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IL DIRITTO DI CONTARE

Rebecca Delle Donne

Created on May 22, 2023

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Transcript

La vicenda si svolge tra il 1961 e il 1962 negli Stati Uniti, in piena Guerra Fredda, in America vige uno stato di patriarcato e di segregazione razziale. Anni contraddittori, dove grandi slanci verso il futuro convivono con ideologie e antichi razzismi. In questo periodo buio della storia recente ha origine la storia di queste tre donne, che portarono al lancio in orbita di John Glenn. Dopo che il cosmonauta russo Jurij Gagarin il 12 aprile del 1961 all’interno della navicella “Vostok 1” riuscì per primo nella storia a sorvolare lo spazio, anche gli Stati Uniti poco tempo dopo il 20 febbraio del 1962 pareggiarono i conti nella “corsa allo spazio” con John Glenn, che fece l’impresa riuscendo a completare tre delle sette orbite previste attorno alla terra. In Virginia, dove c’è uno dei più importanti centri della NASA ( Il Langley Research Center) tutt’oggi vige ancora la segregazione razziale.

Il film "Il diritto di contare" (Hidden Figures) è basato su una storia vera ed è ambientato negli Stati Uniti negli anni '60, durante il periodo della corsa allo spazio tra gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica. La trama ruota attorno a tre donne afroamericane straordinariamente intelligenti e talentuose che lavorano presso la NASA: Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson. Il film affronta diversi temi importanti, tra cui il razzismo sistematico e la discriminazione di genere che queste donne affrontano nella società e nell'ambiente lavorativo dell'epoca. Rappresenta anche la lotta per il riconoscimento dei loro meriti e la conquista del rispetto e dell'uguaglianza nelle loro carriere professionali.

  • Titolo originale: Hidden Figures
  • Durata: 127min
  • Anno di uscita: 2016
  • Paese di produzione: Stati Uniti d'America
  • Regia: Theodore Melfi
  • Attori principali: Taraji P. Henson (Katherine Johnson) Octavia Spencer (Dorothy Vaughan) Janelle Monáe (Mary Jackson)
  • Basato su: "Hidden Figures" di Margot Lee Shetterly

Il nome originale del film è "Hidden Figures", così chiamato per enfatizzare il tema centrale del film, ovvero l'incredibile contributo delle donne afroamericane che hanno lavorato come "figure nascoste" nella NASA durante il programma spaziale degli Stati Uniti negli anni '60. Donne che, per lungo tempo, sono rimaste sconosciute o poco riconosciute nel contesto storico in cui hanno operato. Il film cerca di svelare e mettere in luce le loro storie straordinarie e il ruolo cruciale che hanno avuto nel progresso scientifico e sociale.

  • Titolo originale: Hidden Figures
  • Durata: 127min
  • Anno di uscita: 2016
  • Paese di produzione: Stati Uniti d'America
  • Regia: Theodore Melfi
  • Attori principali: Taraji P. Henson (Katherine Johnson) Octavia Spencer (Dorothy Vaughan) Janelle Monáe (Mary Jackson)
  • Basato su: "Hidden Figures" di Margot Lee Shetterly

Katherine Johnson, nata il 26 agosto 1918 a White Sulphur Springs, in Virginia Occidentale, è stata una matematica e fisica afroamericana che ha svolto un ruolo fondamentale nel programma spaziale degli Stati Uniti durante gli anni '60. Fin dall'infanzia, dimostrò un talento eccezionale per la matematica. Frequentò la West Virginia State High School, un'istituzione riservata agli studenti afroamericani. Nel 1937, si iscrisse al West Virginia State College, dove ottenne la laurea in matematica e fisica nel 1939, a soli 18 anni. Dopo la laurea, Katherine iniziò a insegnare matematica presso una scuola pubblica per afroamericani in Virginia Occidentale. Nel 1953, entrò a far parte del West Area Computing Unit presso il Langley Research Center della NASA. Inizialmente, lavorò come "calcolatrice umana", svolgendo calcoli manuali complessi per il programma di ricerca aeronautica. Durante il suo lavoro al Langley Research Center, Katherine Johnson si trovò coinvolta nel programma spaziale degli Stati Uniti.

Fu assegnata al team di ingegneri, comprese le prime missioni del programma Mercury e successivamente anche per il programma Apollo, calcolò le traiettorie dei voli, determinò le posizioni esatte delle navicelle spaziali durante il lancio e il rientro, e lavorò per assicurare che le missioni fossero sicure ed efficienti. Le sue abilità matematiche e il suo approccio rigoroso alla precisione contribuirono a salvare vite e a garantire il successo delle missioni spaziali. Nonostante le sfide della segregazione razziale e del sessismo che caratterizzavano l'epoca, si fece strada con il suo talento, la sua intelligenza e la sua determinazione. Il suo lavoro alla NASA contribuì a sfidare le barriere razziali e di genere, aprendo la strada a future generazioni di donne e persone di colore nell'ambito della scienza e dell'ingegneria. Katherine Johnson ha ricevuto numerosi riconoscimenti per i suoi contributi, inclusa la Medaglia presidenziale della Libertà, conferitale dal presidente Barack Obama nel 2015. La sua storia e i suoi successi sono stati raccontati nelL'omonimo libro "Hidden Figures" di Margot Lee Shetterly.

Dorothy Vaughan, nata il 20 settembre 1910 a Kansas City, nel Missouri e deceduta il 10 novembre 2008, dimostrò un grande talento per la matematica fin dalla giovane età. Dopo aver conseguito il diploma di scuola superiore, si iscrisse alla Wilberforce University, dove ottenne una laurea in matematica nel 1929. Dorothy iniziò la sua carriera come insegnante di matematica in una scuola pubblica per afroamericani. Nel 1943, si unì al National Advisory Committee for Aeronautics (NACA), che in seguito sarebbe diventato il Langley Research Center della NASA. Inizialmente, Dorothy lavorò come "calcolatrice umana", tuttavia, con l'avvento dei calcolatori elettronici, intravide l'opportunità di adattarsi alle nuove tecnologie e abbracciare il campo emergente della programmazione dei computer. Iniziò a studiare e ad apprendere da sola il linguaggio di programmazione Fortran, diventando una delle prime programmatrici di computer nella divisione West Area Computing del Langley Research Center.

Venne promossa a supervisore del West Area Computing Unit, diventando la prima donna afroamericana a ricoprire tale posizione. Sotto la sua guida, si formò una squadra di programmatrici afroamericane, che lavorarono insieme per risolvere problemi complessi e sviluppare software per le missioni spaziali. Nonostante le sfide della segregazione razziale e della discriminazione, Dorothy Vaughan aprì la strada per le future generazioni di donne afroamericane nel campo della scienza e dell'informatica. Dopo una carriera di successo alla NASA, Dorothy si ritirò nel 1971, lasciando un'eredità duratura nel campo della scienza e dell'ingegneria.

Mary Jackson, nata il 9 aprile 1921 a Hampton, Virginia, e deceduta il 11 febbraio 2005, è stata una delle prime donne afroamericane a lavorare come ingegnere alla NASA e ha contribuito in modo significativo al programma spaziale degli Stati Uniti. Dopo aver completato gli studi presso la Hampton Institute, ottenne un diploma in matematica e fisica nel 1942. All'inizio della sua carriera, Mary insegnò matematica in una scuola pubblica per afroamericani a Maryland. Nel 1951, ottenne un impiego al National Advisory Committee for Aeronautics (NACA). Con il passare del tempo, si rese conto che poteva fare di più e decise di intraprendere la carriera di ingegnere. Nonostante le limitazioni imposte dalla segregazione razziale e le sfide che le donne affrontavano nel campo dell'ingegneria, Mary perseverò nella sua determinazione e chiese di poter partecipare a corsi di formazione che inizialmente erano riservati solo a uomini bianchi.

Dopo aver ottenuto una promozione nel 1958, Mary divenne la prima donna afroamericana ingegnere della NASA. Oltre al suo lavoro come ingegnere, Mary Jackson si impegnò anche come mentore per giovani studenti, fu un'attivista per l'uguaglianza di opportunità e lottò contro la segregazione razziale nella NASA e nella società in generale. Dopo una carriera di successo, si ritirò dalla NASA nel 1985. I suoi contributi all'ingegneria aeronautica e al programma spaziale degli Stati Uniti sono stati notevoli e hanno aperto la strada a molte altre donne afroamericane che desideravano intraprendere una carriera nell'ingegneria.

e curiosità

Mary Jackson chiede personalmente al giudice di consentirle di frequentare lezioni notturne presso un'università segregata riservata ai bianchi.

Il libro di testo di Katherine Johnson.

John Glenn chiede che "la ragazza" (riferendosi a Katherine Johnson) controlli manualmente i calcoli.

Al Harrison rompe personalmente il segno "COLORED LADIES ROOM" alla porta di un bagno.

"Il diritto di contare" ha ricevuto molti riconoscimenti e premi. Il film ha vinto ventisette premi internazionali ed ha ricevuto altre sessantanove nomination, tra cui tre nomination agli Oscar per Miglior Film, Migliore Attrice Non Protagonista per Octavia Spencer e Migliore Sceneggiatura Non Originale per Theodore Melfi e Allison Schroeder. Inoltre, il film ha ricevuto due nomination ai Golden Globe per la migliore attrice non protagonista per Octavia Spencer e la migliore colonna sonora originale per Hans Zimmer, Pharrell Williams e Benjamin Wallfisch. Ha ricevuto molti commenti positivi da parte di critici e spettatori, è stato lodato per la sua narrazione coinvolgente, le interpretazioni delle protagoniste e la capacità di portare alla luce una storia poco conosciuta ma significativa.

"Il diritto di contare trasuda pienamente il suo fascino nell’identità delle tre eroine, nello spazio concesso alla loro vita privata, ai loro sogni e alle loro lotte. Quella che vediamo è una storia fatta di coraggio, umiltà, ambizione; un racconto a tratti divertente, ispirante e che ci fa anche essere orgogliosi di appartenere al genere umano". Recensione di Teresa Monaco di Cinematographe.it

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