La casa del fauno
Il grande progetto Pompei
Lorenzo Tanga - Tommaso Sollini
Indice
1.
Introduzione
2.
L'entrata
7.
La storia
Atrio centrale e Fauno danzante
3.
8.
I restauri
4.
Mosaico della battaglia di Isso
9.
La mostra di Tokyo
5.
Mosaico delle maschere teatrali
10.
Gioielli
6.
Mosaico di Bacco
1. Introduzione
Dati preliminari
Committente: famiglia Satrii Data di realizzazione: prima metà del II secolo a.C. Luogo di realizzazione: Pompei Estensione: 3.100 m² Materiali: marmi colorati, calcare colorato, palombino, tufo, travertino
2. La struttura e i mosaici
L'entrata
Le ricchezze accumulate dal più facoltosi abitanti di Pompei, permisero ad alcuni di loro di ampliare le proprie case in maniera smisurata. La più grande delle dimore pompeiane oggi conosciuta, è la cosiddetta Casa del Fauno. Ricchezza e livello sociale del proprietario si percepiscono già dalla via (via della Fortuna): il marciapiede reca l’iscrizione di benvenuto (HAVE) in latino; il maestoso portone è inquadrato da pilastri con capitelli decorati, il pavimento dell’ingresso è un intarsio di triangoli policromi in marmi gialli, verdi, rossi e rosa. La parte alta delle pareti, su entrambi i lati, è abbellita da tempietti a rilievo nei quali va riconosciuto il larario della casa.
La struttura e i mosaici
Fauno danzante
Atrio centrale
La dimora prende il nome dalla statuetta bronzea originale del fauno, che rappresenta un satiro danzante posta al centro dell’impluvium. La statuetta, come i mosaici policromi rivenuti tra il 1830 e il 1832, sono oggi conservati presso il Museo Archeologico di Napoli. Il fauno danzante è un’opera scultorea realizzata in bronzo, realizzata dallo scultore greco Prassitele, dal peso di 92 kg e dai 2 metri di altezza. La creazione della scultura ebbe luogo nella prima metà del II secolo a.C, insieme al resto della casa del fauno
La struttura presenta elementi propri delle ricche dimore greco-ellenistiche. È dall’ambiente greco, che si diffonde nell’edilizia privata romana, il peristilio, lo spazio interno alla domus circondato da colonne e ornato di statue. La casa ha due atri e due peristili intorno ai quali si dispongono altri vani: alcuni di rappresentanza, decorati in modo eccezionale, altri riservati all'uso della famiglia, altri di servizio. Al centro dell’impluvio dell’atrio principale è una copia della famosa statua del satiro danzante, o Fauno, che ha dato nome alla dimora e che è allusiva al nome della stirpe del proprietario: i Satrii.
+ info
La struttura e i mosaici
Mosaico della battaglia di Isso
Le fauces dietro la scritta latina immettono nell’atrio principale che dà sul tablinum, l’atrio di rappresentanza, dove il signore riceveva la clientela. La finestra sul fondo inquadrava il primo peristilio sul cui fondo si trovava, inquadrata da colonne rosse, l’esedra col mosaico della Battaglia di Isso. Esso è uno dei più celebri mosaici del mondo antico. È una copia romana della fine del II secolo a.C. di un celebre quadro ellenistico attribuito, con tutta probabilità, a Filosseno di Eretria e databile al IV sec.a.C. Rinvenuto nel 1831, durante gli scavi di Pompei, oggi è conservato al Museo Archeologico di Napoli, mentre quello che si può ammirare a Pompei è una copia. L’opera rappresenta lo scontro, avvenuto nel 333 a.C., fra l’armata di Dario III, re dei persiani, e l’esercito macedone guidato da Alessandro Magno.
La scena raffigura il momento più importante della battaglia, quello in cui il re persiano si rende conto dell’imminente disfatta del suo esercito e si appresta alla fuga.
+ info
La struttura e i mosaici
Atrio tetrastilo
Dalle altre fauces si accede a un atrio tetrastilo e da qui agli ambienti di servizio, la cucina, i balnea con vasche riscaldate tramite sofisticati sistemi sotto il pavimento e all’interno delle pareti, ambienti per affumicare e seccare il cibo. La casa è monumentale fin dall’esterno, dato che le fauces di rappresentanza erano affiancate da lesene corinzie e decorate con finte facciate di tempietto con 4 colonne e frontone, che stavano sopra mensole decorate con grifi e leoni alati, in modo da conferire un’aura di sacralità, mentre la pavimentazione era realizzata in opus sectile con marmo giallo, porfido e calcare, mentre sulla soglia c’è un mosaico in tessere piccolissime con ghirlande e maschere teatrali.
La struttura e i mosaici
Mosaico della battaglia di Isso
All’interno della casa ci sono poi altri ambienti decorati con mosaici che fanno di nuovo riferimento al teatro e quindi a Dioniso, ad esempio le cornici di maschere e il personaggio in sella a un animale simile al leone ma col mantello di tigre (il trionfo indiano di Dioniso probabilmente), ghirlande con fiori e frutti di ogni stagione a simboleggiare l’eternità, mosaici marini come quello del polpo che avvinghia l’astice e dei pesci, che è un tema diffuso in area italica.
La storia
Storia: dalla realizzazione ad oggi
1943
79 d.C.
Prima metà II° sec. a.C.
Bombardamenti dovuti alla seconda guerra mondiale
Eruzione del Vesuvio
Inaugurazione della casa del Fauno
120 a.C.
XIX - XX sec.
Scavi e ritrovamento della casa del Fauno
Ricostruzione ed ampliamento dell’edificio
I restauri
Le colonne
Le colonne presenti nel complesso dell’edificio della casa del fauno furono soggetto di diversi bombardamenti nel 1943, durante la seconda guerra mondiale. Successivamente ai restauri avvenuti nel dopoguerra, le colonne tornano ad essere danneggiate da delle scosse di terremoto, motivo per il quale i restauratori sono stati chiamati a mettere nuovamente mano su di esse, in quello che ora è il grande progetto di restaurazione di Pompei.
Per il restauro moderno si è proceduto smontando e movimentando da cima a terra, mediante argano, i componenti singoli di due delle colonne che presentavano gravi problemi di stabilità e uno stato fortemente frammentario per poi condurre il restauro ‘a terra’ dei blocchi. Sono dunque stati rimossi tutti quegli elementi non più idonei e che anzi nel tempo avrebbero causato ulteriori danni alla conservazione (elementi metallici, stuccature cementizie e malte di restauro non più capaci di sostenere le varie parti) per sostituirli con nuovi materiali di restauro più stabili e duraturi.
Cultura giapponese e pompeiana
La mostra di Tokyo
Fino a dicembre 2022, nella vita di Tokyo in Giappone era possibile visitare una grande mostra con protagonista la città di Pompei che racchiudeva ben 160 reperti riguardanti l’antica tragedia dell’eruzione del Vesuvio. Proprio le eruzioni e gli eventi sismici sono un punto di connessione tra la terra del sol levante e l’antica città di origine romana, data la frequenza di questi ultimi nel territorio giapponese. Nella mostra erano presenti pezzi molto importanti, quali il mosaico della battaglia di Isso ed il bronzetto del Fauno.
Gioelli
Thanks
Lorenzo Tanga - Tommaso Sollini
La casa del fauno
Lorenzo Tanga
Created on May 15, 2023
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Audio tutorial
View
Pechakucha Presentation
View
Desktop Workspace
View
Decades Presentation
View
Psychology Presentation
View
Medical Dna Presentation
View
Geometric Project Presentation
Explore all templates
Transcript
La casa del fauno
Il grande progetto Pompei
Lorenzo Tanga - Tommaso Sollini
Indice
1.
Introduzione
2.
L'entrata
7.
La storia
Atrio centrale e Fauno danzante
3.
8.
I restauri
4.
Mosaico della battaglia di Isso
9.
La mostra di Tokyo
5.
Mosaico delle maschere teatrali
10.
Gioielli
6.
Mosaico di Bacco
1. Introduzione
Dati preliminari
Committente: famiglia Satrii Data di realizzazione: prima metà del II secolo a.C. Luogo di realizzazione: Pompei Estensione: 3.100 m² Materiali: marmi colorati, calcare colorato, palombino, tufo, travertino
2. La struttura e i mosaici
L'entrata
Le ricchezze accumulate dal più facoltosi abitanti di Pompei, permisero ad alcuni di loro di ampliare le proprie case in maniera smisurata. La più grande delle dimore pompeiane oggi conosciuta, è la cosiddetta Casa del Fauno. Ricchezza e livello sociale del proprietario si percepiscono già dalla via (via della Fortuna): il marciapiede reca l’iscrizione di benvenuto (HAVE) in latino; il maestoso portone è inquadrato da pilastri con capitelli decorati, il pavimento dell’ingresso è un intarsio di triangoli policromi in marmi gialli, verdi, rossi e rosa. La parte alta delle pareti, su entrambi i lati, è abbellita da tempietti a rilievo nei quali va riconosciuto il larario della casa.
La struttura e i mosaici
Fauno danzante
Atrio centrale
La dimora prende il nome dalla statuetta bronzea originale del fauno, che rappresenta un satiro danzante posta al centro dell’impluvium. La statuetta, come i mosaici policromi rivenuti tra il 1830 e il 1832, sono oggi conservati presso il Museo Archeologico di Napoli. Il fauno danzante è un’opera scultorea realizzata in bronzo, realizzata dallo scultore greco Prassitele, dal peso di 92 kg e dai 2 metri di altezza. La creazione della scultura ebbe luogo nella prima metà del II secolo a.C, insieme al resto della casa del fauno
La struttura presenta elementi propri delle ricche dimore greco-ellenistiche. È dall’ambiente greco, che si diffonde nell’edilizia privata romana, il peristilio, lo spazio interno alla domus circondato da colonne e ornato di statue. La casa ha due atri e due peristili intorno ai quali si dispongono altri vani: alcuni di rappresentanza, decorati in modo eccezionale, altri riservati all'uso della famiglia, altri di servizio. Al centro dell’impluvio dell’atrio principale è una copia della famosa statua del satiro danzante, o Fauno, che ha dato nome alla dimora e che è allusiva al nome della stirpe del proprietario: i Satrii.
+ info
La struttura e i mosaici
Mosaico della battaglia di Isso
Le fauces dietro la scritta latina immettono nell’atrio principale che dà sul tablinum, l’atrio di rappresentanza, dove il signore riceveva la clientela. La finestra sul fondo inquadrava il primo peristilio sul cui fondo si trovava, inquadrata da colonne rosse, l’esedra col mosaico della Battaglia di Isso. Esso è uno dei più celebri mosaici del mondo antico. È una copia romana della fine del II secolo a.C. di un celebre quadro ellenistico attribuito, con tutta probabilità, a Filosseno di Eretria e databile al IV sec.a.C. Rinvenuto nel 1831, durante gli scavi di Pompei, oggi è conservato al Museo Archeologico di Napoli, mentre quello che si può ammirare a Pompei è una copia. L’opera rappresenta lo scontro, avvenuto nel 333 a.C., fra l’armata di Dario III, re dei persiani, e l’esercito macedone guidato da Alessandro Magno.
La scena raffigura il momento più importante della battaglia, quello in cui il re persiano si rende conto dell’imminente disfatta del suo esercito e si appresta alla fuga.
+ info
La struttura e i mosaici
Atrio tetrastilo
Dalle altre fauces si accede a un atrio tetrastilo e da qui agli ambienti di servizio, la cucina, i balnea con vasche riscaldate tramite sofisticati sistemi sotto il pavimento e all’interno delle pareti, ambienti per affumicare e seccare il cibo. La casa è monumentale fin dall’esterno, dato che le fauces di rappresentanza erano affiancate da lesene corinzie e decorate con finte facciate di tempietto con 4 colonne e frontone, che stavano sopra mensole decorate con grifi e leoni alati, in modo da conferire un’aura di sacralità, mentre la pavimentazione era realizzata in opus sectile con marmo giallo, porfido e calcare, mentre sulla soglia c’è un mosaico in tessere piccolissime con ghirlande e maschere teatrali.
La struttura e i mosaici
Mosaico della battaglia di Isso
All’interno della casa ci sono poi altri ambienti decorati con mosaici che fanno di nuovo riferimento al teatro e quindi a Dioniso, ad esempio le cornici di maschere e il personaggio in sella a un animale simile al leone ma col mantello di tigre (il trionfo indiano di Dioniso probabilmente), ghirlande con fiori e frutti di ogni stagione a simboleggiare l’eternità, mosaici marini come quello del polpo che avvinghia l’astice e dei pesci, che è un tema diffuso in area italica.
La storia
Storia: dalla realizzazione ad oggi
1943
79 d.C.
Prima metà II° sec. a.C.
Bombardamenti dovuti alla seconda guerra mondiale
Eruzione del Vesuvio
Inaugurazione della casa del Fauno
120 a.C.
XIX - XX sec.
Scavi e ritrovamento della casa del Fauno
Ricostruzione ed ampliamento dell’edificio
I restauri
Le colonne
Le colonne presenti nel complesso dell’edificio della casa del fauno furono soggetto di diversi bombardamenti nel 1943, durante la seconda guerra mondiale. Successivamente ai restauri avvenuti nel dopoguerra, le colonne tornano ad essere danneggiate da delle scosse di terremoto, motivo per il quale i restauratori sono stati chiamati a mettere nuovamente mano su di esse, in quello che ora è il grande progetto di restaurazione di Pompei.
Per il restauro moderno si è proceduto smontando e movimentando da cima a terra, mediante argano, i componenti singoli di due delle colonne che presentavano gravi problemi di stabilità e uno stato fortemente frammentario per poi condurre il restauro ‘a terra’ dei blocchi. Sono dunque stati rimossi tutti quegli elementi non più idonei e che anzi nel tempo avrebbero causato ulteriori danni alla conservazione (elementi metallici, stuccature cementizie e malte di restauro non più capaci di sostenere le varie parti) per sostituirli con nuovi materiali di restauro più stabili e duraturi.
Cultura giapponese e pompeiana
La mostra di Tokyo
Fino a dicembre 2022, nella vita di Tokyo in Giappone era possibile visitare una grande mostra con protagonista la città di Pompei che racchiudeva ben 160 reperti riguardanti l’antica tragedia dell’eruzione del Vesuvio. Proprio le eruzioni e gli eventi sismici sono un punto di connessione tra la terra del sol levante e l’antica città di origine romana, data la frequenza di questi ultimi nel territorio giapponese. Nella mostra erano presenti pezzi molto importanti, quali il mosaico della battaglia di Isso ed il bronzetto del Fauno.
Gioelli
Thanks
Lorenzo Tanga - Tommaso Sollini