamo dentro tutti, quell’energia pura, ingenua, priva di secondi fini. La sua visione del mondo è diversa da quella degli adulti: è desideroso di andare oltre i limiti imposti dalle convinzioni, non si ferma alle apparenze e sfida le credenze del villaggio. Kirikù ha la propensione a voler comprendere l’altro, senza avere pregiudizi, sempre alla ricerca della verità che sta dietro le apparenze. Il bambino sente il bisogno di capire meglio il mondo in cui vive e vuole aiutare il suo villaggio ricercando un senso più ampio oltre la perfidia che si presenta nelle azioni della strega. A differenza degli abitanti del villaggio, Kirikù non ne è spaventato, ma anzi affascinato e, tra i mille perché che si pone, si interroga sul motivo che sta dietro alla crudeltà di Karabà. Grazie all’incontro con il nonno, comprende che è il male che patisce la strega a renderla così crudele: Kirikù è comprensivo nei suoi confronti e non giudica, al contrario del villaggio. Non usa la violenza, a differenza degli uomini prima di lui, compreso suo padre, ma fa uso della propria intelligenza e della sua mente libera per avvicinarsi alla strega. Quando Kirikù chiede al Saggio della Montagna, un amuleto per affrontare la strega, il nonno rifiuta: “La tua forza sta nel non avere amuleti, perché la strega conosce il mondo degli amuleti e si prende gioco degli uomini che si credono protetti e non diffidano più. Invece lei non sa cosa fare davanti all’innocenza nuda e cruda, davanti a un’intelligenza sempre vigile e libera”.

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Kirikù:

Fin dall’inizio della storia Kirikù si rivela un bambino molto coraggioso: anche nelle situazioni più difficili che appaiono impossibili ricorda a se stesso: “Finora mi sono sempre fatto venire qualche idea: riflettiamo!”. Kirikù ha il coraggio di avere paura e sa superare i suoi timori, confidando nel suo buon senso e non rifiutando di farsi aiutare. Al nonno confida: “A volte sono un po' stanco di essere sempre solo a battermi, e mi sento un po' piccolo e ho un po' paura». Kirikù però non ha mai paura della verità, sa che la ricerca della verità è sempre la scelta migliore. Grazie alla saggezza del nonno, il bambino impara ad apprezzare ogni età della vita: mentre si lamenta che vorrebbe essere grande, il nonno gli spiega: “Oggi tu sei piccolo e sei potuto entrare dove nessun altro avrebbe potuto: rallegratene. Domani, quando sarai grande, non dimenticare di rallegrarti di essere grande”. Il percorso avventuroso di Kirikù è un viaggio ascetico: dopo alcune prove, Kirikù esce progressivamente dall’infanzia acquisendo autonomia di giudizio, libertà di azione, maturità nelle scelte e capacità di amare autenticamente. Diventato un uomo saggio interiormente, può trasformarsi anche fisicamente.

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Karabà:

La strega Karabà, nonostante l’aspetto fisico esteriore bello, luminoso e magnetico, ha un carattere perfido e malvagio, reso tale dalla violenza di altri uomini che le hanno conficcato una spina nella schiena, origine del suo dolore, della sua cattiveria e dei poteri magici. Da qui scaturisce la riflessione che spesso chi fa del male lo compie perché è o è stato vittima a sua volta di un maltrattamento. Durante l’incontro con il nonno, Kirikù scopre che proprio grazie alla paura e alla superstizione della gente del villaggio Karabà mantiene il suo potere: in realtà la strega non compie dei veri e propri malefici, come invece gli abitanti credono, ma alimenta le loro credenze. La maggior parte degli uomini del villaggio l’hanno affrontata, ma lei li ha sconfitti e trasformati in “feticci”, creature in parte umane e in parte meccaniche che stanno sempre all’erta e vanno a caccia di intrusi. I feticci rappresentano tutti coloro che hanno smesso di comprendere e di capire l’altro: sono blocchi di pietra tutti diversi incapaci di provare sentimenti e che hanno perso il contatto con la Natura. Nessuno mai si preoccupa di togliere quella spina dolorosa, c’è bisogno di un “Kirikù” che la tolga per far sì che, finalmente, smetta di soffrire. Grazie alla sua empatia Kirikù comprende la cattiveria della strega e ciò consente la conversione di Karabà. La donna era cattiva in quanto dominata dal proprio dolore che le ha causato la perdita della propria identità originaria. L’ultima magia di Karabà è frutto di un gesto d’amore, il motore che consente sia a lei sia a Kirikù di diventare adulti e di formare una coppia.

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Il Saggio della Montagna:

Il Saggio della Montagna vive da solo, riflette nel silenzio e risponde con sapienza solo a coloro che fanno domande con onestà. Egli rappresenta la somma conoscenza: le peripezie che Kirikù affronta rappresentano il viaggio ascetico che una persona fa quando ha sete di conoscenza. Superando diverse prove durante l’ascesa verso la montagna, Kirikù apprende certe caratteristiche per affrontare la vita, come la generosità, la cooperazione, la fiducia in se stessi e la comprensione della vita e della morte. Kirikù chiede al nonno il perchè di qualsiasi cosa e il Saggio gli risponde: “Hai ragione a chiedere perché a ogni risposta, ma di perché in perché finiremo per risalire fino alla creazione del mondo e oltre!”. Alla domanda di Kirikù se sa tutto, risponde ridendo: «Oh, no! Io so solo poche cose!». La figura del nonno è posta in antitesi a quella del vecchio del villaggio che invece è saccente, pieno di pregiudizi e sempre scorbutico con tutti: sedendosi sotto l'albero al centro del villaggio, dispensa consigli anche a chi non li domanda, e dice “Io so tutto”.

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La mamma:

Un altro personaggio importante è la mamma di Kirikù che, non essendo in grado di dare tutte le risposte alle domande impazienti del figlio, lo incoraggia ad andare dal nonno perché “il Saggio della Montagna spiega le cose così come sono, mentre la strega ha bisogno che noi crediamo alle sciocchezze”. La mamma aiuta Kirikù nel raggiungere la montagna (la conoscenza) e a superare il territorio proibito. Infine è proprio la mamma l'unica che riconosce Kirikù quando torna al villaggio completamente cambiato: le mani della mamma, che a lungo hanno accarezzato il piccolo Kirikù, non possono non riconoscere l'uomo adulto in cui si è trasformato.

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Il villaggio:

Il villaggio è spaventato e tutti gli abitanti temono la strega, sono imprigionati nella trappola che Karabà ha creato: più la gente ha paura e la teme, più lei acquista potere. Inizialmente i bambini del villaggio non vogliono giocare con Kirikù perché è un bambino piccolo piccolo; impareranno poi a rispettarlo quando li salverà più volte e arriveranno persino a creare una canzone per lui. Quando Kirikù e Karabà tornano al villaggio, gli abitanti non si fidano delle nuove fattezze di Kirikù: anche lo zio, incapace di andare oltre l'evidenza, non lo riconosce e Kirikù sottolinea “Zio, piccolo o grande, non hai mai saputo riconoscermi!”. Il villaggio non crede neppure al cambiamento avvenuto in Karabà: per tutti gli abitanti una strega non può cambiare, rimangono ancorati nel loro pregiudizio, invece Kirikù è convinto della trasformazione dell’ex strega e addirittura cancella il suo passato chiedendole di sposarlo.

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Conclusioni:

Ciò che la fiaba vorrebbe trasmetterci è di abbandonare le proprie credenze e pregiudizi e coltivare il proprio pensiero per la ricerca della verità. Ciò che non si comprende o non si conosce bisogna indagarlo con costante interrogazione, senza affidarsi a interpretazione e/o opinione altrui. Con la sua purezza, la sua fiducia negli altri e la sua capacità di comprensione, Kirikù compie un processo di maturazione completa.

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FIne. Grazie!

Sitografia:- https://it.wikipedia.org/wiki/Kirikù_e_la_strega_Karabà - https://frammentirivista.altervista.org/kiriku-e-la-strega-karaba-il-cartone-che-insegna-limportanza-di-comprendere-laltro/ - https://www.lifegate.it/kiriku_e_la_strega_karaba - https://www.paoline.it/blog/musica-arte-e-cultura/kiriku-e-la-strega-karaba.html - https://www.sas.bg.it/documents/fb42d9ff-1df1-407d-b420-90780eef52d3 - https://www.dailymuslim.it/2020/11/fiabe-dal-mondo-perche-la-strega-karaba-e cattiva/#:~:text=La%20strega%20non%20compie%20delle,imposti%20dalle%20convinzioni%20degli%20adulti. - https://www.cnos-fap.it/sites/default/files/articoli_rassegna/agosti_rassegna1-2016.pdf