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Macchiavelli & Ariosto e de' Medici

LUCA BARNI (new account)

Created on May 18, 2023

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Transcript

Presentazione di Luca Barni

NICCOLO' MACHIAVELLI LUDOVICO ARIOSTO E LORENZO DE' MEDICI

RINASCIMENTO

INIZIO

ARGOMENTI

LORENZO DE' MEDICI

MACCHIAVELLI

ARIOSTO

  • LA VITA
  • LA CANZONE DI BACCO
  • POLIZIANO
  • LE STANZE PER LA GIOSTRA
  • LA VITA
  • LE IDEE E LA POETICA
  • LETTERA A FRANCESCO VETTORI
  • IL PRINCIPE
  • LA VITA
  • LA POETICA
  • L'ORLANDO FURIOSO
  • PROEMIO E I CANTO

INDICE

1469-1527

LA VITA

NICCOLO' MACHIAVELLI

Tre nuclei principali:

  • "la verità effettuale"
  • "la separazione della politica dalla morale"
  • "la carica provocatoria e demistificatoria"
  • "la malvagità è una costante della natura umana"

LE IDEE

+ Info

Machiavelli adotta la "forma del saggio" basata sulla verità personale la quale dipende dalle esperienze dirette e la lettura dei classici (es. Tito Livio)

Nelle sue prose lui adotta una lingua viva e non artificiale il fiorentino contemporaneo

POETICA

LETTERA A FRANCESCO VETTORI

1513

  • Durante il suo ritiro nell'Albergaccio, Machiavelli scrisse una lettera al suo amico Francesco Vettori.
  • Descrisse le sue giornate, da lui definite noiose, con uno stile semplice e colloquiale. La mattina si recava a caccia, il pomeriggio lo passava in osteria a giocare a carte e a dadi e infine la sera si chiudeva nel suo studio a studiare gli scrittori antichi.
  • Inoltre annuncia di aver concluso l'opera "Il Principe", tramite un dialogo dove mette in risalto il fatto di voler tornare alla sua vita politica a Firenze.

IL PRINCIPE

> Scritto nel 1513 , di getto. Tra Luglio e Dicembre > Dedicato a Lorenzo II de' Medici > Si descrive un principe reale, non ideale > Sceglie una lingua viva > La struttura

INTRODUZIONE

Furono due figure di grande importanza per la letteratura fiorentina nel periodo rinascimentale. Durante il Rinascimento ebbero un impatto significativo sulla letteratura fiorentina. Favorirono la rinascita dell'interesse per l'antichità classica greca e romana.

LORENZO DE' MEDICI E POLIZIANO

Lorenzo de' Medici

Lorenzo de' Medici Lorenzo de' Medici, noto anche come Lorenzo il Magnifico, nacque il 1º gennaio 1449 a Firenze, in Italia. Era membro della famiglia Medici, una delle famiglie più influenti e potenti del Rinascimento italiano. Lorenzo de' Medici svolse un ruolo di grande importanza nella politica, nell'economia e nella cultura di Firenze durante il XV secolo. Fu un mecenate delle arti, poeta e politico, oltre che un appassionato promotore dell'umanesimo. La sua figura rimane una delle più significative del Rinascimento italiano.Scrisse "Canzoni carnacialesche" in occasione delle feste di Carnevale a Firenze nel XV secolo. Queste canzoni, spesso cantate e recitate durante le celebrazioni carnevalesche, presentano diverse caratteristiche distintive: Tono comico: Tono giocoso e comico. Spesso utilizzano l'ironia e il sarcasmo. Sensualità sfrenata:Esplorano temi di sensualità e piacere fisico. Le immagini e le metafore utilizzate sono spesso vivaci e provocatorie, celebrando la gioia dei sensi e l'ebbrezza del momento. Lingua semplice ma elegante: scritte in una lingua accessibile, con uno stile semplice e diretto. Tuttavia, nonostante la semplicità, la scrittura di Lorenzo de' Medici rimane elegante e ben strutturata, dimostrando la sua maestria poetica. Malinconia dei canti: Nonostante l'atmosfera gioiosa delle feste di Carnevale, alcune delle canzoni carnascialesche di Lorenzo de' Medici presentano anche un sottotesto di malinconia e tristezza. Questo contrasto tra gioia e malinconia aggiunge una dimensione emotiva più profonda ai componimenti. Lla celebre frase "Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza" riflette il tema della transitorietà della felicità e dell'incertezza del futuro, un concetto che spesso si ritrova nelle opere rinascimentali che affrontano il tema della caducità della vita umana.

LA VITA

"Viva Bacco e viva amore, viva lieti e lieta morte, viva il bel viso che more fra le braccia del consorte!" Questi versi rappresentano l'inizio della "Canzone di Bacco" di Lorenzo de' Medici. La canzone celebra il dio del vino, Bacco, e inneggia alla gioia, all'amore e all'estasi sensoriale che si possono sperimentare attraverso il vino. I versi esprimono un invito a vivere appieno il piacere e l'ebbrezza dell'amore e del momento presente. La "Canzone di Bacco" di Lorenzo de' Medici è una delle sue opere più famose e rappresentative della sua poetica rinascimentale.

CANZONE DI BACCO

Poliziano

Angelo Poliziano nacque il 14 luglio 1454, studiò a Firenze, presso l'Università di Firenze, dove ebbe l'opportunità di frequentare l'ambiente intellettuale e umanistico fiorentino dell'epoca. è considerato uno dei principali poeti e umanisti del Rinascimento italiano.La sua opera più celebre è "Le Stanze per la Giostra", composta nel 1475 per celebrare la giostra in onore del matrimonio di Lorenzo de' Medici. utilizza un linguaggio raffinato e colto, ricco di immagini allegoriche e riferimenti alla mitologia classica,

LA VITA

Composta da Poliziano nel 1475 per celebrare la giostra in onore del matrimonio di Lorenzo de' Medici." Sono un poema epico scritto in ottave, una forma metrica composta da versi endecasillabi, e consistono in una serie di nove stanze (canti) che narrano gli eventi e le emozioni della giostra.". Costituiscono un importante contributo alla letteratura rinascimentale, con la loro combinazione di virtuosismo linguistico, riferimenti classici, esaltazione delle virtù cavalleresche e celebrazione della bellezza e del potere dei Medici.

STANZE PER LA GIOSTRA

LA VITA

  • nasce nel 1474 a Reggio Emilia e nel 1484 si stabilisce, insieme alla famiglia a Ferrara.
  • durante la sua giovinezza, dopo aver abbandonato gli studi di giurisprudenza, si dedica agli studi umanistici.
  • Entra in contatto con Pietro Bembo. 1503 viene assunto dal cardinale Ippolito d'Este, e nello stesso anno, prende gli ordini minori, per vivere di rendita.
  • In questo periodo, dedicato alla vita di corte, fa vari viaggi e spostamenti, dove inizia a scrivere le sue opere più importanti.
  • tra il 1508 e 1509 scrive le prime commedie e nel 1516 esce la prima edizione dell'Orlando Furioso.
  • nel 1517 Ludovico si rifiuta di seguire Ippolito nella sua nuova sede in Ungheria.
  • nel 1521 la corte estense, in difficoltà economica gli sospende lo stipendio, perciò diventa commissario ducale in Garfagnana.
  • 1525 rientra a Ferrara, e compie una revisione linguistica del Furioso.
  • muore nel 1533.

ARIOSTO

  • 1516 (prima edizione dell'Orlando Furioso): nelle opere di Ariosto si nota un allontanamento dalla lingua "padana" ;
  • 1532 (terza edizione dell'Orlando Furioso): Ariosto dà una forma toscana alla sua opera eliminando i dialettismi settentrionali e i latinismi per avvicinarsi il più possibile al modello linguistico di Petrarca, seguendo le indicazioni di Bembo.

POETICA

  • Ariosto usa molte citazioni e allusioni intertestuali al Canzoniere, diverse sono le riprese stilistiche prese da Petrarca e adattate al poema di Ariosto e l'uso delle dittologie. La metrica dell' Orlando furioso è riconducibile all'ideale petrarchesco di musicalità e di armonia.

Con l'Orlando Furioso di Ariosto il poema cavalleresco si qualifica come genere della letteratura alta. Il poema si presenta come continuazione dell'Orlando innamorato di Boiardo. Ariosto lavora per tutta la vita infatti ci furono tre edizioni. Il poema è dedicato al cardinale Ippolito d'Este. Ariosto intende celebrare la casata del proprio signore: Ruggiero. Il titolo del poema ricalca quello scelto da Boiardo: Orlando, da innamorato, diviene furioso, cioè pazzo per amore.

L'ORLANDO FURIOSO

+ Info

LA GUERRA

Tra il re africano e Carlo Magno

GLI AMORI

Orlando e Angelica Ruggiero e Bradamante

I TEMI

LO SPAZIO

Luoghi reali Luoghi fantastici

IL TEMPO

Sospeso senza profondità storica

IL PROEMIO

Le prime quattro ottave costituiscono il proemio dell’intera opera. Esso è suddiviso in: argomento, invocazione dedica. L’argomento è costituito da un unico motivo ma da più temi; L’innovazione non è rivolta alle Muse ma all’amata;La dedica è usata dal poeta per stabilire un legame con suo pubblico.

Dopo il proemio, l’azione del Furioso inizia con uno straordinario dinamismo. Angelica fugge dal campo Cristiano in una selva: qui si incrociano i destini dei vari personaggi. Tutti sono impegnati in un percorso di ricerca: Angelica cerca la libertà e i ragazzi la seguono. Rinaldo e Ferraù si contengono Angelica con le armi. Angelica scappando incontra Sacripante e decide di tenerlo come compagno di viaggio. Nel seguito, riappare Rinaldo e il canto si chiude con un effetto di suspence.

I CANTO

GRAZIE PER L'ATTENZIONE