Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

l'inferno e il canto XXVI

Federica Salatino

Created on May 17, 2023

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Math Lesson Plan

Primary Unit Plan 2

Animated Chalkboard Learning Unit

Business Learning Unit

Corporate Signature Learning Unit

Code Training Unit

History Unit plan

Transcript

L'Inferno

DI dante alighieri

Canto XXVI

Indice

RIASSUNTOIL PERCORSO DELL'ULISSE DANTESCOLA LEGGE DEL CONTRAPPASSO

L'Inferno

PERSONAGGI

LA FORMAZIONE

  • ULISSE
  • DIOMEDE

vv. 55-63

LA STRUTTURA

LA CELEBRAZIONE DELLA GRANDEZZA UMANA E DEI SUOI LIMITI

DANTE E L'ARISTOTELISMO RADICALE

IL VIAGGIO

AUTORI IN PARALLELO: DANTE - LEVI vv.118-120

LA FORMAZIONE

Dante ritiene che l'Inferno sia una voragine a forma di cono, formatasi nei pressi di Gerusalemme, nell'emisfero boreale. La formazione di questa voragine è dovuta alla punizione che Dio ha inflitto a Lucifero, uno degli angeli più belli del Paradiso, che voleva diventare pari a lui, scaraventandolo sulla Terra dove appunto formerà questa voragine, e al termine di questa si conficcherà a testa in giù.

Dante e il suo poema, affresco di Domenico di Michelino nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Firenze (1465)

LA STRUTTURA

L’Inferno di Dante è formato da nove zone che sono i nove “cerchi”, cioè dei cornicioni giganteschi, uno più in basso dell’altro come in una macabra arena, che continuano verso il basso fino a raggiungere il centro della Terra dove si trova conficcato Lucifero dal tempo della sua caduta. La zona più cupa dell’Inferno comincia a partire dal sesto cerchio, dopo il fiume Stige.

La struttura dell'Inferno

IL VIAGGIO

Dante all'età di circa 35 anni si smarrì di notte in un bosco buio e spaventoso. Ad un tratto però vide una gran luce che gli colpì gli occhi e che stava illuminando una collina che si trovava davanti a lui. Dante iniziò a risalire il colle, ma incontrò prima una lonza e poi un leone dai quali riuscì a fuggire. Ma ecco che comparve anche una lupa. Dante non aveva più forze e piangendo scivolò giù dal colle. Davanti a lui però apparve Virgilio che gli spiegò che era stato mandato per aiutarlo in un viaggio attraverso i regni della morte: Inferno, Purgatorio e Paradiso.

Particolare dell'affresco di Joseph Anton Koch nella Stanza di Dante, Casino Massimo, Roma

RIASSUNTO DEL CANTO XXVI

Dopo aver pronunciato un'invettiva contro Firenze, dal ponte dell'ottava bolgia Dante vede un'immensa distesa brulicante di lingue di fuoco. La sua attenzione è attratta da una fiamma biforcuta. Da Virgilio apprende di essere di fronte a Ulisse e Diomede. Ulisse narra che dopo la partenza dalla terra di Circe giunse oltre le Colonne d'Ercole. Dopo cinque mesi di navigazione, avvistò la montagna del Purgatorio, dalla quale però ebbe origine un vortice che fece inabissare la nave e il mare vi si richiuse sopra.

IL PERCORSO DELL'ULISSE DANTESCO

LA PENA DEL CONTRAPPASSO

I fraudolenti sono celati da una fiamma poiché in vita utilizzarono vie e arti nascoste per perseguire i propri scopi, animati da un ardore che li ha resi incuranti delle conseguenze negative che il loro agire avrebbe comportato sugli altri. Ulisse è accusato di aver dato in vita suggerimenti ingannevoli a chi lo circondava e di aver ingannato il prossimo, ma è anche colpevole di aver sfidato il volere divino superando le Colonne d'Ercole.

I consiglieri fraudolenti, 1440 ca., Imola, Biblioteca comunale

PERSONAGGI

Dante
Virgilio
Ulisse
Diomede

Henry John Stock, Dante, 1882

ULISSE

Secondo la tradizione classica, Ulisse è il re di Itaca, marito di Penelope. Contribuisce alla guerra di Troia ideando lo stratagemma del cavallo di legno. Dopo la distruzione di Troia è costretto a peregrinare per il mare e dalla terra dei Lotofagi riesce ad arrivare finalmente ad Itaca dove deve combattere contro i Proci che riesce a sconfiggere.

Testa di Ulisse, Gruppo di Polifemo a Sperlonga

Statua raffigurante Ulisse

DIOMEDE

Diomede è figlio di Tideo. Una leggenda narra che, dopo la partenza da Troia sia stato portato da una tempesta nel paese dei Daunii, dove avrebbe fondato alcune città. I due eroi sono accomunati dallo stesso destino: entrambi usarono la loro intelligenza e astuzia per compiere inganni.

Copia romana di Ulisse del II o III sec. d.C., esposta nel museo del Louvre

Scultura di Diomede con il Palladio nella Gliptoteca di Monaco di Baviera

LA CELEBRAZIONE DELLAGRANDEZZA UMANA E DEI SUOI LIMITI

In Ulisse si celebra l'uomo ma anche i suoi limiti. In ciò consiste il dramma dantesco di Ulisse, nel quale in parte si riconosce lo stesso Dante, che in un certo periodo della sua vita si è lasciato influenzare dall'orgoglio intellettuale di poter raggiungere la verità attraverso la sola via filosofica.

Dante e Ulisse

VV. 55-63

Canto

XXVI

Là dentro si martiraUlisse e Diomede, e così insieme a la vendetta vanno come a l'ira; e dentro de la lor fiamma si geme l'agguato del caval che fé la porta onde uscì de' Romani il gentil seme. Piangevisi entro l'arte per che, morta, Deidamìa ancor si duol d'Achille, e del Palladio pena vi si porta.

DANTE E L'ARISTOTELISMO RADICALE

Dante ha una posizione filosofica in continua evoluzione: subisce il fascino dell'aristotelismo radicale ma sotto Tommaso D'Aquino riconosce indispensabile l'accettazione della verità rivelata da Dio. Significativo però che Ulisse e altri peccatori ammirino Dante, il quale colloca in Paradiso il più grande esponente dell'avveroismo.

Luca Signorelli, ritratto di Dante: affresco (databile fra il 1500 e il 1504) nella Cappella della Madonna di San Brizio, nel Duomo di Orvieto.

AUTORI IN PARALLELO...

Dante - Levi

Nel corso di Se questo è un uomo di Primo Levi la realtà infernale del lager richiama più volte quella dell'inferno dantesco: Levi si sente uno dei dannati adunati sulle rive dell'Acheronte per essere trasportati all'inferno da Caronte, che però si rivela cortese. Il luogo più dantesco è un capitolo intitolato proprio Il canto di Ulisse, che Levi sceglie per far imparare l'italiano ad un suo compagno, deportato come lui nel lager nazista.

Dante e Primo Levi

VV. 118-120

Canto

XXVI

Considerate la vostra semenza:fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.

Fonti

  • LA DIVINA COMMEDIA di Alessandro Marchi
  • www.pearson.it
  • www.skuola.net
  • www.studenti.it

A CURA DI FEDERICA SALATINO