Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Stoicismo

Filo Sofia

Created on May 14, 2023

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Smart Quiz

Essential Quiz

Practical Quiz

Akihabara Quiz

Christmas Spirit Test

Piñata Challenge

Math Calculations

Transcript

STOICISMO

LA LIBERTA'

tylor azul lemus saavedramartina migliaccigiulia zugarini francesco menichetti

La Scuola Stoica

I tre iniziatori dello stoicismo daranno vita ad una delle più feconde scuole filosofiche della tarda antichità, che si estenderà ben oltre la fine del periodo ellenistico e caratterizzerà anche una cospicua parte della riflessione romana.

Zenone di Cizio (333/2-264/3)Cleante di Asso (304-232) Crisippo di Soli (281/77-208/4) Sono i fondatori della scuola filosofica che prende il nome dal Portico (Stoà in greco) dove si riuniva Zenone con i suoi seguaci per approfondire i temi più esistenzialmente importanti della filosofia.

periodi

Media Stoà (II-I sec a.C.)

Antica Stoà (III-II sec a.C.)

In cui i padri fondatori gettano le basi della dottrina.

Rappresentata soprattutto da Panezio e Posidonio, di orientamento eclettico e con influenze notevoli sul mondo romano.

Nuova Stoà (I-III sec d.C.)

Segna un ritorno all’impostazione originale, pur con accentuazioni etiche o religiose.

La partizione della filosofia

Allo stesso modo l'etica è il fine della produzione filosofica, che è orientata a indicare all'uomo la strada per vivere degnamente in questa vita.Dunque, come anche nella riflessione epicurea, le parti più teoretiche della filosofia sono concepite come introduzioni e sostegni alla sua dimensione più autentica e importante, quella etico-pratica.

La filosofia è come un giardino cintato in cui:a) le mura di cinta corrispondono alla logica, infatti la logica permette di difendere l'argomentazione filosofica. b) gli alberi sono la fisica, la ricerca sulla realtà è ciò che può crescere rigogliosamente dentro il giardino del ragionamento corretto e produrre frutti sani c) i frutti sono l'etica, l'opera dell'albero è quella di fornire frutti commestibili e godibili dall'uomo.

I paradossi

Per gli stoici i paradossi erano delle forme di ragionamento sotto forma di discorsi insolubili, i piu celebri sono:
  • il paradosso del cornuto (Zenone)
  • il paradosso del calvo (Eubulide)
  • il paradosso del coccodrillo (Diogene)

Il paradosso del cornuto

"Tu hai ciò che non possiedi, ma non perdesti le corna, quindi tu ha le corna" -Zenone

Questo paradosso prende forma di un "antinomia" ossia di due enunciati da cui derivano due conseguenze contraddittorie, ma entrambe giustificabili.

Il paradosso del calvo

"Un'uomo con molti capelli non è certamente calvo, se a quest'uomo cade un capello non diventa calvo, tuttavia, se, uno dopo l'altro, i capelli continuano a cadere, l'uomo diventa calvo" -Eubulide

Siccome l'uomo perde un capello dopo l'altro, a quale punto potrà essere definito calvo? In ogni caso, non si arriverà forse alla conclusione paradossale che la differenza tra chi è calvo e chi no risiede in un solo capello?

Il paradosso del coccodrillo

Il coccodrillo riesce a incastrarsi da solo, perchè indipendentemente da cosa farà, farà la cosa sbagliata, facendolo trovare in uno stato di paralizzante contraddizione. Questi paradossi hanno anche contribuito allo sviluppo del ragionamento umano, difatti gli studiosi, cercando intricati schemi di soluzioni, hanno finito per aiutare il progresso delle ricerche logiche.

Fisica

L'idea fondamentale della fisica stoica è l'esistenza di un ordine immutabile,razionale, perfetto e necessario che governa tutte le cose.Per gli stoici l'essere è corpo e a i corpi vengono attribuiti due principi

FISICA

-Principio passivo: la Materia.-Principio attivo: Dio che inoltre è fuoco. Entrambi i principi sono corpo dato che solo il corpo esiste.

Dio è considerato dagli stoici "ragione seminale del mondo" perché Dio è logos che contiene tutte le ragioni seminali di tutte le cose in se.Vi sono anche alcune differenze tra la concezione della divinità per gli epicurei e per gli stoicisti.

FISICA

Questo ciclo è il destino cioè la legge necessaria che regge le cose ma dal punto di vista di Dio è provvidenza poiché conduce ogni cosa al suo fine perfetto.

La vita dell'universo si svolge secondo cicli cosmici. Quando gli astri tornano nella posizione iniziale si ha una conflagrazione e dopo ciò il mondo si rigenera attraverso la palingenesi.

FISICA

Il provvidenzialismo e l'ottimismo metafisico si legano a un finalismo di matrice antropocentrica cioè gli stoicisti hanno la convinzione che tutto ciò che esiste è stato creato per il bene dell'uomo.

L'ANTROPOLOGIA

L'anima rientra nelle cose corporee e Crisippo si serve della definizione della morte platonica.

L'ANTROPOLOGIA

Secondo gli stoicisti l'anima ha otto parti:

Gli stoici condividono l'idea secondo cui la libertà consiste nell'essere causa di sé e affermano che il solo libero è il sapiente perché solo egli si determina da sé.

  • La ragione
  • I cinque sensi
  • Il seme
  • Il linguaggio

ETICA

L'etica studia il comporrtamento dell'uomo cercando il fine ultimo della vita umana sulla terra, cioè la più completa realizzazione. Il fine ultimo dell'etica per gli stoici è il raggiungimento della felicità si tratta di un'etica eudemonistica. La felicità si raggiunge vivendo secondo natura

li.

ETICA

Alla base dell’etica c’è il principio dell'oikeiosis, il primo livello del vivere secondo natura richiama l’idea dello sforzo compiuto dall’individuo per conciliare se stesso con il Tutto. In questo processo entrano in atto due forze:

  • L'istinto
  • la ragione
La ragione regola l'istinto.

L'etica degli stoici si presenta come una teoria dell’utilizzo della ragione con lo scopo di determinare un accordo tra l’uomo e la natura. Per gli stoici la natura è l'ordine perfetto, razionale e necessario. L'azione conforme all'ordine razionale è il dovere. Esso si distingue in:

  • retto
  • intermedio

LA GIUSTIFICABILITA' DEL SUICIDIO

"Se la vita non consente più un sereno esercizio della ragione, il saggio è pronto a rinunciarviconvinto che morire bene significhi sfuggire al pericolo di vivere male".

Essi giustificano il suicidio quando il saggio non può più esercitare il dovere e quindi ricade nel vizio, perché tra esso e la virtù non c'è via di mezzo. Poiché il contrario della ragione è la pazzia, chi non è saggio è pazzo.

LA VIRTU'

La virtù è L'unico bene, propria del sapiente che è capace del dovere eretto e si identifica con la sapienza.

La virtù per gli stoici è l'unico bene ed è propria solo del sapiante che è capace del dovere retto e si identifica con la sapienza. La virtù a seconda del campo in cui si applica si divide in: - saggezza -temperanza -fortezza -giustizia

Emozioni

gli stoici individuano guattro emozioni basilari: due beni presunti -il desiderio, -la letizia, e due mali presunti: -il timore -afflizione. A tre di queste emozioni gli stoici fanno coincidere tre stati normali propri del sapiente, la volontà, gioia e precauzione che sono stati di calma ed equilibrio razionale.

Per gli stoici il saggio deve abbandonare completamente le passioni e le emozioni, perché sono il male e la malattia dell'uomo. Sono dovute agli errori di giudizio, perchè false opinioni dettate dalla leggerezza che consiste nel:

Cicerone Tusculanae, IV, 26

Apatia e Atarassia

Gli aspetti fondamentali della virtù per gli stoici sono l'apatia ed è propria dei sapienti che risultano immuni a ogni emozione, e l'atarassia è il distacco dalle cose terrene, per loro non bisogna mai legarsi troppo alle cose terrene.Il filosofo stoico deve essere distaccato da se stesso e salle passioni perchè in questo modo puo' trovare la virtù.

EPICUREISMO

STOICISMO

  • L'agire umano è orientato verso la ricerca del piacere ed è fuga dal dolore, si devono cercare razionalmente i piaceri necessari
  • Il bene è in funzione del piacere ed è appagamento razionale dei sensi e assenza di dolore
  • Il male è ciò che provoca dolore e va curato con la filosofia
  • Agire umano è orientato a seguire la propria natura di autoconservazione in armonia con l'ordine naturale
  • Il bene è virtù che si identifica con la sapienza e si raggiunge con il dovere
  • Il male è un vizio, contrario alle virtù

La politica

Per la politica dei sofisti è molto importante la giustizia, ossia l'azione della ragione divina, e la legge naturale, ossia la legge che si ispira al logos divino e, per, questo, è eterna e perfetta. "Vi è certo una vera legge, la retta ragione conforme a natura, diffusa tra tutti, costante, eterna, che con il suo comando invita al dovere e con il suo divieto distoglie dalla frode. Essa non sarà diversa a Roma o ad Atene o dall'oggi al domani, ma come unica, eterna, immutabile legge governerà tutti i popoli e in ogni tempo" -Cicerone

La politica

Questa legge naturale proveniente dal logos divino è comune a tutta l'umanità, ciò significa che tutti gli uomini sono concittadini, da questo deriva il termine "cosmopolitismo" ossia cittadino del mondo, in questa città universale non ci sono schiavi, bensi sono tutti cittadini liberi e hanno tutti lo stesso valore e gli stessi diritti.

La filosofia greca a Roma

La filosofia stoica romana mostra già in modo evidente un carattere che la fase ulteriore accentuerà: la prevalenza dell'interesse religioso. Questa prevalenza è fondata sulla centralità accordata dagli stoici romani al tema dell'interiorità spirituale. La concezione stoica del saggio come individuo autosufficiente che ricava da sè la verita è infatti il presupposto del valore che lo stoicismo comincia a riconoscere a ciò che oggi chiamiamo "introspezione".

Marco Tullio Cicerone

L'esposizione del pensiero Greco
Opere

Tra le principali opere filosofiche di Cicerone ricordiamo:Sulla Repubblica e Sulle leggi; L'Ortensio, andato perduto; Gli Accademici;Sui Fini; Le Tusculanae disputationes; Sulla natura degli dei;Sui doveri.

Il maggior esponente della nuova cultura romana è Marco Tullio Cicerone.Deve la sua importanza non tanto all'originalità del suo pensiero, quanto alla capacità di esporre in forma chiara e brillante le dottrine dei filosofi greci a lui contemporanei o a lui precedenti.

I capisaldi teorici

In campo etico, il filosofo afferma il valore della virtù per se stessa, ma oscilla tra la virtù stoica e quella accademico-perioatetica.Sostiene l'esistenza di Dio e la libertà e l'immortalità dell'anima, ma evita di affrontare i problemi metafisici implicati a tali informazioni.

In fisica, egli rifiuta il meccanicismo degli epiciurei: che il mondo si sia formato in virtù di forze cieche gli sembra altrettanto impossibile. Ritiene impossibile risolvere in modo positivo i problemi della fisica, giungendo ad una sorta di scetticismo.

Lucio Anneo Seneca

Vita
Opere

nacque a Cordova, in Spagna, probabilmente nel 4 d.C., fu maestro e consigliere di Nerone, per ordine del quale si diede la morte nel 65 d.C..

Dei suoi scritti ci sono rimasti sette libri di Questioni naturali e numerosi trattati di carattere religioso e morale . Egli è autore, inoltre, di venti libri di Lettere a Lucilio, che costituiscono una preziosa miniera di notizie sullo stoicismo e sull'epicureismo.

Interesse per la fisica

Seneca insiste sul carattere pratico della filosofia: Il saggio per lui è un'educatore del genere umano.Egli trascura la logica e si occupa della fisica.Per il concetto di anima, Seneca si ispira alla dottrina platonica. Seneca fa riferimento a Platone anche nel considerare il rapporto tra anime e corpo.

Per quel che ne concerne dell'etica, prende le distanze dal rigorismo stoico e afferma che c'è sempre uno scarto tra ciò che l'uomo deve essere e ciò che di fatto è, e che l'oscillazione tra il bene e il male è propria di tutti gli uomini.

Dottrina di Seneca

La dottrina di Seneca è uno stoicismo eclettico a sfondo religioso.

Inoltre, Seneca afferma energicamente che Dio si trova nell'interiorità dell'uomo: «Non dobbiamo innalzare le mani al cielo, né pregare il guardiano del tempio che ci permetta di avvicinarci agli orecchi della statua del Dio, quasi che così potessimo più facilmente essere ascoltati: la divinità ti sta vicino, è con te, è dentro di te» (Epistole, 41).

La massima morale fondamentale di Seneca riguarda la parentela universale che lega tutti gli uomini: «Tutto quello che vedi, che contiene il divino e l'umano, è tutt'uno: noi siamo tutti membra di un gran corpo. La natura ci generò parenti dandoci una stessa origine e uno stesso fine. Essa c'ispirò l'amore reciproco e ci fece socievoli» (Epistole, 95, 51).

«il bene non consiste nel vivere, ma nel vivere bene»(Lettera a Lucilio, 70)

Epitteto

Stoicismo e aspirazione religiosa
Vita

Epitteto era uno schiavo-filosofo. Epitteto visse a Roma fino al 92-93 d/C., quando con l'editto di Domiziano tutti i filosofi furono banditi dalla città. Egli si trasferì allora a Nicopoli, in Epiro (a nord della Grecia), dove fondò una propria scuola.

L'intento di Epitteto è quello di ritornare alla dottrina originale dello stoicismo, e specialmente a quella di Crisippo. Ma il suo pensiero conserva lo stesso carattere religioso di Seneca, ovvero un'ispirazione religiosa, che lo porta a sottolineare con forza la dipendenza dell'uomo da Dio.

La concezione della libertà

Secondo Epiteto la virtù è libertà, e l'uomo può essere libero solo svincolando il proprio atteggiamento interiore da ogni dipendenza nei confronti delle cose esterne. Tutto ciò che non è in suo potere non deve commuoverlo né dominarlo. Egli deve piuttosto fondare la propria libertà sui moti spirituali: l'opinione, il sentimento, il desiderio, l'avversione. Su queste cose egli può agire, modificandole e dominandole in modo da rendersi libero. Epitteto riassume pertanto l'etica stoica con il motto «Sopporta e astieniti», dove "astieniti" è l'invito ad astenersi da opinioni, sentimenti e desideri"contro natura" o irrazionali.

Marco Aurelio

Marco Aurelio ritiene che la filosofia si fondi sul ritiro dell'anima in se stessa, ovvero sull' introspezione, o meditazione interiore. L'imperatore-filosofo fa proprie le tesi stoiche dell'ordine divino del mondo e della provvidenza che lo governa, e afferma che l'uomo è parte inscindibile del flusso incessante delle cose:

Con Marco Aurelio (121-180) lo stoicismo sale al trono imperiale di Roma. Nato da una famiglia nobile, Marco Aurelio fu adottato dall'imperatore Antonino e gli successe nel 161. Appassionato intellettuale, ci ha lasciato uno scritto in 12 libri composto di numerosi aforismi e intitolato Colloqui con se stesso, o Ricordi.

La realtà è come un fiume che scorre perennemente, le forze mutano, le cause si trasformano vicendevolmente, e nulla rimane immobile. (Ricordi, IX, 28)

ATTUALITÀ

La libertà odierna è un concetto complesso, che abbraccia diverse sfaccettature e può essere interpretato in diversi modi.La libertà può essere ostacolata da molte fattori, come la crisi economica, le disuguaglianze sociali, la tecnologia e i social media, la diffusione di fenomeni come il bullismo o la discriminazione, la limitazione dei diritti civili e politici.