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presentazione arte

sergio colaninno

Created on May 17, 2023

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Transcript

DINAMISMO E INDIVIDUALISMO

scultura della tarda classica
Sergio Colaninno 1^L

1) Umanizzazione dei personaggi (Dinamismo)

l'autonomia dell' uomo rispetto alla collettività (Individualismo)

2) Ermes Con Dioniso, caratteristiche ed analisi

Indice

3) Afrodite di Cnido, caratteristiche ed analisi

4) Apollo Sauroctono, caratteristiche ed analisi

5) Lisippo: Apoxyomenos, caratteristiche ed analisi approfondita

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IL DINAMISMO

nella scultura della tarda classicita'

Il Dinamismo dell'età tarda classica si riferisce alla vitalità culturale e artistica che caratterizzò il periodo tra il III e il IV secolo a.C., durante il quale la Grecia stava incontrando una crisi che ha portato alle poleis in guerra tra di loro.

Dopo la loro sottomissione all impero macedone, molti scultori come Prassitele, Skopas e Lisippo riescono ad esprimersi "umanizzando" i personaggi, raffigurando quindi la rappresentazione del quotidiano.

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ERMES CON DIONISIO

La scultura di Hermes e Dioniso di Prassitele rappresenta i due dei dell'antica Grecia in un atmofera gioiosa e rilassata. Hermes e' rappresentato con la sua tipica ala da messaggero e un vestito che lo avvolge, Dioniso e' rappresentato con una tunica a pieghe e un bicchiere di vino. Il suo viso è rivolto verso Hermes in un gesto di complicità e amicizia.

La scultura simbolizza l'unione tra due divinità complementari, una rappresentando la musica e l'arte, mentre l'altra è associata alla gioia, piacere e alla vita.

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AFRODITE DI CNIDO

Afrodite di Cnido, fu scolpita dagli abitanti di Cnido per ornare il naos del piccolo tempio dedicato ad Afrodite Euplea. Era presente sulle monete di Cnido ed è oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Altemps a Roma, Ludovisi nei Musei capitolini, Braschi alla Gliptoteca di Monaco di Baviera, quella del British Museum, e un torso al Louvre.

La scultura rappresenta la dea Afrodite nuda che si appresta a fare un bagno rituale, col corpo definito armonioso. La mano destra è portata a coprire il pube, mentre l'altra prende la veste su di un'idria appoggiata a sua volta su una base. Lo sguardo è trasognato e si perde lontano, in atteggiamenti intimi e riservati. La sua nudità è un elemento voluto di seduzione, accentuato dalla lucentezza delle superfici del marmo e dalle forme morbide e femminili del corpo.

APOLLO SAUROCTONO

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Apollo è raffigurato come Efebo, nudo e dalle membra molli, acerbe, quasi femminile. Il piede sinistro accostato al tallone destro fa si che la gamba sinistra sia completamente rilassata e quasi disarticolata. L'impostazione non è più verticale e ferma, ma più dinamica e sbilanciata, in grado di creare linee sinuose. Il giovane dio è colto nell'attimo in cui sta per trafiggere con uno stilo un ramarro arrampicatosi sul tronco.

La statua rappresenta il ruolo protettivo di Apollo, con la lucertola simbolo della malattia, epidemia e contagio. Varie repliche sono presenti, tra le migliori al Museo Pio-Clementino e una bronzea al Cleveland Museum of Art.

APOXYMENOS

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La statua bronzea dell'Apoxyómenos, assieme ad un altro statua di Lisippo, si trova ad abbellire e ornare le terme di Agrippa a Roma. Tiberio provo' a portarla nel suo palazzo sul Palatino, ma dovette poi ricollocarla a posto per le proteste dei Romani. Una versione marmorea fu rinvenuta nel 1849 nel quartiere romano Trastevere. La statua trova la sua collocazione definitiva nella stanza più propriamente detta Gabinetto dell'Apoxyómenos. Una variante dell'Apoxyómenos è il cosiddetto Atleta di Lussino, un originale bronzeo trovato nel 1996.

APOXYMENOS: DESCRIZIONE

L'Apoxyómenos raffigura un giovane atleta, piu' longiineo di quanto il canone richieda, nell'atto di detergersi il corpo con un raschietto di metallo, il corpo dell atleta sembra muoversi liberamente molto facilmente. Il braccio sinistro riporta una frattura alla spalla, dove si possono anche notare piccole perdite di materiale e una frattura al polso. In una delle mani mancano tutte le dita e si notano fori di perni che risalgono ad un precedente restauro. Si ritrovano danni anche a livello degli arti inferiori, come al ginocchio e ai talloni.

APOXYMENOS: CANONE

La figura di Policleto è la rottura definitiva con la tradizionale frontalità dell'arte greca. La figura si muove ormai nello spazio con una grande naturalezza, con una posizione a contrapposto che deriva dal Doriforo di Policleto. Il corpo è percorso da una linea di forza ondulata e sinuosa, che dà l'impressione allo spettatore che l'opera possa andargli incontro. Il corpo è snello, con una testa più piccola del tradizionale 1/8 dell'altezza del canone di Policleto, in modo da assecondare un'innovativa visione prospettica, che tiene conto del punto di vista dello spettatore piuttosto che della antropometria della figura.

Scrisse a tale proposito Plinio che Lisippo «soleva dire comunemente che essi (gli scultori a lui precedenti) riproducevano gli uomini come erano, ed egli invece come all'occhio appaiono essere»

(Naturalis Historia, XXXIV, 65.).