la tomba di GIULIANO DE' MEDICI DUCA DI NEMOURS
Index
1.
IIntroduzione
2.
Giuliano de' Medici
3.
strutturazione della toba
4.
La Notte
5.
il Giorno
Introduzione
La tomba di Giuliano de' Medici duca di Nemours è un complesso scultoreo e architettonico in marmo (650x470 cm). Commissionata da Papa Leone X e dal cardinale Giulio de' Medici (futuro Clemente VII), di Michelangelo Buonarroti. Databile al 1524-1534 e facente parte della decorazione della Sagrestia Nuova in San Lorenzo a Firenze.
+ info
GIULIANO DE' MEDICI
Giuliano de' Medici, duca di Nemours, primo personaggio di Casa Medici ad ottenere un titolo nobiliare, morì nel 1516 a trentasette anni. Tre anni dopo scomparve anche suo nipote, il pressoché coetaneo Lorenzo duca d'Urbino, estinguendo le linee legittime di discendenza del ramo principale della famiglia. Nacque in queste circostanze la decisione di affidare a Michelangelo la costruzione di un sepolcro principesco per i due rampolli deceduti, da inserire nella chiesa di famiglia, San Lorenzo a Firenze.
STRUTTURA E INFORMAZIONI
Stabilito di fare un lavoro simile alla più antica Sagrestia Vecchia di Brunelleschi, si pensò di seppellire in questo nuovo sacello monumentale anche i due "Magnifici", Lorenzo e Giuliano ,rispettivamente padre e zio del papa. La riprogettazione della Sagrestia Nuova prese avvio già verso il 1519, e i lavori cominciarono nel 1521. Dopo l'interruzione per la morte del papa, ripresero nel 1524
I modelli per i sepolcri dei due "duchi" vennero approntati quell'anno. L'opera si protrasse a lungo, anche per i numerosi impegni presi dall'artista come la creazione della Biblioteca Medicea Laurenziana e la tomba di Giulio II. arrivò, sempre più stancamente, a una soluzione con un numero minore di statue rispetto a quanto programmato: solo tre invece di cinque o sette. Non vennero infatti mai realizzate le due personificazioni di fiumi infernali da porre ai piedi del sepolcro, né le statue per le due nicchie laterali, che dovevano rappresentare il Cielo e la Terra .
Le spoglie del duca Giuliano sono all'interno di una cassa marmorea, ispirata a un'antica nel Pantheon retta da due piedritti e sormontata da un arco di catenaria spezzato al centro e ornato da volute alle estremità. Sulle due porzioni dell'arco si trovano le personificazioni delle fasi della giornata, una maschile e una femminile, in questo caso la Notte a sinistra e il Giorno a destra.
La linea spezzata sopra il sarcofago è stata interpretata come un'apertura simbolica attraverso cui l'anima, distaccata dal corpo, può elevarsi e trovare immagine nel ritratto idealizzato di Giuliano, che si trova nella nicchia centrale del partito superiore.
raffigurazione di giuliano
Il ritratto di Giuliano de' Medici duca di Nemours è seduto, con entrambe le mani sul bastone del comando, con testa e gambe che scattano in un movimento verso destra, simile a quello del Mosè. Tra i motivi decorativi originali spicca il mascherone appuntato sul petto. Le due parti del giorno, Giorno e Notte, sono invece una riflessione sul trascorrere del tempo e sul destino umano: non a caso, i ritratti sia di Giuliano che di Lorenzo rivolgono il loro sguardo alla Madonna col Bambino, fine e sollievo dell'umana sofferenza.
La Notte
La Notte è una scultura in marmo
Ed è una delle quattro allegorie delle Parti della Giornata. La Notte fu tra le prime sculture ad essere conclusa e godette di una straordinaria fama.
La Notte è rappresentata come una personificazione femminile, semidistesa e nuda, come le altre statue della serie. Il braccio sinistro sta piegato dietro la schiena e quello destro regge la testa appoggiandosi alla coscia sinistra. Ciò provoca una torsione che ruota il busto in favore dello spettatore. I capelli sono lunghi, raccolti in trecce e in testa indossa un diadema col crescente e una stella.
IL GIORNO
Il Giorno è una scultura in marmo, ed è una delle quattro allegorie delle Parti della Giornata, e si trova a destra sul sarcofago . Il Giorno venne probabilmente iniziato nel 1526, quando la tomba di Lorenzo veniva terminata e quella di Giuliano avviata.
È l'unica, tra la serie di allegorie, a dare le spalle allo spettatore, in una posa a contrapposto rispetto a quella della vicina Notte.
Il gomito sinistro è piegato in appoggio, mentre il braccio destro si allunga all'indietro per cercare qualcosa: solo l'avambraccio è effettivamente scolpito, la mano invece si perde nella parte non scolpita. Le gambe sono accavallate in senso opposto alla rotazione del busto e questo avvitamento è evidenziato anche dalla rotazione della testa verso lo spettatore. Il volto barbuto, appena sbozzato, mostra solo un'espressione misteriosa, altamente evocativa ed emblematica proprio per la sua incompiutezza.
L'opera ha ricevuto numerose interpretazioni: simbolo politico della ribellione dalla schiavitù, o tema autobiografico dello slancio verso la libertà; simbolo della luce cristiana o personificazione della vita; allegoria del fuoco o del temperamento collerico; personificazione dell'azione, del dolore, dell'ira, del disprezzo o della vendetta.
Il gomito sinistro è piegato in appoggio, mentre il braccio destro si allunga all'indietro per cercare qualcosa: solo l'avambraccio è effettivamente scolpito, la mano invece si perde nella parte non scolpita. Le gambe sono accavallate in senso opposto alla rotazione del busto e questo avvitamento è evidenziato anche dalla rotazione della testa verso lo spettatore. Il volto barbuto, appena sbozzato, mostra solo un'espressione misteriosa, altamente evocativa ed emblematica proprio per la sua incompiutezza.
L'opera ha ricevuto numerose interpretazioni: simbolo politico della ribellione dalla schiavitù, o tema autobiografico dello slancio verso la libertà; simbolo della luce cristiana o personificazione della vita; allegoria del fuoco o del temperamento collerico; personificazione dell'azione, del dolore, dell'ira, del disprezzo o della vendetta.
grazie ! lavoro svolto da denise amore
michelangelo la tomba di giuliano de' medici
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la tomba di GIULIANO DE' MEDICI DUCA DI NEMOURS
Index
1.
IIntroduzione
2.
Giuliano de' Medici
3.
strutturazione della toba
4.
La Notte
5.
il Giorno
Introduzione
La tomba di Giuliano de' Medici duca di Nemours è un complesso scultoreo e architettonico in marmo (650x470 cm). Commissionata da Papa Leone X e dal cardinale Giulio de' Medici (futuro Clemente VII), di Michelangelo Buonarroti. Databile al 1524-1534 e facente parte della decorazione della Sagrestia Nuova in San Lorenzo a Firenze.
+ info
GIULIANO DE' MEDICI
Giuliano de' Medici, duca di Nemours, primo personaggio di Casa Medici ad ottenere un titolo nobiliare, morì nel 1516 a trentasette anni. Tre anni dopo scomparve anche suo nipote, il pressoché coetaneo Lorenzo duca d'Urbino, estinguendo le linee legittime di discendenza del ramo principale della famiglia. Nacque in queste circostanze la decisione di affidare a Michelangelo la costruzione di un sepolcro principesco per i due rampolli deceduti, da inserire nella chiesa di famiglia, San Lorenzo a Firenze.
STRUTTURA E INFORMAZIONI
Stabilito di fare un lavoro simile alla più antica Sagrestia Vecchia di Brunelleschi, si pensò di seppellire in questo nuovo sacello monumentale anche i due "Magnifici", Lorenzo e Giuliano ,rispettivamente padre e zio del papa. La riprogettazione della Sagrestia Nuova prese avvio già verso il 1519, e i lavori cominciarono nel 1521. Dopo l'interruzione per la morte del papa, ripresero nel 1524
I modelli per i sepolcri dei due "duchi" vennero approntati quell'anno. L'opera si protrasse a lungo, anche per i numerosi impegni presi dall'artista come la creazione della Biblioteca Medicea Laurenziana e la tomba di Giulio II. arrivò, sempre più stancamente, a una soluzione con un numero minore di statue rispetto a quanto programmato: solo tre invece di cinque o sette. Non vennero infatti mai realizzate le due personificazioni di fiumi infernali da porre ai piedi del sepolcro, né le statue per le due nicchie laterali, che dovevano rappresentare il Cielo e la Terra .
Le spoglie del duca Giuliano sono all'interno di una cassa marmorea, ispirata a un'antica nel Pantheon retta da due piedritti e sormontata da un arco di catenaria spezzato al centro e ornato da volute alle estremità. Sulle due porzioni dell'arco si trovano le personificazioni delle fasi della giornata, una maschile e una femminile, in questo caso la Notte a sinistra e il Giorno a destra.
La linea spezzata sopra il sarcofago è stata interpretata come un'apertura simbolica attraverso cui l'anima, distaccata dal corpo, può elevarsi e trovare immagine nel ritratto idealizzato di Giuliano, che si trova nella nicchia centrale del partito superiore.
raffigurazione di giuliano
Il ritratto di Giuliano de' Medici duca di Nemours è seduto, con entrambe le mani sul bastone del comando, con testa e gambe che scattano in un movimento verso destra, simile a quello del Mosè. Tra i motivi decorativi originali spicca il mascherone appuntato sul petto. Le due parti del giorno, Giorno e Notte, sono invece una riflessione sul trascorrere del tempo e sul destino umano: non a caso, i ritratti sia di Giuliano che di Lorenzo rivolgono il loro sguardo alla Madonna col Bambino, fine e sollievo dell'umana sofferenza.
La Notte
La Notte è una scultura in marmo Ed è una delle quattro allegorie delle Parti della Giornata. La Notte fu tra le prime sculture ad essere conclusa e godette di una straordinaria fama. La Notte è rappresentata come una personificazione femminile, semidistesa e nuda, come le altre statue della serie. Il braccio sinistro sta piegato dietro la schiena e quello destro regge la testa appoggiandosi alla coscia sinistra. Ciò provoca una torsione che ruota il busto in favore dello spettatore. I capelli sono lunghi, raccolti in trecce e in testa indossa un diadema col crescente e una stella.
IL GIORNO
Il Giorno è una scultura in marmo, ed è una delle quattro allegorie delle Parti della Giornata, e si trova a destra sul sarcofago . Il Giorno venne probabilmente iniziato nel 1526, quando la tomba di Lorenzo veniva terminata e quella di Giuliano avviata.
È l'unica, tra la serie di allegorie, a dare le spalle allo spettatore, in una posa a contrapposto rispetto a quella della vicina Notte.
Il gomito sinistro è piegato in appoggio, mentre il braccio destro si allunga all'indietro per cercare qualcosa: solo l'avambraccio è effettivamente scolpito, la mano invece si perde nella parte non scolpita. Le gambe sono accavallate in senso opposto alla rotazione del busto e questo avvitamento è evidenziato anche dalla rotazione della testa verso lo spettatore. Il volto barbuto, appena sbozzato, mostra solo un'espressione misteriosa, altamente evocativa ed emblematica proprio per la sua incompiutezza.
L'opera ha ricevuto numerose interpretazioni: simbolo politico della ribellione dalla schiavitù, o tema autobiografico dello slancio verso la libertà; simbolo della luce cristiana o personificazione della vita; allegoria del fuoco o del temperamento collerico; personificazione dell'azione, del dolore, dell'ira, del disprezzo o della vendetta.
Il gomito sinistro è piegato in appoggio, mentre il braccio destro si allunga all'indietro per cercare qualcosa: solo l'avambraccio è effettivamente scolpito, la mano invece si perde nella parte non scolpita. Le gambe sono accavallate in senso opposto alla rotazione del busto e questo avvitamento è evidenziato anche dalla rotazione della testa verso lo spettatore. Il volto barbuto, appena sbozzato, mostra solo un'espressione misteriosa, altamente evocativa ed emblematica proprio per la sua incompiutezza.
L'opera ha ricevuto numerose interpretazioni: simbolo politico della ribellione dalla schiavitù, o tema autobiografico dello slancio verso la libertà; simbolo della luce cristiana o personificazione della vita; allegoria del fuoco o del temperamento collerico; personificazione dell'azione, del dolore, dell'ira, del disprezzo o della vendetta.
grazie ! lavoro svolto da denise amore