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Le Terme di Baia

Yuri Briar

Created on May 18, 2023

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Le Terme di Baia

Una delle tappe più ambite all'epoca dei Romani

go!

Le Terme: vacanza e riposo per i romani

Tra il II e il III secolo d.C., Baiae, divenne una delle mete preferite dei nobili romani.Il clima favorevole e la bellezza dei paesaggi favorirono la costruzione di numerose ville abitate da patrizi che desideravano allontanarsi dalla routine cittadina. In particolare, la fama di Baia era legata soprattutto alle sue acque termali, ricercate per il riposo e la cura delle malattie.

Tutt'uno con il paesaggio

Le scale che dovevano percorrere i servi ogni volta che i padroni chiedevano il loro servizio

Le terme di Baia sono collocate in un contesto verdissimo e naturale, con il quale sembra essere un armonioso tutt’uno, non solo poichè circondato dal verde brillante della macchia mediterranea, ma soprattutto poiché si affaccia sul golfo di Bacoli, il quale fu l'ispirazione originaria per la costruzione delle terme, rendendo il tema dell'acqua universale su quella porzione di territorio.

L’area termale comprende quattro sezioni: villa dell’Ambulatio, settore della Sosandra, settore di Venere e terme di Mercurio.

Villa dell'ambulatio

Si articolava su sei terrazze.L’ultima, la più estesa, fu scoperta solo recentemente grazie al progresso degli schiavi e fungeva probabilmente da giardino. Il quarto e il quinto livello ospitavano l'area domestica con il soggiorno e le stanze da letto situate ai lati di una grande sala centrale che dava sul panorama. La seconda terrazza fungeva da portico coperto ed era divisa da una serie di pilastri in due navate: si può definire il corrispondente delle odierne tettoie, poiché i nobili si riparavano lì sotto dalla luce del sole in pieno giorno. Si riconoscono ancora una sala semicircolare, un cortile circondato da porticati e un ambiente rettangolare; originariamente il complesso presentava pavimenti in marmo o a mosaico bianco e nero.

Il settore della Sosandra

Il settore della Sosandra, era composto invece da quattro livelli. Il più alto comprendeva gli ambienti di servizio, mentre quello inferiore ospitava triclini, sale da giorno e un locale per saune chiamato dai romani “laconium”. Quest’ultima sala era decorata a stucco ed era preceduta da un portico a colonne e affacciava sul golfo. La sala più grande della Sosandra accoglieva la statua in marmo dell’Aspania che dà appunto il nome al settore poiché era nota come Afrodite Sosandra. In più in questo settore si programmavano spesso balli in una delle ampie sale a disposizione.

Il Settore di Venere

Esso deve il suo nome a degli studiosi del 1700 che chiamarono “Stanze di Venere” alcuni di questi locali caratterizzati da raffinati decorazioni sulle volte. Questa sezione comprendeva due grandi sale termali: il Tempio di Venere, a pianta ottagonale all’esterno, circolare all’interno e risalente all’epoca adrianea, e quella detta Tempio di Diana, coperta da una cupola a ogiva, oggi crollata per metà. Originariamente quest’ultima struttura raccoglieva i vapori provenienti dal terreno ed era decorata con fregi che raffiguravano scene di caccia (infatti Diana era la dea della caccia).Queste due sale venivano chiamate tempi poiché i romani delle epoche successive, vedendo la maestosità di queste strutture li scambiarono per tali. Quì inoltre era collocata anche la cucina, dotata di piano cottura e "cesto" delle stoviglie sporche.

Il frigidarium

Le Terme di Mercurio

Queste sono caratterizzate dalla presenza del grandioso “frigidarium”, un ambiente adibito un tempo a bagni freddi, a pianta centrale con cupola. Questa struttura conosciuta da alcuni napoletani con il nome Tempio dell’Eco, per l’effetto acustico prodotto all’interno della volte, comprendeva anche un “apodyterium”, l’odierno spogliatoio e un “laconium”, ricavato nel fianco della collina.

Baia sommersa

Gran parte dell'antica città di Baia si trova però sott'acqua, dal momento che il fenomeno del bradisismo che tanto interessa questa zona fece in modo che, progressivamente, il centro urbano si spostasse sempre più verso la costa, finchè non venne del tutto coperto dalle acque del mare.

Questo fico, situato nei pressi del tempio di Mercurio, dopo che vennero attuati gli scavi archeologici, grazie alle sue folti radici sopravvisse, ma iniziò a crescere al contrario

Lavoro svolto da Veronica Carandente Tartaglia