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filosofia

Lorenzo Boselli

Created on May 13, 2023

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Transcript

Platone

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Vita

Platone nasce ad Atene nel 427 a.C. A vent’anni inizia a frequentare Socrate, che divenne suo maestro. Dopo la morte di Socrate Platone compì molti viaggi, ad esempio in Sicilia, dove fondò l’Accademia. Infine lasciò Siracusa e ritornò ad Atene, dove morì nel 347 a.C.

Caratteri della filosofia Platonica

Il carattere dominante nell'attivita filosofica di Platone è la fedeltà agli insegnamenti di Socrate, la sua ricerca si basa infatti su un interpretazione della personalità filosofica di Socrate. Il metodo espressivo utilizzato è lo stesso del maestro, il dialogo, ma introduce l'utilizzo dei miti, racconti fantastici attraverso i quali espone concetti e teorie. L'utilizzo del mito ha due motivi principali:

  • Primo motivo: il mito è più intuitivo e facile da capire
  • Secondo motivo: il mito si può utilizzare per parlare di realtà esterne ai limiti razionali, colmando le lacune della ricerca filosofica, riuscendo a creare una teoria verosimile

Nel pensiero platonico si può inoltre trovare un pensiero politico: egli si voleva dedicare alla vita politica, tuttavia l'incontro con Socrate mette in crisi questa volontà, criticando la politica dell'epoca e spingendo Platone a ricercare una comunità in cui l'uomo potesse vivere in pace e giustizia con i propri simili.

Periodi Platonici

Terzo periodo

Secondo periodo

Primo periodo

Scritti giovanili o socratici

Scritti della maturità

Scritti della vecchiaia

Primo periodo

Nei dialoghi del primo periodo, Platone illustra e difende le teorie di Socrate, interpretate mettendo alla luce le sue teorie

Apologia di socrate

Apologia di Socrate

Nell 'Apologia di Socrate' Platone chiarisce l'atteggiamento di Socrate nei confronti del processo e dell'accusa. Esso si può riassumere con la frase: "Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta", con la quale Socrate ha affermato di non voler smettere di portare avanti il compito assegnato da Dio. Inoltre Platone ripercorre i primcipali insegnamenti socratici:

  1. La virtù è una sola e si identifica con la scienza
  2. La scienza è insegnabile
  3. Nella scienza consiste la felicità dell'uomo

Apologia di Socrate

Queste tesi vengono preparate da una serie di dialoghi minori, volti a sfatare le tesi opposte: utilizzando il dialogo si mettono in discussione la tesi opposta e si fa vedere che non conduce a nulla.

Secondo periodo

Dottrina dell'amore

Teoria delle idee

Lo stato

Mito di er

Arte

Mito della caverna

Secondo periodo

Nei dialoghi del primo periodo, Platone illustra e difende le teorie di Socrate con un’interpretazione personale. Platone tendeva però a filtrare alcune parti delle teorie socratiche ed è in questa sua interpretazione che sviluppa la teoria delle idee, dalla quale ha inizio la seconda fase platonica (va oltre le dottrine di socrate).Questa teoria rappresenta il cuore del Platone maturo e per lui sembrò di risolvere i problemi più grandi della filosofia grazie a questa dottrina.

Teoria delle Idee

La teoria delle idee ha origine dall’ approfondimento di Platone del concetto di scienza, a cui associa i caratteri della perfezione. Egli crede che il pensiero rifletta l’essere (la mente è uno specchio di ciò che esiste), questa concezione è definita come realismo gnoseologico. Dato che ogni mente è diversa, questa riflessione è imperfetta e viene chiamata opinione.

Teoria delle Idee

Per noi idea determina un contenuto del nostro intelletto, per Platone invece indica un’entità immutabile e perfetta che esiste per proprio conto e insieme alle altre idee forma una zona d’essere diversa dalla nostra: L’iperuranio (al di là del cielo). Le cose sono copie delle idee (nel nostro mondo esistono cose belle o giuste, ma nell’iperuranio esiste solo Bellezza e Giustizia). Quindi l’idea è l’unico modello perfetto delle cose imperfette del nostro mondo.

Teoria delle Idee

In Platone quindi esistono due gradi di sapere:- opinione e scienza (dualismo gnoseologico) - Cose ed idee (dualismo ontologico) L’opinione rispecchia le cose e la scienza le idee Il concetto di idee e scienza è tratto dall’essere autentico di Parmenide, che è immutabile, quindi perfetto. Dall’elatismo, invece, deriva il dualismo tra sensibilità e ragione e tra cose e l’essere. Al contrario di parmenide, per Platone il mondo sensibile e quello della ragione hanno un rapporto indissolubile perché anche se imperfetto, il nostro mondo ha le sue caratteristiche.

Teoria delle Idee

Esistono due tipi di idee:- le idee valori: corrispondono ai principi etici come Bellezza o Giustizia - Le idee matematiche: corrispondo all’Aritmetica e alla Geometria, perché nella realtà troviamo solo copie imperfette dei quadrati o figure perfette del matematico. Le idee formano un ordine gerarchico-piramidale con le idee valori in cima e l’idea del Bene al vertice. Il Bene è il supremo valore e la perfezione massima del quale il resto è solo un riflesso. L’idea del bene è affiancata ad una divinità creatrice che non crea altre idee ma mostra a loro la vera perfezione; ma si trova al di là di esse.

Teoria delle Idee

Il rapporto tra idee e cose si configura in due direzioni, dato che le idee sono:- criteri di giudizio delle cose: noi dobbiamo riferirci per forza alle idee per giudicare qualcosa. Infatti le idee sono la condizione di pensabilitá degli oggetti. - Causa delle cose: gli umani imitano le idee anche se imperfettamente (idee intese come “modelli” delle cose). Le idee quindi sono la condizione dell’esistenza degli oggetti. Il modello sarà definito paradigma e successivamente archetipo e le idee di definiranno “essenze archetipe delle cose”. Platone parla di mimesi ( le cose imitano le idee), metessi (le cose partecipano in piccola parte all’essenza delle idee) e parusia( le idee sono presenti nelle cose).

Teoria delle Idee

Le idee sono oltre la mente e oltre le cose. “Oltre” è associato dagli studiosi all’iperuranio, che può essere associato al paradiso. Questo mondo però va interpretato come un ordine eterno di forme e valori ideali.Le idee quindi costituiscono una zona d’essere diversa dalle cose; ma non si sa bene come spiegare il fatto di come esistano.

Teoria delle Idee

Le idee non possono derivare dai sensi, esse infatti devono costituire una visione intellettuale (uno sguardo della mente) in grado di accomunare più oggetti. Per risolvere il problema, Platone ricorre alla teoria della reminescienza (del ricordo). Lui afferma che l’anima del nostro corpo è vissuta nel mondo delle idee dov’è tra una vita e l’altra ha potuto comprendere la perfezione. Il nostro corpo infatti vedendo le cose coi sensi, “ricorda” le esperienze dell’anima. Un ignorante infatti può rispondere a cose che non sa quando interpellato, questo è un innatismo della conoscenza.

Teoria delle Idee

Implicando una percezione prenatale delle idee, l’immortalità dell’anima, Platone elenca altre prove dell’immortalità dell’anima. Una è quella “dei contrari”: afferma che come ogni cosa si genera dal contrario, così la morte si genera dalla vita e viceversa. Poi c’è quella della “somiglianza” che sostiene che se l’anima è simile alle immortali idee, allora anche essa è immortale. La terza, della “vitalità”, sostiene che l’anima, essendo un soffio vitale, partecipa all’idea di vita.Se filosofare significa morire per poter comprendere meglio le idee, la vita del filosofo è una preparazione alla morte.

Teoria delle Idee

La teoria delle idee costituisce il cuore della filosofia platonica e il suo cuore è composto dall’opposizione al relativismo sofistico. Per Platone il relativismo sofistico tende a divenire un “tutto indistinto” e si identifica come filosofia negatrice di ogni punto di vista sulle cose: a questo si rimedia con una forma di assolutismo che grazie alla dottrina delle idee si manifesta con validità universale.Quindi per Platone a regolare l’uomo sono le idee e non il contrario come per i sofisti. Conoscere le idee significa pace e giustizia per l’uomo, e risulta al potere la filosofia.

Mito di Er

Platone sostiene che il destino è guidato da una precedente scelta dell’anima, e lo spiega nel mito di Er. Il mito parla di un guerriero, Er, morto in battaglia e resuscitato dopo 12 giorni. Lui grazie alla morte, può raccontare ai suoi compagni la loro sorte dopo la morte, ovvero la scelta del destino che le anime prenderanno alla reincarnazione. L’uomo quindi sceglie il proprio destino.

La dottrina dell'amore e della bellezza

La dottrina dell'amore e della bellezza di Platone costituisce un elemento fondamentale della sua filosofia e viene trattata in diversi dialoghi, tra cui il Simposio e il Fedro. Secondo Platone, l'amore (eros) è una forza potente che guida gli individui verso la bellezza e la perfezione.

Fedro

Simposio

Simposio

Il Simposio è un dialogo che si svolge durante un banchetto, al quale partecipano vari filosofi e intellettuali dell'epoca, tra cui Socrate. L'argomento centrale del Simposio è l'amore e la sua relazione con la bellezza.Secondo Platone l'amore è una forza che spinge gli esseri umani a cercare la bellezza e la perfezione. Tuttavia, Platone distingue due tipi di amore. Egli sostiene che l'amore fisico può fungere da trampolino di lancio per raggiungere un amore più alto e più nobile. Attraverso l'amore fisico, le persone possono essere ispirate a cercare una bellezza più elevata e a sviluppare una connessione con il mondo delle idee, che per Platone è il luogo delle forme pure e perfette.

Amore fisico

Amore spirituale

Fedro

Il Fedro è un altro dialogo di Platone che affronta temi simili, concentrandosi sul concetto di amore e sulla retorica. Platone distingue in essa tre parti:

  • La parte razionale: che ha sede nel cervello ed è quella per cui l’anima ragiona e domina gli impulsi corporei
  • La parte concupiscibile o desiderante: si trova nel ventre ed è principio di tutti gli impulsi
  • La parte irascibile o coraggiosa: si trova nel petto, dà sostegno alla parte razionale e lotta per ciò che la ragione ritiene giusto.

Fedro

Platone spiega il Fedro con il mito del carro alato, che racconta di un'anima divina, che si compone di tre parti: l’auriga, un cavallo bianco e un cavallo nero. Questa rappresentazione si riferisce alle tre parti dell'anima umana:

  • L’auriga: simboleggia la parte razionale dell'anima. È responsabile di guidare il carro alato, che rappresenta il corpo. Il suo compito è quello di controllare i due cavalli che lo trainano e di mantenere l'equilibrio del carro. Questo rappresenta il controllo della ragione sulle passioni e gli impulsi dell'anima.
  • Il cavallo bianco: corrisponde alla parte coraggiosa dell’anima. È di natura nobile, coraggiosa e desiderosa di combattere per la giustizia e la virtù.
  • Il cavallo nero: corrisponde alle pulsioni irrazionali e agli impulsi corporei. È incline ai piaceri fisici e ai desideri terreni. Questo cavallo rappresenta gli impulsi e le passioni che spingono l'anima verso i desideri materiali.

Lo Stato e il compito del filosofo

Nella “Repubblica”, opera dove sono riassunti tutti i temi speculativi e i risultati fondamentali dei dialoghi di Platone sono tutti collegati alla “comunità perfetta”, che consiste nel lasciare il potere politico ai filosofi, ma in questo modo creando due problemi: Qual è lo scopo e il fondamento di tale comunità? Chi sono propriamente i filosofi?

Lo Stato e il compito del filosofo

La risposta alla prima domanda per Platone è la giustizia, perché è una virtù fondamentale che riguarda sia l'individuo che la società nel suo complesso.Per Platone lo Stato deve essere formato da tre classi:

  • I governanti: La loro virtù è la saggezza, perché con dei governatori saggi, lo Stato è saggio;
  • I guerrieri: virtù del coraggio;
  • I lavoratori: principali detentori della temperanza, che si ha in tutte le classi ed è il principi secondoil quale l'inferioe deve essere subordinato al superiore

La giustizia comprende tutte e tre le virtù, quindi si realizza quando ciascun cittadino rispetta il proprio compito.Anche nell’anima individuale, come lo Stato, la giustizia si avrà quando ogni parte dell’anima svolgerà soltanto la propria funzione.

Lo Stato e il compito del filosofo

Affinché lo Stato funzioni bene, Platone suggerisce l’eliminazione della proprietà privata e la comunanza per le classi superiori, in modo che possano gestire lo Stato senza dei propri interessi. Sia la povertà che la ricchezza sono pericolose, e per questo non ci deve essere nessuna delle due. Le classi al potere non avranno famiglia, Platone ritiene che i governi debbano avere in comune anche le donne, in modo che le donne possano avere una completa uguaglianza rispetto agli uomini.

Lo Stato e il compito del filosofo

Timocrazia

Platone è consapevole che non esista questo tipo di Stato, quindi, correggendo l’idea che in una società perfetta ogni individuo segua la propria predisposizione naturale, il filosofo afferma che bisogna andare “contro” alla natura umana. Platone rimane persuaso dal fatto che la sua sia solo un modello ideale, al quale è possibile migliorare gli Stati già esistenti e giudicarne le alterazioni possibili.

Oligarchia

Democrazia

Tirannide

Lo Stato e il compito del filosofo

Platone distingue tra due tipi di conoscenza:

La conoscenza razionale o intellettuale:La conoscenza razionale è di natura superiore e più affidabile. Questa forma di conoscenza si basa sulla ragione e sulla capacità di pensiero astratto.

La conoscenza sensibile o empirica:Si riferisce alla conoscenza acquisita attraverso i sensi e l'esperienza sensoriale. Platone la considerava limitata e meno affidabile di quella razionale perchè i sensi possono ingannare e fornire solo una comprensione superficiale

Lo Stato e il compito del filosofo

Platone credeva che la ragione fosse la parte più elevata dell'anima umana e che attraverso la riflessione e il ragionamento si potesse accedere a verità più profonde e universali. La conoscenza razionale riguarda le Idee o Forme ideali, che per Platone sono gli archetipi perfetti e immutabili di ogni cosa esistente.La vera conoscenza si trova nella dimensione razionale, superando le limitazioni della conoscenza sensibile. La conoscenza sensibile può fornire solo una rappresentazione imperfetta e illusoria della realtà, mentre la conoscenza razionale cerca di cogliere la realtà oggettiva e universale. Platone sottolinea l'importanza di sviluppare la capacità di ragionamento e di elevare la mente verso la conoscenza razionale, al fine di comprendere le verità più profonde e di accedere al mondo delle Idee. La conoscenza razionale porta a una comprensione più completa e autentica della realtà e delle questioni filosofiche.

La dottrina dell'Arte

Platone ritiene che l'arte sia un’imitazione di un'imitazione distante tre gradi dalla realtà. Secondo lui, l'arte imita l'immagine delle cose che a loro volta sono copie delle idee. Platone critica l'arte per tre motivi principali:

  • L'arte lega l'anima a questo mondo inferiore anzichè avvicinarla alle idee
  • L'arte può corrompere gli animi rappresentando passioni negative
  • L'arte rappesenta una forma di cultura che va in contrasto con la filosofia

Tuttavia, Platone fa un'eccezione per alcune forme di musica che hanno aspetti matematici e ed educano l'animo alla fortezza e al coraggio. La critica di Platone non riguarda i miti, che non sono considerati imitazioni ma tentativi nobili di rappresentare contenuti che vanno oltre l'esperienza empirica. Platone sviluppa una concezione oggettiva del bello, secondo cui le cose sono belle in quanto partecipano all'idea del bello. La bellezza delle cose mondane è parziale e deriva dalla bellezza perfetta che si trova nel mondo delle idee. L'anima mantiene la memoria di ciò che ha contemplato nell'iperuranio e la sensibilità attiva la reminiscenza. La bellezza sensibile aiuta l'anima a riavvicinarsi alle idee.

Il mito della Caverna

Nel mito gli uomini sono come prigionieri incatenati(ignoranza) in una caverna(mondo sensibile) e costretti a guardare verso la parete di fondo con dietro di loro il fuoco. Tra il fuoco e i prigionieri, c'è un muricciolo, e dietro di esso passano delle persone che portano statue e figure di animali, facendoli sporgere al di sopra del muretto. I prigionieri vedono solo le ombre di tali oggetti proiettate sul fondo della caverna (conoscenza sensibile). Tuttavia uno di essi(il filosofo), liberato, riesce ad alzarsi: in un primo momento è ancora portato a ritenere che la vera realtà siano le ombre a causa dell'eccessivo chiarore della luce. Se poi viene spinto all'uscita della caverna, nel mondo reale soffrirebbe per la luce abbagliante del sole. Per non rimanere accecato guarda le immagini delle cose riflesse nell'acqua e poi le cose stesse; una volta abituato riesce però a vedere perfino il sole(bello, giusto, buono). Una volta adattato a sostenere la luce del sole, ha difficoltà a tornare nell'oscurità, presso gli uomini incatenati, e preferirebbe patire qualsiasi sofferenza anzichè vivere quella miserabile vita. Tornato nella caverna, i suoi occhi si trovano ad essere come ciechi. Ma il filosofo non può sottrarsi dalla sua coscienza che lo spinge a ridiscendere alla caverna per salvare i suoi compagni dall'ignoranza e farli partecipi della verità che ha potuto contemplare. Quando egli dice loro che si sbagliano nel giudicare le ombre come realtà, subisce lo scherno.

Terzo periodo

Nel terzo periodo platonico si ha un ulteriore approfondimento delle teorie del filosofo, nato dalla necessità di rispondere alle domande:

  • Come dev'essere pensato il mondo delle idee?
  • Come va concepito il rapporto tra le idee e le realtà naturali?

Sofista

Teeteto

Demiurgo

Timeo

Sofista

Nel Sofista platone espone il problema della partecipazione delle idee e della loro moltiplicazione infinita. Si evidenzia che se l'idea è l'unità e i molteplici sono gli oggetti che partecipano all'idea ma non è chiaro come l'idea possa essere partecipata senza essere moltiplicata. Inoltre, l'idea stessa sembra generare un'ulteriore moltiplicazione delle idee all'infinito. Si menziona anche il "terzo uomo" come argomento correlato. Il problema fondamentale affrontato è la contrapposizione con la logica parmenidea, che afferma che solo l'essere esiste, mentre il non essere non esiste. Platone riconosce l'autorità di Parmenide, ma si rende conto che questa affermazione minaccia la teoria delle idee. La completa negazione del non essere metterebbe in pericolo la molteplicità delle idee e i loro rapporti. Parmenide sosteneva che l'essere è unico mentre Platone, nel Parmenide, sostiene la necessità delle idee per il pensiero e la filosofia, ma riconosce che per mantenerle bisogna abbandonare il principio eleatico. Nel Sofista, Platone affronta direttamente Parmenide, "uccidendo" le dottrine parmenidee. La definizione dell'essere secondo Platone e il ruolo della dialettica nella sua filosofia. procedimento dimostrativo di Aristotele. Si basa su ipotesi, è aperta a nuove acquisizioni e rappresenta una ricerca inesauribile.

Teeteto

Il Teeteto di Platone esplora il concetto di conoscenza. Teeteto inizialmente sostiene che la conoscenza sia basata sulla sensazione, tuttavia Platone critica il relativismo dei sofisti e sostiene l'esistenza di una verità oggettiva che riflette la natura delle cose. Secondo Platone, i sensi sono solo uno strumento attraverso il quale l'anima conosce, e la conoscenza vera si basa sul giudizio razionale che ordina e interpreta i dati sensoriali. Si solleva anche il tema della verità e dell'errore. Platone affronta il concetto di "falso" in opposizione a ciò che è vero, ma l'origine dell'errore rimane complessa. Si suggerisce che l'errore possa derivare dai limiti della memoria umana, che può influenzare la corretta interpretazione dei dati sensoriali. Il Teeteto si conclude tornando alla questione fondamentale della definizione della conoscenza. Platone sottolinea che non si può riconoscere l'errore finché non si comprende con certezza quale sia il modo corretto di collegare i dati, ovvero la verità stessa. Questa riflessione sull'errore porta Platone ad affrontare il problema del non essere, approfondito successivamente nel Parmenide e nel Sofista

Sofista

Mentre i materialisti riducono l'essere alla corporeità e alcuni identificano l'essere con le idee, Platone nel Sofista afferma che l'essere include sia le cose corporee che le entità incorporee, definendolo come possibilità. Questa definizione implica il concetto di relazione, dove tutto ciò che può entrare in una rete di connessioni possibili è considerato essere.La dialettica platonica, la suprema scienza delle idee, consiste nel determinare le relazioni tra le idee e stabilire quali idee si connettono tra loro. È la scienza delle idee-valori e l'arte del discorso filosofico, che definisce un'idea attraverso identificazioni e diversificazioni successive, utilizzando un processo dicotomico. La dialettica si basa sull'ipotesi della comunicazione tra le idee e cerca di distinguere i discorsi veri da quelli falsi.La dialettica platonica presenta caratteristiche specifiche che la differenziano dal procedimento dimostrativo di Aristotele. Si basa su ipotesi, è aperta a nuove acquisizioni e rappresenta una ricerca inesauribile.

Timeo

In questo dialogo Platone cerca di unire il mondo delle idee al mondo delle cose, in modo da avere una realtà più unitaria, e viene per questo approfondita il problema cosmologico dell’origine e della formazione dell’universo. Il Timeo di Platone presenta una novità significativa: l'avvicinamento al pitagorismo. La struttura del cosmo plasmata dal demiurgo viene esplicitamente concepita in termini matematici. Le cose sono ridotte ai quattro elementi empedoclei (terra, acqua, aria e fuoco), che a loro volta sono ridotti a figure geometriche essenziali, le quali sono poi ridotte a numeri. L'approccio di Platone al mondo naturale nel Timeo non implica un avvicinamento alle ricerche dei naturalisti precedenti. Al contrario, Platone critica questi ultimi, in particolare Democrito, per il loro tentativo di spiegare tutto in termini naturalistici e meccanicistici. Pur non negando le cause meccaniche, Platone le subordina completamente alle cause finali, elaborando un proprio modello di spiegazione della natura basato sui concetti di "scopo" e di "bene". Questo modello è distante dall'approccio atomico degli studiosi che cercavano di "deumanizzare" la scienza fisica.

Timeo

Nel dialogo Timeo, Platone presenta una parziale rivalutazione dell'arte all'interno della sua concezione cosmologica. Platone descrive il cosmo come un'opera d'arte grandiosa e meravigliosa plasmata dal demiurgo. Il cosmo è organizzato secondo criteri matematici e di proporzione, simmetria. La creazione del cosmo richiede non solo una competenza matematica, ma anche una competenza artistica. Questo processo cosmogonico, che è un'imitazione delle idee anche se realizzata nella materia (chóra), rappresenta la forma più elevata di mimesis. La formazione del cosmo da parte del demiurgo diventa un'allegoria dell'esperienza artistica: così come il demiurgo plasma l'universo imitando un modello intelligibile, allo stesso modo l'artista crea un'opera imitando il proprio modello mentale.

Mito del Demiurgo

Per platone, il mondo naturale non ha la stabilità delle idee, e quindi non può essere soggetto della scienza. Platone quindi si sforza di interpretare e capire il rapporto tra le idee e le cose, introducendo un mediatore: Il Demiurgo. Platone lo introduce come un divino artefice che presenta intelligenza e volontà, ed è situato proprio al centro tra le idee e le cose. Si comincia un mondo di caos, senza forme, privo di vita, che viene chiamato chòra (luogo, spazio), anànke (necessità) oppure madre del mondo. Il demiurgo quindi ha voluto ordinare questo caos per assomigliarlo al mondo delle idee. Il divino artefice quindi gli fornì un’anima del mondo, che desse ordine e forme all’informe e rese l’universo vivo, quindi un organismo. Il demiurgo inoltre generò il tempo, che per Platone era un'immagine mobile dell’eternità, e venne misurato attraverso gli astri, dove incarna la volontà del demiurgo. Per Platone, infatti, l’astronomia acquisisce un importanza notevole. Il demiurgo però è limitato dalla resistenza Ribelle della materia. Infatti, nel Timeo, tutto ciò che è positivo è dovuta al demiurgo, alle idee e all’intelligenza, e tutto ciò che è negativo e dovuto alla materia e alla necessità

Grazie per l'attenzione