Giuseppe Arcimboldo
LA VITA DI ARCIMBOLDO
Giuseppe Arcimboldo nacque a Milano il 5 aprile 1527, pittore accreditato presso la Veneranda Fabbrica del Duomo e discendente da un ramo cadetto di un'aristocratica famiglia milanese, gli Arcimboldi. iniziò la sua attività artistica verso il 1549, anno in cui sappiamo impegnato nel disegno di decorazioni che dovevano servire per la costruzione delle Vetrate del Duomo di Milano. Nel 1556 lavorò nel duomo di Monza, con un monumentale affresco nel transetto, realizzato in collaborazione con Giuseppe Meda. Arcimboldo morì a Milano l'11 luglio 1593
LO STILE DI ARCIMBOLDO
I ritratti di Arcimboldo erano molto fantasiosi e giocosi, e spesso avevano un significato simbolico legato al soggetto del ritratto. Ad esempio, un ritratto di un bibliotecario potrebbe essere composto interamente da libri, mentre un ritratto di un giardiniere potrebbe essere composto da fiori e verdure.
Il lavoro di Arcimboldo è stato molto vario ed ha esplorato una vasta gamma di argomenti. Alcuni dei suoi temi più comuni includono ritratti di imperatori e governanti, nonché rappresentazioni allegoriche delle quattro stagioni, dei quattro elementi e delle quattro stagioni della vita. Ha anche creato ritratti di animali e oggetti naturali, come frutta e verdura.
In generale, i dipinti di Arcimboldo erano molto fantasiosi e spesso contenevano molteplici strati di significato. Era noto per il suo uso del simbolismo e dell'allegoria, così come per il suo interesse per il mondo naturale e per il rapporto tra uomo e natura.
Il bibliotecario
Quattro stagioni
Il Vertumno
QUATTRO STAGIONI
Estate
Primavera
Il soggetto è donna, ma a differenza della Primavera, ha il viso rivolto verso destra: questo crea quindi una divisione a coppie dei dipinti. Il volto, è costituito non di fiori ma di frutti, verdure e ortaggi: le ciliegie ornano tutto l'orlo della capigliatura e si ritrovano anche sul viso a comporre il labbro superiore; la guancia è formata da una pesca, il naso è un cetriolo.
La Primavera è una donna composta da una grande varietà di fiori. Tutta la figura ha origine da una composizione floreale, la pelle del viso e le labbra sono petali di rosa, boccioli e corolle, i capelli sono un bouquet variopinto e rigoglioso, gli occhi sono bacche mentre il corpo è coperto da una vasta selva di foglie di differenti fogge.
INVERNO
AUTUNNO
L'Autunno è rappresentato come un uomo dai lineamenti poco gentili; egli guarda verso sinistra. Il collo, formato da due pere e da alcuni ortaggi, spunta da un tino mentre le doghe di legno che lo formano sono tenute legate tramite dei rami di salice.
La faccia è formata da pere e mele, visibili in particolare sulla guancia e per il naso; il mento è una melagrana, mentre l'orecchio, un fungo, regge un pendente a forma di fico. Le labbra e la bocca sono formate dal riccio della castagna mentre la peluria del viso è resa tramite del grano. La capigliatura è composta da uve e viti
L'Inverno è rappresentato come un vecchio la cui pelle è un tronco nodoso, con rigonfiamenti del legno; tali deformazioni insistono nel rappresentare quindi le rughe e la pelle rovinata dall'età. La barba è resa tramite radici o piccoli rami; la bocca è formata da due funghi. L'occhio è una spaccatura nera del legno, così come l'orecchio è ciò che resta di un ramo spezzato; i capelli sono un groviglio di rami, accompagnato sul retro da una serie di piccole foglie. La spoglia figura è ravvivata solamente dai colori del limone e dell'arancia, pendenti da un ramo proveniente dal petto dell'uomo
GRAZIE MILLE PER AVER ASCOLTATO
Ricerca fatta da: Jacopo Torelli Cristian Bassi
PRESENTAZIONE ARCIMBOLDO
jacopo torelli
Created on May 15, 2023
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Giuseppe Arcimboldo
LA VITA DI ARCIMBOLDO
Giuseppe Arcimboldo nacque a Milano il 5 aprile 1527, pittore accreditato presso la Veneranda Fabbrica del Duomo e discendente da un ramo cadetto di un'aristocratica famiglia milanese, gli Arcimboldi. iniziò la sua attività artistica verso il 1549, anno in cui sappiamo impegnato nel disegno di decorazioni che dovevano servire per la costruzione delle Vetrate del Duomo di Milano. Nel 1556 lavorò nel duomo di Monza, con un monumentale affresco nel transetto, realizzato in collaborazione con Giuseppe Meda. Arcimboldo morì a Milano l'11 luglio 1593
LO STILE DI ARCIMBOLDO
I ritratti di Arcimboldo erano molto fantasiosi e giocosi, e spesso avevano un significato simbolico legato al soggetto del ritratto. Ad esempio, un ritratto di un bibliotecario potrebbe essere composto interamente da libri, mentre un ritratto di un giardiniere potrebbe essere composto da fiori e verdure. Il lavoro di Arcimboldo è stato molto vario ed ha esplorato una vasta gamma di argomenti. Alcuni dei suoi temi più comuni includono ritratti di imperatori e governanti, nonché rappresentazioni allegoriche delle quattro stagioni, dei quattro elementi e delle quattro stagioni della vita. Ha anche creato ritratti di animali e oggetti naturali, come frutta e verdura. In generale, i dipinti di Arcimboldo erano molto fantasiosi e spesso contenevano molteplici strati di significato. Era noto per il suo uso del simbolismo e dell'allegoria, così come per il suo interesse per il mondo naturale e per il rapporto tra uomo e natura.
Il bibliotecario
Quattro stagioni
Il Vertumno
QUATTRO STAGIONI
Estate
Primavera
Il soggetto è donna, ma a differenza della Primavera, ha il viso rivolto verso destra: questo crea quindi una divisione a coppie dei dipinti. Il volto, è costituito non di fiori ma di frutti, verdure e ortaggi: le ciliegie ornano tutto l'orlo della capigliatura e si ritrovano anche sul viso a comporre il labbro superiore; la guancia è formata da una pesca, il naso è un cetriolo.
La Primavera è una donna composta da una grande varietà di fiori. Tutta la figura ha origine da una composizione floreale, la pelle del viso e le labbra sono petali di rosa, boccioli e corolle, i capelli sono un bouquet variopinto e rigoglioso, gli occhi sono bacche mentre il corpo è coperto da una vasta selva di foglie di differenti fogge.
INVERNO
AUTUNNO
L'Autunno è rappresentato come un uomo dai lineamenti poco gentili; egli guarda verso sinistra. Il collo, formato da due pere e da alcuni ortaggi, spunta da un tino mentre le doghe di legno che lo formano sono tenute legate tramite dei rami di salice. La faccia è formata da pere e mele, visibili in particolare sulla guancia e per il naso; il mento è una melagrana, mentre l'orecchio, un fungo, regge un pendente a forma di fico. Le labbra e la bocca sono formate dal riccio della castagna mentre la peluria del viso è resa tramite del grano. La capigliatura è composta da uve e viti
L'Inverno è rappresentato come un vecchio la cui pelle è un tronco nodoso, con rigonfiamenti del legno; tali deformazioni insistono nel rappresentare quindi le rughe e la pelle rovinata dall'età. La barba è resa tramite radici o piccoli rami; la bocca è formata da due funghi. L'occhio è una spaccatura nera del legno, così come l'orecchio è ciò che resta di un ramo spezzato; i capelli sono un groviglio di rami, accompagnato sul retro da una serie di piccole foglie. La spoglia figura è ravvivata solamente dai colori del limone e dell'arancia, pendenti da un ramo proveniente dal petto dell'uomo
GRAZIE MILLE PER AVER ASCOLTATO
Ricerca fatta da: Jacopo Torelli Cristian Bassi