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Le esplorazioni geografiche e la scoperta dell'America.

Amina

Created on May 18, 2023

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Transcript

Le esplorazioni geografiche

e la "scoperta" dell'America

Contro 2

La "scoperta" dell'America

  • Progetto
  • Scoperta
  • Processo
  • Spartizione dei nuovi territori

La "scoperta" dell'America e il primo viaggio intorno al mondo .

Gli ultimi viaggi di colombo: il processo.

Il progetto di colombo

La sua convinzione si basava su tre premesse, che si sarebbero poi dimostrate errate:

  • che le dimensioni della Terra fosserro assai inferiori di quanto non siano in realtà;
  • che la distanza da percorrere fosse più ridotta
  • che sulla rotta si dovesse incontrare l'isola di Cipango(il Giappone) di cui aveva parlato Marco Polo
I sovrani spagnoli finanziano l'impresa Dopo avere sottoposto il suo progetto al re Giovanni II, che lo rifiutò.

Nell'agosto 1500 dalla Spagna fu inviato a Hispaniola il militare e inquisitore Francisco de Bobadilla, che processò Colombo con l'accusa di avere tenuto gli indios in condizione di schiavitù e di avere torturato gli spagnoli ribelli.

La spartizione dei nuovi territori

Fin dal primo viaggio di Colombo, la scoperta de Nuovo mondo ebbe l'effetto di rendere più difficili i rapporti tra Spagna e Portogallo: ciascuno dei due Stati voleva escludere l'altro da possibili intromissioni nei territori appena scoperti. Si stabilì una prima divisione delle conquiste riconoscendo il possesso spagnolo sulle terre individuate da Colombo e quello portoghese sulle coste africane.

I primi due viaggi e la scoperta

Egli era convinto infatti di avere raggiunto l'Estremo Oriente e di avere cosi portato a compimento la sua impresa: non aveva capito di essere approdato in un nuovo continente. Per questo motivo i nuovi territori furono denominati Indie occidentali e indiani i loro abitanti.

I maya

Dal X secolo andranno incontro a un improvviso declino che comportò l’abbandono delle numerose città-stato. Sulle cause di tale decadenza sono state formulate ipotesi diverse tra cui quella di grave crisi ambientale dovuta a un eccessivo sfruttamento del territorio.

L'impero atzeco

La società atzeca entrò in crisi sotto l'imperatore Montezuma II. Da un lato diminuirono le conquiste di nuovi territori, dall'altro le forze militari non riuscivano più a contenere le rivolte delle popolazioni. La situazione fu aggravata dalla catastrofica carestia nel 1505 che colpì la valle del messico, e circa 15 anni più tardi l'arrivo dei conquistatori che segnarono definitivamente le sorti dell'impero.

L'impero inca

L'Impero inca venne definitivamente sconfitto nel 1532 dagli Spagnoli (conquistadores) comandati da Francisco Pizarro; l'ultimo sovrano inca venne giustiziato nel luglio del 1533.

L'america prima di Colombo: il declino/la crisi delle civiltà precolombiane.

Analisi critica del colonialismo spagnolo: conseguenze sfavorevoli.

  • Motivazioni
  • Sfruttamento del territorio e delle risorse
  • Opposizioni indigene
  • La colonizzazione e lo sterminio degli indios
  • La Chiesa del Nuovo mondo
  • Impatto socio-culturale
I conquistadores in preghiera prima di entrare a Tenochtitlán

Prima di esaminare i dettagli dello sterminio degli indigeni, è necessario fornire una contestualizzazione storica del periodo coloniale. La Spagna ha iniziato a colonizzare per una combinazione di motivazioni politiche ed economiche. Uno dei principali motivi che diedero inizio alla colonizzazione era l'aspirazione a conquistare nuove terre ricche di risorse naturali. La Spagna era particolarmente interessata all'oro, all'argento e ad altre ricchezze preziose presenti nelle Americhe. Un altro motivo è che la Spagna, come le altre potenze europee dell'epoca, cercava di aggiungere il proprio controllo e la propria influenza su nuovi territori. L'espansione coloniale permetteva di affermare il potere e la superiorità della Spagna sulle altre nazioni europee. La Spagna ha quindi cercato e sfruttato le ricchezze naturali delle colonie. Questo includeva l'estrazione di oro, argento, minerali preziosi e altre risorse naturali come legname, pietre preziose, spezie e prodotti agricoli. Queste risorse venivano trasportate in Spagna per arricchire appunto la nobiltà spagnola.

La Spagna alla conquista del Nuovo mondo.

Colombo prende possesso del Nuovo Mondo

Durante il periodo coloniale, gli indios subirono uno sterminio di proporzioni devastanti. L'arrivo degli spagnoli portò a un'incredibile perdita di vite umane e distruzione delle culture indigene. Gli indios furono soggetti a massacri, malattie epidemiche, schiavitù, lavoro forzato e altre forme di violenza e oppressione. Questo risultò in una drammatica rivelazione della popolazione indigena e nella distruzione delle loro società, tradizioni e patrimoni culturali. Lo sterminio degli indios rappresenta una delle pagine più oscure della storia coloniale e ha lasciato un'impronta indelebile sulle popolazioni indigene e sulle regioni coinvolte. Il colonialismo spagnolo ha causato danni significativi alle culture indigene. Molte lingue, tradizioni, credenze e pratiche culturali sono state perse o messe in pericolo a causa dell'oppressione coloniale. Le comunità indigene hanno incontrato la marginalizzazione, l'assimilazione forzata e la perdita della loro identità culturale unica.

Sterminio, impatto socio-culturale, la Chiesa del Nuovo mondo.

Le conseguenze delle scoperte geografiche.

  • Il mutamento del quadro politico ed economico europeo
  • L'atteggiamento degli europei nei confronti degli indigeni americani
  • L'atto di accusa di Las Casa e il dibattito di Valladolid
  • Il relativismo culturale di Montaigne

Le conseguenze delle scoperte geografiche

Il mutamento del quadro politio ed economico

Nasce l'idea del "buon selvaggio": "selvaggio" perché non conosceva le regole della società; "buono" perché viveva nello stato di natura in una condizione di innocenza. Tuttavia, la maggior parte delle riflessioni portò a considerare gli indios come esseri inferiori e dunque a giustificarne la sottomissione da parte dei colonizzatori.

Con le scoperte mutarono i rapporti di forza sia a livello mondiale sia all'interno dell'Europa. Il Vecchio continente, acquistò un primato destinato a rimanere inalterato per alcuni secoli. Gli equilibri geopolitici si modificarono, a causa dello spostamento dei traffici commerciali dal Mediterraneo all'Atlantico. Ciò determinò da un lato un grave danno per i paesi mediterranei e soprattutto per la Repubblica di Venezia, che fino ad allora aveva dominato gli scambi commerciali internazionali; dall'altro significò un notevole arricchimento per i paesi affacciati sull'oceano o che seppero inserirsi in quelle direttrici.

La legittimità della schiavitù dei nativi: gli europei si sentono superiori

La conquista, con il conseguente sfruttamento dei nativi, pose proprio il problema di giustificare e legittimare quanto stava accadendo. La questione cruciale era stabilire se i nativi avessero o non avessero dei diritti, se fossero o non fossero alla pari rispetto agli europei. La maggior parte delle riflessioni portò a considerare gli indios come esseri inferiori e dunque a giustificarne la sottomissione da parte dei colonizzatori.

L'atteggiamento degli europei nei confronti degli indigeni americani

L'incontro con le culture americane suscitò negli europei una duplice reazione. Infatti i primi conquistatori rimasero stupefatti nel vedere quali risultati avessero raggiunto alcune civiltà, come quelle azteca e incaica ma furono anche inorriditi da alcune pratiche diffuse tra gli indios, come il cannibalismo o i sacrifici umani.

Alle teorie che giustificavano lo sfruttamento degli indigeni sulla base della loro presunta inferiorità si contrappose il frate domenicano spagnolo Bartolomé de Las Casas , che denunciò le brutalità compiute sugli indios, a suo avviso creature di pari dignità rispetto ai coloni europei, fu autore di un atto di accusacontro le violenze dei coloni, intitolato Brevissima relazione della distruzione delle Indie, che ebbe grande diffusione in Europa. Nella stessa direzione di Las Casas si pose il filosofo francese Michel de Montaigne. A suo avviso non era possibile giudicare i costumi degli altri popoli alla luce dei propri, in base al principio secondo cui « Ognuno chiama barbarie quello che non è nei suoi usi. » Questa impostazione, che oggi definiremmo con l'espressione "relativismo culturale", era dunque una risposta a qualsiasi teoria che sostenesse la superiorità di alcuni uomini su altri.

L'atto di accusa di Las Casa e il dibattito di Valladolid

Il difensore degli indios

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