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Les Demoiselles d'Avignon_Pablo Picasso

Maria Enrica Carbone

Created on May 20, 2023

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Transcript

Les demoiselles d'avignon

Pablo Picasso

Les demoisellesd'avignon

Pablo Picasso (1881-1973) 1906-1907 Dipinto olio su tela 243,9x233,7 Museum of Modern Art Cubismo

descrizione e analisi

di "Les Demoiselles d'Avignon"

La prospettiva tradizionale con un unico punto di vista è sconvolta e le figure che sembrano rozzamente scolpite nel legno, sono colte contemporaneamente da più punti di vista spostando lo sguardo a una dimensione soggettiva. I colori spaziano da una gamma di azzurri, rosa, bruni senza accennare a una scansione e distinzione spaziale tra il primo piano e lo sfondo. I volti diventano essenziali e grotteschi (deformati dalla malattia), quelli delle due figure sulla destra sono coperti da maschere africane, mentre il profilo di quella sulla sinistra ricorda la pittura egizia. Il carattere rivoluzionario di quest’opera che potrebbe essere definito il manifesto del cubismo fu molto criticato ma anche apprezzato da chi ne riconobbe il valore.

Les Demoiselles d'Avignon aveva un titolo otiginario più provocatorio, Bordel d'Avignon. Il soggetto, secondo gli storici, fu ispirato dalle frequentazioni del bordello di Barcellona che si trovava sul Carrer d’Avinyó (via Avignone). Picasso realizzò più di cento studi per giungere alla versione definitiva e nei primi di questi compaiono due uomini, un marinaio e uno studente di medicina. Lo studente è accompagnato da un libro o un teschio

Il dipinto metterebbe così in guardia dai rischi del sesso e dalle malattie veneree come la sifilide, incurabile e letale al tempo. La scena nella versione finale si riduce così a cinque corpi femminili dalle forme taglienti e spigolose che guardano insistentemente verso lo spettatore.

fonti di ispirazione

di Les Demoiselles d'Avigon

La figura con il gomito alzato sopra la testa trae chiaramente ispirazione dallo Schaivo morente di Michelangelo.

Una delle fonti di ispirazione per la scelta del soggetto potrebbe essere il Bagno Turco di Ingres da cui riprende la posa della dona di spalle.

il ruolo delle maschere africane

Nel 1907 Picasso aveva frequentato il Museè de Trocadero di Parigi dove aveva potuto ammiare oggetti della cultura africana e oceanica, e allo stesso tempo nei mercati parigini oggetti e maschere negri acquistati da collezionisti e artisti, sedotti da quel nuovo universo artistico che turbava i canoni estetici classici.

Pablo picasso

Pablo Picasso (1881-1973) è stato uno dei più grandi artisti del XX secolo. Nato a Malaga, in Spagna, ha trascorso gran parte della sua vita a Parigi, dove ha sviluppato il suo lavoro artistico attraverso una serie di periodi distinti.

Il periodo cubista di Picasso è caratterizzato dalla scomposizione degli oggetti in forme geometriche. Nel periodo analitico, Picasso e Georges Braque svilupparono un nuovo approccio all'arte in cui gli oggetti venivano analizzati e poi ricostruiti in modo cubico.

Il periodo rosa di Picasso è caratterizzato da una serie di opere in cui il colore predominante è il rosa. In questo periodo, Picasso era interessato alla vita circense e alle acrobazie, e le sue opere riflettono questo interesse

Il periodo blu di Picasso è caratterizzato da una serie di opere in cui il colore predominante è il blu. In questo periodo, Picasso era profondamente influenzato dalla malinconia e dalla solitudine, e le sue opere riflettono questo stato d'animo.

Cubismo analitico (1907-1912)

Periodo rosa (1904-1906)

Periodo blu (1901-1904)

Pablo picasso

Nel periodo neoclassico, Picasso ha abbandonato il suo stile cubista per abbracciare uno stile più tradizionale. In questo periodo, le opere di Picasso riflettono l'influenza dell'arte classica greca e romana.

Nel periodo cubista sintetico, Picasso ha iniziato a utilizzare tecniche di collage per creare opere d'arte. In questo periodo, le opere di Picasso diventano più complesse e ricche di dettagli.

Nel periodo surrealista, Picasso ha abbracciato il movimento surrealista e ha iniziato a creare opere che esploravano il mondo interiore dell'inconscio. In questo periodo, le opere di Picasso diventano più simboliche e astratte.

Periodo surrealista (1924-1939)

Periodo neoclassico (1919-1924)

Cubismo sintetico (1912-1919)

Cubismo

Pablo Picasso, Georges Braque

lI Cubismo è stato uno dei movimenti artistici più influenti della storia dell'arte, nato all'inizio del XX secolo in Francia. La sua nascita è stata il risultato di una serie di innovazioni tecniche e concettuali che hanno rivoluzionato il modo in cui gli artisti rappresentavano la realtà. E' stato caratterizzato dall'uso di forme geometriche, come cubi, sfere e cilindri, per rappresentare oggetti e figure. Gli artisti cubisti hanno cercato di rendere la realtà in modo meno naturalistico, rompendo gli oggetti in pezzi e mostrandoli da più punti di vista contemporaneamente. Questa tecnica, chiamata "analitica", ha portato a opere d'arte complesse e spesso difficili da interpretare. Pablo Picasso e Georges Braque sono stati i principali esponenti del Cubismo. Picasso, in particolare, è stato un innovatore del movimento cubista, spingendo i confini dell'arte ancora più lontano con la sua tecnica "sintetica". In questa fase, gli oggetti rappresentati diventavano più semplici e colorati, con forme geometriche che si sovrapponevano l'una all'altra. Ha aperto la strada a nuove forme di espressione, come l'arte astratta, e ha portato alla creazione di molti altri movimenti artistici, come il Futurismo e il Surrealismo. Il Cubismo è stato anche un'importante fonte di ispirazione per l'architettura e il design.

Martin heidegger: L'origine dell'opera d'arte

Le "Demoiselles d'Avignon" di Picasso hanno ispirato numerose riflessioni e analisi filosofiche, tra cui quella di Martin Heidegger. Nel suo saggio "L'origine dell'opera d'arte", Heidegger analizza l'opera di Picasso come un esempio di come l'arte possa mostrare il mondo in modo nuovo e originale, svelando le molteplici dimensioni dell'essere. Heidegger vede l'opera di Picasso come un'interpretazione dell'essere, capace di mostrare la realtà in modo diverso dal solito, senza limiti preconfezionati. In questo senso, le "Demoiselles d'Avignon" rappresentano un esempio di come l'arte possa essere un mezzo per accedere alla verità dell'essere.

Martin Heidegger è stato un filosofo tedesco del XX secolo che ha avuto un impatto significativo sulla filosofia contemporanea. La sua opera più importante è "Essere e tempo", in cui ha sviluppato una nuova comprensione dell'essere umano. Secondo Heidegger, l'essere umano esiste in un rapporto di apertura verso il mondo, che egli definisce come "Dasein". E' sempre già immerso nel mondo, e la sua esistenza è caratterizzata dalla preoccupazione per il proprio essere. Non è un oggetto tra gli oggetti, ma una "presenza" nel mondo. Heidegger ha cercato di superare la tradizione filosofica occidentale, che egli considerava basata su una concezione sbagliata dell'essere umano come soggetto razionale.

Al contrario, ha posto l'accento sull'esperienza dell'essere nel mondo, e ha cercato di mostrare come questa esperienza sia fondamentale per la comprensione dell'essere umano. Egli sviluppa anche una critica della tecnologia, che considerava come la massima espressione della "dimenticanza dell'essere". Secondo Heidegger, essa ha come obiettivo la dominazione della natura e della realtà umana, e ciò comporta una perdita della comprensione dell'essere. La sua filosofia ha influenzato molte discipline, tra cui la teologia, la psicologia e la letteratura, ed è ancora oggetto di dibattito e discussione.

Pirandello Il tema della maschera

La crisi della società del '900

Luigi Pirandello, uno dei maggiori scrittori italiani del XX secolo, ha utilizzato il tema delle maschere in molte delle sue opere. Esse rappresentano un modo per Pirandello di esplorare la complessità dell'identità, del sé e dell'altro. In alcune opere come "Sei personaggi in cerca d'autore" e "Enrico IV" utilizza questo tema per mettere in discussione la natura stessa dell'identità umana. Le maschere rappresentano una sorta di copertura che nasconde l'essenza dell'individuo, e attraverso il loro utilizzo Pirandello sottolinea la difficoltà di cogliere la vera essenza dell'essere umano. Il tema delle maschere africane è stato spesso associato a quello delle maschere di Pirandello, sia per le affinità tematiche che per l'aspetto estetico. Le maschere africane, infatti, sono spesso utilizzate per rappresentare l'identità culturale e spirituale di un popolo, e spesso nascondono l'identità dell'individuo che le indossa. In entrambi isono,quindi, un modo per esplorare la complessità dell'identità umana e della relazione tra sé e l'altro.

Uno, nessuno e centomila

IL TEMA DELLE MASCHERE

"Uno, nessuno e centomila" è un romanzo di Luigi Pirandello, pubblicato nel 1926. Il romanzo è diviso in tre parti e racconta la storia di Vitangelo Moscarda, un uomo che un giorno si rende conto che la sua immagine è diversa da quella che gli altri hanno di lui. Si accorge che la sua vita è stata sempre vista attraverso gli occhi degli altri, e che la sua identità non corrisponde alla visione che gli altri hanno di lui. Decide allora di cercare la sua vera identità, cercando di liberarsi dalle maschere che gli altri gli hanno imposto.

" La vicenda si sviluppa attraverso una serie di dialoghi e monologhi interiori, in cui Pirandello mette in discussione la natura stessa dell'identità umana. Vitangelo viene rappresentato come un uomo alla ricerca di una verità che sembra sfuggirgli, e che lo porta a scontrarsi con la complessità del mondo e delle relazioni umane. Il romanzo di Pirandello è stato considerato un'opera importante per la sua capacità di esplorare la complessità dell'identità umana e della percezione della realtà.

george orwellNineteen eighty four

The crisis of identity

The crisis of identity that haunts the characters of 1984 is a reflection of the larger crisis of humanity. In this dystopian world, the government seeks to eliminate any individuality or independent thought in order to maintain its own power. As a result, the characters struggle to maintain a sense of self and to find meaning in a world that seeks to destroy them. The story serves as a warning about the dangers of totalitarianism and the importance of preserving individual freedom and autonomy, even in the face of oppressive systems. George Orwell's 1984 is a dystopian novel that explores the themes of totalitarianism, mass surveillance, and the manipulation of language and truth, as a mask could do. In this oppressive society, the characters struggle with their own sense of identity, as the government controls every aspect of their lives and even their innermost thoughts.

Nineteen eighty four

THE CRISIS OF IDENTITY

The novel introduces the concept of "Newspeak," a language designed to limit free thought and prevent dissent. Through this tool, the Party seeks to eliminate any words or concepts that might encourage independent thinking or challenge the status quo. This manipulation of language is also reflected in the character of Syme, Winston's colleague at the Ministry of Truth. Syme is an enthusiastic supporter of Newspeak, and he delights in eliminating words from the dictionary. However, he fails to realize that in doing so, he is also limiting his own ability to think and communicate effectively. Another key character in the novel is Julia, a young woman who becomes Winston's lover. While Winston is questioning the regime and seeks to overthrow it, Julia is less concerned with the larger political struggle. Instead, she is focused on preserving her own freedom to enjoy life's pleasures. Her worldview is more immediate and hedonistic than Winston's, and she represents a different sort of rebellion against the Party's oppressive regime.

The novel presents a bleak and despairing vision of the future, in which the human spirit is crushed under the weight of a soulless system. At the heart of the novel is the character of Winston Smith, a middle-aged man who works for the Ministry of Truth. Winston is initially presented as a man who is dissatisfied with the Party and its totalitarian regime, but who lacks the courage to openly rebel. As the novel progresses, we see Winston's inner turmoil as he grapples with his own sense of identity and his place in this oppressive society. Winston's personal struggle is a reflection of the larger crisis of identity that permeates the novel. In this society, the government seeks to eliminate any individuality or independent thinking, and the characters are constantly questioning their own memories and experiences. They are forced to believe that whatever the Party claims is true, even if it contradicts their own experiences. One of the ways in which the government maintains this control is through the manipulation of language.

Da dove provengono le maschere africane:la conquista dell'africa orientale

Benito Mussolini conquista l'Etiopia

D'altro canto, l'esercito etiope era meno organizzato e aveva armi obsolete. Nonostante l'inferiorità tecnologica, l'esercito etiope resistette tenacemente all'invasione italiana. L'imperatore etiope Haile Selassie guidò personalmente le forze etiopi e cercò di organizzare la resistenza. La guerra si svolse principalmente nelle montagne e nelle pianure dell'Etiopia, con scontri sanguinosi e una guerriglia che si sviluppò contro gli occupanti italiani. L'offensiva italiana si concentrò sulla conquista delle città principali e delle zone strategiche dell'Etiopia. Nel marzo 1936, le truppe italiane catturarono la città di Adua, che aveva un'importanza simbolica a causa della storica vittoria etiope sulla colonizzazione italiana nella battaglia di Adwa del 1896. Successivamente, l'esercito italiano marciò verso Addis Abeba, la capitale etiope. Il 5 maggio 1936, le truppe italiane entrarono ad Addis Abeba e Mussolini dichiarò formalmente l'Etiopia come parte integrante dell'Impero Italiano. L'occupazione italiana dell'Etiopia portò a un periodo di repressione e di politiche coloniali aggressive. Le istituzioni etiopi furono smantellate, le terre furono confiscate e l'italiano fu imposto come lingua ufficiale.

La conquista dell'Etiopia da parte di Mussolini fu un evento di grande importanza nella storia dell'Impero Italiano e del colonialismo europeo in Africa. L'operazione militare, conosciuta come Seconda Guerra Italo-Etiopica, ebbe luogo tra il 1935 e il 1936. All'inizio degli anni '30, l'Italia fascista di Mussolini aveva ambizioni imperialistiche e mirava a creare un grande impero che rivalesse quelli delle altre potenze europee. L'Etiopia, allora conosciuta come Abissinia, divenne un obiettivo strategico per il regime fascista. Mussolini desiderava dimostrare la forza e il potere dell'Italia e stabilire una base coloniale in Africa orientale. La campagna di conquista iniziò il 3 ottobre 1935, quando le truppe italiane sotto il comando del maresciallo Pietro Badoglio invasero l'Etiopia dalla colonia italiana dell'Eritrea. L'Italia aveva una chiara superiorità militare, con un esercito ben equipaggiato e supportato da carri armati, aerei da guerra e armi moderne.

L'imperialismo romano

LA GERMANIA DI TACITO

Se l'imperialismo spinse l'Europa a conoscere usi e costumi di nuove popolazioni, già con i romani vediamo un interesse alle culture dei popoli conquistati. Publius Cornelius Tacitus, uno dei più grandi storici romani, scrisse la sua opera "De Germania" nel 98 d.C. Quest'opera è stata considerata una delle più importanti fonti d'informazione sulla vita, le usanze e il carattere dei germani, ma anche sulla loro geografia e sulle guerre che Roma fu costretta ad affrontare nei loro confronti. Nel suo resoconto Tacito fa numerosi riferimenti alla Germania e ai suoi popoli. Ad esempio, egli descrive i "Chatti" come un popolo di guerriglieri che combattevano con grande abilità e coraggio, mentre i "Suessioni" erano noti per la loro coraggiosa resistenza contro l'esercito romano. Inoltre, i "Cherusci", che vivevano nell'odierna Bassa Sassonia, sono descritti come "leone del loro popolo".

Tacito fa anche riferimento alla geografia della Germania, descrivendola come un paese boscoso e pieno di paludi, con poche strade e di conseguenza poco adatto per la coltivazione. In generale, la vita dei germani era difficile e austera, ma ciò che li rendeva particolarmente interessanti era il loro carattere, visto come rude e solidamente basato sulla lealtà tribale. Inoltre, Tacito indica che i germani erano essenzialmente pagani, adoranti divinità quali Ertha, dea della Terra e Woden, dio della guerra. Il loro valore principale era il coraggio, l'onore e l'ospitalità, ma erano anche noti per la loro crudeltà verso i prigionieri di guerra e per il loro avversione per le città e la farm cooperativa. In conclusione, "De Germania" di Tacito è un'importante testimonianza storica sulla civiltà e i costumi dei germani.

Dall'ottica dei popoli conquistati

Polibio e l'imperialismo Romano

Secondo Polibio, i romani avevano una superiore capacità organizzativa rispetto alle altre civiltà dell'epoca. Egli ammirava l'efficienza delle legioni romane e la disciplina degli eserciti, che consentiva loro di ottenere vittorie in campo di battaglia. Tuttavia, egli credeva che il loro successo militare fosse dovuto anche alla loro capacità di integrare le tradizioni e le istituzioni dei popoli conquistati. Riteneva che questa politica integratrice, che consentiva ai romani di non distruggere la cultura di un popolo sconfitto, avesse contribuito alla costruzione dell'Impero Romano. Infine, la visione di Polibio sui romani conquistatori era strettamente legata alla sua concezione della politica e delle istituzioni repubblicane romane. Infatti, egli credeva che l'equilibrio tra le diverse istituzioni repubblicane fosse alla base del successo della civiltà romana. Egli vedeva nella costituzione romana un esempio di equilibrio perfetto tra monarchia, aristocrazia e democrazia, che garantiva una perfetta distribuzione del potere e la creazione di meccanismi di governo efficaci. In questo senso, la visione di Polibio sui conquistatori romani si basava sulla capacità di quest'ultimi di creare dalle conquiste una civiltà organica e integrata.

Polibio (205 a.C. - 124 a.C.) è stato un storico e politico greco, che ha lasciato una notevole testimonianza delle guerre che portarono alla conquista romana della Grecia. La sua "Storia Universale" (composta da 40 libri) è considerata una delle opere storiche più importanti dell'antichità. E' noto per la sua attenzione alla ricerca della verità storica, che cerca di raggiungere attraverso l'uso di diverse fonti e mediante una rigorosa critica storica. Credeva che la storia fosse un insegnamento da cui il presente potesse apprendere e migliorarsi, grazie alla conoscenza del passato. Nella sua opera, infatti, egli studia l'evoluzione delle istituzioni politiche e delle relazioni internazionali delle società dell'epoca, sia greche che romane, mediante un metodo critico e razionale. La visione dei romani come conquistatori, che emerge nell'opera di Polibio, è molto interessante. Egli ammirava la potenza militare dei romani, ma allo stesso tempo sottolineava come il loro successo fosse legato alla loro costante capacità di imparare dagli errori commessi. Polibio descrive la conquista romana della Grecia come un evento tragico, ma necessario per il successo dell'Urbe.

Le proteine: strutture complesse al pari di un'opera d'arte

In chimica e biologia, le biomolecole sono composti organici che costituiscono le strutture biologiche fondamentali come le proteine, i carboidrati, i lipidi e gli acidi nucleici. Questi composti sono caratterizzati dalla loro complessità e dalla loro capacità di interagire per creare strutture e funzioni biologiche complesse. In modo simile, "Les Demoiselles d'Avignon" di Picasso è caratterizzato dalla sua complessità formale e dalla capacità delle diverse forme, colori e linee di interagire tra loro per creare un'immagine complessa e suggestiva. Inoltre, sia le biomolecole che l'arte possono essere analizzati in termini di struttura, funzione e interazione. Ad esempio, le proteine sono composte da una sequenza di amminoacidi che si piegano in modo preciso e specifico per creare una struttura tridimensionale che determina la loro funzione biologica. In modo simile, l'arte può essere analizzata in termini di struttura formale e di come le diverse parti si combinano per creare un'immagine complessa e significativa. Ad esempio, le proteine possono essere associate a determinati processi biologici e malattie, mentre l'arte può essere associata a determinati movimenti artistici, periodi storici o temi universali come l'amore, la morte, la bellezza, ecc.

Le proteine: strutture complesse al pari di un'opera d'arte

La struttura primaria si riferisce alla sequenza lineare degli amminoacidi nella catena polipeptidica. La struttura secondaria si forma grazie a legami idrogeno tra gli amminoacidi vicini, dando origine a eliche alfa e foglietti beta. La struttura terziaria si riferisce alla piegatura tridimensionale della catena polipeptidica e coinvolge interazioni tra le catene laterali degli amminoacidi, come legami idrofobici, legami ionici e legami disolfuro. La struttura quaternaria si riferisce all'arrangiamento di più catene polipeptidiche separate all'interno di una proteina complessa. Le proteine svolgono una vasta gamma di funzioni biologiche. Possono agire come enzimi, accelerando le reazioni chimiche all'interno delle cellule. Sono fondamentali per il trasporto di sostanze, come l'emoglobina che trasporta l'ossigeno nel sangue. Svolgono un ruolo chiave nel sistema immunitario come anticorpi che riconoscono e neutralizzano agenti patogeni. Sono coinvolte nella struttura cellulare come proteine strutturali, come l'actina e la miosina che permettono il movimento muscolare. Svolgono anche un ruolo nella regolazione del metabolismo, nella comunicazione cellulare e in molti altri processi biologici. Le proprietà delle proteine dipendono dalla loro struttura e composizione degli amminoacidi. Le proteine possono denaturarsi, cioè perdere la loro struttura nativa, a causa di fattori come il calore, il pH estremo o la presenza di agenti denaturanti. La denaturazione può portare alla perdita di funzione delle proteine.

Le proteine sono molecole biologiche fondamentali che svolgono una vasta gamma di funzioni vitali all'interno degli organismi viventi. Dal punto di vista chimico, le proteine sono polimeri di amminoacidi, uniti insieme mediante legami peptidici. Rappresentano una delle classi di biomolecole più importanti e complesse presenti in natura. Gli amminoacidi sono i mattoni fondamentali delle proteine e sono composti da un gruppo amminico (-NH2), un gruppo carbossilico (-COOH) e una catena laterale che varia da un amminoacido all'altro. Esistono 20 amminoacidi proteici comuni che possono essere combinati in varie sequenze per formare una vasta gamma di proteine. La sequenza di amminoacidi in una proteina è determinata dal DNA e dall'RNA durante il processo di traduzione, in cui l'informazione genetica viene trascritta in una sequenza di amminoacidi. La sequenza specifica degli amminoacidi conferisce alla proteina la sua struttura tridimensionale unica e, di conseguenza, la sua funzione. La struttura delle proteine può essere descritta a diversi livelli: primario, secondario, terziario e quaternario.