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CASO JONBENÉT
Betty
Created on May 17, 2023
Le biotecnologie
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Transcript
Il caso irrisolto dijonbenét ramsey
le biotecnologie
Alunne: Iannaccone Benedetta, Lettieri Celeste e Vecchione Serena
17/05/2023
04.Tecnologie utilizzate
02.le biotecnologie
03.settore caso studio
01.caso Jonbenét
contenuti
06.ipotesi
05.progetto genoma umano
01
caso jonbenét
caso archiviato
01. caso jonbenét
dinamiche del caso
Jonbenét è una bambina particolarmente bella e per questo motivo partecipa a vari concorsi di bellezza.In generale i Ramsey sono una famiglia tranquilla e benestante, ben vista dalla comunità di Boulder. Purtroppo nel Natale di quello stesso anno un terribile evento sconvolgerà le loro vite.25 Dicembre 1996. Ore 22.La famiglia rincasa dopo aver passato la serata natalizia fuori. Sono le 5:30 del mattino quando Patsy si alza. La donna nota subito qualcosa di strano sulle scale che portano alla cucina. Su un gradino sono adagiati tre fogli scritti a mano. I fogli provengono da un blocchetto di sua proprietà, e per scrivere è stata utilizzata una penna che era presente nella casa.
01. caso jonbenét
LE PROVE
In seguito l’autopsia certificherà che la causa della morte è asfissia da strangolamento, associata ad un trauma cranico causato da un corpo contundente. Le indagini continuano e nel Dicembre 2003 viene estratto un DNA da una traccia di sangue misto della biancheria intima di Jonbenét. La traccia non appartiene a nessuno della famiglia Ramsey. Si tratta di un individuo di sesso maschile. Non viene trovata nessuna corrispondenza neanche nei database dell’FBI.
C’è un particolare strano nella lettera. La somma richiesta per il riscatto, 118.000 dollari, corrisponde al valore di un bonus natalizio che John aveva ricevuto per motivi lavorativi. Una casualità oppure i rapitori conoscono l’uomo? I due si dirigono nel seminterrato, dove faranno una terribile scoperta. Il corpo di Jonbenét giace a terra, avvolto da una coperta. Un nastro adesivo sulla bocca, i polsi sono legati con una corda che risulta essere molto allentata. Intorno al collo della bambina è stata legata una garrota, formata con una corda di nylon e un pennello preso direttamente dalla casa.Jonbenét è stata strangolata.
02
le biotecnologie
in relazione al caso
02. le biotecnologie
L’espressione «Biotecnologia» significa ogni applicazione tecnologica che si avvale di sistemi biologici, di organismi viventi o di loro derivati, per realizzare o modificare prodotti o procedimenti per un uso specifico.
biotecnologie e ingegneria genetica
Grazie all’ingegneria genetica, le moderne biotecnologie superano i limiti imposti dall’eredità Mendeliana, spostando solo il carattere desiderato tra specie diverse (cioè non incrociabili naturalmente) L’Ingegneria Genetica è l'insieme di tecniche che permettono di isolare geni, clonarli, introdurli ed esprimerli in un ospite eterologo.
03
settore caso studio
red biotechnology
03. red biotechnology
Biotecnologie
- Blu biotechnology
- Grey biotechnology
- Green biotechnology
- Orange biotechnology
- White biotechnology
- Bioinformatica
red biotechnology
Le red biotechnology si occupano dei processi biomedici e farmaceutici, dalla produzione di vaccini, antibiotici e medicine fino ad arrivare alle promesse della medicina rigenerativa e della terapia genica.
04
Tecnologie utilizzate
Iibridazione, genetic fingerprint, microarray,marcatori genetici
07. tecnologie utilizzate
ibridazione
southern blotting
L’ibridazione è un processo spontaneo attraverso cui due filamenti di DNA a singola elica si appaiano seguendo le regole di complementarietà delle basi formando una molecola di DNA a doppio filamento.
Un’applicazione dell’ibridazione è il Southern blotting. Si usa per trovare specifiche sequenze di DNA in una miscela complessa. . Un campione di DNA viene trattato con enzimi di restrizione e sottoposto ad elettroforesi
08. tecnologie utilizzate
La tecnica è basata sull’analisi di particolari frammenti di lunghezza nota (frammenti di restrizione) o di sequenze ripetute molte volte, minisatelliti e microsatelliti, che sono presenti in numero diverso da individuo a individuo.
Fingerprint
Tale tecnica di tipizzazione del DNA è utile per:
- Identificare le persone (anche identificazione
- dei campioni recuperati da scene del crimine)
- Stabilire rapporti di parentela come nei test di paternità
- Cercare geni responsabili di malattie ereditarie
- Cercare geni responsabili di malattie ereditarie
DNA frammentato ha caratteristiche diverse da persona a persona . Esistono però delle somiglianze tra consanguinei, in particolare tra genitori e figli. Questa caratteristica viene definita polimorfismo della lunghezza dei frammenti di restrizione
Frammentando e analizzando il DNA di un enorme numero di cellule umane è stato possibile verificare che ciascun individuo possiede una propria «impronta genetica».
Per ottenere la Genetic Fingerprint si utilizza una procedura basata su due metodi:
- la digestione con enzimi di restrizione
- l’elettroforesi su gel.
MICROERRAY
Microarray o Biochip che è una nuova tecnica di ibridazione che consente di rilevare l’espressione di più geni in diversi tessuti contemporaneamente
- Si tratta di sottili supporti di materiale plastico o vetro su cui si trovano molte migliaia di sonda di DNA a singola elica
- I microarray vengono spesso usati per individuare i geni responsabili di malattie genetiche
- SPOT ROSSO:
gene espresso solo nel tessuto sano
- SPOT VERDE :
gene espresso solo nel tessuto tumorale
- SPOT GIALLO:
gene espresso in entrambi i tessuti.
05
PROGETTO GENOMA UMANO
SEQUENZIAMENTO DEL GENOMA
05. PROGETTO GENOMA UMANO
SEQUENZIAMENTO
Il termine sequenziamento, in biologia molecolare, indica il processo per la determinazione dell'esatta struttura primaria di un biopolimero, e cioè dell'ordine delle basi nel caso di un acido nucleico o degli amminoacidi nel caso di proteine, che rappresentano le strutture sequenziate in prevalenza.
08. progetto genoma umano
Esistono diversi sistemi di Sequenziamento, tutti condividono 3 passi fondamentali
Preparazione dei frammenti di DNA
Amplificazione
Sequenziamento
progetto genoma umano
L’esame delle sequenze ha rivelato alcuni dati di estremo interesse. Il più sorprendente è che il nostro genoma contiene dai 28000 ai 30000 geni, contro i circa 100000 che i genetisti ritenevano plausibili in precedenza. I geni sono stati individuati attraverso un algoritmo informatico di ricerca degli ORF. A fronte di questo scarso numero di geni, risulta che circa il 95% del DNA umano è costituito da sequenze che non vengono mai tradotte in polipeptidi. Per questo tipo di DNA è stato coniato il nome poco lusinghiero di junk DNA («DNA spazzatura»).
Il Progetto Genoma Umano (o HGP dall’inglese Human Genome Project) è stato uno dei più grandi progetti di ricerca in campo biologico dell’intero Novecento precisamente il 1 ottobre 1990. Avviato all’inizio degli anni Novanta su iniziativa di James Watson, uno dei due padri della doppia elica con obiettivo di conoscere la sequenza dei geni della specie umana e la loro posizione sui vari cromosomi, costruendo così una mappa del genoma.
Tra il 31 marzo e il 1° aprile gli scienziati del consorzio Telomere-to-Telomere (T2T) hanno pubblicato la sequenza più completa e senza lacune del genoma umano.
L’obiettivo del progetto sarebbe apparso inimmaginabile solo pochi anni prima; la sequenza completa del corredo cromosomico aploide di un essere umano, infatti, comprende oltre 3 miliardi di nucleotidi. Poiché ogni genoma è unico per alcuni suoi tratti, il Progetto ha previsto la comparazione di diversi campioni con un’elaborazione statistica dei dati.
06
Ipotesi
caso di jonbenét
04. ipotesi
ipotesi 2
sono molte le ipotesi in ballo:
il 15 Agosto 2006. John Mark Karr, un insegnante di 41 anni, confessa l’omicidio della bambina. Karr dichiara di averla drogata, violentata e in seguito uccisa, commentando il tutto come “un incidente”. Tuttavia il suo DNA non corrisponde al campione rinvenuto sul corpo di Jonbenét.I famigliari del sospettato affermano che non può essere lui l’assassino, in quanto secondo le loro dichiarazioni nel Natale del 1996 si trovava con loro. La sua posizione viene monitorata ma su di lui non si troveranno prove concrete. Nel Luglio 2008 la procura distrettuale di Boulder dichiara che, a seguito dei rilievi di DNA, i famigliari non sono più considerati come sospettati.
ipotesi 1
, Numerosi indiziati si alternano nel corso degli anni. Michael Helgoth, un elettricista di 26 anni, morto suicida nel 1997. Bill Mc Reynolds, un professore in pensione che aveva interpretato il ruolo di Babbo Natale nella festa organizzata in casa Ramsey pochi giorni prima dell’omicidio della bambina. Per nessuno di loro sono però mai emersi elementi di colpevolezza. L’ultimo in ordine cronologico è Gary Oliva, un pedofilo attualmente in carcere, che il 10 Gennaio 2019 scrisse una lettera ad un amico in cui confessava l’omicidio della piccola Jonbenét. Un caso di mitomania oppure una confessione reale? La sua posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti, che stanno svolgendo accertamenti sulla sua figura. Ancora oggi, a 24 anni di distanza dai fatti, il caso di Jonbenét Ramsey rimane un complicato enigma. Una vicenda che ha scosso gli Stati Uniti e il mondo intero. Una giovane e innocente vita spezzata in maniera crudele.
ipotesi 3
Da uno scatto d’ira della madre a una reazione violenta del padre, fino ad arrivare alla tesi del fratello che avrebbe ucciso Jonbenét in una lite, e poi sarebbe stato coperto dai genitori, inscenando la lettera e il ritrovamento. C’è un problema però con tutte queste tesi, ovvero sono basate soltanto sulla suggestione delle particolari circostanze che hanno fatto da contorno alla morte della bambina, e non sono supportate da nessuna prova.
foto scena del crimine
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La causa ufficiale della morte era avvenuta per asfissia causata dallo strangolamento e associata a un trauma cranico cerebrale. I risultati dell'autopsia rivelarono che JonBenét era morta per strangolamento e che presentava una massiccia frattura del cranio di circa 20 cm,[11] causata da un corpo contundente smussato (non c'era lacerazione cutanea).[12] La garrota con cui la bambina era stata strangolata era stata ricavata da un pezzo di corda tweed avvolta attorno al manico rotto di un pennello appartenente alla madre e lo strangolamento era avvenuto da dietro,[13] come se l'assassino non avesse voluto guardare in faccia la vittima, il che suggeriva che si trattasse di qualcuno che la conosceva. Inoltre furono trovate delle abrasioni alla parte posteriore del dorso e alle gambe, che vennero attribuite al trascinamento del corpo. Il nastro adesivo con cui la bambina era stata imbavagliata appariva intonso, suggerendo che fosse stato applicato dopo la morte, dal momento che non vi erano tracce di saliva che lasciassero supporre il tentativo della vittima di strapparselo via e comunque tale reperto era stato manomesso dai primi soccorritori che, non appena rinvenuto il cadavere, l'avevano rimosso. La corda con cui i polsi della vittima erano stati legati era stata stretta approssimativamente e lasciando abbastanza spazio alle braccia per muoversi liberamente. Nel dicembre del 2003 gli investigatori forensi raccolsero da un campione di sangue misto trovato sulla biancheria intima di JonBenét abbastanza materiale da poter creare un profilo DNA. Tale profilo appartiene a un individuo caucasico sconosciuto di sesso maschile. È stato inserito all'interno del Combined DNA Index System (CODIS), un database dell'FBI contenente più di 1,6 milioni di profili di DNA, soprattutto di criminali condannati; il campione non ha ancora trovato una corrispondenza.
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foto scena del crimine
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La causa ufficiale della morte era avvenuta per asfissia causata dallo strangolamento e associata a un trauma cranico cerebrale. I risultati dell'autopsia rivelarono che JonBenét era morta per strangolamento e che presentava una massiccia frattura del cranio di circa 20 cm, causata da un corpo contundente smussato (non c'era lacerazione cutanea). La garrota con cui la bambina era stata strangolata era stata ricavata da un pezzo di corda tweed avvolta attorno al manico rotto di un pennello appartenente alla madre e lo strangolamento era avvenuto da dietro, come se l'assassino non avesse voluto guardare in faccia la vittima, il che suggeriva che si trattasse di qualcuno che la conosceva. Inoltre furono trovate delle abrasioni alla parte posteriore del dorso e alle gambe, che vennero attribuite al trascinamento del corpo. Il nastro adesivo con cui la bambina era stata imbavagliata appariva intonso, suggerendo che fosse stato applicato dopo la morte, dal momento che non vi erano tracce di saliva che lasciassero supporre il tentativo della vittima di strapparselo via e comunque tale reperto era stato manomesso dai primi soccorritori che, non appena rinvenuto il cadavere, l'avevano rimosso. La corda con cui i polsi della vittima erano stati legati era stata stretta approssimativamente e lasciando abbastanza spazio alle braccia per muoversi liberamente. Nel dicembre del 2003 gli investigatori forensi raccolsero da un campione di sangue misto trovato sulla biancheria intima di JonBenét abbastanza materiale da poter creare un profilo DNA. Tale profilo appartiene a un individuo caucasico sconosciuto di sesso maschile. È stato inserito all'interno del Combined DNA Index System (CODIS), un database dell'FBI contenente più di 1,6 milioni di profili di DNA, soprattutto di criminali condannati; il campione non ha ancora trovato una corrispondenza.
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grazie per l'attenzione