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La casa del fauno

Lorenzo Tanga

Created on May 15, 2023

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Transcript

La casa del fauno

Il grande progetto Pompei

Lorenzo Tanga - Tommaso Sollini

Indice

1.

Introduzione

2.

L'entrata

7.

La storia

Atrio centrale e Fauno danzante

3.

8.

I restauri

4.

Mosaico della battaglia di Isso

9.

La mostra di Tokyo

5.

Mosaico delle maschere teatrali

10.

Gioielli

6.

Mosaico di Bacco

1. Introduzione

Dati preliminari

Committente: famiglia Satrii Data di realizzazione: prima metà del II secolo a.C. Luogo di realizzazione: Pompei Estensione: 3.100 m² Materiali: marmi colorati, calcare colorato, palombino, tufo, travertino

2. La struttura e i mosaici

L'entrata

Le ricchezze accumulate dal più facoltosi abitanti di Pompei, permisero ad alcuni di loro di ampliare le proprie case in maniera smisurata. La più grande delle dimore pompeiane oggi conosciuta, è la cosiddetta Casa del Fauno. Ricchezza e livello sociale del proprietario si percepiscono già dalla via (via della Fortuna): il marciapiede reca l’iscrizione di benvenuto (HAVE) in latino; il maestoso portone è inquadrato da pilastri con capitelli decorati, il pavimento dell’ingresso è un intarsio di triangoli policromi in marmi gialli, verdi, rossi e rosa. La parte alta delle pareti, su entrambi i lati, è abbellita da tempietti a rilievo nei quali va riconosciuto il larario della casa.

La struttura e i mosaici

Fauno danzante

Atrio centrale

La dimora prende il nome dalla statuetta bronzea originale del fauno, che rappresenta un satiro danzante posta al centro dell’impluvium. La statuetta, come i mosaici policromi rivenuti tra il 1830 e il 1832, sono oggi conservati presso il Museo Archeologico di Napoli. Il fauno danzante è un’opera scultorea realizzata in bronzo, realizzata dallo scultore greco Prassitele, dal peso di 92 kg e dai 2 metri di altezza. La creazione della scultura ebbe luogo nella prima metà del II secolo a.C, insieme al resto della casa del fauno

La struttura presenta elementi propri delle ricche dimore greco-ellenistiche. È dall’ambiente greco, che si diffonde nell’edilizia privata romana, il peristilio, lo spazio interno alla domus circondato da colonne e ornato di statue. La casa ha due atri e due peristili intorno ai quali si dispongono altri vani: alcuni di rappresentanza, decorati in modo eccezionale, altri riservati all'uso della famiglia, altri di servizio. Al centro dell’impluvio dell’atrio principale è una copia della famosa statua del satiro danzante, o Fauno, che ha dato nome alla dimora e che è allusiva al nome della stirpe del proprietario: i Satrii.

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La struttura e i mosaici

Mosaico della battaglia di Isso

Le fauces dietro la scritta latina immettono nell’atrio principale che dà sul tablinum, l’atrio di rappresentanza, dove il signore riceveva la clientela. La finestra sul fondo inquadrava il primo peristilio sul cui fondo si trovava, inquadrata da colonne rosse, l’esedra col mosaico della Battaglia di Isso. Esso è uno dei più celebri mosaici del mondo antico. È una copia romana della fine del II secolo a.C. di un celebre quadro ellenistico attribuito, con tutta probabilità, a Filosseno di Eretria e databile al IV sec.a.C. Rinvenuto nel 1831, durante gli scavi di Pompei, oggi è conservato al Museo Archeologico di Napoli, mentre quello che si può ammirare a Pompei è una copia. L’opera rappresenta lo scontro, avvenuto nel 333 a.C., fra l’armata di Dario III, re dei persiani, e l’esercito macedone guidato da Alessandro Magno.

La scena raffigura il momento più importante della battaglia, quello in cui il re persiano si rende conto dell’imminente disfatta del suo esercito e si appresta alla fuga.

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La struttura e i mosaici

Atrio tetrastilo

Dalle altre fauces si accede a un atrio tetrastilo e da qui agli ambienti di servizio, la cucina, i balnea con vasche riscaldate tramite sofisticati sistemi sotto il pavimento e all’interno delle pareti, ambienti per affumicare e seccare il cibo. La casa è monumentale fin dall’esterno, dato che le fauces di rappresentanza erano affiancate da lesene corinzie e decorate con finte facciate di tempietto con 4 colonne e frontone, che stavano sopra mensole decorate con grifi e leoni alati, in modo da conferire un’aura di sacralità, mentre la pavimentazione era realizzata in opus sectile con marmo giallo, porfido e calcare, mentre sulla soglia c’è un mosaico in tessere piccolissime con ghirlande e maschere teatrali.

La struttura e i mosaici

Mosaico della battaglia di Isso

All’interno della casa ci sono poi altri ambienti decorati con mosaici che fanno di nuovo riferimento al teatro e quindi a Dioniso, ad esempio le cornici di maschere e il personaggio in sella a un animale simile al leone ma col mantello di tigre (il trionfo indiano di Dioniso probabilmente), ghirlande con fiori e frutti di ogni stagione a simboleggiare l’eternità, mosaici marini come quello del polpo che avvinghia l’astice e dei pesci, che è un tema diffuso in area italica.

La storia

Storia: dalla realizzazione ad oggi

1943

79 d.C.

Prima metà II° sec. a.C.

Bombardamenti dovuti alla seconda guerra mondiale

Eruzione del Vesuvio

Inaugurazione della casa del Fauno

120 a.C.

XIX - XX sec.

Scavi e ritrovamento della casa del Fauno

Ricostruzione ed ampliamento dell’edificio

I restauri

Le colonne

Le colonne presenti nel complesso dell’edificio della casa del fauno furono soggetto di diversi bombardamenti nel 1943, durante la seconda guerra mondiale. Successivamente ai restauri avvenuti nel dopoguerra, le colonne tornano ad essere danneggiate da delle scosse di terremoto, motivo per il quale i restauratori sono stati chiamati a mettere nuovamente mano su di esse, in quello che ora è il grande progetto di restaurazione di Pompei.

Per il restauro moderno si è proceduto smontando e movimentando da cima a terra, mediante argano, i componenti singoli di due delle colonne che presentavano gravi problemi di stabilità e uno stato fortemente frammentario per poi condurre il restauro ‘a terra’ dei blocchi. Sono dunque stati rimossi tutti quegli elementi non più idonei e che anzi nel tempo avrebbero causato ulteriori danni alla conservazione (elementi metallici, stuccature cementizie e malte di restauro non più capaci di sostenere le varie parti) per sostituirli con nuovi materiali di restauro più stabili e duraturi.

Cultura giapponese e pompeiana

La mostra di Tokyo

Fino a dicembre 2022, nella vita di Tokyo in Giappone era possibile visitare una grande mostra con protagonista la città di Pompei che racchiudeva ben 160 reperti riguardanti l’antica tragedia dell’eruzione del Vesuvio. Proprio le eruzioni e gli eventi sismici sono un punto di connessione tra la terra del sol levante e l’antica città di origine romana, data la frequenza di questi ultimi nel territorio giapponese. Nella mostra erano presenti pezzi molto importanti, quali il mosaico della battaglia di Isso ed il bronzetto del Fauno.

Gioelli

Thanks

Lorenzo Tanga - Tommaso Sollini