Emotions
Le Emozioni
1B ITT Brunelleschi Scuola Secondaria di II grado A.A.2023/2024
Costruiamo Insieme le Competetenze per la Vita
Prof.ssa Valentina Strazzante
A scuola con le emozioni
Un viaggio nell’arte
Obiettivi
- Riconoscere le emozioni proprie e altrui e dargli un nome o una codifica
- Riflettere sulla propria espressione delle emozioni, migliorare il controllo e individuare modalità adeguate.
- Promuovere una relazione sana con i compagni
Fasi
- Viaggio nell'Arte - Le sette emozioni primarie - Arricchiamo il nostro vocabolario - Lingua dei Segni Italiana - Giochiamo insieme - Opera collettiva
Pronti per iniziare?
3 ... 2 ... 1 ... VIA
https://sway.com/s/xNDLr3P0ykmRyCE1/embed
Edvard Munch
L'Urlo
Britto
Pablo Picasso
Le due sorelle
Giacomo Balla
Autosmorfia
Caravaggio
Giuditta e Oloferne
Ekman
ha fornito scientificamente la prova dell'esistenza di 7 emozioni, definite primarie, che si manifestano con la medesima mimica facciale in tutte le culture del mondo quindi universali: .
Rabbia Paura Tristezza Felicità Sorpresa Disgusto Disprezzo
Ekman
Successivamente, ampliò la lista delle emozioni aggiungendo altre emozioni definite secondarie:
Imbarazzo
Eccitazione
Colpa
Orgoglio dei successi Sollievo
Soddisfazione
Vergogna .
Siamo tutti in grado di riconoscere la differenza tra rabbia e paura, tra desiderio e invidia. Sappiamo anche che è meglio non confondere l'affetto con l'amore, il rimpianto con il rimorso, l'euforia con la felicità. Quello di cui non ci rendiamo conto, però, è che lo spettro delle emozioni umane è ancora più sfumato di così: esistono sensazioni che tutti noi abbiamo provato, stati d'animo molto precisi e inconfondibili, e a cui però spesso non abbiamo saputo dare un nome. Eppure in qualche angolo del mondo, in qualche lingua a noi ignota esiste una parola che li definisce: per esempio, solo gli inuit chiamano iktsuarpok il miscuglio di ansia, nervosismo, eccitazione e felicità che prova chi aspetta l'arrivo di ospiti a casa, o la risposta a una mail importante; per i finlandesi, kaukokaipuu è l'inspiegabile nostalgia per un posto dove non siamo mai stati; gli spagnoli chiamano vergüenza ajena l'imbarazzo empatico di chi assiste alle figuracce altrui. Di parola in parola veniamo risucchiati nel caleidoscopio delle emozioni: attraverso questa attività cerchiamo di mappare le differenze affettive tra i popoli e al contempo ricordarci che proprio nell'universalità di ciò che proviamo ci scopriamo uguali.
In arabo?In rumeno? In piemontese? In siciliano?
"Tu chiamale, se vuoi, emozioni" cantava Lucio Battisti.
Ricorda:
Non esistono emozioni positive e negative.
Ricorda:
Non esistono emozioni positive e negative.
L’intelligenza emotiva
L'intelligenza emotiva è la capacità di comprendere, utilizzare e gestire le proprie emozioni in modi positivi per alleviare lo stress, comunicare in modo efficace, entrare in empatia con gli altri, superare le sfide e disinnescare i conflitti.
In termini pratici, questo significa essere consapevoli che le emozioni possono guidare il nostro comportamento e avere un impatto sulle persone e imparare a gestire quelle emozioni, sia le nostre che quelle degli altri.
Le cinque componenti dell’intelligenza emotiva per Goleman sono:
Autoconsapevolezza
Autoregolamentazione
Motivazione
Empatia
Abilità sociali
Giochiamo insieme:
divisi in 5 gruppi a) Mimo 2) il vocabolario delle emozioni
Vocabolario emotivo: le persone con un buon livello di intelligenza emotiva sono capaci di parlare delle proprie emozioni, di raccontarle e quindi di gestirle. Al contrario, chi non ha un vocabolario emotivo sviluppato soffre di Alessitimia, la difficoltà ad accedere al proprio mondo emotivo e identificare le emozioni negli altri e in se stessi.
Quando non si sviluppa adeguatamente l’intelligenza emotiva si corre il rischio di diventare “analfabeti emotivi” (o analfabeti emozionali), ovvero si diventa incapaci di riconoscere e controllare le proprie emozioni, e si ha difficoltà a riconoscere anche le emozioni altrui, il che rende difficile provare empatia e compassione. Alti livelli di intelligenza emotiva, invece, ci consentono di essere empatici verso gli altri, capirli e saperci mettere nei loro panni.
Giochiamo insieme
Scopriamo le emozioni in Lingua dei Segni Italiana
Wordwall
Learning apps
Kahoot
Chi non capisce uno sguardo, non capirà nemmeno una lunga spiegazione. Provierbo arabo
Competetenze per la Vita
Valentina Strazzante
Thanks!Teşekkür ederim Spas
Le Emozioni - 1CMT - Aldo Moro
Valentina Strazzante
Created on May 13, 2023
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Emotions
Le Emozioni
1B ITT Brunelleschi Scuola Secondaria di II grado A.A.2023/2024
Costruiamo Insieme le Competetenze per la Vita
Prof.ssa Valentina Strazzante
A scuola con le emozioni
Un viaggio nell’arte
Obiettivi
- Riconoscere le emozioni proprie e altrui e dargli un nome o una codifica - Riflettere sulla propria espressione delle emozioni, migliorare il controllo e individuare modalità adeguate. - Promuovere una relazione sana con i compagni
Fasi
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3 ... 2 ... 1 ... VIA
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Edvard Munch
L'Urlo
Britto
Pablo Picasso
Le due sorelle
Giacomo Balla
Autosmorfia
Caravaggio
Giuditta e Oloferne
Ekman
ha fornito scientificamente la prova dell'esistenza di 7 emozioni, definite primarie, che si manifestano con la medesima mimica facciale in tutte le culture del mondo quindi universali: .
Rabbia Paura Tristezza Felicità Sorpresa Disgusto Disprezzo
Ekman
Successivamente, ampliò la lista delle emozioni aggiungendo altre emozioni definite secondarie: Imbarazzo Eccitazione Colpa Orgoglio dei successi Sollievo Soddisfazione Vergogna .
Siamo tutti in grado di riconoscere la differenza tra rabbia e paura, tra desiderio e invidia. Sappiamo anche che è meglio non confondere l'affetto con l'amore, il rimpianto con il rimorso, l'euforia con la felicità. Quello di cui non ci rendiamo conto, però, è che lo spettro delle emozioni umane è ancora più sfumato di così: esistono sensazioni che tutti noi abbiamo provato, stati d'animo molto precisi e inconfondibili, e a cui però spesso non abbiamo saputo dare un nome. Eppure in qualche angolo del mondo, in qualche lingua a noi ignota esiste una parola che li definisce: per esempio, solo gli inuit chiamano iktsuarpok il miscuglio di ansia, nervosismo, eccitazione e felicità che prova chi aspetta l'arrivo di ospiti a casa, o la risposta a una mail importante; per i finlandesi, kaukokaipuu è l'inspiegabile nostalgia per un posto dove non siamo mai stati; gli spagnoli chiamano vergüenza ajena l'imbarazzo empatico di chi assiste alle figuracce altrui. Di parola in parola veniamo risucchiati nel caleidoscopio delle emozioni: attraverso questa attività cerchiamo di mappare le differenze affettive tra i popoli e al contempo ricordarci che proprio nell'universalità di ciò che proviamo ci scopriamo uguali.
In arabo?In rumeno? In piemontese? In siciliano?
"Tu chiamale, se vuoi, emozioni" cantava Lucio Battisti.
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Non esistono emozioni positive e negative.
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Non esistono emozioni positive e negative.
L’intelligenza emotiva
L'intelligenza emotiva è la capacità di comprendere, utilizzare e gestire le proprie emozioni in modi positivi per alleviare lo stress, comunicare in modo efficace, entrare in empatia con gli altri, superare le sfide e disinnescare i conflitti. In termini pratici, questo significa essere consapevoli che le emozioni possono guidare il nostro comportamento e avere un impatto sulle persone e imparare a gestire quelle emozioni, sia le nostre che quelle degli altri.
Le cinque componenti dell’intelligenza emotiva per Goleman sono: Autoconsapevolezza Autoregolamentazione Motivazione Empatia Abilità sociali
Giochiamo insieme:
divisi in 5 gruppi a) Mimo 2) il vocabolario delle emozioni
Vocabolario emotivo: le persone con un buon livello di intelligenza emotiva sono capaci di parlare delle proprie emozioni, di raccontarle e quindi di gestirle. Al contrario, chi non ha un vocabolario emotivo sviluppato soffre di Alessitimia, la difficoltà ad accedere al proprio mondo emotivo e identificare le emozioni negli altri e in se stessi.
Quando non si sviluppa adeguatamente l’intelligenza emotiva si corre il rischio di diventare “analfabeti emotivi” (o analfabeti emozionali), ovvero si diventa incapaci di riconoscere e controllare le proprie emozioni, e si ha difficoltà a riconoscere anche le emozioni altrui, il che rende difficile provare empatia e compassione. Alti livelli di intelligenza emotiva, invece, ci consentono di essere empatici verso gli altri, capirli e saperci mettere nei loro panni.
Giochiamo insieme
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Chi non capisce uno sguardo, non capirà nemmeno una lunga spiegazione. Provierbo arabo
Competetenze per la Vita
Valentina Strazzante
Thanks!Teşekkür ederim Spas