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Eneide

Elisa mori

Created on May 13, 2023

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Transcript

Eneide

inizio

Che cosa è l'Eneide?

Proemio eneide parafrasi

L' Eneide è un poema epico-latino, composto da Virgilio a partire, circa dal 29 a.C. Il poema è costituito da 10 000 versi esametri divisi in 12 libri. Il titolo deriva da Enea, eroe troiano, nonché protagonista dell'opera, scappato da Troia e destinato a fondare Roma.

Canto le armi e l'uomo che, partendo dalla città di Troia, per primo raggiunse l'Italia, trasformato in esule per volere del Fato e raggiunse le terre del re Lavinio, dopo aver sofferto a lungo per volere degli altri dei in terra e in mare, e per la rabbia la crudele Giunone, e per molto ebbe da soffrire a causa della guerra pur di dare la vita alla città e introdurre la stirpe latina, i padri abitanti dei colli albani e le mura alte di Roma.

Enea

Enea è il principe Troiano, nativo delle falde del monte Ida nella Troade, e partecipa solo alla fese finale della guerra di Troia; è imparentato con il re Priamo avendone sposato la figlia Creusa e in quanto il padre Anchise, cugino del re.

La caratteristica più importante che Virgilio attribuisce ad Enea è la "pietas", cioè un misto di devozione, rispetto nei confronti degli dei, della famiglia e uomini.

Enea

Fuga da Troia

1 Libro

Svolgimento e Conseguenze

Cause

Enea durante l'incendio della citta, tentò, insieme a pochi uomini di difenderla ma dopo aver capito che tutto ciò era inutile, decise di fuggire portando con sé il padre Anchise sulle spalle ed il figlio Ascanio.

Sopravvissuto alla distruzione di Troia, l'eroe troiano Enea abbandonala sua terra alla ricerca di una nuova patria: per volere del Fato egli dovrà giungere sulle coste del Lazio, dove, a causa di Lavinia (figlia del re Latino e della regina Amata), combatterà contro le popolazioni locali guidate da Turno, re dei Rutuli; qui fonderà una nuova citta, che sarà l'antenata di Roma.

1-3 Libro

Enea e Didone

Durante la sua fuga Enea, a causa di una forte tempesta scatenata da Eolo (dio del vento), su richiesta di Giunone, Enea è costretto ad approdare sulle coste dell'Africa, lì incontra Didone regina di Cartagine che s'innamora perdutamente di lui. Grazie all'intervento di Cupido tra Didone ed Enea scoppia l'amore, inizialmente lei si dimostra timida ed insicura per i sentimenti che ancora prova per il marito defunto (Sicheo) ma supera le perplessità e accetta la relazione con Enea.

Incontro tra Enea e Didone

tragedia: si uccide trafiggendosi con la spada donata da Enea, maledicendolo.

Enea e Didone "un'amore impossibile"

4 Libro
Maledizione

Didone invoca Giunone (dea protettrice di Cartagine), Ecate, le Furie (o Arpie), affinché i Troiani soffrano in guerra. Inoltre prega che Enea non abbia né un regno né una sepoltura. "Ma muoia prima dell'ora, non sepolto tra la sabbia. Vi prego di questo, e col sangue pronuncio le ultime parole: tutta la razza futura e offrite alle nostre ceneri un simile dono."

Tra i due non sembrano esserci più ostacoli, fino a quando, Didone scopre le intenzioni di Enea, e lo supplica di non partire, accusandolo di abbandono e tradimento. Enea le è grato per quanto fatto, ma non può rimanere, perché il Fato (il destino)gli ha segnato la strada precisa che sebbene diversa da quella che vorrebbe seguire è tenuto a partire.

Morte di Didone

Nella mente della regina iniziano a farsi strada sentimenti di disperazione e di follia. Nel momento in cui Didone vede le navi troiane allontanarsi da Cartagine (con Enea), la sua passione per l'eroe si tramuta in