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piatti nelle religioni

Alessio De Carne

Created on May 16, 2023

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piatti nelle religioni

cattolica

ebraica

islamica

Gli ebrei osservanti si attengono a una serie di regole sul cibo e sulla sua preparazione, dettate dalla loro religione: il precetto più noto vieta il consumo di carne e latticini nello stesso pasto, ma non è l’unico. Per saperne di più abbiamo intervistato Rav Alberto Sermoneta, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Bologna, che ci ha spiegato da dove hanno origine queste indicazioni alimentari e quali sono i cibi kosher o kasher, in un piccolo ma significativo viaggio storico-culturale.

La religione islamica prevede per i musulmani una serie di divieti alimentari derivati dal Corano. I cibi vengono distinti in halal, che vuol dire “secondo la legge”, e in haram, ossia “contro la legge”. Sono proibiti alcol, sangue, carni di animali carnivori oppure onnivori, tra cui notoriamente il maiale e i suoi derivati, compreso lo strutto, contenuto per esempio in alcuni tipi di pane. È inoltre proibito il consumo della carne d’asino, di uccelli rapaci, di topi, rettili e anfibi.

ha una prospettiva molto diversa. Alcuni passi neotestamentari ce lo dimostrano: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo»Anche nelle confessioni cristiane sono però presenti alcune regole riguardanti il cibo. Il Cattolicesimo invita a rispettare il digiuno eucaristico, propone il divieto di consumare carne al venerdì e l’obbligo del digiuno in alcune circostanze particolari come il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo.

carne halal

carne aram

Vocabolo arabo che significa luogo interdetto, luogo sacro e inviolabile, e che nell'Arabia preislamica si applicava allo spazio sacro intorno ai rozzi santuarî, analogo al témenos dei templi greci. Maometto estese il vocabolo al territorio intorno alla Ka‛bah, comprendendo in esso addirittura tutta la città della Mecca e un vasto territorio intorno a questa, i cui limiti sono definiti in tutti i manuali di diritto musulmano, poiché il pellegrino, quando li varca, é sottoposto a particolari obblighi rituali ed entra nello stato di iḥrām.

La gran parte degli imam d’Europa sono stipendiati dai rispettivi Paesi d’origine, da confraternite islamiche straniere oppure si autofinanziano con attività sospette quali la riscossione di tangenti sulle macellerie e il commercio di carne halal, ovvero islamicamente lecita.

kosher

Macellazione o Shechita– Il rituale della macellazione degli animali permessi cosiddetta shechita, deve essere fatta da un Rabbino competente che si chiama “Shochet” il quale ha la competenza per farla, deve cioè conoscere approfonditamente le regole ed essere dotato della licenza fornita dalla Comunità Ebraica. La macellazione prevede l’uccisione dell’animale con un solo taglio alla gola eseguito con un coltello affilatissimo e senza alcun difetto o sgraffio sulla lama del coltello in modo da provocarne l’immediata morte e il completo dissanguamento. Successivamente vengono esaminati gli organi interni dell’animale per controllare che non ci siano difetti o tracce di malattia che lo rendano impuro: questa operazione si chiama “bediqat,” o controllo. Ogni animale non macellato secondo le regole è automaticamente impuro, illecito.Divieto di consumare il sangue: il sangue contiene la vitalità dell’animale ed è quindi vietatissimo nutrirsi di qualsiasi forma di sangue che sia presente negli animali o volatili anche nelle uova il sangue è vietato.È escluso il sangue dei pesci permessi, in quanto non è considerato sangue quello dei pesci , norma dettata dai nostri saggi (vedi sotto la voce pesci). Per il consumo della carne dopo la macellazione è necessario che tutto il sangue rimasto sia passato e lavato con acqua e sale per non meno di venti minuti e non più di un’ora. Invece il fegato i polmoni e il cuore deve essere trattatati sul fuoco direttamente unico modo per renderli kasher.

piatto tipico

TABULE

Originario delle montagne della Siria e del Libano, il tabbouleh è diventato l'insalata più diffusa nella cucina mediorientale. Nel mondo arabo ed in particolare in Siria è normalmente servito fra le Meze e guarnito con della lattuga. La variante libanese utilizza più prezzemolo che bulgur, mentre nelle varianti siriana e palestinese questo secondo elemento è presente in quantità predominante. Esiste una variante nella cucina turca di questo piatto, conosciuta come kısır, mentre un analogo piatto nella cucina armena è noto come itch. A Cipro, dove il piatto è stato introdotto dai libanesi, è noto come tambouli. In Libano, la coltivazione della varietà di grano salamouni, essenzialmente nella regione di Hawran, nei monti e nella valle della Beqa' e Baalbek, era considerata nel XIX secolo come la migliore per realizzare il bulgur per la preparazione del tabbouleh.