Ara Pacis
Ricerca di arteRime, Giulia, Sofia
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-Origini dell'Ara Pacis
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Origini dell'Ara Pacis
-Architettura
Thanks
Decorazioni esterne:
-Decorazioni esterne:
Awesome title
- Pannelli sul lato principale ( ovest)
- Pannelli sul lato secondario (est)
- Fregio della processione (lato sud)
- Fregio della processione (lato nord)
-Decorazioni interne
Origini dell'Ara Pacis
L'Ara Pacis Augustae (Altare della pace di Augusto) è un altare fatto costruire da Augusto nel 9 a.C., dedicato alla Pace.Originariamente posto in una zona del Campo Marzio consacrata alla celebrazione delle vittorie, il luogo era emblematico perché posto a un miglio romano (1.472 m) dal pomerium, limite della città dove il console di ritorno da una spedizione militare perdeva i poteri ad essa relativi e rientrava in possesso dei propri poteri civili.
Origini dell'Ara Pacis
Il 4 luglio del 13 a.C. il Senato decise di costruire un altare dedicato a tale raggiungimento in occasione del ritorno di Augusto da una spedizione pacificatrice di tre anni in Spagna e nella Gallia meridionale.
La dedica, cioè la cerimonia di consacrazione solenne, non ebbe però luogo fino al 30 gennaio del 9 a.C., data importante perché compleanno di Livia, moglie di Augusto.Il monumento era collocato con un'entrata sull'antica via Flaminia e una verso il Campo Marzio.
Origini dell'Ara Pacis
Questo monumento rappresenta una delle più significative testimonianze pervenuteci dell'arte augustea e intende simboleggiare la pace e la prosperità raggiunte come risultato della Pax Romana. Essendo stata edificata a poche centinaia di metri dal fiume Tevere, l'Ara Pacis fu fin da subito, già nel II secolo d.C., soggetta a danni causati dall'acqua e dall'umidità, tanto che ben presto molte sue parti risultarono rotte o separate dal corpo principale.
Origini dell'Ara Pacis
Il livello del terreno nella zona si alzò notevolmente a causa dell'apporto di materiale da parte del vicino fiume, e l'area dovette essere circondata da un muro di mattoni per proteggerla dall'assalto del limo e della sabbia, poiché ormai già sporgeva dal terreno solo a partire dai fregi figurati.
Architettura dell'Ara Pacis
L’Ara Pacis si compone di un recinto rettangolare in marmo, elevato su un podio e fornito di due porte nei lati lunghi, alle quali si accede tramite una scala. All’interno del recinto è situato l’altare vero e proprio, elevato su tre gradini, mentre altri cinque gradini permettevano al sacerdote di raggiungere la mensa, ossia il piano dell’altare sul quale si celebravano i sacrifici.
Architettura dell'Ara Pacis
Il recinto è suddiviso in due registri decorativi: quello inferiore vegetale e quello superiore decorativo, separati da una fascia con motivo a svastica. La parte esterna è costituita da pannelli inquadrati da lesene marmoree con capitelli corinzi.
La zona inferiore è identica su tutti e quattro i lati ed è costituita da una tessitura di girali di acanto che dipartono simmetricamente da un unico cespo disposto al centro di ogni pannello.
Decorazioni esterne: pannelli sul lato principale(ovest)
Il Lupercale
Il primo quadro (sulla fronte del recinto, a sinistra della scala di accesso) reca la rappresentazione del “Lupercale“, la grotta dove la lupa della leggenda avrebbe allattato i gemelli Romolo e Remo.
Decorazioni esterne: pannelli sul lato principale(ovest)
Il Lupercale
Purtroppo la scena è quasi interamente scomparsa: restano parte di un personaggio a destra, probabilmente il pastore Faustolo che adotterà ed alleverà i gemelli, la figura di Marte a sinistra, il dio che li aveva generati unendosi con la vestale Rea Silvia, ed il fico ruminale sotto il quale vennero allattati i gemelli presso il Velabro.
Decorazioni esterne: pannelli sul lato principale(ovest)
Sacrificio di Enea ai Penati
Assai meglio conservata è la scena posta alla destra della scala, dove appare Enea, in quanto figlio di Venere, col figlio Ascanio o Augusto, in età avanzata, con la veste sacerdotale, in mano reca lo sceptrum. Ed il capo è coperto in atto di sacrificare la scrofa dai trenta porcellini ai Penati di Lavinio che presenziano alla scena affacciandosi da un tempietto sulla roccia
Decorazioni esterne: pannelli sul lato principale(ovest)
Sacrificio di Enea ai Penati
La parte terminale del braccio destro di Enea è andata perduta ma molto probabilmente sorreggeva una patera, ovvero una coppa rituale, a giudicare dal camillus al rito che gli sta davanti e che porta un vassoio; alle spalle del camillus vi è un altro assistente, un victimarius, che sospinge la scrofa.
Decorazioni esterne: pannelli sul lato secondario(est)
Sul versante opposto dell’Ara, ai lati dell’altra porta, il quadro di sinistra rappresenta la Pax Augusta, la Pace (secondo alcuni rappresenterebbe la Terra), raffigurata come una donna fiorente con due bambini.
Il pannello è completato da un bue, una pecora, piante palustri, fiori e due ninfee seminude, una seduta sopra un mostro o drago marino, l’altra sopra un cigno in volo e simboleggiano rispettivamente l’acqua e l’aria. Questi due animali predominanti riecheggerebbero la serenità della pace in terra e in mare.
Saturnia Tellus
Decorazioni esterne: pannelli sul lato secondario(est)
La personificazione di Roma
Il quadro di destra invece è quasi completamente perduto: esso rappresentava la Dea Roma, ovvio parallelo della Pace. Questo rilievo, pervenutoci in resti molto scarsi, permette di riconoscere sulla destra solo una personificazione di Roma in abito amazzonico seduta su una catasta d'armi.
Decorazioni esterne: Fregio della processione(sud)
Il più importante e meglio conservata è sul fianco meridionale, con personaggi della famiglia imperiale, nel quale si riconoscono i membri della famiglia imperiale disposti secondo un rigido ordine gerarchico: in testa Augusto con il capo velato, affiancato da due personaggi togati e seguito dai quattro Flamini con l’elmo apicato e da un “sacenator” con la scure; seguono Agrippa con il figlio Caio Cesare, Giulia, Tiberio, Antonia Minore seguita dal figlio Germanico e rivolta verso il marito Druso, il piccolo Domizio, Antonia Maggiore con la figlia Domizia, Lucio Domizio Enobarbo e, prima di questi, in secondo piano, Mecenate.
Decorazioni esterne: Fregio della processione(sud)
La successione delle figure ricalca un preciso schema protocollare, legato alla successione al trono come era concepita da Augusto. Anche la divisione in primo e secondo piano delle figure non è casuale.. La processione ha inizio con la raffigurazione lacunosa di littori, un camillo che porta l'acerra e il lictor proximus. Seguono quindi una serie di togati, a partire dall'imperatore Augusto, chiudono il corteo ufficiale, in primo piano, i quattro flamines maiores (dialis, martialis, quirinalis e iulialis).
Decorazioni esterne: Fregio della processione(nord)
Il lato nord è peggio conservato e ha quasi tutte le teste dei personaggi rifatte nel XVI secolo. In cima prosegue la processione, i quindecemviri sacris faciundis, seguono i septemviri epulones.
Riparte poi, la sfilata dei personaggi della casa imperiale, aperta da Lucio Cesare e da sua madre Giulia maggiore, figlia di Augusto; segue un fanciullo abbigliato come un camillo, forse il figlio di Iullo Antonio. A questo punto è la volta di Claudia Marcella maggiore col console Iullo Antonio, la piccola Giulia minore; poi Claudia Marcella Minore, il figlio e il marito Sesto Appuleio.
Decorazioni interne
La superficie interna del monumento reca nel registro inferiore scanalature verticali simulanti una palizzata, riproduzione di quella provvisoria eretta alla constitutio dell'ara. Questo steccato, presente negli altari romani più antichi fin dal VII-VI secolo a.C., veniva ancora costruito per i templi augurali che precedevano il luogo sacro vero e proprio.
In quello superiore si trovano festoni sorretti da bucrani, cioè crani di buoi con ghirlande, con al centro, sopra le ghirlande, dei phialai.
La struttura moderna
Il complesso, inaugurato il 21 aprile 2006 impiega le tecnologie più avanzate e materiali di qualità: il travertino; il vetro temperato che racchiude il monumento è composto da due strati che garantiscono un rapporto ottimale tra resa estetica, isolamento termico e filtraggio della luce, ecc...l’impianto di condizionamento è stato studiato per offrire una stabilità di temperatura ed un elevato filtraggio dell’aria anche in caso di sovraffollamento.
Ara pacis
Sofia Nuzzo
Created on May 16, 2023
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Decorazioni esterne:
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-Decorazioni interne
Origini dell'Ara Pacis
L'Ara Pacis Augustae (Altare della pace di Augusto) è un altare fatto costruire da Augusto nel 9 a.C., dedicato alla Pace.Originariamente posto in una zona del Campo Marzio consacrata alla celebrazione delle vittorie, il luogo era emblematico perché posto a un miglio romano (1.472 m) dal pomerium, limite della città dove il console di ritorno da una spedizione militare perdeva i poteri ad essa relativi e rientrava in possesso dei propri poteri civili.
Origini dell'Ara Pacis
Il 4 luglio del 13 a.C. il Senato decise di costruire un altare dedicato a tale raggiungimento in occasione del ritorno di Augusto da una spedizione pacificatrice di tre anni in Spagna e nella Gallia meridionale.
La dedica, cioè la cerimonia di consacrazione solenne, non ebbe però luogo fino al 30 gennaio del 9 a.C., data importante perché compleanno di Livia, moglie di Augusto.Il monumento era collocato con un'entrata sull'antica via Flaminia e una verso il Campo Marzio.
Origini dell'Ara Pacis
Questo monumento rappresenta una delle più significative testimonianze pervenuteci dell'arte augustea e intende simboleggiare la pace e la prosperità raggiunte come risultato della Pax Romana. Essendo stata edificata a poche centinaia di metri dal fiume Tevere, l'Ara Pacis fu fin da subito, già nel II secolo d.C., soggetta a danni causati dall'acqua e dall'umidità, tanto che ben presto molte sue parti risultarono rotte o separate dal corpo principale.
Origini dell'Ara Pacis
Il livello del terreno nella zona si alzò notevolmente a causa dell'apporto di materiale da parte del vicino fiume, e l'area dovette essere circondata da un muro di mattoni per proteggerla dall'assalto del limo e della sabbia, poiché ormai già sporgeva dal terreno solo a partire dai fregi figurati.
Architettura dell'Ara Pacis
L’Ara Pacis si compone di un recinto rettangolare in marmo, elevato su un podio e fornito di due porte nei lati lunghi, alle quali si accede tramite una scala. All’interno del recinto è situato l’altare vero e proprio, elevato su tre gradini, mentre altri cinque gradini permettevano al sacerdote di raggiungere la mensa, ossia il piano dell’altare sul quale si celebravano i sacrifici.
Architettura dell'Ara Pacis
Il recinto è suddiviso in due registri decorativi: quello inferiore vegetale e quello superiore decorativo, separati da una fascia con motivo a svastica. La parte esterna è costituita da pannelli inquadrati da lesene marmoree con capitelli corinzi.
La zona inferiore è identica su tutti e quattro i lati ed è costituita da una tessitura di girali di acanto che dipartono simmetricamente da un unico cespo disposto al centro di ogni pannello.
Decorazioni esterne: pannelli sul lato principale(ovest)
Il Lupercale
Il primo quadro (sulla fronte del recinto, a sinistra della scala di accesso) reca la rappresentazione del “Lupercale“, la grotta dove la lupa della leggenda avrebbe allattato i gemelli Romolo e Remo.
Decorazioni esterne: pannelli sul lato principale(ovest)
Il Lupercale
Purtroppo la scena è quasi interamente scomparsa: restano parte di un personaggio a destra, probabilmente il pastore Faustolo che adotterà ed alleverà i gemelli, la figura di Marte a sinistra, il dio che li aveva generati unendosi con la vestale Rea Silvia, ed il fico ruminale sotto il quale vennero allattati i gemelli presso il Velabro.
Decorazioni esterne: pannelli sul lato principale(ovest)
Sacrificio di Enea ai Penati
Assai meglio conservata è la scena posta alla destra della scala, dove appare Enea, in quanto figlio di Venere, col figlio Ascanio o Augusto, in età avanzata, con la veste sacerdotale, in mano reca lo sceptrum. Ed il capo è coperto in atto di sacrificare la scrofa dai trenta porcellini ai Penati di Lavinio che presenziano alla scena affacciandosi da un tempietto sulla roccia
Decorazioni esterne: pannelli sul lato principale(ovest)
Sacrificio di Enea ai Penati
La parte terminale del braccio destro di Enea è andata perduta ma molto probabilmente sorreggeva una patera, ovvero una coppa rituale, a giudicare dal camillus al rito che gli sta davanti e che porta un vassoio; alle spalle del camillus vi è un altro assistente, un victimarius, che sospinge la scrofa.
Decorazioni esterne: pannelli sul lato secondario(est)
Sul versante opposto dell’Ara, ai lati dell’altra porta, il quadro di sinistra rappresenta la Pax Augusta, la Pace (secondo alcuni rappresenterebbe la Terra), raffigurata come una donna fiorente con due bambini.
Il pannello è completato da un bue, una pecora, piante palustri, fiori e due ninfee seminude, una seduta sopra un mostro o drago marino, l’altra sopra un cigno in volo e simboleggiano rispettivamente l’acqua e l’aria. Questi due animali predominanti riecheggerebbero la serenità della pace in terra e in mare.
Saturnia Tellus
Decorazioni esterne: pannelli sul lato secondario(est)
La personificazione di Roma
Il quadro di destra invece è quasi completamente perduto: esso rappresentava la Dea Roma, ovvio parallelo della Pace. Questo rilievo, pervenutoci in resti molto scarsi, permette di riconoscere sulla destra solo una personificazione di Roma in abito amazzonico seduta su una catasta d'armi.
Decorazioni esterne: Fregio della processione(sud)
Il più importante e meglio conservata è sul fianco meridionale, con personaggi della famiglia imperiale, nel quale si riconoscono i membri della famiglia imperiale disposti secondo un rigido ordine gerarchico: in testa Augusto con il capo velato, affiancato da due personaggi togati e seguito dai quattro Flamini con l’elmo apicato e da un “sacenator” con la scure; seguono Agrippa con il figlio Caio Cesare, Giulia, Tiberio, Antonia Minore seguita dal figlio Germanico e rivolta verso il marito Druso, il piccolo Domizio, Antonia Maggiore con la figlia Domizia, Lucio Domizio Enobarbo e, prima di questi, in secondo piano, Mecenate.
Decorazioni esterne: Fregio della processione(sud)
La successione delle figure ricalca un preciso schema protocollare, legato alla successione al trono come era concepita da Augusto. Anche la divisione in primo e secondo piano delle figure non è casuale.. La processione ha inizio con la raffigurazione lacunosa di littori, un camillo che porta l'acerra e il lictor proximus. Seguono quindi una serie di togati, a partire dall'imperatore Augusto, chiudono il corteo ufficiale, in primo piano, i quattro flamines maiores (dialis, martialis, quirinalis e iulialis).
Decorazioni esterne: Fregio della processione(nord)
Il lato nord è peggio conservato e ha quasi tutte le teste dei personaggi rifatte nel XVI secolo. In cima prosegue la processione, i quindecemviri sacris faciundis, seguono i septemviri epulones.
Riparte poi, la sfilata dei personaggi della casa imperiale, aperta da Lucio Cesare e da sua madre Giulia maggiore, figlia di Augusto; segue un fanciullo abbigliato come un camillo, forse il figlio di Iullo Antonio. A questo punto è la volta di Claudia Marcella maggiore col console Iullo Antonio, la piccola Giulia minore; poi Claudia Marcella Minore, il figlio e il marito Sesto Appuleio.
Decorazioni interne
La superficie interna del monumento reca nel registro inferiore scanalature verticali simulanti una palizzata, riproduzione di quella provvisoria eretta alla constitutio dell'ara. Questo steccato, presente negli altari romani più antichi fin dal VII-VI secolo a.C., veniva ancora costruito per i templi augurali che precedevano il luogo sacro vero e proprio. In quello superiore si trovano festoni sorretti da bucrani, cioè crani di buoi con ghirlande, con al centro, sopra le ghirlande, dei phialai.
La struttura moderna
Il complesso, inaugurato il 21 aprile 2006 impiega le tecnologie più avanzate e materiali di qualità: il travertino; il vetro temperato che racchiude il monumento è composto da due strati che garantiscono un rapporto ottimale tra resa estetica, isolamento termico e filtraggio della luce, ecc...l’impianto di condizionamento è stato studiato per offrire una stabilità di temperatura ed un elevato filtraggio dell’aria anche in caso di sovraffollamento.