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benzodiazepine
Bara Lidia Elena
Created on May 15, 2023
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Transcript
BENZODIAZEPINE
Presentazione di Bara Lidia Elena e Gherardi Alarico
storia
assunzione
effetti: organi e neurotrasmettitori
COSA SONO LE BENZODIAZEPINE?
Le benzodiazepine sono una particolare tipologia di psicofarmaci la cui struttura chimica è composta dalla fusione di un anello benzenico (C6H6, idrocarburo aromantico, monociclico) e un anello diazepinico (C5H6N2, composto organico eterociclico).
storia delle benzodiazepine
dai barbiturici alle benzodiazepine attuali
BARBITURICI
Fin dall’inizio del novecento, l’industria farmaceutica aveva concentrato i suoi sforzi al fine di sviluppare delle sostanze chimiche, in grado di modificare il tono dell’umore. I bromuri e l’idrato di cloralio avevano ormai sostituito la droga più in voga nel XVIII secolo, l’oppio. Questi furono poi sostituiti negli anni trenta dai barbiturici, in quanto “più sicuri”. Negli anni ’50, tuttavia, il potenziale di dipendenza dei barbiturici è aumentato, destando sempre maggior preoccupazione.
benzeptoxdiazine
Nel 1954, nei laboratori della Hoffmann-La Roche di Nutley, il dottor Leo Sternbach iniziò a studiare una classe di composti inesplorati, le benzeptoxdiazine. Sternbach decise di rivisitare questi composti e scoprì un particolare molto importante: essi erano composti da anelli a sei membri. Da tale ricerca vennero ricavati 40 nuovi composti, tutti farmacologicamente inerti. Infine si decise di trattare uno dei derivati ottenuti con la metilamina. La polvere bianca cristallina risultante venne etichettata poi come Ro 5-0690, solubile in acqua. Nel 1957, la sostanza venne inviata in laboratorio, venne sottoposta ad uno screening e si scoprì che era in grado di provocare effetti ipnotici, sedativi e anestetici simili al meprobamato. A differenza dei 40 composti a lui precedenti, il clordiazepossido, ebbe un gran potenziale clinico essendo molto più attivo degli altri. Nel 1958 il composto Ro 5-0690 cominciò ad essere somministrato - con dosaggi relativamente elevati - a pazienti geriatrici, risultando essere principalmente sedativo. Esso però ebbe anche effetti collaterali (atassia e confusione del linguaggio), in seguito ai quali il dottor Irvin Cohen di Galvestoned ed altri due ricercatori clinici accettarono di partecipare a sperimentazioni cliniche del farmaco sui loro pazienti affetti da patologie psico-nevrotiche. I risultati della sperimentazione furono strabilianti, la tossicità risultò minima e la sostanza superò i test di Fase III di sperimentazione in migliaia di pazienti (principalmente in carcere, clinica ed ambulatorio privato), giungendo all’approvazione da parte della FDA nel febbraio 1960. Un mese dopo, il farmaco venne commercializzato come Librium. Da allora il clordiazepossido non venne più usato solamente come un semplice sedativo, bensì venne adoperato nella cura di ansia, complicazioni dell’alcolismo acuto, stati convulsi e tensione muscolare.
ASSUNZIONE
EFFETTI: ORGANISMO e SN
come reagisce il nostro corpo quando introduciamo le benzodiazepine?
EFFETTI SULL'ORGANISMO
• Riduzione dell’ansia • Riduzione dell’aggressività • Induzione del sonno • Effetto anticonvulsivante (fino a stati di male epilettico) • Effetto sedativo pre-anestetico • Attacchi di panico • Riduzione del tono muscolare • Blanda sedazione in caso di indagini mediche
EFFETTI SUL SISTEMA NERVOSO ED I NEUROTRASMETTITORI
Le benzodiazepine agiscono attraverso la stimolazione del sistema GABAergico. Il sistema GABAergico è formato da amminoacidi GABA (prinicipali neurotrasmettitori inibitori del nostro organismo) responsabili della riduzione della tensione emotiva e della limitazione dell'aumento dello stress nelle aree eccitomotorie del cervello. COM'E' POSSIBILE? Esso si lega ad alcuni recettori specifici producendo un effetto calmante, inibendo di conseguenza sensazioni di stress, ansietà, crisi nervose etc. Nel nostro sistema nervoso centrale sono presenti due tipi di recettori del GABA:• GABA-A: è il canale per il cloro ed è il recettore inibitorio del sistema nervoso centrale. Essi contengono i siti di legame per benzodiazepine, barbiturici, etanolo ed alcuni neurosteroidi • GABA-B: presente sia nel sistema nervoso periferico che nel sistema nervoso centrale; riduce la corrente di calcio e aumenta la conduttanza al potassio.
USO OPPURE ABUSO?
EFFETTI COLLATERALI
consumo lungo periodo...
...consumo breve periodo
L’uso di benzodiazepine potrebbe essere associato ad un maggior rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer, particolarmente per i pazienti che assumono questi farmaci in maniera prolungata. Ad oggi, sappiamo che la demenza colpisce attualmente circa 36 milioni di persone in tutto il mondo e questo numero è destinato a raddoppiare ogni 20 anni. A tale scopo un team di ricercatori in Francia e Canada fece un meticoloso studio a riguardo. I risultati mostrano che la somministrazione di benzodiazepine, per un lasso di tempo superiore ai tre mesi, è stato associato ad un aumento del rischio (fino al 51%) di insorgenza della malattia di Alzheimer nel paziente. Nonostante ciò, i ricercatori affermano che le benzodiazepine sono "strumenti indiscutibilmente preziosi per la gestione dei disturbi d'ansia e insonnia transitoria" ma consigliano caldamente di non abusarne e non assumerli per più di 3 mesi.
I soggetti più anziani smaltiscono queste sostanze molto più lentamente, di conseguenza gli effetti collaterali, quali stordimento, atassia, confusione mentale, giudizio alterato e amnesia anterograda, si manifestano con più frequenza. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento significativo di rischio di reazioni avverse nei soggetti più anziani come
- cadute
- diminuzione della funzione cognitiva
- guida alterata (quest’ultima non limitata solo agli anziani).
- A livello del SNC: sonnolenza, confusione, stordimento
- Diminuzione della coordinazione (soprattutto se associato ad alcol)
- Lieve depressione respiratoria
- Ipotensione