Le guerre Puniche
Roma e Cartagine
Introduzione
Le guerre puniche furono il più grande scontro che affrontò la repubblica romana, e che influenzò la storia del mediterraneo nei secoli a venire. Le guerre furono tre, al termine delle quali il controllo del mediterraneo passò dai coloni tirii agli italici.
Roma, potenza italica si affermò come dominatrice del mediterraneo grazie alle guerre puniche, possedevano una flotta di gran lunga, tecnologicamente parlando, inferiore rispetto a quella Cartaginese ma che vinse grazie all'esercito di terra che sbarcando sulle navi nemiche distrusse l'esercito a bordo di esse. Si susseguirono diverse fasi nella storia di Roma, durante le guerre puniche vi era la repubblica.
«Città antica fu, la tennero coloni tirii... Cartagine»
Cartagine naque da coloni tiri, che esuli trovarono rifugio nelle terre dove ora sorge Tunisi che furono date in dono dal re dei Getuli, Iarba alla regina Didone. Cartagine era una città tecnologicamente avanzata, per quanto riguarda la flotta rappresentava una potenza dominatrice: "Ricca di mezzi, fortissima di ardore guerriero; [...] qui le sue armi qui il suo carro..." come scriveva Virgilio.
Casus belli
Lotta per l'egemonia in Sicilia e dunque controllo del Mediterraneo occidentale
La prima guerra punica
Casus belli
La prima guerra punica fu la prima di tre grandi scontri che videro Roma e Cartagine come protagoniste. Il primo scontro avvenne nel 264 a.c. che vide la Sicilia come luogo di conflitto principale. Gli scontri avvenero a causa della violazione di Roma del trattato di non-belligerenza in Sicilia del 306 a.c.
Avvenimenti e battaglie
La prima mossa dei romani giunti in Sicilia è quella di muoversi verso Messina (262 a.C.) e da lì puntare direttamente a Siracusa. Dopo l'arrivo a Messina i romani sconfiggeranno separatamente prima i siracusani poi i cartaginesi e avanzeranno verso Siracusa conquistando tutti i territori di mezzo. Dopo la resa di Catania i romani mettono sotto assedio Siracusa. Gerone II (condottiero di Siracusa) chiede la pace a Roma e ne diventa suo alleato.I romani conquisteranno poi Agrigento (262 a.C.).
Conclusione e Conseguenze
Roma dovette poi adattarsi alla potenza navale Cartaginese per vincere e consapevole che le navi nemiche fossero migliori utilizzarono uno strumento chiamato corvo che pemetteva lo sbarco dei soldati sulle navi nemiche. La vittoria a Mile (Milazzo) nel 260 dimostrò l’efficienza della nuova flotta. Dopo una fallita spedizione romana a Cartagine la vittoria del 241 alle Egadi ristabilì definitivamente la supremazia di Roma.
La guerra e l'epica,l'Eneide
«E voi, o Tirii, tormentate con odio la sua stirpe e tutta la razza futura, offrite un tal dono alle nostre ceneri. Non vi sia né amore né patto tra i popoli. E sorgi, vendicatore, dalle mie ossa, e perseguita col ferro e col fuoco i coloni dardanii, ora, in seguito, o quando se ne presenteranno le forze. Lidi opposti ai lidi, onde ai flutti auguro, armi alle armi; combattano essi e i nipoti.» Publio Virgilio Marone, Eneide libro IV
La seconda guerra punica
Casus belli
La seconda guerra punica fu il più grande scntro tra Roma e Cartagine il quale cominciò nel 218 a.C. La guerra cominciò per iniziativa dei Cartaginesi, che intendevano recuperare la potenza militare e l'influenza politica perduta dopo la sconfitta subita nella prima guerra punica; il motivo principale rimaneva il controloo sulla Sicilia, punto strategico per controllare poi tutto il mediterraneo occidentale.
Avvenimenti e battaglie
La guerra iniziò a seguito di un attacco provocato da Cartagine nei confronti dell'alleata romana Sagunto (Spagna) provocando una risposta, che poi sfociò in vero e proprio conflitto, da Roma. La rapida marcia di Annibale attraverso i Pirenei, la Gallia, le Alpi, disorientò i romani
che non seppero rispondere immediatamente con una contro offensiva, Publio Cornelio Scipione (condottiero romano) fu battuto al Ticino e quindi, insieme con Tiberio Sempronio, alla Trebbia (218 a.C.). L'avanzata di Annibale procedeva inarrestabile con grandi perdite da parte dei romani come nell'imboscata del Trasimeno e nella rovinosa battaglia di Canne. Dopo l'alleanza di Cartagine con la macedonia Roma dovette resistere, e riuscì a farlo grazie alla fedeltà delle altre città italiche.
Conclusione e Conseguenze
Questa fu un grende esempio di guerra di logoramento. Grazie alla fedeltà delle altre popolazioni Roma ebbe l'occasione di contrattaccare e affidò l'impresa a Scipione l'Africano che vinse i Cartaginesi insieme al re dei numidi in Africa a Naraggara (202 a.C.) dopo aver obbligato i cartaginesi a lasciare la Spagna ormai di nuovo romana. Con la battaglia di Zama la guerra si consluse e Roma si affermò dunque in Africa e impose condizioni di pace durissime a Cartagine.
La guerra e l'epica,L'Eneide
«Sei tu quel Massimo che, solo, temporeggiando ci salverai lo stato? [...] Guarda come Marcello avanza glorioso di spoglie, e vincitore sovrasta i guerrieri . Questi, cavaliere, sosterrà lo stato romano e nelle ansie d'un grave cimento prostrerà i Punici e i Galli ribelli.» Publio Virgilio Marone, Eneide libro VI
La terza guerra punica
Casus belli
Cartagine ormai non più gloriosa come un tempo rappresentò per Roma un nemico economico data la sua economia incredibilmente fiorente anche se martoriata da una guerra persa. Roma tentò di non attaccare Cartagine ma la richiesta di lasciare la città era per i cartaginesi un utopia. Dunque Roma in seguito ad una violazione delle condizioni di pace attaccò la città.
Avvenimenti e battaglie
I conflitti della terza guerra punica iniziarono nel 149 a.C. a segiuto di un azione di guerra Cartaginese scaturita da una provocazione numidica che non era in linea con le condizioni di pace dettete da Roma. Cartagine riuscì a resistere per tre anni alle offensive romane che erano giustificate dalla violazine commessa da Cartagine.
Conclusione e Conseguenze
Con la spedizione di Scipione Emiliano Cartagine fu messa a ferro e fuoco, l'esercito eliminato il popolo schiavizzato e le risorse in parte rubate in parte distrutte. I territori di Cartagine divennero provincia romana e si stabilì un governo guidato da un retore con sede ad Utica.
La guerra e l'epica
«Tuttavia sapeva che sarebbe disceso da sangue troiano una stirpe che un giorno abbaterebbe le rocche tirie; di qui un popolo largamente sovrano e superbo in guerra verrebbe a rovina della Libia: così filavano le Parche.» Publio Virgilio Marone, Eneide libro I
Il significato delle Guerre Puniche
Il significato delle guerre puniche per Roma fu veramente importante infatti queste furono la conferma dell aotenza di Roma che sarà incontrastata fino alla sua fine. Vari sono i riferimenti all'Eneide che vengono fatti alle guerre puniche e questo, conoscnedo il dine del testo, ci fa comprendere l'importanza di queste vittorie per Roma.
Fine
-Ignazio Cucci, -Eleonora Di Leo, -Giovanni Palocci-Valeira Rossi, -Francesco Serrone
Le guerre Puniche
Francesco Serrone
Created on May 13, 2023
Le guerre Puniche, uno dei conflitti più duri che Roma abbia mai combattuto
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Le guerre Puniche
Roma e Cartagine
Introduzione
Le guerre puniche furono il più grande scontro che affrontò la repubblica romana, e che influenzò la storia del mediterraneo nei secoli a venire. Le guerre furono tre, al termine delle quali il controllo del mediterraneo passò dai coloni tirii agli italici.
Roma, potenza italica si affermò come dominatrice del mediterraneo grazie alle guerre puniche, possedevano una flotta di gran lunga, tecnologicamente parlando, inferiore rispetto a quella Cartaginese ma che vinse grazie all'esercito di terra che sbarcando sulle navi nemiche distrusse l'esercito a bordo di esse. Si susseguirono diverse fasi nella storia di Roma, durante le guerre puniche vi era la repubblica.
«Città antica fu, la tennero coloni tirii... Cartagine»
Cartagine naque da coloni tiri, che esuli trovarono rifugio nelle terre dove ora sorge Tunisi che furono date in dono dal re dei Getuli, Iarba alla regina Didone. Cartagine era una città tecnologicamente avanzata, per quanto riguarda la flotta rappresentava una potenza dominatrice: "Ricca di mezzi, fortissima di ardore guerriero; [...] qui le sue armi qui il suo carro..." come scriveva Virgilio.
Casus belli
Lotta per l'egemonia in Sicilia e dunque controllo del Mediterraneo occidentale
La prima guerra punica
Casus belli
La prima guerra punica fu la prima di tre grandi scontri che videro Roma e Cartagine come protagoniste. Il primo scontro avvenne nel 264 a.c. che vide la Sicilia come luogo di conflitto principale. Gli scontri avvenero a causa della violazione di Roma del trattato di non-belligerenza in Sicilia del 306 a.c.
Avvenimenti e battaglie
La prima mossa dei romani giunti in Sicilia è quella di muoversi verso Messina (262 a.C.) e da lì puntare direttamente a Siracusa. Dopo l'arrivo a Messina i romani sconfiggeranno separatamente prima i siracusani poi i cartaginesi e avanzeranno verso Siracusa conquistando tutti i territori di mezzo. Dopo la resa di Catania i romani mettono sotto assedio Siracusa. Gerone II (condottiero di Siracusa) chiede la pace a Roma e ne diventa suo alleato.I romani conquisteranno poi Agrigento (262 a.C.).
Conclusione e Conseguenze
Roma dovette poi adattarsi alla potenza navale Cartaginese per vincere e consapevole che le navi nemiche fossero migliori utilizzarono uno strumento chiamato corvo che pemetteva lo sbarco dei soldati sulle navi nemiche. La vittoria a Mile (Milazzo) nel 260 dimostrò l’efficienza della nuova flotta. Dopo una fallita spedizione romana a Cartagine la vittoria del 241 alle Egadi ristabilì definitivamente la supremazia di Roma.
La guerra e l'epica,l'Eneide
«E voi, o Tirii, tormentate con odio la sua stirpe e tutta la razza futura, offrite un tal dono alle nostre ceneri. Non vi sia né amore né patto tra i popoli. E sorgi, vendicatore, dalle mie ossa, e perseguita col ferro e col fuoco i coloni dardanii, ora, in seguito, o quando se ne presenteranno le forze. Lidi opposti ai lidi, onde ai flutti auguro, armi alle armi; combattano essi e i nipoti.» Publio Virgilio Marone, Eneide libro IV
La seconda guerra punica
Casus belli
La seconda guerra punica fu il più grande scntro tra Roma e Cartagine il quale cominciò nel 218 a.C. La guerra cominciò per iniziativa dei Cartaginesi, che intendevano recuperare la potenza militare e l'influenza politica perduta dopo la sconfitta subita nella prima guerra punica; il motivo principale rimaneva il controloo sulla Sicilia, punto strategico per controllare poi tutto il mediterraneo occidentale.
Avvenimenti e battaglie
La guerra iniziò a seguito di un attacco provocato da Cartagine nei confronti dell'alleata romana Sagunto (Spagna) provocando una risposta, che poi sfociò in vero e proprio conflitto, da Roma. La rapida marcia di Annibale attraverso i Pirenei, la Gallia, le Alpi, disorientò i romani
che non seppero rispondere immediatamente con una contro offensiva, Publio Cornelio Scipione (condottiero romano) fu battuto al Ticino e quindi, insieme con Tiberio Sempronio, alla Trebbia (218 a.C.). L'avanzata di Annibale procedeva inarrestabile con grandi perdite da parte dei romani come nell'imboscata del Trasimeno e nella rovinosa battaglia di Canne. Dopo l'alleanza di Cartagine con la macedonia Roma dovette resistere, e riuscì a farlo grazie alla fedeltà delle altre città italiche.
Conclusione e Conseguenze
Questa fu un grende esempio di guerra di logoramento. Grazie alla fedeltà delle altre popolazioni Roma ebbe l'occasione di contrattaccare e affidò l'impresa a Scipione l'Africano che vinse i Cartaginesi insieme al re dei numidi in Africa a Naraggara (202 a.C.) dopo aver obbligato i cartaginesi a lasciare la Spagna ormai di nuovo romana. Con la battaglia di Zama la guerra si consluse e Roma si affermò dunque in Africa e impose condizioni di pace durissime a Cartagine.
La guerra e l'epica,L'Eneide
«Sei tu quel Massimo che, solo, temporeggiando ci salverai lo stato? [...] Guarda come Marcello avanza glorioso di spoglie, e vincitore sovrasta i guerrieri . Questi, cavaliere, sosterrà lo stato romano e nelle ansie d'un grave cimento prostrerà i Punici e i Galli ribelli.» Publio Virgilio Marone, Eneide libro VI
La terza guerra punica
Casus belli
Cartagine ormai non più gloriosa come un tempo rappresentò per Roma un nemico economico data la sua economia incredibilmente fiorente anche se martoriata da una guerra persa. Roma tentò di non attaccare Cartagine ma la richiesta di lasciare la città era per i cartaginesi un utopia. Dunque Roma in seguito ad una violazione delle condizioni di pace attaccò la città.
Avvenimenti e battaglie
I conflitti della terza guerra punica iniziarono nel 149 a.C. a segiuto di un azione di guerra Cartaginese scaturita da una provocazione numidica che non era in linea con le condizioni di pace dettete da Roma. Cartagine riuscì a resistere per tre anni alle offensive romane che erano giustificate dalla violazine commessa da Cartagine.
Conclusione e Conseguenze
Con la spedizione di Scipione Emiliano Cartagine fu messa a ferro e fuoco, l'esercito eliminato il popolo schiavizzato e le risorse in parte rubate in parte distrutte. I territori di Cartagine divennero provincia romana e si stabilì un governo guidato da un retore con sede ad Utica.
La guerra e l'epica
«Tuttavia sapeva che sarebbe disceso da sangue troiano una stirpe che un giorno abbaterebbe le rocche tirie; di qui un popolo largamente sovrano e superbo in guerra verrebbe a rovina della Libia: così filavano le Parche.» Publio Virgilio Marone, Eneide libro I
Il significato delle Guerre Puniche
Il significato delle guerre puniche per Roma fu veramente importante infatti queste furono la conferma dell aotenza di Roma che sarà incontrastata fino alla sua fine. Vari sono i riferimenti all'Eneide che vengono fatti alle guerre puniche e questo, conoscnedo il dine del testo, ci fa comprendere l'importanza di queste vittorie per Roma.
Fine
-Ignazio Cucci, -Eleonora Di Leo, -Giovanni Palocci-Valeira Rossi, -Francesco Serrone