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le olimpiadi antiche

ROSA GRANATA

Created on May 16, 2023

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Le Olimpiadi antiche

BY ROSA GRANATA

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INDICE

1. Geostoria= la storia delle olimpiadi e l'importanza delle divinità

5. Italiano= Testo argomentativo, la funzione civile e sociale nello sport

2. Latino= corrispondenza tra le divinità greche e latine e i Ludi

6. Educazione fisica= sport che ti rappresenta + dimostrazione fisica

3. Arte= gli atleti nella scultura greca

Geostoria

le olimpiadi antiche

Le Olimpiadi antiche I Giochi olimpici nacquero in Grecia nel 776 a.C. nella città sacra di Olimpia per rendere omaggio agli dei. Da quella data vennero celebrati ogni quattro anni. Questo evento fu molto amato e costituì un importante momento d’incontro tra i popoli; per la partecipazione degli atleti alle gare fu istituita la “tregua sacra”, un periodo di sospensione di tutti i conflitti. Le Olimpiadi avevano anche un'importanza religiosa, infatti si svolgevano in onore di Zeus. A differenza dei Giochi olimpici moderni, solo gli uomini liberi che parlavano greco potevano partecipare a queste celebrazioni, venivano esclusi gli schiavi e le donne, che non potevano neanche osservare. Questo forse dipendeva dal fatto che gli atleti gareggiavano completamente nudi. Venivano considerati giochi "internazionali" visto che partecipavano greci dalle varie città stato della Grecia, ed anche dalle colonie.

Inizialmente le gare si limitarono alla sola corsa dello stadio,vennero poi introdotte altre discipline: corsa doppia, la corsa di resistenza, la lotta, il pugilato, la corsa delle quadrighe, salto lungo, lancio del giavellotto, ecc... Come accade anche per i Giochi moderni, si svolgeva una cerimonia di apertura ed una di chiusura con premiazioni, ringraziamenti e festeggiamenti. Gli atleti vincitori entravano nella leggenda e acquistavano privilegi importanti, come essere mantenuti a vita dalla propria città natale ed essere immortalati in poemi e statue. Con il passare del tempo, però, l’importanza del premio prese il sopravvento sullo spirito sportivo e l’ideale olimpico; queste gare infatti assunsero sempre di più la forma di uno spettacolo dove gli atleti gareggiavano solo per il proprio interesse personale.

dionisio I e la rivolta di anticasta

Anche Dionisio I di Siracusa cercò di vincere la gara che consisteva nella corsa dei carri per essere considerato protettore dei Greci. Proprio per questo nel 388 a.C. fu protagonista, invece, di uno degli episodi più politicamente connotati delle Olimpiadi antiche. I Siracusani, che venivano da una terra ricchissima, allestirono una tenda meravigliosa per ospitare Dionisio e gli atleti. Il tiranno, poi, che voleva essere considerato anche come intellettuale, fece allestire spettacoli dove poeti e artisti mettevano in scena tragedie, alcune di queste furono composte stesso da lui. Tutto ciò però infastidì il pubblico delle gare, che non era abituato a tutto questo , e Lisia, oratore nato ad Atene ma di origine siracusana (il padre Cefalo era un ricchissimo fabbricante di armi che Pericle aveva convinto a trasferirsi al Pireo), ne approfittò schierare il pubblico contro l’accampamento di Dionisio. Definita una rivolta anticasta e protogrillina.

Gli Ateniesi furono contenti perché Dionisio era un loro nemico storico. Come alleato di Sparta li aveva sconfitti nel corso della spedizione in Sicilia organizzata da Atene durante la guerra del Peloponneso, e ora cercava di diventare il punto di riferimento per i Greci soffiando ad Atene il monopolio di rotte commerciali importantissime in Adriatico e in Occidente. Però il povero Dionisio non si riprese dalla ribellione del popolo: dopo essersi visto devastare la preziosa tenda, provò a vincere la gara dei carri ma la sua squadra finì fuori pista rovinosamente. I Greci dissero che a portare iella agli atleti siracusani era stato proprio il tiranno con i suoi versi di incoraggiamento.

Corrispondenza tra divinità greche e latine

Le corrispondenze tra divinità greche e romane sono il segno più visibile di un continuum religioso e culturale tra le popolazioni che sono giunte nel Mediterraneo e che poi si sono spinte verso il nord dell’Europa. Questa tesi è stata affermata da vari autori, tra i quali Robert Graves, ed è supportata dalle più recenti ricerche sui flussi migratori dell’uomo, fatte anche su basi linguistiche e culturali. I diversi pantheon e culti religiosi si sono differenziati nel corso del tempo e in base alle caratteristiche culturali di ogni popolo; sono stati influenzati dalle invasioni di popoli nomadi provenienti dall’Est e dalla diffusione del Cristianesimo e sono stati esportati oltreoceano, riconoscibili nel folklore americano d’origine anglosassone.

i ludi

I Ludi erano degli spettacoli pubblici, finanziati da imperatori o facoltosi magistrati, come strumento di prestigio e di propaganda politica per avere il supporto del popolo. I più importanti seguivano un calendario fisso a cadenza annua (Ludi Stati), ma si svolgevano anche in occasione d'eventi speciali e potevano durare giorni interi (I più antichi e solenni erano i Ludi Romani). In età repubblicana i giochi erano organizzati dai cosiddetti Edili, mentre in età imperiale, quando il principe stabiliva di dare dei ludi straordinari, nominava dei curatori ludorum che allestivano le esibizioni. Esistevano tre tipi di ludi, i Ludi Circenses, che si svolgevano nel Circo, i Ludi Scaenici (le rappresentazioni teatrali) e i Ludi Gladiatorii (spettacoli gladiatori). Dei Ludi Gladiatorii facevano parte i Munera, nei quali i gladiatori cercavano di ferire o uccidere l'avversario, le Venationes mattutine, in cui si cacciavano belve feroci mediante il lancio di grossi fantocci di panno rosso (pilae). C'erano però anche cacce innocue ed inseguimenti di volpi, lepri e conigli, che dovevano mettere di buon umore il pubblico

ci sono vari tipi di ludi

Ludi Apollinares

Ludi capitolini

Ludi Martiales

Ludi Plebeii e i Ludi saeculares

gli atleti nella scultura greca

Quando nel 1849, durante alcuni scavi condotti a Roma nella zona di Trastevere, fu rinvenuta la scultura dell’Apoxyomenos, la scoperta fu talmente sensazionale che cambiò nome: da Vicolo delle Palme a Vicolo dell’Atleta. Questo perché la statua fu molto ammirata e apprezzata già in epoca romana. La statua di Lisippo, in greco, è detta Apoxyòmenos, “colui che si deterge”, e rappresenta un atleta mentre si deterge il corpo dalla polvere, dal sudore e dall’olio con uno strigile, una sorta di raschietto metallico. L’atleta non è quindi rappresentato nella fase “eroica” dell’attività agonistica, mentre gareggia o trionfa per la vittoria, ma in un gesto comune, cioè quello del detergersi dopo la gara. Ed è questa la prima grande particolarità della scultura di Lisippo. L’atleta per i greci doveva essere “bello e buono”, doveva unire alle qualità fisiche, le qualità morali proprie di un buon cittadino e di un valoroso soldato. Solitamente era un cittadino libero, per lo più di ceto aristocratico, nato da genitori entrambi greci: essendo tutto a carico degli atleti, dovevano necessariamente godere di una posizione economica privilegiata.

la funzione civile e sociale nello sport

Nella religione greca, lo sport aveva un po' la stessa funzione della scultura che non a caso, spesso rappresentava atleti nudi: infatti, lo sport era un'espressione di forza, di abilità di cui gli dèi potevano dilettarsi e il suo scopo era quindi quello di far provare piacere alle divinità. Oggigiorno la maggior parte delle persone ama lo sport ed è fiera di averlo iniziato a praticare. Lo sport può aiutare i ragazzi a integrarsi meglio e può anche migliorare la loro salute. Non è una cosa da sottovalutare perché grazie a esso un gran numero di persone è riuscita a rimettersi in termini di salute e a migliorare nell’ambito della coordinazione e dell’empatia verso i compagni di squadra Uno dei fondamenti dello sport è quello di far sentire i ragazzi parte di un gruppo, per poi sentirsi parte di un determinato contesto sociale. Lo sport oltre ad avere una funzione sociale, è anche uno strumento educativo, aiuta gli adolescenti a stare con gli altri, a condividere e a contribuire al raggiungimento di obiettivi delle sfide. Mentre lo sport ha aiutato molte persone ha indebolito altri soggetti. Ci sono infatti alcuni aspetti negativi dello sport e uno di questi è che è diventato per gli adolescenti una “dipendenza”; Oltre a questo lo sport può aumentare le probabilità di infortuni durante una partita oppure durante un semplice allenamento.

la funzione civile e sociale nello sport

Nelson Mandela affermava che lo sport poteva cambiare il mondo, che aveva il potere di suscitare emozioni e di generare divertimento e competizione. Lo sport permette lo sviluppo di capacità e abilità essenziali per una crescita equilibrata. E’ definito un diritto di tutti, come più volte è stato affermato dal Consiglio dell’Unione Europea, è inoltre fonte di motore di inclusione sociale. Secondo uno studio pubblicato sul Lancet la durata ideale delle sedute di esercizio fisico è tra i 30 e i 60 minuti mentre gli allenamenti che superano i 90 minuti sono di solito associati ad una peggiore salute mentale o ad un suo peggioramento. Lo sport genera ciò che tutti gli adolescenti hanno cioè “la competizione”, per molti di loro è sempre stata un ostacolo da superare perché la maggior parte delle volte li deconcentrava e peggiorava il loro gioco di squadra portandoli al fallimento. Inoltre altri studi affermano anche che lo sport ha aumentato le probabilità di infortuni. E’ molto importante che l’atleta sia esposto alla competizione anche nelle prime fasi della sua carriera sportiva perché anche se essa può peggiorare il gioco di squadra, è in grado di rendere gli atleti più motivati. Lo sport può provocare vari infortuni infatti bisogna stare attenti ma non è detto che ogni singola volta una persona si debba far male. Attraverso una corretta pratica sportiva si producono salute e benessere.

lancio del giavellotto

Il lancio del giavellotto, le cui origini risalgono ai primi Giochi dell’antica Grecia, fa il suo debutto alle Olimpiadi moderne nel 1908 e nel 1932. Il peso dell’attrezzo era stato studiato in modo tale da consentire lanci contenuti: nei primi anni la gittata media raggiunta dai migliori atleti al mondo era di 32 metri per gli uomini e 26 per le donne. Bisognerà aspettare fino al 1953 per il primo vero tentativo di escamotage. Quello è l’anno in cui i fornitori idearono una nuova versione di giavellotto, sempre fatto di metallo ma vuoto al suo interno. Gli attrezzi così progettati aumentavano di volume rispettando al tempo stesso tutti i criteri di peso e lunghezza. L’area di superficie incrementò del 27%, un fattore che insieme ad un corretto orientamento in volo del giavellotto generava una maggiore portanza. Con le dovute proporzioni, il principio aerodinamico è lo stesso per cui un’ala di aeroplano è in grado di sollevare svariate tonnellate. Pertanto, come diretta conseguenza dei tempi di volo dilatati, le parabole disegnate da quella innovativa lancia svuotata iniziarono a essere sempre più lunghe. Le elucubrazioni però non si limitarono al solo design dell’attrezzo. Gli anni ’50 videro alla luce anche una tecnica di lancio spagnola a definitá circense: anziché indirizzare il giavellotto l’idea era quella di scagliarlo con un moto rotatorio, una piroetta che ricordava molto i colleghi del lancio del disco.

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