Principi fondamentali della Costituzione
Lavinia Corsi
Alessia Tartaglia
Che cosa esprimono i principi fondamentali della Costituzione?
I dodici articoli contenuti nei “Principi fondamentali” definiscono le caratteristiche di fondo dell’ordinamento costituzionale italiano: forma repubblicana, sistema democratico, riconoscimento dei diritti umani, affermazione del principio di uguaglianza, centralità del lavoro, principio di autonomia alla base dell’assetto regionale dello Stato, libertà di religione ma non confessionalità dello Stato, collegamento con la Comunità internazionale per la promozione della pace al costo della cessione di sovranità. Si tratta di principi e valori fondativi del sistema giuridico dettato dalla Costituzione e, dato importante, ESSI NON POSSONO ESSERE OGGETTO DI UNA PROCEDURA DI REVISIONE COSTITUZIONALE CHE LI ELIMINI.
Index
1º articolo
2º articolo
Questo articolo, infatti, colloca la persona umana al vertice dei valori che informano il sistema costituzionale, e qualifica il complesso dei diritti ad essa connaturali: diritto alla vita, diritto alla salute, diritto alla libera manifestazione del pensiero, diritto alla libertà fisica, diritto alla riservatezza, ed altri ancora e come inviolabile, cioè assolutamente incomprimibile da parte dei pubblici poteri.
Affermare che la sovranità appartiene al popolo vuol dire che esistono determinate procedure che consentono la partecipazione dei cittadini alle decisioni politiche di governo del Paese. La sovranità si esercita attraverso la democrazia rappresentativa, in base alla quale il popolo designa i soggetti cui affidare la direzione politica.
4º articolo
3º articolo
ha il fine di creare effettive condizioni di eguaglianza tra i cittadini, a prescindere dalla loro condizione economica o sociale di partenza.
Per la Costituzione il lavoro costituisce un dovere di ciascun cittadino, al quale si chiede di fare qualcosa di utile.
1.Resume
6º articolo
5º articolo
si impegna alla tutela del patrimonio linguistico e culturale delle minoranze, conformemente ai principi di pluralismo e di tolleranza.
riconosce e promuove il pluralismo territoriale, attraverso le autonomie locali; si riconoscono i Comuni e le Province, preesistenti allo Stato repubblicano e si promuovono le Regioni.
7º articolo
8º articolo
principio della distinzione degli ordini e il principio di bilateralità. Alla Chiesa cattolica vengono comunque riconosciute indipendenza e sovranità e allo Stato viene riconosciuto il principio di laicità.
Questo articolo, col riconoscimento del pluralismo confessionale, segna il definitivo superamento dell’art. 1 dello Statuto albertino, che dichiarava "la religione cattolica, apostolica romana sola religione di Stato"
10º articolo
9º articolo
In questo articolo, di stringente attualità, la nostra nazione si impegna a rimanere all'interno della solidarietà internazionale.
promozione dello sviluppo di cultura e ricerca e quello della tutela del paesaggio (da intendersi, questo, nel senso più ampio di “beni ambientali”) e del patrimonio storico e artistico.
11º articolo
12º articolo
Il nostro paese si impegna a partecipare alle organizzazioni internazionali che promuovono la pace e la giustizia fra i popoli. L'articolo 11 della Costituzione fu scritto e pensato anche per consentire l'adesione dell'Italia all'ONU che richiedeva, come condizione essenziale per tale adesione, che lo stato si fosse dichiarato “amante della pace.”
La descrizione della bandiera nazionale è stata riportata in un articolo della Costituzione per evitare che una qualsiasi maggioranza politica abbia la possibilità, attraverso una legge ordinaria, di alterare la bandiera, inserendo simboli che si richiamano ad una ideologia.
LA STORIA
Il decreto legge del 25 giugno 1944, emanato dal governo Bonomi a pochi giorni di distanza dalla liberazione di Roma, stabiliva che alla fine della guerra sarebbe stata eletta a suffragio universale, diretto e segreto, un' Assemblea costituente per scegliere la forma dello stato e dare al paese una nuova costituzione. Successivamente il decreto legislativo del governo De Gasperi integrava e modificava la normativa precedente, affidando ad un referendum popolare la decisione sulla forma istituzionale dello stato mentre un altro decreto fissava le norme per la contemporanea effettuazione delle votazioni per il referendum e l'Assemblea costituente, quest'ultima da eleggersi con sistema proporzionale. Il 2 giugno 1946 per scegliere tra Monarchia e Repubblica, e la contingente elezione per scegliere i componenti dell’Assemblea Costituente, portarono al voto quasi 25 milioni di italiani per la prima volta dopo gli anni della dittatura fascista.
Nelle votazioni per il referendum istituzionale prevalse la repubblica: i risultati furono proclamati il 10 giugno 1946 dalla Corte di cassazione, riunita in seduta solenne presso la Sala della Lupa in Palazzo Montecitorio, e subito dopo il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi assunse le funzioni di Capo provvisorio dello Stato.
Compiti dell’assemblea
Il compito dell’Assemblea, come previsto dal Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 98/1946, era quello di redigere la nuova Costituzione. A questo si affiancavano altri tre doveri: votare la fiducia al governo, approvare le leggi di bilancio e ratificare i trattati internazionali.
L’assemblea costituente
L’Assemblea Costituente si riunì per la prima volta il 25 giugno 1946 e nominò Giuseppe Saragat come Presidente. Il 28 giugno nominò Enrico De Nicola come Capo provvisorio. I lavori dell’assemblea produssero il progetto di Costituzione che iniziò l’iter parlamentare di discussione il 4 marzo 1947. Il 22 dicembre 1947 la Costituzione venne approvata, il 27 dicembre il testo venne promulgato a firma del Presidente della Repubblica Enrico De Nicola e entrò in vigore il 1 gennaio 1948.
Nascita della Repubblica Italiana e della Costituzione
Da sinistra Alcide De Gasperi; Enrico De Nicola, presidente provvisorio della Repubblica, Umberto Terraccini firmano il 27 dicembre 1947 la Costituzione repubblicana elaborata da una assemblea costituente di 556 rappresentanti dei partiti antifascisti
Emblema della Repubblica
Il decreto legislativo del Presidente del Consiglio del 19 giugno 1946, stabiliva che l'Assemblea costituente scegliesse l'emblema ufficiale della Repubblica. L'emblema doveva essere semplice, esteticamente gradevole, e nel contempo permettere una rappresentazione visiva dei valori sui quali la Repubblica intendeva fondarsi. Il problema si rivelò più complesso del previsto. Il 27 ottobre 1946 il Presidente del Consiglio dei ministri nominò una commissione che promosse un concorso per l'emblema della Repubblica. Nessuno dei progetti presentati (oltre 600 bozzetti) fu accolto dalla Costituente. Ad oggi, l'emblema della Repubblica Italiana è caratterizzato da tre elementi: la stella, la ruota dentata, i rami di ulivo e di quercia. Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale. Il ramo di quercia che chiude a destra l'emblema, incarna la forza e la dignità del popolo italiano. La ruota dentata d'acciaio, simbolo dell'attività lavorativa, traduce il primo articolo della Carta Costituzionale: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". La stella è uno degli oggetti più antichi del nostro patrimonio iconografico ed è sempre stata associata alla personificazione dell'Italia, sul cui capo essa splende raggiante.
Ruolo della donna
Le donne maggiorenni ottennero il diritto al voto, attivo e passivo: la politica apriva le porte alla voce e al parere delle donne fino ad ora escluse dalle decisioni espresse in una cabina elettorale così come dai luoghi deputati alle discussioni politiche. Tra i componenti dell’Assemblea Costituente sedevano 21 donne: provenivano da tutto il paese, 14 erano laureate, formate sul campo dall’esperienza della Resistenza. Divennero così il ponte ideale tra la sfera politica, fino ad ora dominata dagli uomini, e quella femminile che ora aveva davanti a se l’occasione unica di cambiamento.
12. Annexes
Bibliografia
12 articoli della Costituzione:
http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/Costituzione/commenti_articol i/articoli.htm
Assemblea Costituente:
(https://leg16.camera.it/516?conoscerelacamera=118) (https://www.settantesimo.governo.it/it/approfondimenti/l-assemblea- costituente/)
L'emblema della Repubblica:
https://www.quirinale.it/page/emblema#:~:text=L'emblema%20della%20Repu bblica%20Italiana,interna%20che%20della%20fratellanza%20internazionale
Grazie per l’attenzione
Lavinia Corsi & Alessia Tartaglia
Principi fondamentali della Costituzione
Lavinia Corsi
Created on May 16, 2023
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Principi fondamentali della Costituzione
Lavinia Corsi
Alessia Tartaglia
Che cosa esprimono i principi fondamentali della Costituzione?
I dodici articoli contenuti nei “Principi fondamentali” definiscono le caratteristiche di fondo dell’ordinamento costituzionale italiano: forma repubblicana, sistema democratico, riconoscimento dei diritti umani, affermazione del principio di uguaglianza, centralità del lavoro, principio di autonomia alla base dell’assetto regionale dello Stato, libertà di religione ma non confessionalità dello Stato, collegamento con la Comunità internazionale per la promozione della pace al costo della cessione di sovranità. Si tratta di principi e valori fondativi del sistema giuridico dettato dalla Costituzione e, dato importante, ESSI NON POSSONO ESSERE OGGETTO DI UNA PROCEDURA DI REVISIONE COSTITUZIONALE CHE LI ELIMINI.
Index
1º articolo
2º articolo
Questo articolo, infatti, colloca la persona umana al vertice dei valori che informano il sistema costituzionale, e qualifica il complesso dei diritti ad essa connaturali: diritto alla vita, diritto alla salute, diritto alla libera manifestazione del pensiero, diritto alla libertà fisica, diritto alla riservatezza, ed altri ancora e come inviolabile, cioè assolutamente incomprimibile da parte dei pubblici poteri.
Affermare che la sovranità appartiene al popolo vuol dire che esistono determinate procedure che consentono la partecipazione dei cittadini alle decisioni politiche di governo del Paese. La sovranità si esercita attraverso la democrazia rappresentativa, in base alla quale il popolo designa i soggetti cui affidare la direzione politica.
4º articolo
3º articolo
ha il fine di creare effettive condizioni di eguaglianza tra i cittadini, a prescindere dalla loro condizione economica o sociale di partenza.
Per la Costituzione il lavoro costituisce un dovere di ciascun cittadino, al quale si chiede di fare qualcosa di utile.
1.Resume
6º articolo
5º articolo
si impegna alla tutela del patrimonio linguistico e culturale delle minoranze, conformemente ai principi di pluralismo e di tolleranza.
riconosce e promuove il pluralismo territoriale, attraverso le autonomie locali; si riconoscono i Comuni e le Province, preesistenti allo Stato repubblicano e si promuovono le Regioni.
7º articolo
8º articolo
principio della distinzione degli ordini e il principio di bilateralità. Alla Chiesa cattolica vengono comunque riconosciute indipendenza e sovranità e allo Stato viene riconosciuto il principio di laicità.
Questo articolo, col riconoscimento del pluralismo confessionale, segna il definitivo superamento dell’art. 1 dello Statuto albertino, che dichiarava "la religione cattolica, apostolica romana sola religione di Stato"
10º articolo
9º articolo
In questo articolo, di stringente attualità, la nostra nazione si impegna a rimanere all'interno della solidarietà internazionale.
promozione dello sviluppo di cultura e ricerca e quello della tutela del paesaggio (da intendersi, questo, nel senso più ampio di “beni ambientali”) e del patrimonio storico e artistico.
11º articolo
12º articolo
Il nostro paese si impegna a partecipare alle organizzazioni internazionali che promuovono la pace e la giustizia fra i popoli. L'articolo 11 della Costituzione fu scritto e pensato anche per consentire l'adesione dell'Italia all'ONU che richiedeva, come condizione essenziale per tale adesione, che lo stato si fosse dichiarato “amante della pace.”
La descrizione della bandiera nazionale è stata riportata in un articolo della Costituzione per evitare che una qualsiasi maggioranza politica abbia la possibilità, attraverso una legge ordinaria, di alterare la bandiera, inserendo simboli che si richiamano ad una ideologia.
LA STORIA
Il decreto legge del 25 giugno 1944, emanato dal governo Bonomi a pochi giorni di distanza dalla liberazione di Roma, stabiliva che alla fine della guerra sarebbe stata eletta a suffragio universale, diretto e segreto, un' Assemblea costituente per scegliere la forma dello stato e dare al paese una nuova costituzione. Successivamente il decreto legislativo del governo De Gasperi integrava e modificava la normativa precedente, affidando ad un referendum popolare la decisione sulla forma istituzionale dello stato mentre un altro decreto fissava le norme per la contemporanea effettuazione delle votazioni per il referendum e l'Assemblea costituente, quest'ultima da eleggersi con sistema proporzionale. Il 2 giugno 1946 per scegliere tra Monarchia e Repubblica, e la contingente elezione per scegliere i componenti dell’Assemblea Costituente, portarono al voto quasi 25 milioni di italiani per la prima volta dopo gli anni della dittatura fascista.
Nelle votazioni per il referendum istituzionale prevalse la repubblica: i risultati furono proclamati il 10 giugno 1946 dalla Corte di cassazione, riunita in seduta solenne presso la Sala della Lupa in Palazzo Montecitorio, e subito dopo il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi assunse le funzioni di Capo provvisorio dello Stato.
Compiti dell’assemblea
Il compito dell’Assemblea, come previsto dal Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 98/1946, era quello di redigere la nuova Costituzione. A questo si affiancavano altri tre doveri: votare la fiducia al governo, approvare le leggi di bilancio e ratificare i trattati internazionali.
L’assemblea costituente
L’Assemblea Costituente si riunì per la prima volta il 25 giugno 1946 e nominò Giuseppe Saragat come Presidente. Il 28 giugno nominò Enrico De Nicola come Capo provvisorio. I lavori dell’assemblea produssero il progetto di Costituzione che iniziò l’iter parlamentare di discussione il 4 marzo 1947. Il 22 dicembre 1947 la Costituzione venne approvata, il 27 dicembre il testo venne promulgato a firma del Presidente della Repubblica Enrico De Nicola e entrò in vigore il 1 gennaio 1948.
Nascita della Repubblica Italiana e della Costituzione
Da sinistra Alcide De Gasperi; Enrico De Nicola, presidente provvisorio della Repubblica, Umberto Terraccini firmano il 27 dicembre 1947 la Costituzione repubblicana elaborata da una assemblea costituente di 556 rappresentanti dei partiti antifascisti
Emblema della Repubblica
Il decreto legislativo del Presidente del Consiglio del 19 giugno 1946, stabiliva che l'Assemblea costituente scegliesse l'emblema ufficiale della Repubblica. L'emblema doveva essere semplice, esteticamente gradevole, e nel contempo permettere una rappresentazione visiva dei valori sui quali la Repubblica intendeva fondarsi. Il problema si rivelò più complesso del previsto. Il 27 ottobre 1946 il Presidente del Consiglio dei ministri nominò una commissione che promosse un concorso per l'emblema della Repubblica. Nessuno dei progetti presentati (oltre 600 bozzetti) fu accolto dalla Costituente. Ad oggi, l'emblema della Repubblica Italiana è caratterizzato da tre elementi: la stella, la ruota dentata, i rami di ulivo e di quercia. Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale. Il ramo di quercia che chiude a destra l'emblema, incarna la forza e la dignità del popolo italiano. La ruota dentata d'acciaio, simbolo dell'attività lavorativa, traduce il primo articolo della Carta Costituzionale: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". La stella è uno degli oggetti più antichi del nostro patrimonio iconografico ed è sempre stata associata alla personificazione dell'Italia, sul cui capo essa splende raggiante.
Ruolo della donna
Le donne maggiorenni ottennero il diritto al voto, attivo e passivo: la politica apriva le porte alla voce e al parere delle donne fino ad ora escluse dalle decisioni espresse in una cabina elettorale così come dai luoghi deputati alle discussioni politiche. Tra i componenti dell’Assemblea Costituente sedevano 21 donne: provenivano da tutto il paese, 14 erano laureate, formate sul campo dall’esperienza della Resistenza. Divennero così il ponte ideale tra la sfera politica, fino ad ora dominata dagli uomini, e quella femminile che ora aveva davanti a se l’occasione unica di cambiamento.
12. Annexes
Bibliografia
12 articoli della Costituzione:
http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/Costituzione/commenti_articol i/articoli.htm
Assemblea Costituente:
(https://leg16.camera.it/516?conoscerelacamera=118) (https://www.settantesimo.governo.it/it/approfondimenti/l-assemblea- costituente/)
L'emblema della Repubblica:
https://www.quirinale.it/page/emblema#:~:text=L'emblema%20della%20Repu bblica%20Italiana,interna%20che%20della%20fratellanza%20internazionale
Grazie per l’attenzione
Lavinia Corsi & Alessia Tartaglia