La letteratura italiana
Dante, Petrarca, Boccaccio e l'Umanesimo
6. Giovanni Boccaccio
1. Dante Alighieri: chi è
Indice
7. Il Decameron
2. La Divina Commedia
3. I personaggi dell'Inferno
8. Differenze...
9. Umanesimo e Lorenzo de' Medici
4. Francesco Petrarca: chi è
5. Il Canzoniere
10. Poliziano
1. Dante Alighieri
Dante Alighieri fu un poeta, scrittore e politico italiano. Considerato il padre della lingua italiana, la sua fama è dovuta soprattutto alla Commedia. Esponente del Dolce Stilnovo, dedicò una buona parte delle sue opere a Beatrice, la cui morte precoce fu per il poeta di profondo smarrimento e turbamento interiore. Partecipò attivamente alla vita politica di Firenze, schierandosi nei Guelfi Bianchi, che presto furono esiliati dalla città a causa della presa di potere dei Guelfi Neri. Presto sviluppa un linguaggio caratterizzato da una straordinaria versatilità nel saper usare più registri liguistici (plurilinguismo).
2. La Divina Commedia
La Divina Commedia, in origine Commedia, è un poema allegorico-didascalico di Dante Alighieri. L'attributo "Divina" fu aggiunto solo in seguito da Giovanni Boccaccio all'interno dell'opera "Trattatello in laude di Dante". Il poema è diviso in tre cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso, che sono divise in 33 canti ciascuno, con l'aggiunta di un canto proemiale contenuto nell'Inferno. Essa è un veicolo allegorico della salvezza umana, che si concreta nell'analisi dei drammi dei dannati, delle pene purgatoriali e della gloria divina.
L'Inferno è concepito da Dante come una gigantesca voragine a forma di cono rovesciato che si apre sotto Gerusalemme e arriva al centro della Terra. Prima del baratro infernale è presente un Antinferno, dove sono puniti gli ignavi e gli angeli che rimasero neutrali durante lo scontro tra Dio e Lucifero. Il primo cerchio è il Limbo, destinato alle anime di coloro che morirono senza aver ricevuto il battesimo, che sono tormentati dal desiderio di conoscenza di Dio; l'ultimo cerchio, il nono, ospita i fraudolenti, ovvero i traditori: Bruto, Cassio e Giuda sono qui maciullato dalle tre bocche di Lucifero per l'eternità.
Il principio con cui Dante stabilisce la pena dei dannati è chiamato contrappasso: i peccatori sono puniti con una pena che, per analogia o contrasto, si ricollega alla pena commessa. I temi principali dell'Inferno sono il peccato, l'uomo protagonista, la politica e Virgilio. All'interno dell'Inferno, Dante utilizza un linguaggio caratterizzato dalla varietà di registri linguistici. Soprattutto nell'Inferno si trova un forte colorito realistico. Il lessico ha un'eccezionale ampiezza di toni e guarda diverse tradizioni: quella colta, quella illustre, quella diallettale, e quella fortemente realistica.
3. I personaggi dell'Inferno
Il Veltro
Virgilio
Le 3 fiere
Le 3 Grazie
Cane da caccia che scaccerà la tre fiere. Colui che salverà il mondo dal male. In senso allegorico, Arrigo VII o Benedetto XI
La lonza (lussuria), la lupa (avarizia), il leone (superbia)
Guida di Dante, allegoria della conoscenza, l'unico mezzo di salvezza, simbolo della ragione umana.
Maria (grazia preveniente), Lucia (grazia illuminante), Beatrice (grazia cooperante)
3. I personaggi dell'Inferno
Ignavi
Lussuriosi
Caronte
Minosse
Assegna ai dannati il luogo della pena, attraverso la quantità di giri che la sua coda compie introrno al suo corpo
Coloro che non si schierarono da nessuna parte
Demonio che traghetta le anime dei dannati oltre l'Acheronte
Coloro che preferirono l'amore terreno all'amore verso Dio
3. I personaggi dell'Inferno
Golosi
Cerbero
Ciacco
Paolo e Francesca
Coloro che hanno ceduto al desiderio in misura smodata
Mostro deforme a tre teste, che assorda i dannati con i suoi latrati
Fiorentino che profetizza la sorte di Firenze e la vittoria dei Guelfi Neri sui Bianchi
Amanti che, avendo una relazione adulterina, vennero trucidati
3.I personaggi dell'Inferno
Eretici
Farinata
Cavalcante de' Cavalcanti
Violenti contro se stessi
Coloro che hanno opinioni contrarie rispetto alla dottrina della Chiesa
Fiorentino eretico che profetizza l'esilio di Dante
Coloro che hanno esercitato violenza contro la loro persona
Padre di Guido Cavalcanti, che ritiene il figlio degno di compiere il viaggio di Dante
3. I personaggi dell'Inferno
Pier della Vigna
Scialacquatori
Ulisse
Consiglieri fraudolenti
Peccatore collocato tra i fraudolenti poichè responsabile dell'inganno del cavallo di Troia
Segretario di Federico II, sospettato di tradimento; descrive la condizione e la pena dei suicidi
Coloro che hanno esercitato violenza sulle proprie sostanze
Coloro che posero la loro intelligenza al servizio della frode e dell'inganno
3. I personaggi dell'Inferno
Traditori
Conte Ugolino
Coloro che hanno freddamente premeditato il loro delitto e rifiutato il calore della carità
Accusato di tradimento perchè considerato responsabile del disastro della Meloria e imprigionato nella Torre della Muda con i suoi figli e i suoi nipoti, dopo i quali morirà dalla fame
4. Francesco Petrarca
Francesco Petrarca è stato uno scrittore, poeta, filosofo e filologo italiano, considerato il precursore dell'umanesimo e uno dei fondamenti della letteratura italiana. Fondamentale per lui è la riscoperta dei classici. Nella sua poetica, emerge soprattutto la personalità caratterizzata da un continuo dissidio interiore. Il poeta, durante la sua vita, si trova spesso davanti a un bivio che implica la scelta tra virtù terrene, quali l'amore per Laura e gli onori di poeta, e divine, quale l'amore per Dio. Nonostante questo, però, Petrarca rimarrà sempre legato a quella che era la vita umana.
5. Il Canzoniere
Il canzoniere è l'opera a cui Petrarca dedicò tutta la sua vita. Il suo nome originario è Rerum vulgarium fragmenta. Esso contiene 366 testi ordinati secondo un criterio cronologico. La metrica più rappresentata è il sonetto, ma la raccolta comprende anche canzoni, sestine, ballate e madrigali. È diviso in due sezioni: "in vita di Laura" e "in morte di Laura". Le caratteristiche che lo rappresentano sono:
- unitarietà: è concepito come un libro organico di poesia e non come una raccolta di componimenti irrelati tra loro;
- omogeneità di temi;
- autonomia dell'ispirazione: si oppone all'occasionalità della produzione lirica.
Il critico Gianfranco Contini ha definito il linguaggio un "fiorentino trascendentale", ovvero elevato dal riferimento al modello del latino classico, caratterizzato da un lessico selezionatissimo. Nel Canzoniere si può identificare una rappresentazione autobiografica del poeta, che fonde vita e letteratura.Tale autobiografismo si propone come un modello esemplare per i lettori. Come nella sua opera il "Secretum", anche nel Canzoniere Petrarca analizza il suo dissidio interiore e la conversione, attesa e imminente ma mai realizzata compiutamente. Il sonetto proemiale rappresenta la coesistenza di due tradizioni: etica cristiana, con il senso del peccato, e l' etica classica, che condanna l'assenza di autocontrollo delle passioni. Il Canzoniere si basa, dunque, su due nuclei ispirativi.
6. Giovanni Boccaccio
Considerato una delle tre corone della letteratura italiana,Boccaccio nacque nel 1313. Trascorse l'infanzia e l'adolescenza a Firenze, e venne indirizzato alla mercatura. Nel 1327 si trasferisce a Napoli e ha inizio il cosiddetto periodo napoletano, durante il quale affina il suo spirito di osservatore dei caratteri umani e conosce la varietà delle classi sociali. Tra il 1334 e 1336 compone le sue prime opere, facendo emergere la figura di Fiammetta. Nel 1340 fa ritorno a Firenze (trauma). L'arrivo della peste e la situazione economica della famiglia aggravano la sua inquietudine. Nel 1350 conosce Petrarca, con cui instaura un rapporto di amicizia e reciproca stima. Nel 1370 scrive il Decameron, e muore nel 1375.
7. Il Decameron
Il Decameron è il primo libro di narrativa della letteratura romanza e rappresenterà per molti secoli un modello di prosa. Le novelle sono organizzate in blocchi tematici e contenute all'interno di un'unica storia che funge da cornice.Boccaccio racconta di 10 ragazzi che durante il periodo della peste, scappano da Firenze si rifugiano in una villa di campagna, raccontandosi storie per trascorrere il tempo. Una seconda cornice è rappresentata dal Proemio e dalla conclusione, dove Boccaccio indirizza l'opera alle donne. Esistono più modelli diegetici: al narratore di primo livello si affiancano i giovani, narratori di secondo livello. Caratteristica della letteratura boccacciana è l'equilibrio tra la frammentazione di storie indipendenti in una molteplicità e la vocazione di ricomporre gli stessi in un quadro di insieme. Dopo il Proemio, il testo rievoca la peste nera, descrivendone le conseguenze: alla morte fisica si accompagna quella sociale dell'intera popolazione. I ragazzi fuggono da Firenze e si rifugiano in un locus amoenus, dove si raccontano storie per esorcizzare la morte. Attraverso il racconto i giovani cercano di rifondare l'armonia delle relazioni umane. La geografia che fa da sfondo alle novelle spazia dall'ambiente borghese al contado; lo spazio del Decameron è orizzontale. I temi delle giornate sono:
- fortuna, intesa come caso;
- ingegno, spirito di iniziativa dell'uomo;
- desiderio, inteso come amore, che nella letteratura di Boccaccio è terreno;
- motti di spirito, capacità di trovare le giuste parole per evitare situazioni difficili;
- beffa;
- generosità, virtù tipica dell'etica cavalleresca.
Alla varietà tematica corrisponde una pluralità di linguaggi; si parla, infatti, di polifonia. Nelle scelte lessicali convivono latinismi e forestierismi. Una costante è la commedia di Dante, della quale si ritrovano molte risonanze.
8. Differenze tra...
Boccaccio
Dante
Petrarca
vs
vs
La poesia di Petrarca è basata sull'uomo, su se stesso e sul suo dissidio interiore. L'amore nei confronti di Laura è perlopiù terreno e passionale; Laura è una donna normale, soggetta all'invecchiamento.Petrarca vede la spiritualità come un'aspirazione che muoverà interamente il suo dissidio interiore, a cui non arriverà mai.
Si colloca in un periodo in cui l'uomo vuole realizzare se stesso in ambito terreno, circondandosi di ricchezze, senza impostare un rapporto con Dio basato su paure inutili.Boccaccio è il poeta del piacere, dell'amore fisico, amante dei beni naturali.Ha, dunque, una visione del reale più laica rispetto a Dante.
Dante, posizionandosi nel Medioevo, crede che Dio sia fondamentale; l'uomo vive in relazione a lui, lo teme, lo venera, segue i suoi insegnamenti e non vive nell'eccesso. L'amore che descrive nei confronti di Beatrice, donna-angelo non soggetta all'invecchiamento, È un amore puramente spirituale.
9. L'Umanesimo e Lorenzo de' Medici
Il termine humanista risale al XV secolo, ed era riferito a colui che studiave le humanae litterae: retorica, grammatica, letteratura, poesia, storia e filosofia. Con l'Umanesimo intendiamo la corrente letteraria sorta tra la seconda metà del XIV secolo e il XV secolo, e che si sviluppa con una concezione antropocentrica della realtà. Di assoluta importanza è la riscoperta del patrimonio letterario dei classici. Tra i ricercatori troviamo Lovato Lovati, Alberto Mussato, Poggio Bracciolini, ma soprattutto Petrarca e Boccaccio. Essi si rivolgevano alle opere con l'atteggiamento scientifico: avere molti manoscritti della stessa opera significava poterli confrontare e poter correggere eventuali errori di copiaggio; è così che vengono poste le basi per la filologia e la critica testuale. La nuova cultura sceglie, dunque, il latino come lingua quasi esclusiva anche in ambito letterario. Si parla, infatti, di crisi letteraria. Nella prima parte del secolo l'uso del volgare è molto ridotto, fino al 1441, quando a Firenze l'architetto e letterato Leon Battista Alberti organizza il certame coronario, concorso di poesia volgare sul tema dell'amicizia. L'umanesimo, inoltre, è il periodo della riscoperta della cultura greca. Nei primi decenni del secolo la conoscenza e la cultura greca era diventato un importante requisito per diventare un umanista. Proprio grazie allo studio del greco, viene riscoperta l'opera di Platone, che permette di saldare in modo nuovo filosofia e antica religione cristiana: l'anima assume una posizione di mezzo tra Dio e le cose; si tratta, ancora una volta, di antropocentrismo, che caratterizza questa nuova corrente letteraria.
9.Lorenzo de' Medici
Lorenzo de' Medici, anche detto il Magnifico, appartiene alla dinastia de' Medici. Già da sedicenne rivela la sua abilità di uomo politico, nel 1469 diventa signore di Firenze.L'azione politica di Lorenzo è caratterizzata dalla diplomazia: stringe molte alleanze, e costrusce una politica di equilibrio in tutta la penisola, garantendo a Firenze alcuni decenni di pace. Muore nel 1492 a Firenze.Cerca di ridare impulso al volgare e di potenziare la vita intellettuale in ogni campo del sapere.Fu elogiato per il suo generoso mecenatismo: aveva infiniti interessi culturali e fu poeta.
9.Lorenzo de' Medici
La versatilità letteraria di Lorenzo il Magnifico è rispecchiata dalla vivezza del volgare: la sua poesia si allontana dal intellettualismo umanistico e guarda alla dimensione quotidiana della Firenze di fine Quattrocento. Il recupero della tradizione lirica in volgare rientra in un progetto non solo culturale, ma anche politico di Lorenzo, volto a imporre il primato del fiorentino come lingua colta agli altri poeti italiani. Il Canzoniere del Magnifico mostra l'evoluzione della sua vena comico-realistica degli esordi fino al platonismo dei componimenti più tardi. Dal 1480, egli si concentra su una produzione che specchia gli umori e della sensibilità di Firenze facendo lo spirito civico con tatto psicologico.Questa scelta determina due polarità nella sua poesia: l'atteggiamento contemplativo religioso, e il baldanzoso clima festivo del carnevale fiorentino.
9. La canzona di Bacco
Viene descritto il banchetto di nozze di Bacco e Arianna: sono esortati a vivere quanto più a lungo possibile i momenti di gioia e giovinezza, poiché il tempo fugge; le ninfe e i satiretti ballano, cantano, saltano e suonano. Il tema principale è il carpe Diem (cogli l'attimo).
10.Poliziano
Nasce a Montepulciano nel 1454, e a 10 anni si trasferisce a Firenze. Nel 1470 inizia la traduzione dell'Iliade, di cui dedica i primi due libri a Lorenzo de' Medici, che lo prende sotto la sua protezione, e che nel 1475 lo designa come precettore del figlio Piero.Nello stesso anno comincia la composizione delle Stanze per la giostra, considerato il principale tra i lavori di Poliziano. Dopo dissapori con la moglie di Lorenzo, Poliziano lascia Firenze, dove torna nel 1480, richiamato da Lorenzo, e insegna presso lo Studio Fiorentino.Qui inizia l'attività di filologo e di commentatore di testi latini e greci.Muore nel 1494.
10.Poliziano
La sua opera unisce due aspetti: lo studio dei classici latini e la passione per la poesia volgare.Si batte per la libertà espressiva che non vincola un solo scrittore, ma permette di prendere il meglio da vari autori per conquistare il proprio stile personale. Ne le Stanze per la giostra, traspone l'occasione celebrativa in una dimensione mitica, con un andamento epico e narrativo.La tessitura è ricca di rimandi alle fonti classiche e moderne. Inoltre compone la Fabula di Orfeo, primo esempio italiano di teatro profano: i riferimento religiosi sono sostituiti da allusioni al mondo classico.Orfeo era considerato il capostipite di tutti i poeti ed era stato capace con la sua poesia di riportare in vita l'amata Euridice. L'opera mette in mostra il suo ecclettismo, ricorrendo a una grande varietà di generi metrici.
10. I' mi trovai,fanciulle,un bel mattino
Il testo è una celebrazione dell'amore della bellezza femminile, nonchè un invito a godere della giovinezza prima che questa fugga e sia impossibile abbandonarsi ai piaceri amorosi. Il tutto è affidata alle parole di una fanciulla che si rivolge alle compagne e racconta loro una sua precedente esperienza, in cui è stato in un meraviglioso giardino pieno di fiori, nel pieno della primavera, che è la stagione dei fiori.
Grazie per l'attenzione!
LETTERATURA
anna morace
Created on May 18, 2023
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La letteratura italiana
Dante, Petrarca, Boccaccio e l'Umanesimo
6. Giovanni Boccaccio
1. Dante Alighieri: chi è
Indice
7. Il Decameron
2. La Divina Commedia
3. I personaggi dell'Inferno
8. Differenze...
9. Umanesimo e Lorenzo de' Medici
4. Francesco Petrarca: chi è
5. Il Canzoniere
10. Poliziano
1. Dante Alighieri
Dante Alighieri fu un poeta, scrittore e politico italiano. Considerato il padre della lingua italiana, la sua fama è dovuta soprattutto alla Commedia. Esponente del Dolce Stilnovo, dedicò una buona parte delle sue opere a Beatrice, la cui morte precoce fu per il poeta di profondo smarrimento e turbamento interiore. Partecipò attivamente alla vita politica di Firenze, schierandosi nei Guelfi Bianchi, che presto furono esiliati dalla città a causa della presa di potere dei Guelfi Neri. Presto sviluppa un linguaggio caratterizzato da una straordinaria versatilità nel saper usare più registri liguistici (plurilinguismo).
2. La Divina Commedia
La Divina Commedia, in origine Commedia, è un poema allegorico-didascalico di Dante Alighieri. L'attributo "Divina" fu aggiunto solo in seguito da Giovanni Boccaccio all'interno dell'opera "Trattatello in laude di Dante". Il poema è diviso in tre cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso, che sono divise in 33 canti ciascuno, con l'aggiunta di un canto proemiale contenuto nell'Inferno. Essa è un veicolo allegorico della salvezza umana, che si concreta nell'analisi dei drammi dei dannati, delle pene purgatoriali e della gloria divina.
L'Inferno è concepito da Dante come una gigantesca voragine a forma di cono rovesciato che si apre sotto Gerusalemme e arriva al centro della Terra. Prima del baratro infernale è presente un Antinferno, dove sono puniti gli ignavi e gli angeli che rimasero neutrali durante lo scontro tra Dio e Lucifero. Il primo cerchio è il Limbo, destinato alle anime di coloro che morirono senza aver ricevuto il battesimo, che sono tormentati dal desiderio di conoscenza di Dio; l'ultimo cerchio, il nono, ospita i fraudolenti, ovvero i traditori: Bruto, Cassio e Giuda sono qui maciullato dalle tre bocche di Lucifero per l'eternità.
Il principio con cui Dante stabilisce la pena dei dannati è chiamato contrappasso: i peccatori sono puniti con una pena che, per analogia o contrasto, si ricollega alla pena commessa. I temi principali dell'Inferno sono il peccato, l'uomo protagonista, la politica e Virgilio. All'interno dell'Inferno, Dante utilizza un linguaggio caratterizzato dalla varietà di registri linguistici. Soprattutto nell'Inferno si trova un forte colorito realistico. Il lessico ha un'eccezionale ampiezza di toni e guarda diverse tradizioni: quella colta, quella illustre, quella diallettale, e quella fortemente realistica.
3. I personaggi dell'Inferno
Il Veltro
Virgilio
Le 3 fiere
Le 3 Grazie
Cane da caccia che scaccerà la tre fiere. Colui che salverà il mondo dal male. In senso allegorico, Arrigo VII o Benedetto XI
La lonza (lussuria), la lupa (avarizia), il leone (superbia)
Guida di Dante, allegoria della conoscenza, l'unico mezzo di salvezza, simbolo della ragione umana.
Maria (grazia preveniente), Lucia (grazia illuminante), Beatrice (grazia cooperante)
3. I personaggi dell'Inferno
Ignavi
Lussuriosi
Caronte
Minosse
Assegna ai dannati il luogo della pena, attraverso la quantità di giri che la sua coda compie introrno al suo corpo
Coloro che non si schierarono da nessuna parte
Demonio che traghetta le anime dei dannati oltre l'Acheronte
Coloro che preferirono l'amore terreno all'amore verso Dio
3. I personaggi dell'Inferno
Golosi
Cerbero
Ciacco
Paolo e Francesca
Coloro che hanno ceduto al desiderio in misura smodata
Mostro deforme a tre teste, che assorda i dannati con i suoi latrati
Fiorentino che profetizza la sorte di Firenze e la vittoria dei Guelfi Neri sui Bianchi
Amanti che, avendo una relazione adulterina, vennero trucidati
3.I personaggi dell'Inferno
Eretici
Farinata
Cavalcante de' Cavalcanti
Violenti contro se stessi
Coloro che hanno opinioni contrarie rispetto alla dottrina della Chiesa
Fiorentino eretico che profetizza l'esilio di Dante
Coloro che hanno esercitato violenza contro la loro persona
Padre di Guido Cavalcanti, che ritiene il figlio degno di compiere il viaggio di Dante
3. I personaggi dell'Inferno
Pier della Vigna
Scialacquatori
Ulisse
Consiglieri fraudolenti
Peccatore collocato tra i fraudolenti poichè responsabile dell'inganno del cavallo di Troia
Segretario di Federico II, sospettato di tradimento; descrive la condizione e la pena dei suicidi
Coloro che hanno esercitato violenza sulle proprie sostanze
Coloro che posero la loro intelligenza al servizio della frode e dell'inganno
3. I personaggi dell'Inferno
Traditori
Conte Ugolino
Coloro che hanno freddamente premeditato il loro delitto e rifiutato il calore della carità
Accusato di tradimento perchè considerato responsabile del disastro della Meloria e imprigionato nella Torre della Muda con i suoi figli e i suoi nipoti, dopo i quali morirà dalla fame
4. Francesco Petrarca
Francesco Petrarca è stato uno scrittore, poeta, filosofo e filologo italiano, considerato il precursore dell'umanesimo e uno dei fondamenti della letteratura italiana. Fondamentale per lui è la riscoperta dei classici. Nella sua poetica, emerge soprattutto la personalità caratterizzata da un continuo dissidio interiore. Il poeta, durante la sua vita, si trova spesso davanti a un bivio che implica la scelta tra virtù terrene, quali l'amore per Laura e gli onori di poeta, e divine, quale l'amore per Dio. Nonostante questo, però, Petrarca rimarrà sempre legato a quella che era la vita umana.
5. Il Canzoniere
Il canzoniere è l'opera a cui Petrarca dedicò tutta la sua vita. Il suo nome originario è Rerum vulgarium fragmenta. Esso contiene 366 testi ordinati secondo un criterio cronologico. La metrica più rappresentata è il sonetto, ma la raccolta comprende anche canzoni, sestine, ballate e madrigali. È diviso in due sezioni: "in vita di Laura" e "in morte di Laura". Le caratteristiche che lo rappresentano sono:
- unitarietà: è concepito come un libro organico di poesia e non come una raccolta di componimenti irrelati tra loro;
- omogeneità di temi;
- autonomia dell'ispirazione: si oppone all'occasionalità della produzione lirica.
Il critico Gianfranco Contini ha definito il linguaggio un "fiorentino trascendentale", ovvero elevato dal riferimento al modello del latino classico, caratterizzato da un lessico selezionatissimo. Nel Canzoniere si può identificare una rappresentazione autobiografica del poeta, che fonde vita e letteratura.Tale autobiografismo si propone come un modello esemplare per i lettori. Come nella sua opera il "Secretum", anche nel Canzoniere Petrarca analizza il suo dissidio interiore e la conversione, attesa e imminente ma mai realizzata compiutamente. Il sonetto proemiale rappresenta la coesistenza di due tradizioni: etica cristiana, con il senso del peccato, e l' etica classica, che condanna l'assenza di autocontrollo delle passioni. Il Canzoniere si basa, dunque, su due nuclei ispirativi.6. Giovanni Boccaccio
Considerato una delle tre corone della letteratura italiana,Boccaccio nacque nel 1313. Trascorse l'infanzia e l'adolescenza a Firenze, e venne indirizzato alla mercatura. Nel 1327 si trasferisce a Napoli e ha inizio il cosiddetto periodo napoletano, durante il quale affina il suo spirito di osservatore dei caratteri umani e conosce la varietà delle classi sociali. Tra il 1334 e 1336 compone le sue prime opere, facendo emergere la figura di Fiammetta. Nel 1340 fa ritorno a Firenze (trauma). L'arrivo della peste e la situazione economica della famiglia aggravano la sua inquietudine. Nel 1350 conosce Petrarca, con cui instaura un rapporto di amicizia e reciproca stima. Nel 1370 scrive il Decameron, e muore nel 1375.
7. Il Decameron
Il Decameron è il primo libro di narrativa della letteratura romanza e rappresenterà per molti secoli un modello di prosa. Le novelle sono organizzate in blocchi tematici e contenute all'interno di un'unica storia che funge da cornice.Boccaccio racconta di 10 ragazzi che durante il periodo della peste, scappano da Firenze si rifugiano in una villa di campagna, raccontandosi storie per trascorrere il tempo. Una seconda cornice è rappresentata dal Proemio e dalla conclusione, dove Boccaccio indirizza l'opera alle donne. Esistono più modelli diegetici: al narratore di primo livello si affiancano i giovani, narratori di secondo livello. Caratteristica della letteratura boccacciana è l'equilibrio tra la frammentazione di storie indipendenti in una molteplicità e la vocazione di ricomporre gli stessi in un quadro di insieme. Dopo il Proemio, il testo rievoca la peste nera, descrivendone le conseguenze: alla morte fisica si accompagna quella sociale dell'intera popolazione. I ragazzi fuggono da Firenze e si rifugiano in un locus amoenus, dove si raccontano storie per esorcizzare la morte. Attraverso il racconto i giovani cercano di rifondare l'armonia delle relazioni umane. La geografia che fa da sfondo alle novelle spazia dall'ambiente borghese al contado; lo spazio del Decameron è orizzontale. I temi delle giornate sono:
- fortuna, intesa come caso;
- ingegno, spirito di iniziativa dell'uomo;
- desiderio, inteso come amore, che nella letteratura di Boccaccio è terreno;
- motti di spirito, capacità di trovare le giuste parole per evitare situazioni difficili;
- beffa;
- generosità, virtù tipica dell'etica cavalleresca.
Alla varietà tematica corrisponde una pluralità di linguaggi; si parla, infatti, di polifonia. Nelle scelte lessicali convivono latinismi e forestierismi. Una costante è la commedia di Dante, della quale si ritrovano molte risonanze.8. Differenze tra...
Boccaccio
Dante
Petrarca
vs
vs
La poesia di Petrarca è basata sull'uomo, su se stesso e sul suo dissidio interiore. L'amore nei confronti di Laura è perlopiù terreno e passionale; Laura è una donna normale, soggetta all'invecchiamento.Petrarca vede la spiritualità come un'aspirazione che muoverà interamente il suo dissidio interiore, a cui non arriverà mai.
Si colloca in un periodo in cui l'uomo vuole realizzare se stesso in ambito terreno, circondandosi di ricchezze, senza impostare un rapporto con Dio basato su paure inutili.Boccaccio è il poeta del piacere, dell'amore fisico, amante dei beni naturali.Ha, dunque, una visione del reale più laica rispetto a Dante.
Dante, posizionandosi nel Medioevo, crede che Dio sia fondamentale; l'uomo vive in relazione a lui, lo teme, lo venera, segue i suoi insegnamenti e non vive nell'eccesso. L'amore che descrive nei confronti di Beatrice, donna-angelo non soggetta all'invecchiamento, È un amore puramente spirituale.
9. L'Umanesimo e Lorenzo de' Medici
Il termine humanista risale al XV secolo, ed era riferito a colui che studiave le humanae litterae: retorica, grammatica, letteratura, poesia, storia e filosofia. Con l'Umanesimo intendiamo la corrente letteraria sorta tra la seconda metà del XIV secolo e il XV secolo, e che si sviluppa con una concezione antropocentrica della realtà. Di assoluta importanza è la riscoperta del patrimonio letterario dei classici. Tra i ricercatori troviamo Lovato Lovati, Alberto Mussato, Poggio Bracciolini, ma soprattutto Petrarca e Boccaccio. Essi si rivolgevano alle opere con l'atteggiamento scientifico: avere molti manoscritti della stessa opera significava poterli confrontare e poter correggere eventuali errori di copiaggio; è così che vengono poste le basi per la filologia e la critica testuale. La nuova cultura sceglie, dunque, il latino come lingua quasi esclusiva anche in ambito letterario. Si parla, infatti, di crisi letteraria. Nella prima parte del secolo l'uso del volgare è molto ridotto, fino al 1441, quando a Firenze l'architetto e letterato Leon Battista Alberti organizza il certame coronario, concorso di poesia volgare sul tema dell'amicizia. L'umanesimo, inoltre, è il periodo della riscoperta della cultura greca. Nei primi decenni del secolo la conoscenza e la cultura greca era diventato un importante requisito per diventare un umanista. Proprio grazie allo studio del greco, viene riscoperta l'opera di Platone, che permette di saldare in modo nuovo filosofia e antica religione cristiana: l'anima assume una posizione di mezzo tra Dio e le cose; si tratta, ancora una volta, di antropocentrismo, che caratterizza questa nuova corrente letteraria.
9.Lorenzo de' Medici
Lorenzo de' Medici, anche detto il Magnifico, appartiene alla dinastia de' Medici. Già da sedicenne rivela la sua abilità di uomo politico, nel 1469 diventa signore di Firenze.L'azione politica di Lorenzo è caratterizzata dalla diplomazia: stringe molte alleanze, e costrusce una politica di equilibrio in tutta la penisola, garantendo a Firenze alcuni decenni di pace. Muore nel 1492 a Firenze.Cerca di ridare impulso al volgare e di potenziare la vita intellettuale in ogni campo del sapere.Fu elogiato per il suo generoso mecenatismo: aveva infiniti interessi culturali e fu poeta.
9.Lorenzo de' Medici
La versatilità letteraria di Lorenzo il Magnifico è rispecchiata dalla vivezza del volgare: la sua poesia si allontana dal intellettualismo umanistico e guarda alla dimensione quotidiana della Firenze di fine Quattrocento. Il recupero della tradizione lirica in volgare rientra in un progetto non solo culturale, ma anche politico di Lorenzo, volto a imporre il primato del fiorentino come lingua colta agli altri poeti italiani. Il Canzoniere del Magnifico mostra l'evoluzione della sua vena comico-realistica degli esordi fino al platonismo dei componimenti più tardi. Dal 1480, egli si concentra su una produzione che specchia gli umori e della sensibilità di Firenze facendo lo spirito civico con tatto psicologico.Questa scelta determina due polarità nella sua poesia: l'atteggiamento contemplativo religioso, e il baldanzoso clima festivo del carnevale fiorentino.
9. La canzona di Bacco
Viene descritto il banchetto di nozze di Bacco e Arianna: sono esortati a vivere quanto più a lungo possibile i momenti di gioia e giovinezza, poiché il tempo fugge; le ninfe e i satiretti ballano, cantano, saltano e suonano. Il tema principale è il carpe Diem (cogli l'attimo).
10.Poliziano
Nasce a Montepulciano nel 1454, e a 10 anni si trasferisce a Firenze. Nel 1470 inizia la traduzione dell'Iliade, di cui dedica i primi due libri a Lorenzo de' Medici, che lo prende sotto la sua protezione, e che nel 1475 lo designa come precettore del figlio Piero.Nello stesso anno comincia la composizione delle Stanze per la giostra, considerato il principale tra i lavori di Poliziano. Dopo dissapori con la moglie di Lorenzo, Poliziano lascia Firenze, dove torna nel 1480, richiamato da Lorenzo, e insegna presso lo Studio Fiorentino.Qui inizia l'attività di filologo e di commentatore di testi latini e greci.Muore nel 1494.
10.Poliziano
La sua opera unisce due aspetti: lo studio dei classici latini e la passione per la poesia volgare.Si batte per la libertà espressiva che non vincola un solo scrittore, ma permette di prendere il meglio da vari autori per conquistare il proprio stile personale. Ne le Stanze per la giostra, traspone l'occasione celebrativa in una dimensione mitica, con un andamento epico e narrativo.La tessitura è ricca di rimandi alle fonti classiche e moderne. Inoltre compone la Fabula di Orfeo, primo esempio italiano di teatro profano: i riferimento religiosi sono sostituiti da allusioni al mondo classico.Orfeo era considerato il capostipite di tutti i poeti ed era stato capace con la sua poesia di riportare in vita l'amata Euridice. L'opera mette in mostra il suo ecclettismo, ricorrendo a una grande varietà di generi metrici.
10. I' mi trovai,fanciulle,un bel mattino
Il testo è una celebrazione dell'amore della bellezza femminile, nonchè un invito a godere della giovinezza prima che questa fugga e sia impossibile abbandonarsi ai piaceri amorosi. Il tutto è affidata alle parole di una fanciulla che si rivolge alle compagne e racconta loro una sua precedente esperienza, in cui è stato in un meraviglioso giardino pieno di fiori, nel pieno della primavera, che è la stagione dei fiori.
Grazie per l'attenzione!