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Napoli, le emozioni nell'arte

PATRIZIA NAPOLANO

Created on May 11, 2023

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Napoli, le emozioni nell' arte

Bardaro Annalisa, Coppeto Chiara, Esposito Denise, Migliaccio Carmen e Napolono Patrizia

Rione Sanità

luce

Negli ultimi anni Rione Sanità è diventato un luogo cult anche dal punto di vista della street art e punto di riferimento anche per molti artisti internazionali.Un esempio che possiamo fare è dell’artista Cruz che ti ha realizzato, in collaborazione con i bambini del quartiere, un grande murales dal titolo “Luce”.Si tratta del primo progetto di Street Art al Rione Sanità curato dall’associazione “Il Fazzoletto di Perle” e realizzato in collaborazione con Fondazione di Comunità San Gennaro e patrocinato dal Comune di Napoli. L’iniziativa rientra nell’ambito di un progetto più ampio che vede la comunità locale impegnata nel promuovere l’arte da tutti i punti di vista, anche da quello decisamente giovane e moderno tipico della street. Il titolo “Luce” non è casuale: l’opera campeggia sulla parete dell’edificio antistante la Basilica di S. Maria della Sanità e ne ricopre quasi totalmente la facciata con un murales tondo che sembra quasi un fascio di luce. Soggetti dell’opera sono poi i volti dei ragazzi e delle ragazze di Rione Sanità, delle sue strade e dei suoi vicoli, che sembrano rappresentare una luce di speranza per il futuro e per tutta la comunità.

Esposito Denise

Rione Sanità

Resis-tiamo

Su una parete della Facciata della Basilica di S. Maria della Sanità, quella all’ombra del maestoso ponte della Sanità, prendono corpo due figure: un uomo e una donna si abbracciano e si sostengono come in un passo di danza. Sono due ragazzi napoletani che hanno superato una terribile malattia con le cure e hanno affrontato un calvario con l’amore. Il disegno racconta una vittoria e lancia un messaggio di speranza. “Il murale prende vita da una storia vera. I due innamorati sono stati scelti come simbolo della resistenza alla violenza, alle malattie e alle offese. E la loro storia si sposa perfettamente a quella della Sanità che nasce come quartiere della salubrità. Il progetto ha coinvolto chi abita qui e per la prima volta in Italia, forse, si consente a un artista contemporaneo di disegnare su una basilica”

Napolano Patrizia

Quartieri spagnoli, vico S. Anna

Napoli sotteranea

La Napoli sotterranea è legata alla conformazione geologica del territorio e alle esigenze di approvvigionamento idrico e di materiale da costruzione della città. Diverse trasformazioni nel corso dei secoli hanno portato alla creazione di cisterne, acque potabili e ricoveri per la popolazione durante la seconda guerra mondiale. Dopo anni di abbandono, il sottosuolo è stato riportato alla luce grazie all'impegno di volontari e alla creazione della Libera Associazione Escursionisti Sottosuolo. Durante le visite guidate, è possibile ammirare vecchie cisterne e graffiti storici sulle mura. La Napoli sotterranea è un vero e proprio museo del sottosuolo che offre una nuova prospettiva sulla storia della città.

Bardaro Annalisa

Quartieri Spagnoli

Murales: diego armando maradona

Tra le vie strette dei Quartieri Spagnoli è facile imbattersi in una serie di murales che raccontano la storia presente e passata di Napoli. Una galleria d'arte a cielo aperto che rappresenta una manna da cielo per i fotografi più curiosi che vogliono catturare il lato underground che si mischia con l'architettura storica dei Quartieri Spagnoli. Non mancano le opere d' arte dedicate a Diego Armando Maradona.Napoli ha omaggiato Maradona ritraendolo dappertutto: statue, magliette, bandiere, quadri, opere di ogni genere. Tra queste, una delle prime rappresentazioni di street-art è stata sicuramente quella che oggi è diventata meta principale per tutti gli appassionati di calcio - e non solo.Un tributo maradoniano, un altare: nel cuore di Napoli, ai quartieri spagnoli, e precisamente su una facciata di un palazzo di via Emanuele de Deo, nel 1990 nasce un dipinto di Diego che oggi contribuisce a mantenere vivo il suo significato per la città partenopea.Mario Filardi ha iniziato la realizzazione dell'opera, nell'intento di ritrarre Diego Armando Maradona in un'azione di gioco, con la maglia numero azzurra con cui è riuscito a scrivere la storia e la fascia di capitano, la stessa che Bruscolotti decise di cedergli, consapevole della grandezza dell'uomo e calciatore. Tre giorni e due notti: tanto è servito al giovane Mario Filardi per portare inizialmente a termine l'opera nei quartieri spagnoli. Nel 2016, l'opera, ormai consumata dal tempo, ha avuto bisogno di un restauro: Salvatore Iodice, artista e artigiano locale, riuscì a ristabilire i colori dell'opera, dando nuova vita al ritratto di Diego Armando Maradona.Nel 2017, poi, un nuovo ritocco: il volto del Pibe de Oro è stato reso maggiormente realistico da un'artista argentino, Francisco Basoletti, con l'autorizzazione del primo autore dell'opera stessa.

Esposito Denise

San Gregorio Armeno

Arte lungo il cammino

San Gregorio Armeno è un’antica stradina di origine romana che ospitava il tempio romano consacrato alla Dea Cerere, la dea della fertilità e della terra. I cittadini portavano come ex voto statuette di terracotta al tempio e per questo motivo la via era piena di botteghe di artigiani che confezionavano queste votive. Nel X secolo, però, sulle fondamenta dell’antico tempio romano fu costruito un monastero dove alcune monache depositarono le reliquie di San Gregorio vescovo d’Armenia. Con la diffusione del cristianesimo e dell’idea di rappresentazione della Natività, gli artigiani della zona vennero incaricati dalle ricche famiglie napoletane non più di produrre statuette votive, ma personaggi dei Vangeli cristiani. Lo sviluppo della tradizione del presepe napoletano, a metà del Settecento, portò San Gregorio Armeno a diventare famosa come ”la via dei Presepi” grazie ai maestri che confezionavano, e tutt’ora confezionano a mano, particolari statuette. Una delle botteghe artigianali più antiche di San Gregorio Armeno è la bottega dei fratelli Capuano, sorta nel 1840. Essa porta avanti con passione questo lavoro artigianale da quasi due secoli. Nel tempo gli artigiani di questa bottega si sono specializzati non solo nella creazione di statuette in ceramica, ma anche nella realizzazione di scenari e paesaggi sia in sughero che in legno. Nel corso degli anni Fratelli Capuano ha avuto modo di realizzare anche opere di grande pregio come il presepe di Pietralcina, il presepe permanente a San Giovanni Rotondo e il presepe installato nel 2002 al Palazzo Reale di Madrid su richiesta del re Juan Carlos. Il Monastero di San Gregorio Armeno si sviluppa attorno al chiostro dove si trova una bellissima fontana in stile barocco. La Chiesa di San Gregorio Armeno come la conosciamo oggi, invece, risale agli anni del Concilio di Trento, ma i lvori per abbellire la Chiesa di San Gregorio iniziarono già a metà del Cinquecento quando il pittore Teodoro il Fiammingo fu chiamato a decorare il soffitto ligneo intagliato e nel Settecento furono inseriti degli annessi del barocco napoletano.

Migliaccio Carmen

Duomo di Napoli

LA LIQUEFAZIONE DEL SANGUE DI SAN GENNARO

A pochi passi dal Duomo di Napoli e dal Museo del Tesoro di San Gennaro, c’è un grande murale di Jorit Agohc raffigurante San Gennaro, il Santo Patrono di Napoli. Il San Gennaro di Jorit ha un’altezza di 15 metri e l'artista ha affermato che si ispira alla gente comune, quella che vedi per strada ogni giorno, così come faceva Michelangelo Merisi, il Caravaggio, che ha immortalato nei suoi quadri gente di strada. Patrono principale di Napoli, nel cui duomo si ritiene che alcune ossa del suo scheletro giacciano insieme a due ampolle che contengono quello che la tradizione popolare ritiene sia il suo sangue. V'è chi ritiene che il fenomeno dello scioglimento del sangue, rappresentato ritualmente il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre, sia da attribuire a miracolo e foriero di buona sorte. Il sangue di san Gennaro si è sciolto per la prima volta ai tempi di Costantino I, quando il vescovo Severo trasferì le spoglie del santo a Napoli. Durante il tragitto incontrò la nutrice Eusebia con le ampolline del sangue del santo: alla presenza di Eusebia, il sangue nelle ampolle si sciolse. Tuttavia, storicamente, la prima notizia documentata dell'ampolla contenente la reliquia del sangue di san Gennaro risale soltanto al 1389; nel corso delle manifestazioni per la festa dell'Assunta di quell'anno, vi fu l'esposizione pubblica delle ampolle contenenti il cosiddetto "sangue di San Gennaro" e il 17 agosto vi fu una processione per assistere al miracolo.

Migliaccio Carmen

Via Portacarrese a Montecalvario

Murales di totò

Via Portacarrese a Montecalvario è un vero museo, qui i cittadini hanno offerto i muri e numerosi artisti hanno lasciato opere dedicate a Totò e agli altri grandi artisti napoletani. La prima opera è stata quella donata da Lino Ozon, Totò donna che ricorda il film “Totò truffa ’62”.Il vicolo poi, piano piano, si è popolato di murales, manifesti e foto del principe del sorriso e di suoi colleghi come Nino Taranto, Peppino De Filippo che diventano super eroi, clown…i volti noti della tradizione napoletana si trasformano, assumono nuove forme e anche il vicolo diventa una grande, unica tela di creatività napoletana. C’è Totò come re di bastoni del mazzo di carte Napoletane, ma anche Totò supereroe e Totò pagliaccio. Per i più bravi, i veri cultori della storia cinematografica di Antonio De Curtis c’è una vera e propria gallery dei suoi film più belli e delle sue citazioni.

Bardaro Annalisa

Piazza Mercato

Key of Today

Questa gigantesca scultura "Key of Today" - esposta per la prima volta a Napoli grazie al sindaco Manfredi - sarà il simbolo della vita, della rinascita di una società aperta a tutto e a tutti, al dialogo, al confronto, di un mondo in cui ci siano possibilità e potenzialità per tutti. Il desiderio di Milot è quello di dare un messaggio di speranza in un momento così difficile e divisivo, con l'obiettivo di risvegliare il pensiero collettivo di una società che ultimamente ha smarrito la strada. Vuole che questo sia un "grido" universale di rispetto reciproco tra le persone, affinché vivano in pace tra loro e non ci siano più luoghi chiusi e distanti. È in questo luogo, letteralmente e metaforicamente, che si troverà la chiave. Una struttura monumentale e impressionante, realizzata in acciaio corten, “Key of Today” è alta dieci metri e larga venti. Presentata dall'Associazione Mille Volti in collaborazione con il Comune di Napoli e il Sindaco Manfredi che ha la delega della cultura Key of Today è rimasta in Piazza Mercato a Napoli per 3 mesi – e la città sarà sempre ricordata come la sede inaugurale della Chiave.

Coppeto Chiara

La maschera di Pulcinella

Nota sin da epoca antica, la maschera di Pulcinella è il simbolo del Carnevale napoletano. Le sue origini risalgono alla notte dei tempi ma è in epoca cinquecentesca, con la diffusione della Commedia dell'Arte, che il suo personaggio ha acquisito la celebrità e l'aspetto che ancora oggi lo contraddistinguono. LA TRADIZIONE: E' considerata uno dei simboli della napoletanità ed è una delle maschere tradizionali più famose in Italia e non solo. Pulcinella è l'anima del Carnevale partenopeo da secoli, quando a Napoli apparve questo buffo personaggio il cui nome stava per “piccolo pulcino” ed era, probabilmente, legato alla voce stridula e, in seguito, alla forma della sua maschera (introdotta soltanto dopo il XVI secolo quando il personaggio divenne, grazie a Silvio Fiorillo, uno dei protagonisti della Commedia dell'Arte) che con il suo naso adunco, il volto rugoso e gli occhi piccoli ricordava il volto di un gallinaccio nero. Assieme a quella di Arlecchino, la maschera di Pulcinella è diventata, ben presto, una degli interpreti più amati delle rappresentazioni della Commedia dell'Arte. LE CARATTERISTICHE: Pulcinella è un personaggio pigro, indolente, negligente ed opportunista, ma anche ironico, sagace, sfrontato e chiacchierone. E' vorace ed è un grande amante del cibo, per il quale è disposto a mettere in atto gli espedienti più fantasiosi. E' molto goffo ma è sempre in movimento ed è molto bravo a sottrarsi alle prevaricazioni ed alle prepotenze di ricchi e potenti dei quali odia l'avarizia. E' vestito con pantaloni ed un'ampia camicia, entrambi di colore bianco, il volto è celato da una mezza maschera nera dal naso lungo e adunco ed il capo è coperto da un cappuccio di stoffa dello stesso colore degli abiti.

Napolano Patrizia

La smorfia Napoletana

La Smorfia è una tradizione secondo cui ai numeri corrisponde un significato ben preciso che consente di indagare e interpretare i sogni. È una sorta di “dizionario” che raccoglie una molteplicità di vocaboli relativi a persone, oggetti, azioni e situazioni ai quali è possibile associare un numero compreso tra l’1 e il 90.Secondo alcune teorie, la storia della Smorfia risale al II sec. d.C. e coincide con la nascita del primo trattato dedicato all’interpretazione dei sogni scritto da Artemidoro di Daldi,La teoria più accreditata, invece, attribuisce le origini della Smorfia alla cabala, tradizione ebraica secondo cui all’interno della Bibbia ogni parola, lettera o segno ha un significato nascosto che può essere interpretato.La Smorfia napoletana è radicata all’ombra del Vesuvio e si trasmette oralmente da generazioni. Corrisponde ad un’interpretazione tradizionale dei sogni, frutto di un passaparola generato da tutti coloro che, in passato, erano in grado di associare sogni, eventi e ricorrenze a persone o animali. La Smorfia napoletana ha varcato i confini partenopei e si è diffusa in tutta Italia, restando immutata nel corso dei secoli

Migliaccio Carmen

Via Santa Chiara 49c, Napoli

Chiostro di santa chiara

Nel cuore del centro storico napoletano sorge l’antico Complesso Monumentale di Santa Chiara. La sua costruzione ebbe inizio nel 1310, per volontà del re Roberto d’Angiò e di sua moglie Sancia di Maiorca. La cittadella francescana fu realizzata costruendo due conventi: uno femminile per le clarisse e l’altro maschile per i frati minori francescani. La chiesa si presenta oggi nelle sue originarie forme gotiche, con una semplice facciata nella quale è incastonato un antico rosone traforato. Nel 1742 la chiesa subì delle modifiche per opera dell’architetto D. A. Vaccaro. Fastosi rivestimenti donarono al complesso un aspetto barocco. Il 4 agosto del 1943 la chiesa fu quasi del tutto distrutta da un bombardamento aereo. Essa fu ricostruita e restaurata secondo l’originario stile gotico. Dieci anni dopo la chiesa fu riaperta al culto. Il Chiostro del monastero ha subìto nel corso dei secoli varie trasformazioni. La più importante è stata eseguita da D. A. Vaccaro, tra il 1739 e il 1742. Il Vaccaro ha realizzato due viali che, incrociandosi, hanno diviso il giardino in quattro settori. Fiancheggiano i viali pilastri, a pianta ottagonale, rivestiti da maioliche con festoni vegetali. I pilastri maiolicati sono collegati tra loro da sedili sui quali, con la stessa tecnica, sono rappresentate scene tratte dalla vita quotidiana dell’epoca. Le pareti dei quattro lati del chiostro sono interamente coperte da affreschi seicenteschi raffiguranti Santi, allegorie e scene dell’Antico Testamento. All’interno della struttura si può inoltre ammirare un Museo che conserva alcuni tesori scampati al bombardamento del 1943, uno stabilimento termale romano del I sec d.C. e un tradizionale presepe con pastori del Settecento e dell’Ottocento.

Coppeto Chiara

Tra i quartieri di San Ferdinando e Chiaia

castel dell’ovo

Il Castel dell'Ovo è uno dei simboli più importanti della città di Napoli, in Italia. Il castello si trova su un'isola nel Golfo di Napoli, chiamata Megaride, che è stata il primo insediamento greco in Campania. La costruzione del castello risale al XII secolo, anche se l'isola era stata utilizzata come fortificazione fin dall'epoca romana. Secondo la leggenda, il nome del castello deriva da un uovo magico nascosto nelle fondamenta del castello, che si dice contenga il destino della città. Se l'uovo si rompesse, la città sarebbe destinata a una catastrofe. Il Castel dell'Ovo è stato utilizzato come fortezza militare durante il periodo medievale, e in seguito ha ospitato il Museo Archeologico di Napoli. Oggi è una popolare attrazione turistica che offre una vista panoramica sulla città di Napoli e sul Golfo di Napoli. Il castello ha una forma ovale, con mura spesse e torri angolari. All'interno del castello si trovano alcune sale e cortili, tra cui la Sala dei Baroni, che era il luogo in cui i nobili si riunivano per discutere gli affari della città. La sala è decorata con affreschi del XVI secolo. Uno dei punti salienti del Castel dell'Ovo è il suo giardino, che offre una splendida vista sulla baia di Napoli e sul Vesuvio. Il giardino è stato creato nel XIX secolo e presenta piante subtropicali e fiori colorati. Il Castel dell'Ovo è facilmente raggiungibile a piedi dal centro storico di Napoli o in autobus. Il castello è aperto al pubblico e offre visite guidate, oltre a eventi culturali e mostre d'arte. Inoltre, il castello è spesso utilizzato come location per eventi e matrimoni.

Esposito Denise

Piazza Plebiscito

teatro san carlo

Il Teatro San Carlo è uno dei teatri d'opera più antichi e prestigiosi al mondo e si trova nel cuore della città di Napoli, in Italia. Costruito nel 1737 dal re Carlo III di Borbone, il teatro è stato progettato dall'architetto Antonio Medrano e dallo scenografo Giovanni Antonio Medrano. Il San Carlo è stato inaugurato il 4 novembre 1737 con l'opera "Achille in Sciro" di Domenico Sarro. Il teatro è stato subito un grande successo e ha attirato molte personalità dell'epoca, tra cui re, regine, principi e celebrità culturali. Il San Carlo è stato distrutto da un incendio nel 1816, ma è stato subito ricostruito grazie all'impegno del re Ferdinando I. La nuova costruzione, che risale al 1817, ha mantenuto l'aspetto originale del teatro, ma è stata arricchita da nuovi elementi decorativi. Il teatro è caratterizzato da un'architettura magnifica e da un'acustica eccezionale. La sala è a forma di ferro di cavallo e può ospitare fino a 3.285 spettatori. L'interno del teatro è decorato con splendide sculture, affreschi e dorature. La cupola del soffitto è decorata con un'opera di Domenico Morelli, "L'apoteosi di San Carlo". Oggi il Teatro San Carlo è uno dei teatri d'opera più famosi e importanti al mondo, ed è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1997. Ogni anno il San Carlo presenta una stagione di opere, balletti e concerti, e continua ad essere un luogo di grande prestigio e fascino per gli appassionati di musica e cultura.

Napolano Patrizia

Centro storico della città, tra la Piazza del Plebiscito e il Municipio

galleria umberto I

La Galleria Umberto I è un'importante galleria commerciale situata nel centro storico di Napoli, in Italia. La costruzione della galleria iniziò nel 1887 e fu completata nel 1890, durante il periodo di espansione urbana della città. La galleria fu progettata dall'architetto Emanuele Rocco, che si ispirò alla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano. La Galleria Umberto I è una struttura a forma di croce, con un grande cupolone centrale che si innalza fino a 57 metri di altezza. La struttura è realizzata in ferro, vetro e marmo ed è considerata uno dei capolavori dell'architettura liberty in Italia. All'interno della galleria si trovano numerosi negozi di lusso, ristoranti, bar e caffetterie, nonché un cinema multisala. La galleria è inoltre un importante punto di riferimento culturale, essendo stata sede di importanti eventi e manifestazioni nel corso degli anni. Purtroppo, nel corso della sua storia, la Galleria Umberto I ha subito diversi danni causati da incendi e bombe durante la Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, grazie a importanti interventi di restauro, la galleria è stata riportata alla sua antica bellezza e oggi rappresenta uno dei simboli della città di Napoli.

Coppeto Chiara

La canzone descrive un quadro della città con le sue bellezze e contraddizioni, fatta di mille colori, di mille paure, di gente rassegnata e indifferente al degrado che la circonda e intanto continua a sperare nella sciorta (la fortuna) per cambiare la propria vita.

Thanks!

Grazie per la vostra attenzione!!!!