Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Tesina su Giuseppe Garibaldi

Abdel Ziad

Created on May 13, 2023

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Vaporwave presentation

Animated Sketch Presentation

Memories Presentation

Pechakucha Presentation

Decades Presentation

Color and Shapes Presentation

Historical Presentation

Transcript

Lavoro su

Giuseppe garibaldi

di Ziad Mohamed Abdel Magid 3^D

inizio

indice

1. Storia

2. Geografia

3. Inglese

4. Franscese

5. Musica

6. Arte

7. Educazione Civica

8. Scienze

Storia

Giuseppe Garibaldi nasce a Nizza Marittima 4 luglio 1806 Figlio di Domenico, capitano mercantile di origine genovese, e di Rosa Raimondi, Garibaldi a 26 anni entra nella Giovine Italia. Conosce Giuseppe Mazzini a Marsiglia, e decide di partecipare alla rivolta di Genova del 1834. Il moto però fallisce e lui viene condannato a morte in contumacia. Fugge allora in Brasile nel 1835, dove comanda la flotta da guerra nell'insurrezione di Rio Grande do Sul contro il governo brasiliano e crea un corpo italiano nel movimento indipendentista dell'Uruguay: si tratta delle famosissime Camicie rosse, erano il segno distintivo scelto da Garibaldi e dai suoi volontari fin dal 1843. Tornato in Italia nel 1848, con un gruppo di volontari combatte contro gli Austriaci ma è costretto a rifugiarsi in Svizzera. Dopo la proclamazione della Repubblica romana si trasferisce a Roma e prende il comando della Legione italiana contro il corpo di spedizione francese di Oudinot.

Storia

Dopo la caduta di Roma riesce a sfuggire alla cattura trasferendosi a San Marino. Perde Anita dirigendosi a Venezia. Segue un nuovo esilio, poi torna nel 1854 e nel 1856 aderisce alla Società Nazionale di La Farina. dopo che Nizza viene ceduta alla Francia, resta deluso e amareggiato.Dopo che Nizza viene ceduta alla Francia, i suoi rapporti col governo si raffreddano.

La spedizione dei Mille

Nel 1860, alla notizia della rivolta scoppiata a Palermo, organizza a Genova la leggendaria spedizione passata sotto il nome di Spedizione dei Mille: salpati da Quarto nella notte tra il 5 e il 6 maggio e sbarcati a Marsala l'11, i volontari occupano tutta l'isola,i volontari erano vestiti con le famose camicie rosse, attraversarono lo Stretto di Messina e arrivano a Napoli il 7 settembre. Dopo l'incontro a Teano con Vittorio Emanuele, Garibaldi si ritira a Caprera. Ma nel 1862 marcia verso Roma, ignaro del fatto che il governo italiano avrebbe cercato di stroncare la sua iniziativa. Sull'Aspromonte Garibaldi viene battuto, ferito e fatto prigioniero da soldati italiani. Trasferito a La Spezia, viene liberato poco dopo. Nel 1866, quando la guerra scoppia, Garibaldi accetta di nuovo il comando dei volontari, fino a vincere nella battaglia di Bezzecca del 21 luglio. Il suo proposito resta però sempre quello di liberare Roma: dopo una prima sconfitta a Monterotondo, però, perde anche a Mentana il 3 novembre 1867.

Gli ultimi anni

Nel 1866, quando la guerra scoppia, Garibaldi accetta di nuovo il comando dei volontari, fino a vincere nella battaglia di Bezzecca del 21 luglio. Il suo proposito resta però sempre quello di liberare Roma: dopo una prima sconfitta a Monterotondo, però, perde anche a Mentana il 3 novembre 1867. Seguono la prigionia e il ritiro a Caprera. Dall'isola Garibaldi si allontana solo una volta, nel settembre 1870, per offrire i suoi servigi alla Francia, fino a liberare Digione nel 1871. Nel 1881 da Deputato favorisce l'affermarsi della I Internazionale e del movimento operaio. Muore poi il 2 giugno del 1882 all'età di 75 anni.

geografia

L'11 maggio 1860 i due piroscafi sbarcano a Marsala, nella parte occidentale della Sicilia. Si dirigono a Salemi, dove Garibaldi proclama la dittatura in nome del re Vittorio Emanuele II. Ottengono una prima vittoria contro le truppe borboniche a Calatafimi e tra il 27 e il 29 maggio occupano Palermo.

The Expedition of the Thousand

The Expedition of the Thousand (Italian Spedizione dei Mille) was an event of the Italian Risorgimento took place in 1860. A corps of volunteers led by Giuseppe Garibaldi landed in Sicily in order to conquer the Kingdom of the Two Sicilies, ruled by the Bourbons. The project was an ambitious and risky venture to conquer, with a thousand men, a kingdom with a larger regular army and a more powerful navy. The expedition was a success and concluded with a plebiscite that brought Naples and Sicily into the Kingdom of Sardinia, the last territorial conquest before the creation of the Kingdom of Italy on 17 March 1861.

Français

Garibaldi est originaire de Nice, il est né là où Nice appartenait au royaume des 2 Siciles, jusqu'à sa remise aux Français le 14 juin 1860.Ses parents Rosa et Domenico, issus d'une riche famille de marins et de pêcheurs, ils ont décidé de l'appeler Giuseppe, un nom très commun mais adapté à un enfant qui atteint l'âge de la majorité devrait avoir entrepris une carrière ecclésiastique ou juridique. Les volontaires de Garibaldi affrontent dans la Lazio contre les Français cet événement s'appelle ''Bataille de Mentan''c'est terminé par la victoire franco-pontificale.

ARTE

All'epoca di Garibaldi come movimento artistico c'era il simbolismo, era anche letterario e artistico ottocentesco, di transizione dal Romanticismo della prima parte del XIX secolo al Modernismo del XX secolo, la cui affermazione in Francia si fa coincidere con la pubblicazione nel 1886 di uno scritto del poeta Jean Moréas, ritenuto manifesto stilistico d’ispirazione anche per i pittori detti simbolisti.Una delle opere piu' famose di questo movimento artistico è l'opera ''Urlo'' dell'artista norvegese Edvard Munch.

Un'altra opera di questo movimento artistico è ''Venezia'' dell'artista franscese Gustave Moreau.

MUSICA

L’Inno di Garibaldi è un inno patriottico del Risorgimento italiano. questo inno è noto anche per l'ode La spigolatrice di Sapri, struggente rievocazione romantica della spedizione, repubblicana e mazziniana, di Carlo Pisacane.È stato proprio Garibaldi a chiedere che venisse scritto questo inno per la sua spedizione.

L'INFLUENZA SPAGNOLA

La Prima Ondata

All'epoca di Garibaldi non mancarono di certo le epidemie, infatti tra il 1918 ed il 1920 ci fu l'influenza spagnola, detta anche ''La Spagnola'', era pandemia influenzale di natura virale e insolitamente mortale che infettò 500 milioni di persone e ne uccise dai 20 ai 100 milioni. I sintomi erano raccapriccianti: i pazienti presentavano febbre e difficoltà a respirare. A causa della carenza di ossigeno, i loro volti assumevano un colorito bluastro. L’emorragia riempiva i polmoni di sangue, provocando vomito e sanguinamento dal naso e facendo alla fine soffocare le persone nei propri fluidi. Come già tantissime altre forme influenzali prima di lei, la Spagnola colpiva non solo le persone molto giovani e molto vecchie, ma anche adulti sani tra i 20 e i 40 anni. Il fattore principale nella diffusione del virus fu, naturalmente, il conflitto internazionale, giunto all’epoca alle sue fasi finali.

la seconda ondata

Le trincee e gli accampamenti sovraffollati della Prima guerra mondiale diventarono terreno fertile per la malattia. Quando le truppe si spostavano, il contagio viaggiava insieme a loro. Apparsa per la prima volta in Kansas, l’influenza calò di intensità nel giro di qualche settimana, ma si trattava di una tregua temporanea. Nel settembre 1918 l’epidemia era pronta a entrare nella sua fase più letale. È stato calcolato che le 13 settimane tra settembre e dicembre 1918 costituirono il periodo più intenso, con il maggior tributo di vite. In Italia la fase più aggressiva si verificò tra luglio e ottobre di quell’anno, quando si ammalarono anche tremila persone al giorno. Pure stavolta, fu negli affollati accampamenti militari che la seconda ondata attechì inizialmente. Quando la crisi raggiunse il culmine, i servizi sanitari cominciarono a non farcela più. Impresari funebri e becchini erano in difficoltà e fare funerali individuali divenne impossibile. Molti dei morti finirono in fosse comuni.

LA TERZA ED ULTIMA ONDATA

Ormai la malattia era decisamente meno violenta: la ferocia dell’autunno e dell’inverno dell’anno prima non si ripeté e calò il tasso di mortalità. Ma l’ondata finale riuscì comunque a causare danni considerevoli. L’Australia, che aveva immediatamente imposto l’obbligo della quarantena, riuscì a sfuggire agli effetti più virulenti fino all’inizio del 1919, quando la malattia arrivò anche lì, causando la morte di diverse migliaia di persone. Si ebbero casi di decessi per influenza (forse una forma diversa) fino al 1920, ma nell’estate del 1919 le politiche sanitarie e la naturale mutazione genetica del virus misero fine all’epidemia. Tuttavia, per chi aveva perso persone care o riportato complicanze a lungo termine, i suoi effetti si sarebbero fatti sentire per decenni.

IL FORTE IMPATTO DUREVOLE

La pandemia non risparmiò praticamente alcuna parte del mondo. In Italia, secondo l’Istituto centrale di statistica, solo nel 1918 morirono circa 300mila persone. In Gran Bretagna morirono 228mila persone; negli Stati Uniti circa mezzo milione; in Giappone 400mila. Le Samoa Occidentali (oggi Samoa), nel Pacifico Meridionale, persero il 23,6 per cento della popolazione. I ricercatori stimano che, nella sola India, le morti abbiano raggiunto una cifra tra i 12 e i 17 milioni. I dati sul numero dei decessi sono vaghi, ma in generale si calcola che la mortalità sia stata tra il dieci e il venti per cento dei contagiati.

Educazione civica

IL DIVARIO TRA NORD E SUD

Questo divario non è solo economico ma dipende anche dal tasso di disoccupazione al Sud è più alto che al Nord, e con la crisi il rapporto tra il numero di individui e la forza lavoro è incrementato in misura ingente, soprattutto per via della crescita del primo valore.

Oggi giorno i divari tra nord e sud sono molti, tra cui il divario economico infatti stando alle cifre riportate dal 2011, nel 2010 il prodotto interno lordo per abitante del Mezzogiorno era pari al 58 per cento di quello del Settentrione.

grazie mille per l'attenzione!