AMERICA MERIDIONALE
INDICE
STATI
TURISMO
PROBLEMI
TERRITORIO
TIPO DI GOVERNO
PETARE
STORIA
FINE
ECONOMIA
STATI
TERRITORIO
Il territorio dell’America meridionale appartiene all’emisfero australe ed è pari al 12% delle terre emerse.
Il continente è bagnato a nord dal mar Caraibico ad est dall’oceano Atlantico ad ovest dall’oceano Pacifico.
Le coste settentrionali, che si affacciano sul mar Caraibico, non hanno molte articolazioni, ma si aprono in grandi golfi. Quelle affacciate sull’oceano Atlantico sono sabbiose,con numerose paludi e lagune.
Le coste del Pacifico sono alte e rocciose, mentre a sud sono incise da infinite frastagliature. Il continente sud americano non ha grandi isole paragonabili a quelle dell’America del nord. Nell’oceano Atlantico ci sono Trinidad e Tobago mentre nel Pacifico si trovano le Galapagos. Le isole della Terra del Fuoco costituiscono l’estrema propaggine meridionale del continente.
La Cordigliera delle Ande è un’ampia fascia montuosa costituita da serie di catene che si succedono lungo tutta la costa del continente affacciata sul pacifico. La loro origine è comune a quella delle catene costiere del nord America. I versanti rivolti al mare sono ripidi e scoscesi, mentre quelli rivolti all’interno hanno forme dolci.
TERRITORIO
Queste catene sono caratterizzate da vette molto alte che si ergono nella parte centrale della cordigliera. Buona parte delle catene montuose è costituita da vulcani attivi, capaci di spaventose eruzioni. Anche i terremoti sono frequenti e raggiungono intensità notevoli.
Gli altopiani, di notevole estensione, sorgono nella parte settentrionale e centrale. I più importanti sono quello della Guayana, gli altipiani del Brasile e quello della Patagonia.
Siccome la Cordigliera delle Ande si sviluppa alle spalle della costa, i fiumi che sfociano nel Pacifico hanno un corso breve. Al contrario, i fiumi che si dirigono all’Atlantico attraversano vasti territori, sicché sono molto lunghi e possiedono bacini molto estesi. Il più gran fiume è il Rio delle Amazzoni, il secondo del Mondo per lunghezza.
I laghi del continente, non numerosi, appartengono a tre tipi: i laghi costieri, i laghi dell’altopiano appartenente all’area orientale della cordigliera e i laghi d’origine glaciale, presenti nel Sud del continente.
FORME DI GOVERNO
La repubblica presidenziale (o presidenzialismo) è una forma di governo, che appartiene alle forme di democrazia rappresentativa, in cui il potere esecutivo si concentra nella figura del Presidente che è sia il capo dello Stato sia il capo del governo. Generalmente questo è democraticamente eletto direttamente dai cittadini e forma il suo governo; essendo capo di Stato non ha bisogno di voto di fiducia parlamentare anche perché, avendo già ottenuto il voto della maggioranza dei cittadini, non ha bisogno della fiducia dei loro rappresentanti. La legittimazione attraverso il voto conferisce al presidente una chiara superiorità rispetto ai suoi ministri, non sempre rimarcata nei sistemi parlamentari.
FORME DI GOVERNO
Lo Stato federale è una forma di Stato in cui il paese preso in considerazione è formato dall'unione di due o più Stati, detti stati federati, i quali, pur conservando una parte della loro sovranità, sono uniti a livello politico, economico e territoriale tra di loro e formano un unico Stato, e possono essere assoggettati ciascuno ad autorità politica, in genere definita governatore o viceré, che lavora e amministra il territorio per conto del capo di Stato.
Ciascuno Stato federato possiede una più ampia autonomia rispetto ad altre suddivisioni come province, la cui autonomia è quasi del tutto assente, e può possedere un proprio ordinamento legislativo, seppur controllato da un unico governo centrale da cui dipendono indirettamente i governi federati. Esempi storici di stati federali possono essere l'Impero tedesco, l'Unione Sovietica, la Svizzera o gli Stati Uniti.
FORME DI GOVERNO
La repubblica semipresidenziale o più correttamente, un regime/sistema semipresidenziale (il «semipresidenzialismo») è una forma di governo (o un regime), appartenente alle forme della democrazia rappresentativa o indiretta. In tale contesto il governo si trova a dipendere dalla fiducia di due organi designati da due differenti consultazioni elettorali, il Presidente della repubblica e il Parlamento. Il Primo Ministro viene perciò nominato dal Presidente, ma necessita, insieme al resto del suo esecutivo, della fiducia parlamentare.
In sintesi con sistema semipresidenziale si intende un sistema nel quale:
il Presidente della repubblica è eletto direttamente dal popolo e, soprattutto, ha sostanziali e reali poteri propri;
il Primo Ministro e il suo Governo sono responsabili davanti al Parlamento, in quanto espressione della maggioranza di esso a seguito delle elezioni.
STORIA
Il continente americano fu abitato in principio da popolazioni nomadi che circa quarantamila anni fa giunsero dall'Asia attraverso lo stretto di Bering. La seconda fase del popolamento del continente fu l'arrivo di Cristoforo Colombo, in poche decine di anni i spagnoli e portoghesi conquistarono l'intero Sudamerica tranne le colonie olandesi e sassoni nella Guyana. Durante i tre secoli di dominazione coloniale furono cancellate le identità culturali esistenti e in alcuni casi sterminate diverse popolazioni. Il modello coloniale spagnolo era di tipo feudale e le propietà erano affidate dalla corona ai colonizzatori che avevano il potere assoluto sulle terre e le risorse che essa conteneva. Questo spiega anche il ritardo economico del Paese. La coltura spagnola e portoghese si instaurò sia nella lingua sia nella religione e nela struttura economica diventata di tipo latifondista.
STORIA
Un atto indispensabile per far emergere il Brasile come uno Stato nazionale fu la creazione, dopo le guerre napoleoniche, della capitale a Rio de Janeiro elevandolo così a status di regno del Brasile, un regno nel Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve (1807 – 1821). Al dissolversi pacificamente di questo regno fece seguito l'Impero del Brasile. L'indipendenza fu proclamata nel 1822 dal figlio del re del Portogallo. Don Pedro I del Brasile stabilì una monarchia costituzionale fino a quando fu proclamata la repubblica nel 1889.
STORIA
Nel corso del ventesimo secolo nel Sudamerica si insediarono diverse dittature e salirono al potere molti uomini forti. Ma verso la fine del secolo la maggior parte del continente di fatto era retto da governi eletti democraticamente, anche se non in tutti i casi si vennero a stabilire istituzioni di carattere duraturo. Lo sviluppo economico di Argentina, Brasile, e Uruguay contribuirono all'inizio del Novecento ad attrarre un gran numero di immigrati, soprattutto provenienti da Europa e Asia. Solo in misura molto minore la nuova ondata migratoria interessò il resto del continente, mentre talune aree ne furono totalmente escluse. Il Canale di Panama aperto nel 1914 ebbe un impatto economico-sociale notevole per il Sudamerica.
La Guerra del Chaco (1932 – 1935) combattuta tra la Bolivia e il Paraguay per il controllo del fiume Paraguay, si concluse con la vittoria di quest'ultimo. Fu una guerra tra due dei paesi che rimasero fra i più poveri del Sudamerica lungo tutto il Novecento. Durante la prima e la seconda guerra mondiale, il continente rimase al sicuro dall'ondata distruttiva che aveva colpito Europa, Asia e Africa, il che comportò una nuova ondata migratoria di migliaia di profughi. Con la fine del conflitto, il 30 aprile 1948, si fonda l'Organizzazione degli Stati Americani a Bogotà. Il 9 aprile era stato assassinato il leader popolare Jorge Eliécer Gaitán sempre a Bogotá, che portò la Colombia ad un conflitto politico che durò per il resto del secolo.
STORIA
La guerra fredda ebbe conseguenze significative sul suolo americano. Nel primo semestre del 1960 la rivoluzione comunista a Cuba, guidata da Fidel Castro e Che Guevara, diresse la politica del paese verso l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), divenendo un alleato incondizionato a scapito degli interessi geostrategici degli Stati Uniti. Si pose un ferreo blocco economico all'isola. Fra gli anni sessanta e settanta alcuni governi, in Argentina, Brasile, Cile, Uruguay, furono allontanati o rovesciati da una serie di dittature non allineate.
Con la fine della Guerra Fredda, e con la caduta del muro di Berlino, il continente ha visto affacciarsi il neoliberismo, un insieme di proposte politico-economiche con l'accento sulla libera circolazione dei capitali e la privatizzazione delle imprese pubbliche. A questi processi contribuirono la Banca Mondiale, l'Organizzazione Mondiale del Commercio e il Fondo Monetario Internazionale (FMI).
ECONOMIA
L'economia sudamericana è stata caratterizzata in questi ultimi decenni da una bassa crescita e una bassa competitività rispetto ai ben più dinamici mercati emergenti di Cina e India. Tuttavia a partire dal 2004 si è verificato un enorme aumento della crescita del PIL e anche della competitività. Sono configurate enormi differenze regionali e un'accentuata disparità nella distribuzione del reddito. La maggior parte della ricchezza è concentrata nelle mani di una minoranza della popolazione, mentre milioni di individui sperimentano livelli di privazione che raggiunge, in casi estremi, la povertà assoluta. Il divario economico tra ricchi e poveri, nella maggior parte delle nazioni del Sudamerica, è considerata superiore rispetto alla media dei paesi degli altri continenti. In Venezuela, Paraguay, Bolivia e molti altri paesi sudamericani, il 20% della popolazione più ricca detiene più del 60% della ricchezza nazionale, mentre il 20% della popolazione più povera ne possiede meno del 5%.
SETTORE PRIMARIO
L’America del Sud è ricca di
risorse del sottosuolo: petrolio, gas
naturale, rame, ferro.
Altre risorse importanti sono quella
forestale e quella della pesca soprattutto in Bolivia e in Paraguay.L’agricoltura è caratterizzata da
colture per l’esportazione (grandi
piantagioni controllate da aziende
multinazionali) e da latifondi per
l’allevamento.
Sui terreni meno fertili si pratica
un’agricoltura di sussistenza.
SETTORE SECONDARIO
È legato soprattutto alla
lavorazione delle materie prime:
trasformazione dei prodotti
agricoli, lavorazione dei minerali,
manifatture come in Argentina e in Colombia.
SETTORE TERZIARIO
Il turismo è una delle fonti di
reddito più importanti per molti
paesi della zona,come in Brasile,in Cile e in Venezuela
TURISMO
Quando si parla di turismo in Sud America si pensa spesso a distese di spiagge soleggiate e bagnate dal mare. L’isola Margarita, al largo delle coste settentrionali del Venezuela, corrisponde in pieno alle aspettative. Ma è anche il posto giusto per capire come l’industria turistica, in America Latina, si stia adattando a nuove realtà.
Dalla Fiera Internazionale del Turismo del Venezuela che ha avuto luogo sull’isola, sono emerse due esigenze: la prima, quella di un turismo più sostenibile; la seconda, rispettare le comunità locali e renderle partecipi dei benefici del settore.
Alejandro Fleming, Ministro del turismo venezuelano: “Abbiamo bisogno di un turismo che non si sostituisca ad altre attività economiche, ma che sia piuttosto un complemento alle altre attività. Prendendo l’esempio delle spiagge e dei pescatori, è chiaro che i pescatori debbano essere coinvolti nello sviluppo turistico delle aree costiere. Di mattina possono pescare e il pomeriggio possono lavorare come operatori turistici”.
César José de los Santos, vice ministro del turismo regionale nella Repubblica Dominicana: “Questo è il futuro del turismo, e stiamo lavorando per un turismo che distribuisca meglio i suoi profitti”.
PROBLEMI LEGATI AL TERRITORIO
Sud America tra Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay è stato devastato da alluvioni di forte intensità. Tutti i principali corsi d’acqua sono esondati e circa 150.000 persone sono state evacuate. Si contano purtroppo anche 6 vittime per un’ondata di maltempo di proporzioni straordinarie non solo per la sua entità, ma soprattutto per la sua estensione. Le inondazioni sono provocate da piogge eccezionali determinate a loro volta dal fenomeno di El Nino, che ha conseguenze disastrose sul clima Sud Americano. Tra le città più colpite c’è Asuncion, la Capitale del Paraguay, ma anche Brasile, Argentina e Uruguay presentano situazioni drammatiche.
PROBLEMI LEGATI AL TERRITORIO
Paesi come Argentina, Brasile e Cile non sono estranei alle ondate di calore e alle siccità, ma negli ultimi anni la crisi del cambiamento climatico sta alterando in modo estremo il ciclo dell’acqua e, con questo, le riserve idriche disponibili. Non solo i fenomeni meteorologici estremi si verificano con maggiore frequenza e intensità, ma anche la disponibilità e la qualità delle risorse d’acqua diminuiscono in modo sempre più considerevole. I cicli delle precipitazioni cambiano costantemente, le temperature aumentano e – in varie regioni del Cono Sud del pianeta – si verificano eventi meteorologici estremi sempre più gravi e ricorrenti, come siccità, ondate di caldo, piogge intense, inondazioni improvvise, uragani e scioglimento dei ghiacciai. Questa combinazione di eventi influenza la sicurezza alimentare e idraulica, la salute umana e la stabilità degli ecosistemi naturali.
A Lima milioni di persone rischiano di non avere più accesso all’acqua nei prossimi mesi, proprio a causa della siccità. L’assenza di pioggia negli altipiani centrali e meridionali del Perù ha destato grande preoccupazione, poiché è proprio grazie alla pioggia che si riesce ad aumentare la portata dei fiumi del Paese – gli stessi che, a loro volta, riempiono i bacini idrici di Lima. Risalgono a poche settimane fa, infatti, gli avvisi del Sedapal, il Servizio di acqua potabile e fognatura di Lima, sull’utilizzo responsabile dell’acqua al fine di evitare un razionamento.
Il governo del Perù ha inoltre dichiarato, il 3 dicembre scorso, lo stato di emergenza della durata di sessanta giorni in centoundici distretti di quattordici province.
PROBLEMI LEGATI AL GOVERNO
Nell’ambito della grande impresa vespucciana, se io dovessi parlaredell’America meridionale a giovani allievi, dopo aver detto dei contrastiche già il navigatore aveva percepito nei suoi viaggi che lo avevano portatodalla costa della Colombia fino quasi alla Terra del Fuoco, cercherei di dare un quadro dei grandi paradossi e dei problemi, che questo subcontinente presenta.Grande quasi due volte l’Europa, l’America del Sud gode di unaspettacolare varietà di paesaggi, diversissimi tra loro, che danno luogoad un’impressionante disomogeneità. Nel suo contesto infatti troviamoil più vuoto, il più desolato e lunare deserto del mondo, quello di Atacama, dalle abbacinanti formazioni saline a perdita d’occhio, e l’interminabile, scura e umidissima foresta amazzonica pressoché impenetrabile,canyon vertiginosi dai profili taglienti della Región de Magallanes e infinite pianure disarborate, punteggiate da grandi stagni, ora dolci ora salati, della pampa argentina, geyser e vulcani andini incappucciati di nevieterne e fiumi maestosi che improvvisamente precipitano in fragorosecascate come quelle di Iguassù e dell’Angel, con grandi, magici arcobaleni che si intersecano e sovrastano il pulviscolo di acqua che si leva dalloro letto, fiordi tortuosi ingombri di isole nel Cile meridionale e oasitropicali sorprendenti per la falda freatica che improvvisamente affiorain mezzo al deserto peruviano, terre dal delizioso clima mediterraneonella regione di Valparaiso ed altre estreme, battute dai gelidi venti antartici, coperte da una grigia, continua cortina di nubi intorno a PuntaArenas ed a Ushuaia, mari sottili dalle larghe falcature sabbiose di Leblon o di Mar del Plata e mari profondi bordati da ripide falesie lambitidalla fredda Corrente di Humboldt.
PROBLEMI LEGATI AL GOVERNO
E l’uomo? E l’uomo in questo contesto si è adattato e ha cercato didominare la natura pure là dove pareva tremendamente matrigna e repulsiva. Ma proprio per la disomogeneità ambientale e per la loro origine altrettanto diversa i circa 360 milioni di persone, europei, indios, neri, meticci,che vivono in America meridionale presentano fortissime differenze percondizioni abitative, religione, istruzione, sanità, comunicazioni, reddito egenere di vita, nonostante i secoli li abbiano in parte avvicinati.Intanto emerge subito la irregolarità nella distribuzione della popolazione che passa da 1-2 ab/km2 in estese regioni come Amazzonia e MatoGrosso in Brasile, Chubut e Santa Cruz in Argentina, Madre de Dios e Loreto in Perù, Galápagos e Pastaza in Equador, Punta Arenas e Coihaque inCile, Delta Amacuro in Venezuela, Beni in Bolivia, a formicai urbani comeBuenos Aires, con 15 mila ab/km2.Un turista anche frettoloso che si rechi nelle principali città sudamericane non può non rimanere impressionato dall’impianto urbano a scacchiera del periodo coloniale, che si è andato allargando a macchia d’olio ea cui si sono affiancate selve di modernissimi grattacieli che rendono similitra loro quartieri di Buenos Aires e Rio, Santiago e Caracas, Lima e Montevideo. Ricche chiese, prestigiosi palazzi pubblici e privati, università, ospedali, teatri testimoniano la civiltà cui i Paesi latino-americani sono pervenuti e imponenti avenidas nel cuore delle città, lungomare o lungofiume,dove la movida urbana non si ferma mai, indicano il benessere raggiunto
PROBLEMI LEGATI AL GOVERNO
.Girare per i quartieri di Palermo a Buenos Aires, San Isidro a Lima, LasCondes a Santiago, Niterói a Rio dà l’idea dell’opulenza per le ville meravigliose immerse in fantastici giardini, così come i centri turistici internazionali di Copacabana, di Punta del Este o di Bariloche, conalberghi di granlusso affacciati su grandi spiagge sabbiose o circondate da imponenti montagne e le città industriali con imprese di importanza mondiale comel’ABC dei Santi intorno a San Paolo, Campana e Cordoba in Argentina,Iquique e Arauco in Cile, La Oroya e Callao in Perù, sono la bellissima fotografia delle realizzazioni e delle fortunate mète raggiunte.Il fiore all’occhiello dell’urbanistica sudamericana è certamente Brasilia, creata dal nulla, dall’uomo e per l’uomo: non per niente la costruzionedei due grattacieli gemelli in prossimità del Parlamento, legati tra loro dadue piani trasversali, tanto da creare una gigantesca H, che significa appunto homo, ha voluto indicare che sono state la volontà, l’imprenditoria,la fantasia dell’uomo a creare in pieno deserto una capitale avveniristica equasi perfetta.
PROBLEMI LEGATI ALLA SOCIETà
A più di due anni dall'inizio della pandemia, l'America Latina e i Caraibi sono stati danneggiati fortemente, rispetto ad altre regioni del mondo, da un numero sproporzionato di casi e decessi, subendo la più grande contrazione economica degli ultimi 120 anni. Una persona su quattro nel continente della “Speranza” non ha ripreso il lavoro e quasi la metà delle famiglie non è riuscita ad avere un reddito, come prima del Covid – 19, nonostante siano state previste misure economiche per aiutare i nuclei più vulnerabili.
La crisi economica, sanitaria e la carenza di cibo hanno messo in ginocchio il continente, facendo schizzare a 100 milioni il dato sui nuovi poveri. Nel 2020 oltre 59,7 milioni di persone – ovvero il 9,1% della popolazione totale della regione - ha sofferto la fame, che si traduce in 13,8 milioni in più rispetto al 2019.
In Centroamerica la pandemia ha avuto un impatto notevole soprattutto sull'economia delle donne: il 28% di loro ha perso il lavoro, contro il 23% degli uomini. Si attende una ripresa in Guatemala e Nicaragua nel 2022, nel 2023 in Costa Rica, nel 2025 a Panama ed El Salvador, mentre in Honduras arriverebbe solo nel 2027. Una radiografia che vede il continente sprofondare tra pandemia, violenza e diseguaglianza. Il 2020 ha segnato l’aumento anche dei femminicidi: più di 4.000 le vittime comprese nella fascia di età tra i 30 e i 44 anni (344 donne) e tra i 15 e i 29 anni. Con 335 vittime cresce anche il dato che ha coinvolto le donne adolescenti. Nei Caraibi anglofoni quattro paesi su nove, con dati disponibili sulle morti violente di genere, hanno registrato un aumento del tasso, ben 100.000 donne tra il 2019 e il 2020. La situazione viene descritta come una vera e propria “pandemia ombra”. Sul fronte sanitario dall’inizio del 2022 il piano vaccinale nel Sud America ha raggiunto con almeno una dose il 76% della popolazione, e il 64% con il programma completo, al di sopra dell'Europa (66% e 62%) e degli Stati Uniti (74% e 62%). Mentre più della metà della popolazione dei paesi con i redditi più bassi delle Americhe non è ancora stata vaccinata.
Abbiamo incontrato Luis Felipe López-Calva, direttore per l'America Latina e i Caraibi del programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (Pnud)
PETARE
In America Meridionale ci sono tanti problemi legati allo stato, ed un paese con tanti problemi legati allo stato è il Venezuela,con capitale Caracas,la quale è la città più pericolosa al mondo con più di 11 morti al giorno per scopi legati alla criminalità,e proprio in questa capitale risiede il quartere più pericoloso al mondo cioè PETARE. questo video che vi stiamo presentando è vietato ai minori di 14 anni, contiene scene di violenza... Buona Visione.
UN GRAZIE VA AL MITICO ALESSANDRO DELLA GIUSTA PER IL MAGNIFICO VIDEO
GRAZIE PER AVER VISIONATO QUESTA SPIEGAZIONE SULL'AMERICA MERIDIONALE
LAVORO SVOLTO DA GAETA MARCOGIANCARLO FOLLO MATTIA TREBINO ALESSANDRO DELLA GIUSTA
PRESENTAZIONE SULL'AMERICA MERIDIONALE
cinzia caiazza
Created on May 11, 2023
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AMERICA MERIDIONALE
INDICE
STATI
TURISMO
PROBLEMI
TERRITORIO
TIPO DI GOVERNO
PETARE
STORIA
FINE
ECONOMIA
STATI
TERRITORIO
Il territorio dell’America meridionale appartiene all’emisfero australe ed è pari al 12% delle terre emerse. Il continente è bagnato a nord dal mar Caraibico ad est dall’oceano Atlantico ad ovest dall’oceano Pacifico. Le coste settentrionali, che si affacciano sul mar Caraibico, non hanno molte articolazioni, ma si aprono in grandi golfi. Quelle affacciate sull’oceano Atlantico sono sabbiose,con numerose paludi e lagune. Le coste del Pacifico sono alte e rocciose, mentre a sud sono incise da infinite frastagliature. Il continente sud americano non ha grandi isole paragonabili a quelle dell’America del nord. Nell’oceano Atlantico ci sono Trinidad e Tobago mentre nel Pacifico si trovano le Galapagos. Le isole della Terra del Fuoco costituiscono l’estrema propaggine meridionale del continente. La Cordigliera delle Ande è un’ampia fascia montuosa costituita da serie di catene che si succedono lungo tutta la costa del continente affacciata sul pacifico. La loro origine è comune a quella delle catene costiere del nord America. I versanti rivolti al mare sono ripidi e scoscesi, mentre quelli rivolti all’interno hanno forme dolci.
TERRITORIO
Queste catene sono caratterizzate da vette molto alte che si ergono nella parte centrale della cordigliera. Buona parte delle catene montuose è costituita da vulcani attivi, capaci di spaventose eruzioni. Anche i terremoti sono frequenti e raggiungono intensità notevoli. Gli altopiani, di notevole estensione, sorgono nella parte settentrionale e centrale. I più importanti sono quello della Guayana, gli altipiani del Brasile e quello della Patagonia. Siccome la Cordigliera delle Ande si sviluppa alle spalle della costa, i fiumi che sfociano nel Pacifico hanno un corso breve. Al contrario, i fiumi che si dirigono all’Atlantico attraversano vasti territori, sicché sono molto lunghi e possiedono bacini molto estesi. Il più gran fiume è il Rio delle Amazzoni, il secondo del Mondo per lunghezza. I laghi del continente, non numerosi, appartengono a tre tipi: i laghi costieri, i laghi dell’altopiano appartenente all’area orientale della cordigliera e i laghi d’origine glaciale, presenti nel Sud del continente.
FORME DI GOVERNO
La repubblica presidenziale (o presidenzialismo) è una forma di governo, che appartiene alle forme di democrazia rappresentativa, in cui il potere esecutivo si concentra nella figura del Presidente che è sia il capo dello Stato sia il capo del governo. Generalmente questo è democraticamente eletto direttamente dai cittadini e forma il suo governo; essendo capo di Stato non ha bisogno di voto di fiducia parlamentare anche perché, avendo già ottenuto il voto della maggioranza dei cittadini, non ha bisogno della fiducia dei loro rappresentanti. La legittimazione attraverso il voto conferisce al presidente una chiara superiorità rispetto ai suoi ministri, non sempre rimarcata nei sistemi parlamentari.
FORME DI GOVERNO
Lo Stato federale è una forma di Stato in cui il paese preso in considerazione è formato dall'unione di due o più Stati, detti stati federati, i quali, pur conservando una parte della loro sovranità, sono uniti a livello politico, economico e territoriale tra di loro e formano un unico Stato, e possono essere assoggettati ciascuno ad autorità politica, in genere definita governatore o viceré, che lavora e amministra il territorio per conto del capo di Stato. Ciascuno Stato federato possiede una più ampia autonomia rispetto ad altre suddivisioni come province, la cui autonomia è quasi del tutto assente, e può possedere un proprio ordinamento legislativo, seppur controllato da un unico governo centrale da cui dipendono indirettamente i governi federati. Esempi storici di stati federali possono essere l'Impero tedesco, l'Unione Sovietica, la Svizzera o gli Stati Uniti.
FORME DI GOVERNO
La repubblica semipresidenziale o più correttamente, un regime/sistema semipresidenziale (il «semipresidenzialismo») è una forma di governo (o un regime), appartenente alle forme della democrazia rappresentativa o indiretta. In tale contesto il governo si trova a dipendere dalla fiducia di due organi designati da due differenti consultazioni elettorali, il Presidente della repubblica e il Parlamento. Il Primo Ministro viene perciò nominato dal Presidente, ma necessita, insieme al resto del suo esecutivo, della fiducia parlamentare. In sintesi con sistema semipresidenziale si intende un sistema nel quale: il Presidente della repubblica è eletto direttamente dal popolo e, soprattutto, ha sostanziali e reali poteri propri; il Primo Ministro e il suo Governo sono responsabili davanti al Parlamento, in quanto espressione della maggioranza di esso a seguito delle elezioni.
STORIA
Il continente americano fu abitato in principio da popolazioni nomadi che circa quarantamila anni fa giunsero dall'Asia attraverso lo stretto di Bering. La seconda fase del popolamento del continente fu l'arrivo di Cristoforo Colombo, in poche decine di anni i spagnoli e portoghesi conquistarono l'intero Sudamerica tranne le colonie olandesi e sassoni nella Guyana. Durante i tre secoli di dominazione coloniale furono cancellate le identità culturali esistenti e in alcuni casi sterminate diverse popolazioni. Il modello coloniale spagnolo era di tipo feudale e le propietà erano affidate dalla corona ai colonizzatori che avevano il potere assoluto sulle terre e le risorse che essa conteneva. Questo spiega anche il ritardo economico del Paese. La coltura spagnola e portoghese si instaurò sia nella lingua sia nella religione e nela struttura economica diventata di tipo latifondista.
STORIA
Un atto indispensabile per far emergere il Brasile come uno Stato nazionale fu la creazione, dopo le guerre napoleoniche, della capitale a Rio de Janeiro elevandolo così a status di regno del Brasile, un regno nel Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve (1807 – 1821). Al dissolversi pacificamente di questo regno fece seguito l'Impero del Brasile. L'indipendenza fu proclamata nel 1822 dal figlio del re del Portogallo. Don Pedro I del Brasile stabilì una monarchia costituzionale fino a quando fu proclamata la repubblica nel 1889.
STORIA
Nel corso del ventesimo secolo nel Sudamerica si insediarono diverse dittature e salirono al potere molti uomini forti. Ma verso la fine del secolo la maggior parte del continente di fatto era retto da governi eletti democraticamente, anche se non in tutti i casi si vennero a stabilire istituzioni di carattere duraturo. Lo sviluppo economico di Argentina, Brasile, e Uruguay contribuirono all'inizio del Novecento ad attrarre un gran numero di immigrati, soprattutto provenienti da Europa e Asia. Solo in misura molto minore la nuova ondata migratoria interessò il resto del continente, mentre talune aree ne furono totalmente escluse. Il Canale di Panama aperto nel 1914 ebbe un impatto economico-sociale notevole per il Sudamerica. La Guerra del Chaco (1932 – 1935) combattuta tra la Bolivia e il Paraguay per il controllo del fiume Paraguay, si concluse con la vittoria di quest'ultimo. Fu una guerra tra due dei paesi che rimasero fra i più poveri del Sudamerica lungo tutto il Novecento. Durante la prima e la seconda guerra mondiale, il continente rimase al sicuro dall'ondata distruttiva che aveva colpito Europa, Asia e Africa, il che comportò una nuova ondata migratoria di migliaia di profughi. Con la fine del conflitto, il 30 aprile 1948, si fonda l'Organizzazione degli Stati Americani a Bogotà. Il 9 aprile era stato assassinato il leader popolare Jorge Eliécer Gaitán sempre a Bogotá, che portò la Colombia ad un conflitto politico che durò per il resto del secolo.
STORIA
La guerra fredda ebbe conseguenze significative sul suolo americano. Nel primo semestre del 1960 la rivoluzione comunista a Cuba, guidata da Fidel Castro e Che Guevara, diresse la politica del paese verso l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), divenendo un alleato incondizionato a scapito degli interessi geostrategici degli Stati Uniti. Si pose un ferreo blocco economico all'isola. Fra gli anni sessanta e settanta alcuni governi, in Argentina, Brasile, Cile, Uruguay, furono allontanati o rovesciati da una serie di dittature non allineate. Con la fine della Guerra Fredda, e con la caduta del muro di Berlino, il continente ha visto affacciarsi il neoliberismo, un insieme di proposte politico-economiche con l'accento sulla libera circolazione dei capitali e la privatizzazione delle imprese pubbliche. A questi processi contribuirono la Banca Mondiale, l'Organizzazione Mondiale del Commercio e il Fondo Monetario Internazionale (FMI).
ECONOMIA
L'economia sudamericana è stata caratterizzata in questi ultimi decenni da una bassa crescita e una bassa competitività rispetto ai ben più dinamici mercati emergenti di Cina e India. Tuttavia a partire dal 2004 si è verificato un enorme aumento della crescita del PIL e anche della competitività. Sono configurate enormi differenze regionali e un'accentuata disparità nella distribuzione del reddito. La maggior parte della ricchezza è concentrata nelle mani di una minoranza della popolazione, mentre milioni di individui sperimentano livelli di privazione che raggiunge, in casi estremi, la povertà assoluta. Il divario economico tra ricchi e poveri, nella maggior parte delle nazioni del Sudamerica, è considerata superiore rispetto alla media dei paesi degli altri continenti. In Venezuela, Paraguay, Bolivia e molti altri paesi sudamericani, il 20% della popolazione più ricca detiene più del 60% della ricchezza nazionale, mentre il 20% della popolazione più povera ne possiede meno del 5%.
SETTORE PRIMARIO
L’America del Sud è ricca di risorse del sottosuolo: petrolio, gas naturale, rame, ferro. Altre risorse importanti sono quella forestale e quella della pesca soprattutto in Bolivia e in Paraguay.L’agricoltura è caratterizzata da colture per l’esportazione (grandi piantagioni controllate da aziende multinazionali) e da latifondi per l’allevamento. Sui terreni meno fertili si pratica un’agricoltura di sussistenza.
SETTORE SECONDARIO
È legato soprattutto alla lavorazione delle materie prime: trasformazione dei prodotti agricoli, lavorazione dei minerali, manifatture come in Argentina e in Colombia.
SETTORE TERZIARIO
Il turismo è una delle fonti di reddito più importanti per molti paesi della zona,come in Brasile,in Cile e in Venezuela
TURISMO
Quando si parla di turismo in Sud America si pensa spesso a distese di spiagge soleggiate e bagnate dal mare. L’isola Margarita, al largo delle coste settentrionali del Venezuela, corrisponde in pieno alle aspettative. Ma è anche il posto giusto per capire come l’industria turistica, in America Latina, si stia adattando a nuove realtà. Dalla Fiera Internazionale del Turismo del Venezuela che ha avuto luogo sull’isola, sono emerse due esigenze: la prima, quella di un turismo più sostenibile; la seconda, rispettare le comunità locali e renderle partecipi dei benefici del settore. Alejandro Fleming, Ministro del turismo venezuelano: “Abbiamo bisogno di un turismo che non si sostituisca ad altre attività economiche, ma che sia piuttosto un complemento alle altre attività. Prendendo l’esempio delle spiagge e dei pescatori, è chiaro che i pescatori debbano essere coinvolti nello sviluppo turistico delle aree costiere. Di mattina possono pescare e il pomeriggio possono lavorare come operatori turistici”. César José de los Santos, vice ministro del turismo regionale nella Repubblica Dominicana: “Questo è il futuro del turismo, e stiamo lavorando per un turismo che distribuisca meglio i suoi profitti”.
PROBLEMI LEGATI AL TERRITORIO
Sud America tra Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay è stato devastato da alluvioni di forte intensità. Tutti i principali corsi d’acqua sono esondati e circa 150.000 persone sono state evacuate. Si contano purtroppo anche 6 vittime per un’ondata di maltempo di proporzioni straordinarie non solo per la sua entità, ma soprattutto per la sua estensione. Le inondazioni sono provocate da piogge eccezionali determinate a loro volta dal fenomeno di El Nino, che ha conseguenze disastrose sul clima Sud Americano. Tra le città più colpite c’è Asuncion, la Capitale del Paraguay, ma anche Brasile, Argentina e Uruguay presentano situazioni drammatiche.
PROBLEMI LEGATI AL TERRITORIO
Paesi come Argentina, Brasile e Cile non sono estranei alle ondate di calore e alle siccità, ma negli ultimi anni la crisi del cambiamento climatico sta alterando in modo estremo il ciclo dell’acqua e, con questo, le riserve idriche disponibili. Non solo i fenomeni meteorologici estremi si verificano con maggiore frequenza e intensità, ma anche la disponibilità e la qualità delle risorse d’acqua diminuiscono in modo sempre più considerevole. I cicli delle precipitazioni cambiano costantemente, le temperature aumentano e – in varie regioni del Cono Sud del pianeta – si verificano eventi meteorologici estremi sempre più gravi e ricorrenti, come siccità, ondate di caldo, piogge intense, inondazioni improvvise, uragani e scioglimento dei ghiacciai. Questa combinazione di eventi influenza la sicurezza alimentare e idraulica, la salute umana e la stabilità degli ecosistemi naturali. A Lima milioni di persone rischiano di non avere più accesso all’acqua nei prossimi mesi, proprio a causa della siccità. L’assenza di pioggia negli altipiani centrali e meridionali del Perù ha destato grande preoccupazione, poiché è proprio grazie alla pioggia che si riesce ad aumentare la portata dei fiumi del Paese – gli stessi che, a loro volta, riempiono i bacini idrici di Lima. Risalgono a poche settimane fa, infatti, gli avvisi del Sedapal, il Servizio di acqua potabile e fognatura di Lima, sull’utilizzo responsabile dell’acqua al fine di evitare un razionamento. Il governo del Perù ha inoltre dichiarato, il 3 dicembre scorso, lo stato di emergenza della durata di sessanta giorni in centoundici distretti di quattordici province.
PROBLEMI LEGATI AL GOVERNO
Nell’ambito della grande impresa vespucciana, se io dovessi parlaredell’America meridionale a giovani allievi, dopo aver detto dei contrastiche già il navigatore aveva percepito nei suoi viaggi che lo avevano portatodalla costa della Colombia fino quasi alla Terra del Fuoco, cercherei di dare un quadro dei grandi paradossi e dei problemi, che questo subcontinente presenta.Grande quasi due volte l’Europa, l’America del Sud gode di unaspettacolare varietà di paesaggi, diversissimi tra loro, che danno luogoad un’impressionante disomogeneità. Nel suo contesto infatti troviamoil più vuoto, il più desolato e lunare deserto del mondo, quello di Atacama, dalle abbacinanti formazioni saline a perdita d’occhio, e l’interminabile, scura e umidissima foresta amazzonica pressoché impenetrabile,canyon vertiginosi dai profili taglienti della Región de Magallanes e infinite pianure disarborate, punteggiate da grandi stagni, ora dolci ora salati, della pampa argentina, geyser e vulcani andini incappucciati di nevieterne e fiumi maestosi che improvvisamente precipitano in fragorosecascate come quelle di Iguassù e dell’Angel, con grandi, magici arcobaleni che si intersecano e sovrastano il pulviscolo di acqua che si leva dalloro letto, fiordi tortuosi ingombri di isole nel Cile meridionale e oasitropicali sorprendenti per la falda freatica che improvvisamente affiorain mezzo al deserto peruviano, terre dal delizioso clima mediterraneonella regione di Valparaiso ed altre estreme, battute dai gelidi venti antartici, coperte da una grigia, continua cortina di nubi intorno a PuntaArenas ed a Ushuaia, mari sottili dalle larghe falcature sabbiose di Leblon o di Mar del Plata e mari profondi bordati da ripide falesie lambitidalla fredda Corrente di Humboldt.
PROBLEMI LEGATI AL GOVERNO
E l’uomo? E l’uomo in questo contesto si è adattato e ha cercato didominare la natura pure là dove pareva tremendamente matrigna e repulsiva. Ma proprio per la disomogeneità ambientale e per la loro origine altrettanto diversa i circa 360 milioni di persone, europei, indios, neri, meticci,che vivono in America meridionale presentano fortissime differenze percondizioni abitative, religione, istruzione, sanità, comunicazioni, reddito egenere di vita, nonostante i secoli li abbiano in parte avvicinati.Intanto emerge subito la irregolarità nella distribuzione della popolazione che passa da 1-2 ab/km2 in estese regioni come Amazzonia e MatoGrosso in Brasile, Chubut e Santa Cruz in Argentina, Madre de Dios e Loreto in Perù, Galápagos e Pastaza in Equador, Punta Arenas e Coihaque inCile, Delta Amacuro in Venezuela, Beni in Bolivia, a formicai urbani comeBuenos Aires, con 15 mila ab/km2.Un turista anche frettoloso che si rechi nelle principali città sudamericane non può non rimanere impressionato dall’impianto urbano a scacchiera del periodo coloniale, che si è andato allargando a macchia d’olio ea cui si sono affiancate selve di modernissimi grattacieli che rendono similitra loro quartieri di Buenos Aires e Rio, Santiago e Caracas, Lima e Montevideo. Ricche chiese, prestigiosi palazzi pubblici e privati, università, ospedali, teatri testimoniano la civiltà cui i Paesi latino-americani sono pervenuti e imponenti avenidas nel cuore delle città, lungomare o lungofiume,dove la movida urbana non si ferma mai, indicano il benessere raggiunto
PROBLEMI LEGATI AL GOVERNO
.Girare per i quartieri di Palermo a Buenos Aires, San Isidro a Lima, LasCondes a Santiago, Niterói a Rio dà l’idea dell’opulenza per le ville meravigliose immerse in fantastici giardini, così come i centri turistici internazionali di Copacabana, di Punta del Este o di Bariloche, conalberghi di granlusso affacciati su grandi spiagge sabbiose o circondate da imponenti montagne e le città industriali con imprese di importanza mondiale comel’ABC dei Santi intorno a San Paolo, Campana e Cordoba in Argentina,Iquique e Arauco in Cile, La Oroya e Callao in Perù, sono la bellissima fotografia delle realizzazioni e delle fortunate mète raggiunte.Il fiore all’occhiello dell’urbanistica sudamericana è certamente Brasilia, creata dal nulla, dall’uomo e per l’uomo: non per niente la costruzionedei due grattacieli gemelli in prossimità del Parlamento, legati tra loro dadue piani trasversali, tanto da creare una gigantesca H, che significa appunto homo, ha voluto indicare che sono state la volontà, l’imprenditoria,la fantasia dell’uomo a creare in pieno deserto una capitale avveniristica equasi perfetta.
PROBLEMI LEGATI ALLA SOCIETà
A più di due anni dall'inizio della pandemia, l'America Latina e i Caraibi sono stati danneggiati fortemente, rispetto ad altre regioni del mondo, da un numero sproporzionato di casi e decessi, subendo la più grande contrazione economica degli ultimi 120 anni. Una persona su quattro nel continente della “Speranza” non ha ripreso il lavoro e quasi la metà delle famiglie non è riuscita ad avere un reddito, come prima del Covid – 19, nonostante siano state previste misure economiche per aiutare i nuclei più vulnerabili. La crisi economica, sanitaria e la carenza di cibo hanno messo in ginocchio il continente, facendo schizzare a 100 milioni il dato sui nuovi poveri. Nel 2020 oltre 59,7 milioni di persone – ovvero il 9,1% della popolazione totale della regione - ha sofferto la fame, che si traduce in 13,8 milioni in più rispetto al 2019. In Centroamerica la pandemia ha avuto un impatto notevole soprattutto sull'economia delle donne: il 28% di loro ha perso il lavoro, contro il 23% degli uomini. Si attende una ripresa in Guatemala e Nicaragua nel 2022, nel 2023 in Costa Rica, nel 2025 a Panama ed El Salvador, mentre in Honduras arriverebbe solo nel 2027. Una radiografia che vede il continente sprofondare tra pandemia, violenza e diseguaglianza. Il 2020 ha segnato l’aumento anche dei femminicidi: più di 4.000 le vittime comprese nella fascia di età tra i 30 e i 44 anni (344 donne) e tra i 15 e i 29 anni. Con 335 vittime cresce anche il dato che ha coinvolto le donne adolescenti. Nei Caraibi anglofoni quattro paesi su nove, con dati disponibili sulle morti violente di genere, hanno registrato un aumento del tasso, ben 100.000 donne tra il 2019 e il 2020. La situazione viene descritta come una vera e propria “pandemia ombra”. Sul fronte sanitario dall’inizio del 2022 il piano vaccinale nel Sud America ha raggiunto con almeno una dose il 76% della popolazione, e il 64% con il programma completo, al di sopra dell'Europa (66% e 62%) e degli Stati Uniti (74% e 62%). Mentre più della metà della popolazione dei paesi con i redditi più bassi delle Americhe non è ancora stata vaccinata. Abbiamo incontrato Luis Felipe López-Calva, direttore per l'America Latina e i Caraibi del programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (Pnud)
PETARE
In America Meridionale ci sono tanti problemi legati allo stato, ed un paese con tanti problemi legati allo stato è il Venezuela,con capitale Caracas,la quale è la città più pericolosa al mondo con più di 11 morti al giorno per scopi legati alla criminalità,e proprio in questa capitale risiede il quartere più pericoloso al mondo cioè PETARE. questo video che vi stiamo presentando è vietato ai minori di 14 anni, contiene scene di violenza... Buona Visione.
UN GRAZIE VA AL MITICO ALESSANDRO DELLA GIUSTA PER IL MAGNIFICO VIDEO
GRAZIE PER AVER VISIONATO QUESTA SPIEGAZIONE SULL'AMERICA MERIDIONALE
LAVORO SVOLTO DA GAETA MARCOGIANCARLO FOLLO MATTIA TREBINO ALESSANDRO DELLA GIUSTA