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Pirandello e il testo psicologico
Rubino Gabriele
Created on May 13, 2023
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Transcript
Pirandello e il testo psicologico
fatto da gabriele rubino
PIRANDELLO
La vita
Intorno al 1904 avviene il fallimento della zolfatara del padre e del suocero, cui si accompagna il deterioramento della salute psichica della moglie dopo la nascita dei tre figli. La malattia della consorte, la cui gravità rende necessario il suo ricovero in manicomio, è per Pirandello un'esperienza traumatica, che gli ispira la riflessione sulla follia presente nelle sue opere. Inoltre si dedica con successo alla produzione teatrale, in gran parte derivata dalla tematica delle novelle. In fine, pirandello muore nel 1936 a Roma
Luigi Pirandello è nato nel 1867 a Girgenti, in provincia di agrigento. Dopo aver conseguito la maturità classica e aver frequentato l'università di Roma e di Bonn, Pirandello si sposa nel 1894 con Antonietta Portulano. Nel 1897 diventa professore presso il Magistero femminile di Roma e solo nel 1901 scrive il suo primo romanzo intitolato "l'esclusa"
Pirandello
La teoria delle maschere
Il desiderio di distruggere le maschere
Il personaggio pirandelliano che si arrischia a distruggere le maschere finisce con il vivere da sradicato, condannato a guardare il mondo con cui ha rotto i ponti dall'esterno, oppure scopre di possedere innumerevoli identità in continua mutazione e quindi si abbandona a una liberatoria follia
Pirandello ritiene che l'identità dell'individuo, sia in realtà una delle tante "maschere" che egli indossa inconsapevolmente quando si relaziona con gli altri. Le mascere corrispondono a dei ruoli sociali che mutano a seconda della prospettiva da coloro con cui l'individuo entra in relazione. Tutti questi modi di apparire sono divergenti tra loro, tuttavia nessuno è più vero degli altri, nè consente una rassicurante possibilità di riconoscersi in esso
PIRANDELLO
Citazione
Procuri di non vedersi mai. perchè, tanto, non riuscirà mai a conoscersi per come la vedono gli altri"
PIRANDELLO
La crisi di identità dell'uomo moderno
Pirandello è tra i maggiori esponenti della crisi d'identità dell'uomo moderno. Il mondo pirandelliano è fatto di tante realtà e mai di una sola, che cambiano a seconda del punto di vista da cui vengono osservate. Sul piano psicologico, l'individuo è costituito da tante personalità, che dipendono dalle immagini che gli altri si fanno dell'individuo stesso
TESTO PSICOLOGICO
Le caratteristiche
I romanzi e i racconti psicologici sono opere in cui la narrazione si concentra soprattutto sull'interiorità dei personaggi e soltanto secondariamente sulla storia. Ciò che costituisce la vera attrattiva della narrativa psicologica non consiste quindi negli interrogativi suscitati dall'intreccio, ma nella capacità dell'autore di costruire un'indagine psicologica che dia conto della complessità della psicologia umana.
Nel testo psicologico, i personaggi, benché sottoposti a un continuo scavo interiore, rimangono inaccessibili. Generalmente, infatti, il lettore non se ne forma un'idea precisa, un ritratto psicologico compiuto, ma li percepisce come misteriosi, inafferrabili. Inoltre i romanzi e i racconti psicologici presentano un intreccio esile, ridotto a pochi eventi essenziali che talvolta si dilatano per pagine e pagine poiché vengono intervallati dall'analisi dei personaggi. Per quanto riguarda le tecniche narrative, sono frequenti le sequenze riflessive e quelle descrittive.
TESTO PSICOLOGICO
Il romanzo psicologico del secondo ottocento
La narrazione psicologica comincia ad affermarsi nella seconda metà dell'Ottocento ad opera di alcuni scrittori appartenenti al filone del "Decadentismo", genere che spesso si opponeva ad una rappresentazione omogenea della realtà. Il contesto sociale ed economico in cui un individuo vive non sembrava infatti sufficiente a dar ragione di tutte le sue azioni e dei suoi comportamenti. Ciò spinse a cercare le motivazioni profonde del modo di agire nell'interiorità di ciascun individuo, indagando nei suoi aspetti più irrazionali, inquietanti e misteriosi.
TESTO PSICOLOGICO
Il romanzo psicologico del primo novecento
Nella narrativa del primo Novecento si accentua la tendenza a focalizzare l'attenzione all'interiorità dell'individuo a discapito dell'intreccio, che si riduce notevolmente. Sugli scrittori e, più in generale, sugli artisti di quest'epoca influì un contesto culturale dominato dalle rivoluzionarie teorie che si imposero in campo scientifico e filosofico.La progressiva sfiducia nella capacità della scienza di spiegare ogni aspetto della realtà, di manipolarlo ed eventualmente di correggerlo, portarono alla convinzione che dell'individuo e di ciò che lo circonda si possono cogliere soltanto gli aspetti superficiali e non la verità profonda, che non può mai essere conosciuta a fondo.
TESTO PSICOLOGICO
Perdita di identità del personaggio
I personaggi dei romanzi d'inizio Novecento si presentano incerti, confusi, incapaci di definire una propria identità e di trovare un senso alla casualità e all'assurdità dell'esistenza. Nello stesso periodo la diffusione delle teorie psicoanalitiche contribuì a incrinare con l'identità anche l'unitarietà e la coerenza del soggetto.
Una nuova concezione del tempo
Nel romanzo del primo Novecento il tempo rappresentato non è più quello lineare e cronologico, ma quello "interiore" che segue il ritmo caotico dei ricordi dei personaggi.
TESTO PSICOLOGICO
Nuove tecniche espessive
I ricordi, i sentimenti e pensieri dei personaggi sono resi prevalentemente mediante le tecniche del "discorso indiretto libero", del "monologo interiore" o in casi estremi del "flusso di coscienza"