OVIDIO
INDICE
le Metamorfosi
05
la vita
01
i Fasti
06
gli Amores
02
i Tristia e le Epistulae ex Ponto
07
le Heroides
03
l'Ars amatoria
04
Lingua & Stile
08
La vita
- parla di sè nelle sue stese opere, in particolare nei Tristia (autobiografia in versi)
- nasce a Sulmona (attuale Abruzzo) nel 43 a.C.
- si dedica esclusivamente alla poesia
- prende parte al Circolo di Messalla Corvino e ha successo con la sua raccolta degli Amores
- riesce a condurre per un periodo una vita elegante, ma poi cade in disgrazia nel peirodo di Augusto, dall'8 d.C.
- viene esiliato a Tomi:fu accusato ufficialmente che la sua opera, l'Ars amatoria, fosse immorale e istigasse all'adulterio, ma il motivo più attendibile è che il poeta fosse coinvolto in uno scandalo di corte, in cui era implicata la nipote di Augusto.
- muore a Tomi tra il 17 e il 18 d.C.
Gli Amores
sono ripresi temi e situazioni usate da Tibullo e Poroperzio, ad esmepio tradimenti e riconciliazioni, ma con un'ottica nuova. L'amore è descritto come un raffinato gioco galante, lontano dalla passionalità intensa e drammatica di Catullo o Properzio. Corinna, che appare evanescente, poco reale, non è l'unico interesse amoroso del poeta, non troviamo la dedizione totale ad un unico amore, come accadeva nei poeti precedenti. Ovidio riprende il tema del servitium amoris, ma preferisce definirlo militia amoris: la dedizione del poeta è vissuta come un gioco di seduzione e Ovidio si rappresenta come un soldato che milita nell'esercito di Cupido.
è una raccolta di 49 elegie in distici, divisi in 3 libri. Ovidio riprende la tradizione del genere elegiaco, cantando l'amore per una donna idicata con lo pseudonimo di Corinna.
Le Heroides
Ovidio riprende diverse fonti letterarie e inserisce un repertorio di figure mitologiche note ai lettori, che riadatta al genere elegiaco, concentrandosi sull’aspetto del lamento per l’assenza dell’amato.
Sono testi in distici elegiaci, scritti sottoforma di 21 lettere all’amante, divise in due gruppi:
- le prime 15 sono scritte dalle eroine del mito ai loro amanti,
- le altre 6 sono scritte da un personaggio maschile come risposta all’amata.
La scelta di scrivere il testo sottoforma di lettere, evita che sia statico.
Importante e innovativo è l’attenzione al punto di vista femminile: l’amore è visto dal punto di vista della donna, che esprime la sofferenza venendo abbandonata dall’amante. Questo evidenzia l'introspezione psicologica di Ovidio dell’universo femminile.
L’Ars Amatoria
è ciclo di opere in cui Ovidio si fa praeceptor amoris, ovvero “maestro d’amore”, dando al lettore degli insegnamenti su come trovare la donna giusta, come organizzare le strategie di seduzione e metterle in pratica, indicando anche dei comportamenti per vivere con spensieratezza le relazioni superficiali.
Quest’opera andò contro lo spirito tradizionalista della propaganda augustea e venne infatti utilizzata come atto d’accusa per esiliare in seguito il poeta. Ovidio in realtà non scrive quest’opera con un intento polemico e precisa come i suoi insegnamenti non riguardano le matronae, né le ragazze di buona famiglia, ma solo cortigiane o schiave.
È l’opera più originale di Ovidio, è divisa in 3 libri:
- nei primi 2 si rivolge agli uomini, insegnando loro le strategie di seduzione,
- nel terzo libro invece da consigli alle donne su come conquistare gli uomini.
Le Metamorfosi
È l’opera di maggior impegno di Ovidio (2 d.C.-8 d.C). Presenta espliciti richiami a diverse suggestioni letterarie.
È un poema di argomento mitologico, diviso in 15 libri dove sono riportati racconti indipendenti, scritti in ordine cronologico dall'origine dei tempi all'età contemporanea. Sono legati dal tema del mutamento della forma, della trasformazione. Le vicende legate ai miti si collegano anche per continuità geografica, tematica o contrasto.
Le metamorfosi riguardano sia personaggi mitologici e divini, sia di eroi e personaggi storici. Il poema si può dividere in 3 blocchi: storie di dei, storie di eroi e vicende legate alla guerra di Troia.
Le Metamorfosi
La tecnica usata da Ovidio è quella del racconto a incastro, in cui ci sono molteplici voci narranti. Questa scelta è stata fatta da Ovidio per evitare la monotonia.
Talvolta nella narrazione è presente la voce del poeta, che tiene le fila della narrazione apparentemente caotica, intervenendo anche in prima persona, a differenza dei poeti epici che non intervenivano nella narrazione degli eventi.
Centrale nell’opera è la consapevolezza della natura letteraria del mondo di fantasia creato dal poeta.
I Fasti
è una raccolta di componimenti in distici elegiaci, in cui Ovidio tratta dell'origine delle festività romane, spiegando leggende, usi e riti legati ad esse. origiariamente era divisa in 12 libri, ma il poeta si interruppe al VI durante l'esilio.
È l’opera che si avvicina maggiormente alla propaganda augustea: la celebrazione delle antiche usanze di Roma incontrava il favore del princeps, ma Ovidio intende ricerca nuove forme letterarie e si rifà anche all’elegia Romana. A causa della rigida struttura dell'opera, il poeta usa varie strategie narrative per vivacizzare l’opera: soprattutto digressioni narrative, di carattere mitologico o leggendario, e descrizioni geografiche.
I Tristia & le Epistulae ex Ponto
Si tratta di una raccolta di elegie, divise in 5 libri, composte nel primo periodo dell'esilio, tra l'8 e il 12 d.C. è un'opera di carattere autobiografico, dove Ovidio racconta del suo esilio a Tomi. Il poeta esprime lo strazio che prova dopo il distacco dalla moglie e il suo rimpianto per Roma. Nel 2 libro si difende dalle accuse mosse da Augusto contro di lui, cercando anche di ottenere il suo perdono (Liriche celebrative).
Si tratta di una seconda raccolta di elegie composta dopo il 12 d.C., che comprende 4 libri (l'ultimo forse postumo). Ovidio compone 46 lettere in distici elegiaci, dove i temi principali sono caratterizzati dai sentimenti di nostalgia e rimpianto.
Lingua & Stile
- Ovidio sperimenta una varietà di generi, dall'elegia amorosa ai poemi epici.
- I testi sono ricchi di figure retoriche.
- Ovidio descrive le immagini con una tecnica visiva, efficace nelle Metamorfosi, come nella trasformazione di Dafne in alloro: il lettore assiste alla trasformazione come se avvenisse davanti ai suoi occhi
- Lo stile di Ovidio è definito barocco: non descrive la realtà ma crea un mondo alternativo e surreale.
GRAZIE PER L'ATTENZIONE
:)
ovidio
Chiara
Created on May 13, 2023
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OVIDIO
INDICE
le Metamorfosi
05
la vita
01
i Fasti
06
gli Amores
02
i Tristia e le Epistulae ex Ponto
07
le Heroides
03
l'Ars amatoria
04
Lingua & Stile
08
La vita
Gli Amores
sono ripresi temi e situazioni usate da Tibullo e Poroperzio, ad esmepio tradimenti e riconciliazioni, ma con un'ottica nuova. L'amore è descritto come un raffinato gioco galante, lontano dalla passionalità intensa e drammatica di Catullo o Properzio. Corinna, che appare evanescente, poco reale, non è l'unico interesse amoroso del poeta, non troviamo la dedizione totale ad un unico amore, come accadeva nei poeti precedenti. Ovidio riprende il tema del servitium amoris, ma preferisce definirlo militia amoris: la dedizione del poeta è vissuta come un gioco di seduzione e Ovidio si rappresenta come un soldato che milita nell'esercito di Cupido.
è una raccolta di 49 elegie in distici, divisi in 3 libri. Ovidio riprende la tradizione del genere elegiaco, cantando l'amore per una donna idicata con lo pseudonimo di Corinna.
Le Heroides
Ovidio riprende diverse fonti letterarie e inserisce un repertorio di figure mitologiche note ai lettori, che riadatta al genere elegiaco, concentrandosi sull’aspetto del lamento per l’assenza dell’amato.
Sono testi in distici elegiaci, scritti sottoforma di 21 lettere all’amante, divise in due gruppi:
- le prime 15 sono scritte dalle eroine del mito ai loro amanti,
- le altre 6 sono scritte da un personaggio maschile come risposta all’amata.
La scelta di scrivere il testo sottoforma di lettere, evita che sia statico.Importante e innovativo è l’attenzione al punto di vista femminile: l’amore è visto dal punto di vista della donna, che esprime la sofferenza venendo abbandonata dall’amante. Questo evidenzia l'introspezione psicologica di Ovidio dell’universo femminile.
L’Ars Amatoria
è ciclo di opere in cui Ovidio si fa praeceptor amoris, ovvero “maestro d’amore”, dando al lettore degli insegnamenti su come trovare la donna giusta, come organizzare le strategie di seduzione e metterle in pratica, indicando anche dei comportamenti per vivere con spensieratezza le relazioni superficiali.
Quest’opera andò contro lo spirito tradizionalista della propaganda augustea e venne infatti utilizzata come atto d’accusa per esiliare in seguito il poeta. Ovidio in realtà non scrive quest’opera con un intento polemico e precisa come i suoi insegnamenti non riguardano le matronae, né le ragazze di buona famiglia, ma solo cortigiane o schiave.
È l’opera più originale di Ovidio, è divisa in 3 libri:
Le Metamorfosi
È l’opera di maggior impegno di Ovidio (2 d.C.-8 d.C). Presenta espliciti richiami a diverse suggestioni letterarie.
È un poema di argomento mitologico, diviso in 15 libri dove sono riportati racconti indipendenti, scritti in ordine cronologico dall'origine dei tempi all'età contemporanea. Sono legati dal tema del mutamento della forma, della trasformazione. Le vicende legate ai miti si collegano anche per continuità geografica, tematica o contrasto.
Le metamorfosi riguardano sia personaggi mitologici e divini, sia di eroi e personaggi storici. Il poema si può dividere in 3 blocchi: storie di dei, storie di eroi e vicende legate alla guerra di Troia.
Le Metamorfosi
La tecnica usata da Ovidio è quella del racconto a incastro, in cui ci sono molteplici voci narranti. Questa scelta è stata fatta da Ovidio per evitare la monotonia. Talvolta nella narrazione è presente la voce del poeta, che tiene le fila della narrazione apparentemente caotica, intervenendo anche in prima persona, a differenza dei poeti epici che non intervenivano nella narrazione degli eventi.
Centrale nell’opera è la consapevolezza della natura letteraria del mondo di fantasia creato dal poeta.
I Fasti
è una raccolta di componimenti in distici elegiaci, in cui Ovidio tratta dell'origine delle festività romane, spiegando leggende, usi e riti legati ad esse. origiariamente era divisa in 12 libri, ma il poeta si interruppe al VI durante l'esilio.
È l’opera che si avvicina maggiormente alla propaganda augustea: la celebrazione delle antiche usanze di Roma incontrava il favore del princeps, ma Ovidio intende ricerca nuove forme letterarie e si rifà anche all’elegia Romana. A causa della rigida struttura dell'opera, il poeta usa varie strategie narrative per vivacizzare l’opera: soprattutto digressioni narrative, di carattere mitologico o leggendario, e descrizioni geografiche.
I Tristia & le Epistulae ex Ponto
Si tratta di una raccolta di elegie, divise in 5 libri, composte nel primo periodo dell'esilio, tra l'8 e il 12 d.C. è un'opera di carattere autobiografico, dove Ovidio racconta del suo esilio a Tomi. Il poeta esprime lo strazio che prova dopo il distacco dalla moglie e il suo rimpianto per Roma. Nel 2 libro si difende dalle accuse mosse da Augusto contro di lui, cercando anche di ottenere il suo perdono (Liriche celebrative).
Si tratta di una seconda raccolta di elegie composta dopo il 12 d.C., che comprende 4 libri (l'ultimo forse postumo). Ovidio compone 46 lettere in distici elegiaci, dove i temi principali sono caratterizzati dai sentimenti di nostalgia e rimpianto.
Lingua & Stile
GRAZIE PER L'ATTENZIONE
:)