Le vite dei neri contano
Eleonora Bonda Fradello 3M
Índice
Che cosè
Origini
Il simbolo
Razzismo oggi
Manifestazioni
Black Lives Matter significa"Le vite dei neri contano"
Black lives matter (BLM) è il motto ufficiale del movimento attivista americano che lotta in difesa della popolazione afro-americana, oggetto di discriminazioni e abusi da parte delle forze di polizia e del sistema giudiziario degli Stati Uniti.
Le origini
Nel 2013, in seguito all'assoluzione di George Zimmerman, il quale aveva sparato al diciassettenne afroamericano Trayvon Martin il 26 febbraio 2012, uccidendolo, cominciò a comparire su vari social media l'hashtag #BlackLivesMatter, da cui poi ebbe origine l'omonimo movimento.
Il movimento esplose dopo la tragedia americana del 25 maggio 2020, dove George Floyd, cittadino afro-americano, perse la vita per mano di quattro agenti di polizia durante il suo arresto. In seguito a quell'avvenimento, negli Stati Uniti e in tutto il mondo, si verificarono proteste contro le aggressioni a danno delle persone afro-americane.
IL SIMBOLO
Gli attivisti del Black Lives Matter spesso sfilano per le strade con il pugno alzato e proprio un pugno nero è diventato il simbolo del movimento americano.
Il logo era già stato utilizzato in uno dei momenti più significativi per l'uguaglianza razziale : nel 1968, alle Olimpiadi di Città del Messico, durante la cerimonia di premiazione, gli atleti John Carlos e Tommie Smith indossarono dei guanti neri e al momento dell’inno alzarono entrambi il pugno. Lo stesso Nelson Mandela, quando fu scarcerato nel 1990, dopo 27 anni di prigione, sollevò il pugno verso sua moglie in segno di trionfo. Negli anni questo simbolo ha accompagnato ogni tipo di protesta contro il razzismo e dal 2013 è diventato l’emblema del Black Lives Matter.
Le Manifestazioni
La morte di George Floyd ha dato il via a una forte ondata di proteste pacifiche ma anche violente che hanno scosso tutto il territorio degli Stati Uniti. Le prime manifestazioni hanno avuto inizio il giorno dopo l’accaduto, in seguito alla diffusione virale dei filmati che mostravano l’aggressione subita da Floyd.
Da Minneapolis, luogo dell'omicidio di Floyd, l’onda del Black Lives Matter si è estesa a macchia d’olio in tutto il Paese, coinvolgendo le principali città americane come New York, New Orleans, Miami, Los Angeles, Boston, Las Vegas, San Francisco, Atlanta, Phoenix, Seattle, Dallas, Chicago e molte altre. Particolarmente commovente è stata la commemorazione pubblica del 27 maggio a Los Angeles. Purtroppo in molte occasioni i raduni sono degenerati in assalti, scontri con la polizia e saccheggi dei negozi. Il presidente Trump ha scelto di schierare l’esercito a Washington per contrastare le azioni dei manifestanti avvenute a poca distanza dalla Casa Bianca.
Anche il resto del mondo non è rimasto indifferente alla morte di George Floyd e in diversi Paesi si sono svolte marce e proteste contro il razzismo. Intanto sui social è partito un passaparola senza precedenti, con una serie di attività volte a sensibilizzare la gente sul tema delle discriminazioni razziali.
La discriminazione razziale oggi negli USA
La segregazione razziale negli Stati Uniti è stata abolita nel 1964 con la legge sui diritti civili, ma ancora oggi la società americana risente fortemente del fatto che per molto tempo la discriminazione è stata legge e condizionava ogni aspetto della vita delle persone: gli affitti, l’istruzione, i trasporti, la sanità. In alcune città americane, per esempio, le strade sono state costruite in modo da ostacolare l’accesso dei mezzi pubblici – principalmente frequentati da afroamericani – ai quartieri migliori, in modo che ai neri fosse precluso abitarli. Gli effetti di questa sistematica esclusione sono ancora visibili oggi, e si riflettono nel livello di reddito medio e nelle posizioni lavorative occupate, oltre che negli arresti e nella brutalità della polizia.
Grazie a numerosi attivisti, abbiamo avuto grandi svolte nell'ambito dei diritti umani
Proceso 3
Proceso 2
Proceso 1
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit, sed diam nonummy nibh euismod tincidunt ut.
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit, sed diam nonummy nibh euismod tincidunt ut.
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit, sed diam nonummy nibh euismod tincidunt ut.
Nelson Mandela
Annie Lee Cooper
Martin Luther King
Ora la storia la possiamo scrivere noi
Black Lives Matter
Eleonora Bonda
Created on May 10, 2023
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Smart Presentation
View
Practical Presentation
View
Essential Presentation
View
Akihabara Presentation
View
Pastel Color Presentation
View
Winter Presentation
View
Hanukkah Presentation
Explore all templates
Transcript
Le vite dei neri contano
Eleonora Bonda Fradello 3M
Índice
Che cosè
Origini
Il simbolo
Razzismo oggi
Manifestazioni
Black Lives Matter significa"Le vite dei neri contano"
Black lives matter (BLM) è il motto ufficiale del movimento attivista americano che lotta in difesa della popolazione afro-americana, oggetto di discriminazioni e abusi da parte delle forze di polizia e del sistema giudiziario degli Stati Uniti.
Le origini
Nel 2013, in seguito all'assoluzione di George Zimmerman, il quale aveva sparato al diciassettenne afroamericano Trayvon Martin il 26 febbraio 2012, uccidendolo, cominciò a comparire su vari social media l'hashtag #BlackLivesMatter, da cui poi ebbe origine l'omonimo movimento.
Il movimento esplose dopo la tragedia americana del 25 maggio 2020, dove George Floyd, cittadino afro-americano, perse la vita per mano di quattro agenti di polizia durante il suo arresto. In seguito a quell'avvenimento, negli Stati Uniti e in tutto il mondo, si verificarono proteste contro le aggressioni a danno delle persone afro-americane.
IL SIMBOLO
Gli attivisti del Black Lives Matter spesso sfilano per le strade con il pugno alzato e proprio un pugno nero è diventato il simbolo del movimento americano.
Il logo era già stato utilizzato in uno dei momenti più significativi per l'uguaglianza razziale : nel 1968, alle Olimpiadi di Città del Messico, durante la cerimonia di premiazione, gli atleti John Carlos e Tommie Smith indossarono dei guanti neri e al momento dell’inno alzarono entrambi il pugno. Lo stesso Nelson Mandela, quando fu scarcerato nel 1990, dopo 27 anni di prigione, sollevò il pugno verso sua moglie in segno di trionfo. Negli anni questo simbolo ha accompagnato ogni tipo di protesta contro il razzismo e dal 2013 è diventato l’emblema del Black Lives Matter.
Le Manifestazioni
La morte di George Floyd ha dato il via a una forte ondata di proteste pacifiche ma anche violente che hanno scosso tutto il territorio degli Stati Uniti. Le prime manifestazioni hanno avuto inizio il giorno dopo l’accaduto, in seguito alla diffusione virale dei filmati che mostravano l’aggressione subita da Floyd.
Da Minneapolis, luogo dell'omicidio di Floyd, l’onda del Black Lives Matter si è estesa a macchia d’olio in tutto il Paese, coinvolgendo le principali città americane come New York, New Orleans, Miami, Los Angeles, Boston, Las Vegas, San Francisco, Atlanta, Phoenix, Seattle, Dallas, Chicago e molte altre. Particolarmente commovente è stata la commemorazione pubblica del 27 maggio a Los Angeles. Purtroppo in molte occasioni i raduni sono degenerati in assalti, scontri con la polizia e saccheggi dei negozi. Il presidente Trump ha scelto di schierare l’esercito a Washington per contrastare le azioni dei manifestanti avvenute a poca distanza dalla Casa Bianca.
Anche il resto del mondo non è rimasto indifferente alla morte di George Floyd e in diversi Paesi si sono svolte marce e proteste contro il razzismo. Intanto sui social è partito un passaparola senza precedenti, con una serie di attività volte a sensibilizzare la gente sul tema delle discriminazioni razziali.
La discriminazione razziale oggi negli USA
La segregazione razziale negli Stati Uniti è stata abolita nel 1964 con la legge sui diritti civili, ma ancora oggi la società americana risente fortemente del fatto che per molto tempo la discriminazione è stata legge e condizionava ogni aspetto della vita delle persone: gli affitti, l’istruzione, i trasporti, la sanità. In alcune città americane, per esempio, le strade sono state costruite in modo da ostacolare l’accesso dei mezzi pubblici – principalmente frequentati da afroamericani – ai quartieri migliori, in modo che ai neri fosse precluso abitarli. Gli effetti di questa sistematica esclusione sono ancora visibili oggi, e si riflettono nel livello di reddito medio e nelle posizioni lavorative occupate, oltre che negli arresti e nella brutalità della polizia.
Grazie a numerosi attivisti, abbiamo avuto grandi svolte nell'ambito dei diritti umani
Proceso 3
Proceso 2
Proceso 1
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit, sed diam nonummy nibh euismod tincidunt ut.
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit, sed diam nonummy nibh euismod tincidunt ut.
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit, sed diam nonummy nibh euismod tincidunt ut.
Nelson Mandela
Annie Lee Cooper
Martin Luther King
Ora la storia la possiamo scrivere noi