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ASIA OCCIDENTALE

Fabrizio viviani

Created on May 20, 2023

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L'ASIA OCCIDENTALE

Luigi Cipullo, Ilenia Corvino, Fabrizio Arturo Viviani

LE PRINCIPALI REGIONI DELL' ASIA OCCIDENALE

Nell'Asia occidentale possiamo distinguere alcune regioni omogenee per aspetti etnici e politici, oltre che geografici.-Il medio oriente, è una regione storico-geografica che comprende territori dell'Asia occidentale e dell'Africa settentrionale (Egitto) e in esso a volte è distinto anche il cosiddetto Vicino Oriente: arabi, persiani e turchi costituiscono i maggiori gruppi etnici per numero di abitanti, mentre curdi, azeri, ebrei, assiri, armeni, circassi, berberi e altri gruppi formano minoranze significative, mentre le tre principali religioni abramitiche (ebraismo, cristianesimo e Islam) sono sorte proprio in quest'area.

LE PRINCIPALI REGIONI DELL' ASIA OCCIDENTALE

La regione iranica si estende dalle montagne dello Zagros, poste verso la Mesopotamia, a quelle indiane dell’Hindukush e del fiume Iaxarte; dal massiccio del Caucaso al Golfo Persico. Geograficamente è costituita da un altopiano montuoso, dal clima molto caldo d’estate e freddissimo d’inverno, molto fertile e ricco di pascoli. il nomadismo e la religione più diffusa è l'islam sunnita.
La regione caucasica, l Caucaso è una regione geografica che prende il nome dall'omonima catena montuosa; è posta tra il Mar Nero, il Mare d’Azov e il Mar Caspio e costituisce un ampio istmo mediante il quale l’Europa è congiunta all’Asia; tale istmo è detto "ponto-caspico". Ricade principalmente all'interno dei confini di Armenia, Azerbaigian, Georgia e Russia. Da un punto di vista geografico può essere considerato il limite naturale tra l'Europa e l'Asia; un'altra convenzione pone il confine eurasiatico lungo la depressione del Kuma-Manyč.

LA SITUAZIONE POLITICA

Questa regione è caratterizzata da forti tensioni etniche e religiose tra le varie etnie (Israeliani, Palestinesi, Turchi, Mussulmani ecc.) , d45a conflitti e dal terrorismo islamico che rendono instabile la situazione mediorientale.

LA TURCHIA

CLIMA E TERRITORIO

Geograficamente la Turchia si estende su due continenti. La parte più occidentale del continente asiatico è costituita dalla massiccia ed elevata penisola dell'Anatolia che divide il Mar Nero dall'Egeo e dal Mediterraneo orientale, occupando il 97% del territorio nazionale turco. La parte europea nel nord-ovest, corrispondente alla Tracia orientale, copre circa il 3% dell'area in cui si trova la parte principale della metropoli di Istanbul. Appartengono al territorio turco anche due isole dell'Egeo (Imbro e Tenedo) e il bacino del Mar di Marmara. Il confine terrestre con gli otto paesi confinanti ha una lunghezza totale di 2816 km. A nord-ovest, la Turchia confina con la Grecia e la Bulgaria, a nord-est con Georgia, Armenia, Azerbaigian, a est con l'Iran e a sud con l'Iraq e la Siria.

POPOLAZIONE E CITTA'

La capitale Ankara (5 milioni circa di abitanti) è il centro industriale, politico e culturale del paese e la sede di università importanti. Alla sua periferia si è sviluppata una sorta di “città parallela”, creata dalle baraccopoli degli immigrati. Istanbul (15 milioni di abitanti), capitale del paese fino al 192, ricca di storia e di monumenti antichi, è la città più popolata e un importante centro finanziario, data la sua posizione strategica sul bosforo. La Turchia ha all'incirca 85 milioni di abitanti, professanti per lo più la religione musulmana; sono presenti piccole minoranze cristiane (soprattutto ortodosse, ma anche cattoliche) ed ebraiche, mentre poco diffuso è l' ateismo. Dal 1923 è una Repubblica.

ECONOMIA pt.2

Un terzo della popolazione attiva lavora nel settore primario (agricoltura) e un quarto nel settore secondario (industria). Anche in questo caso emergono significative disparità regionali, con l'85% dei lavoratori occupati nel settore industriale situato a ovest dell'asse di confine tra Mar Nero e Siria e un terzo nella sola area urbana di Istanbul. Più in generale, il mantenimento di una numerosa popolazione agricola attiva, anche nei distretti periferici di alcune città, mostra l'incapacità dell'economia turca di assorbire tutta la manodopera disponibile.Quasi 3 milioni di cittadini turchi risiedono all'estero: i principali paesi ospitanti sono la Germania, i paesi del Benelux, l'Austria e la Svizzera.
Tuttavia, La Turchia, sta attraversando un rapido sviluppo economico, ma questa crescita avvantaggia principalmente la parte occidentale del Paese, mentre l'Anatolia orientale soffre di un grave sottosviluppo. Il settore primario rappresenta ancora una quota significativa delle esportazioni.
Il boom del settore turistico è un'importante fonte di valuta estera.

Israele e Palestina

Popolata da epoche remote, la Palestina è stata ed è tuttora una terra sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani. Attualmente è una delle regioni più instabili del Pianeta, a causa delle gravi tensioni suscitate, a partire dal 1948, dalla nascita dello Stato di Israele, che ha profondamente scosso gli equilibri dell’area dando origine a una tuttora irrisolta ‘questione palestinese’

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA OTTOMANA

DALLE ORIGINI ALLA CONQUISTA OTTOMANASede di fiorenti città commerciali nel 3° millennio a.C., la Palestina fu assoggettata dagli Egizi tra il 15° e il 13° secolo a.C. Nel 13° secolo a.C., quando vi giunsero gli Ebrei, la Palestina era dominata dai Filistei (una popolazione giunta per mare, forse da Creta, in quello stesso secolo). Nel 10° secolo a.C. sorse nella regione il primo Stato ebraico indipendente, che si divise poi nei due regni di Israele e di Giuda. A partire dall’8° secolo a.C. la Palestina cadde sotto il controllo degli Assiri, dei Babilonesi, dei Persiani, dei Greci e dei Romani. Luogo di origine del cristianesimo, essa entrò a far parte dell’Impero bizantino nel 5° secolo d.C. Fu quindi conquistata dagli Arabi intorno alla metà del 7° secolo e islamizzata. Teatro delle crociate tra l’11° e il 13° secolo, nel Cinquecento venne assorbita nell’Impero ottomano, sotto il cui dominio rimase sino agli inizi del Novecento.

L’IMMIGRAZIONE EBRAICA E LA NASCITA DELLO STATO DI ISRAELE

Negli ultimi due decenni dell’Ottocento la Palestina divenne meta di migliaia di ebrei in fuga dall’Europa orientale a causa delle persecuzioni razziali. Queste ondate migratorie si fecero più intense nel Novecento anche per l’impulso del movimento sionista, che intendeva creare in Palestina, la «Terra promessa» degli ebrei, un nuovo Stato ebraico. Durante la Prima guerra mondiale la Palestina cadde nell’orbita della Gran Bretagna, la quale si impegnò, seppure in modo contraddittorio, a trasformare la regione in un «focolare nazionale» ebraico. Affidata in mandato alla Gran Bretagna dalla Società delle nazioni nel 1922, tra le due guerre essa vide crescere l’immigrazione ebraica e gli scontri tra i coloni ebrei e gli Arabi. Lo sterminio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale per opera dei nazisti impresse una definitiva accelerazione a questo processo che, dopo vari tentativi di mediazione, sfociò infine nella proclamazione dello Stato di Israele nel 1948.

LA QUESTIONE PALESTINESE

La nascita dello Stato ebraico modificò radicalmente gli equilibri della Palestina e del Medio Oriente, inaugurando un periodo di acuta conflittualità tra Israele, gli Stati arabi e i Palestinesi. È in questo quadro che si svolsero le guerre arabo-israeliane del 1948-49, del 1956, del 1967 e del 1973. Nello stesso tempo, privati della prospettiva di avere un proprio Stato, i Palestinesi si vennero a trovare in una condizione drammatica: da un lato, negli Stati arabi vicini, dove fuggirono dopo la guerra del 1948-49, ammassandosi in enormi e invivibili campi profughi; dall’altro lato, nei territori della Cisgiordania e della striscia di Gaza, che gli Israeliani occuparono dopo la guerra del 1967.uesto contesto sorse nel 1964 l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), di cui divenne leader Yasser Arafat. Con l’obiettivo della creazione di uno Stato arabo in Palestina, l’OLP appoggiò dapprima la lotta armata e il terrorismo contro Israele;
sostenne quindi nella seconda metà degli anni Ottanta l’intifada (la rivolta) dei giovani palestinesi nei territori occupati; e cercò infine di risolvere per via diplomatica la questione palestinese, suscitando la reazione dei gruppi più radicali, in primo luogo di Hamas. Da qui lo storico accordo del 1993 in base al quale l’olp e lo Stato di Israele si riconobbero reciprocamente. Nello stesso tempo fu istituita un’Autorità nazionale palestinese (ANP) dotata di poteri di autogoverno nei territori occupati. Una seconda intifada scoppiò alla fine di settembre del 2000, trasformandosi rapidamente in una rivolta generalizzata contro l’occupazione israeliana e per l’indipendenza della Palestina. Da allora, e fino ai nostri giorni, la questione palestinese è rimasta tuttavia irrisolta, tra violenza, terrorismo e repressione militare da un lato e prospettive di pace dall’altro. Nell’estate 2005 gli Israeliani hanno abbandonato gli insediamenti colonici nella striscia di Gaza. Pochi mesi dopo, al principio del 2006, Hamas ha vinto le elezioni in Palestina. Nel 2012 l'Onu ha riconosciuto la Palestina come stato osservatore non membro.

IRAN

TERRITORIO E CLIMA

La Repubblica islamica dell'Iran, l'antica Persia, occupa una superficie grande cinque volte l'Italia. Il Paeseè costituito da un vasto altopiano centrale circondato dai Monti Elburz a nord e dai Monti Zagros a ovest. Il Khuzistan è una delle poche aree pianeggianti del Paese esi affaccia sul Golfo Persico.il clima è prevalentemente continentale arido e l'ambiente è desertico e stepposo, a eccezione dei litorali, che presentano inverni tiepidi ed estati calde.

POPOLAZIONE E CITTA'

L'Iran è abitato da oltre 75 milioni dipersone; solo il 34,9% della popolazioneè però composto da persiani, di lingua farsi, che da millenni vivono in questa zona; il resto della popolazione comprende numerose minoranze, prime fra tutte gli azerial confine con I'Azerbaigian) ei curdi (al confine con 'Iraq e la Turchia). Il territorio iraniano infatti è stato sempre passaggio obbligato fra Asia ed Europae ha vistotransitare,e a volte insediarsi, popoli molto diversi. Oggi l'Iran è un regime teocratico islamico guidato dalla gerarchia religiosa sciita,formata dagli ayatollah che hanno imposto la shari'a, la legge coranica. Al vertice,con poteri assoluti, sta il rahbar, la guida suprema, oggi Khamenei, successoredi Khomeini.

Quasi il 70% della popolazione vive in grandicittà. La capitale è Teheran (8 154 051 ab.),centro politico ed economico del Paese.La città sorge su un altopiano alle penddei Monti Elburz. Le altre città sono quellestoriche dell'antico impero persiano, mercatie centri carovanieri lungo la Via della Seta,come Tabriz, Esfahān, Mashhad. In Iran le donne sono più libere che in altri Paesj arabi; possono ad esempio studiare assieme agli uomini nelle università, guidare e svolgere qualsiasi lavoro. Le giovanioggi portano solo un velo sul capo, ma hanno il volto scoperto.

ECONOMIA

In Iran si fornisce frumento e riso pari al 9% del suolo coltivabile e l'acqua scarseggia; pertanto,'agricoltura non copre il fabbisogsne della popolazione. La pianta industriale piü diffusa è il cotone; 'Iran è anche produttore tore di pistacchi al mondo. Ed è al primo posto per la lavorazione dei tappeti. che fa di questo Paese uno dei principali produttori mondiali di "oro nero" che si trova nel Golfo Persico, dove si estrep Possiede numerosi impianti e centri di ricerca nucleare elettrico e chimico.

L'iran è ricco di civili, che stanno provocando forti tensioni con la comunità interna. Importante è anche il turismo, che puo contare su città d'arte e centri archeologici di fama mondiale, come Susa e Persepoli. Nonostante la ricchezza del petrolio L'iran ha tuttavia un reddito pro capite ancora molto basso e gran parte degli abitanti, soprattutto nelle campagne, vive in condizioni precarie.

LA STORIA

La storia moderna dell'lran inizia nel 1925, quando, con il nome di "Scià degli Scià"re dei re"), sali al trono il generale Reza Khan Pahlavi.Grazie ai proventi del petrolio, il sovrano avwiò la modernizzazione economicae culturale del Paese, mentre dal punto di vista politico divenne alleato degli StatiUniti. La dittatura dello scià portò negli anni un forte malcontento e provocó una rivoluzione popolare nel 1979. Personaggio chiave della rivolta fu l'ayatollah Khomeini, che assunse il potere nellambito della nuova repubblica islamica, dove la legge di Stato divenne di Stato divennela shari'a.2oggi in Iran il potere è saldamente nelle mani dei capi del clero scitaeconomica del Paese e alla fine delle sanzioni internazionali.il riavvicinamento politico tra lran e Stati Uniti ha portato alla apertura economica del paese

la siria

TERRITORIO

La Repubblica Araba di Siria o semplicemente Siria è uno Stato del Vicino Oriente. Confina a nord con la Turchia, a est con l’Iraq, a sud con la Giordania, a ovest con Israele e Libano. Comprende la regione dell'alto Tigri, nel nord della pianura mesopotamica.

STORIA

La Siria subì nell'antichità una serie di dominazioni, infatti la regione fu influenzata direttamente dagli Egiziani, dai Babilonesi, dai Persiani, dai Macedoni e dal regno ellenista dei Seleucidi Nel 64 a.C. ebbe inizio la dominazione che si protrasse per circa sette secoli, proseguendo in seguito alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente come parte dell’Impero Romano d’Oriente. I Romani ed i Bizantini ne fecero un fiorente centro del commercio internazionale Nel VII secollo la Siria venne conquistata dagli arabi e successivamente il paese fu coinvolto nelle Crociate, subendo poi l'invasione dei Mongoli. Nel 1517 l’Impero Ottomano prese il controllo della Siria, la quale ne divenne indipendente nella Prima Guerra Mondiale, Il 17 aprile 1936 fu firmato un trattato franco-siriano che riconosceva l'indipendenza della Repubblica della Siria l trattato non venne però approvato e la Siria rimase sotto il controllo francese quando sino alla seconda guerra mndiale, ottenendo l’Indipendenza effettiva dal 1° gennaio 1946.

POPOLAZIONE

La maggiore etnia è quella arabo-siriana, seguita da quella curda (specialmente nel nord del paese), armena e turca.

E' riconosciuta la libertà di religione e la popolazione è prevalentemente musulmana sunnita con minoranze sciite e cattoliche.

L’economia siriana, seppur favorita dalla presenza di risorse naturali nel sottosuolo, come il petrolio, è fortemente condizionata dall’instabilità politica della regione, in particolare alle tensioni con Israele, che obbligano lo Stato ad affrontare ingenti spese economiche. La Siria ha un programma economico di tipo statalista, con piani di sviluppo quinquennali e i principali settori produttivi nazionalizzati.

ECON

OMIA

POLITICA

Il Presidente della Repubblica viene eletto a suffragio universale ogni 7 anni e deve essere musulmano (anche se l’Islam non è la religione ufficiale). Il potere esecutivo viene amministrato da un Primo Ministro ,mentre quello legislativo è affidato al Consiglio del Popolo, un organo composto da 250 membri eletti ogni quattro anni a suffragio universale.

IRAQ

L'Iraq, ufficialmente Repubblica d’Iraq si trova in Asia occidentale. Confina con Turchia a nord, Siria a nordovest, Giordania a ovest, Arabia Saudita e Kuwait a sud e Iran a est. Il suo territorio corrisponde approssimativamente al territorio dell'antica Mesopotamia.

storia

La prima civiltà ad occupare l’attuale territorio dell’Iraq fu il quella sumera, seguita poi da quella degli Accadi, dei Gutei e dei Babilonesi. Quest’ultima crollò in mano ai Cassiti, che dominarono la regione fino all’arrivo degli Assiri. I territori furono poi occupati dall’Impero Persiano e infine da quello macedone, guidato da Alessandro Magno. La religione venne sottomessa da Diocleziano, che la rese una provincia dell’Impero Romano, sino alla conquista degli Arabi, i quali vennero poi sconfitti dai Mongoli, sottomessi successivamente dagli Ottomani. Al termine del primo conflitto mondiale il paese subì una dominazione britannica, dalla quale divenne indipendente il 14 luglio 1958, data di proclamazione della Repubblica.

ECONOMIA

L’economia iraquena è debole, a causa dell’instabilità politica e militare che caratterizza la regione. Importante è l’agricoltura, favorita dalla presenza di acqua, in particolare quella del Tigri e dell’Eufrate, caratteristica che nei millenni passati portò all’insediamento e alla nascita delle prime civiltà. Il settore però è condizionato dalle decisioni della Turchia, che controlla la parte alta del corso dei due fiumi. L’industria è stata molto danneggiata dai conflitti bellici e di conseguenza è poco sviluppata. Il comparto più sviluppato è quello legato all’estrazione del petrolio. Il turismo, un tempo fiorente, è perennemente ostacolato dai conflitti, i quali hanno distrutto gran parte dei reperti risalenti alle antiche civiltà e dal terrorismo, che spinge i turisti a scegliere altre mete più sicure. La principale fonte di commercio è rappresentata dai mercati cittadini. L’economia si basa soprattutto sull’esportazione di petrolio, bene nazionalizzato.

popolazione

Popolazione attuale L’etnia prevalente è quella araba con una consistente minoranza curda concentrata soprattutto nel Nord-Est del paese. La popolazione è in prevalenza musulmana sciita; diffuso è l’islamismo sunnita e nel paese vi sono minoranze cristiane.

politica

La costituzione sancisce che l'iraq è una Repubblica parlamentare, federale, democratica, islamica. Il potere è amministrato dai tre principali gruppi all’interno del paese: l’esecutivo è gestito da un Presidente della Repubblica, carica per lo più onorativa, che spetta ad un turco, da un Primo Ministro, sciita, e da un Presidente del Parlamento, sunnita. Il potere legislativo spetta al Parlamento, composto da 328 membri eletti su base proporzionale.

GRAZIE PER L'ATTENZIONE

LUIGI CIPULLO, ILENIA CORVINO, FABRIZIO ARTURO VIVIANI