Una letteratura al femminile
Amato Federica, Di Conno Martina, Golino Chiara, Liguori Anna, Nappo Eleonora
La figura delle donne nella letteratura italiana ha attraversato un percorso di trasformazione e evoluzione nel corso dei secoli, riflettendo i cambiamenti sociali, culturali e politici della società italiana. La rappresentazione delle donne è passata da stereotipi tradizionali che le dipingevano come figure passive, sottomesse e votate alla vita familiare, a ritratti più complessi e dinamici che riflettono la loro individualità, intelligenza e forza. La letteratura italiana ha, poi, esplorato una vasta gamma di temi legati alle donne, tra cui l'amore, la sessualità, la maternità, la libertà individuale, l'uguaglianza di genere e la lotta per l'emancipazione. Questi temi sono stati affrontati attraverso una varietà di generi letterari, tra cui romanzi, poesie, drammi e saggi.
Con lo Stilnovo si afferma un nuovo concetto di donna: la donna angelo.
La figura di Beatrice accompagna Dante in buona parte della sua vita artistica, come già accennato la troviamo per la prima volta nella Vita Nuova, composizione a lei dedicata, dove viene descritta con i tratti della donna-angelo tipici dello stile stilnovistico. Qui il poeta ci racconta di averla incontrata per la prima volta a nove anni per ritrovarla poi all’età di diciotto anni. Beatrice assume un ruolo che va ben aldilà del semplice soggetto amoroso, presentandosi come colei che può portare il poeta alla salvezza eterna e al raggiungimento della beatitudine. Sebbene nella Vita Nuova la sua figura sia ancora principalmente quella di soggetto passivo, oggetto del sentimento su di lei riversato, già s’intravede la sua potenza salvifica, che sarà ben esplicata poi nella Commedia, potenza che permette a Dante di elevarsi spiritualmente grazie alla perdita della dimensione terrena dell’amore che viene sublimato in un sentimento più spirituale e trascendente, un amore per il Divino nella sua totalità.
Il "giovenil errore" di Petrarca
Nel Canzoniere Petrarca semplifica, depura, trasforma, tutto il repertorio della lirica amorosa volgare, definendo così modelli che si imporranno per secoli in tutta la letteratura europea. La donna è splendente e preziosa: in primo piano sono i suoi “capei d’oro a l’aura sparsa”, le nobili vesti, la bianca carnagione del volto, gli occhi luminosi. Su tutte le cose che essa tocca si posa qualcosa di tenero, di leggero, i suoi movimenti sono soavi, i fiori si raccolgono intorno a lei; ella appare su sfondi di natura appartata, lontana dai rumori della folla. Laura è una donna modesta, gentile, ornata di virtù, ma ha anche un corpo che infiamma l’immaginazione del poeta. La bellezza della donna e della natura che le fa da sfondo, sono, dunque, alla base di un amore che non è più concetto oppure simbolo, ma sentimento.
Le Scrittrici Italiane hanno contribuito notevolmente allo sviluppo della storia letteraria del nostro paese, tuttavia molto spesso vengono relegate in secondo piano e nelle antologie scolastiche vengono menzionate in qualche finestra appositamente dedicata, come se fossero un’appendice della storia. Trascurare il loro contributo impoverisce le prospettive di comprensione della nostra società e della nostra cultura, sviluppando una visione unilaterale del mondo che ci circonda. Conoscere, invece, il loro punto di vista che nasce dal convergere del contesto storico e dell’esperienza personale può essere utile per immergersi nell’eredità che ci hanno lasciato.
Sibilla Aleramo
Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio, è stata una scrittrice italiana importante del XX secolo. È conosciuta soprattutto per il suo romanzo autobiografico Una donna che è considerato uno dei primi esempi di romanzo femminista nella letteratura italiana, è un resoconto schietto e toccante della sua esperienza personale, che esplora temi come il matrimonio, la maternità, l'oppressione femminile e la ricerca dell'indipendenza. Il romanzo ha avuto un impatto significativo sulla letteratura italiana, contribuendo a sollevare consapevolezza sulle questioni legate ai diritti delle donne e all'emancipazione femminile. Oltre a Una donna, Aleramo ha scritto altri romanzi e saggi, continuando a esplorare temi sociali e psicologici legati alla condizione delle donne. Ha anche avuto un ruolo attivo nel movimento femminista italiano, difendendo i diritti delle donne e promuovendo l'uguaglianza di genere.
Ada Negri
Clicca qui
Nel 1894 riceve il Premio Milli per la poesia e pubblica la seconda raccolta, Tempeste. Una delle sue raccolte poetiche più famose è "Fatalità" (1892), che include poesie influenzate dal simbolismo e dall'estetismo. Questa raccolta, caratterizzata da un tono malinconico e da immagini evocative, riflette le sue esperienze personali e il suo sguardo acuto sulla vita e sull'amore.
Negli anni successivi, continuò a scrivere poesie, prose e opere teatrali che riflettevano le sue convinzioni politiche e sociali. Il suo lavoro spesso affrontava temi come la povertà, l'oppressione delle donne e la lotta per la giustizia sociale.
“Io non fui d’altri e non sarò mai tua,
io son di me.”
Anna Banti
Anna Banti, pseudonimo di Lucia Lopresti, è stata una scrittrice italiana del XX secolo nota soprattutto per i suoi romanzi, saggi e racconti che esplorano temi come la storia, l'arte e l'identità femminile. Uno dei suoi romanzi più famosi è "Artemisia" (1947), che narra la storia di Artemisia Gentileschi, una pittrice del XVII secolo. Il romanzo offre una riflessione profonda sulla creatività artistica, il potere e la condizione delle donne nell'arte e nella società. Tra le altre opere significative di Banti ci sono "Noi credevamo" (1967), un romanzo storico che narra le vicende di tre generazioni di una famiglia italiana durante l'epoca risorgimentale, e "Le donne muoiono" (1973), una raccolta di racconti che esplorano la complessità delle relazioni femminili. Banti è stata anche un'importante studiosa di letteratura italiana e ha scritto numerosi saggi critici su autori come Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio e Alessandro Manzoni.
Prima oltre che unica donna ammessa all’Accademia d’Italia, poi dimenticata per anni per la sua adesione al fascismo, Ada Negri è stata anche la prima scrittrice della classe operaia e una poetessa di grande successo caduta nell’oblio. È il 1887 quando Ada varca da maestra le soglie del Collegio Femminile di Codogno e poco dopo passa alla scuola elementare di Motta Visconti, in provincia di Pavia. Insegna a una numerosissima classe di ragazzi di campagna che vanno in giro scalzi e sporchi ma sono vitali, scatenati, pieni di energia. Trascorre le notti a scrivere “Come presa d’assedio” versi che sembrano sgorgare dalla penna già formati. Le colleghe la incoraggiano a pubblicarli e spedisce alcune poesie a giornali e riviste. Le tematiche sociali affrontate in poesie dai forti toni di denuncia sono apprezzate dai membri del Partito socialista italiano.
La natura nella letteratura italiana
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Created on May 10, 2023
Amato Federica
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Una letteratura al femminile
Amato Federica, Di Conno Martina, Golino Chiara, Liguori Anna, Nappo Eleonora
La figura delle donne nella letteratura italiana ha attraversato un percorso di trasformazione e evoluzione nel corso dei secoli, riflettendo i cambiamenti sociali, culturali e politici della società italiana. La rappresentazione delle donne è passata da stereotipi tradizionali che le dipingevano come figure passive, sottomesse e votate alla vita familiare, a ritratti più complessi e dinamici che riflettono la loro individualità, intelligenza e forza. La letteratura italiana ha, poi, esplorato una vasta gamma di temi legati alle donne, tra cui l'amore, la sessualità, la maternità, la libertà individuale, l'uguaglianza di genere e la lotta per l'emancipazione. Questi temi sono stati affrontati attraverso una varietà di generi letterari, tra cui romanzi, poesie, drammi e saggi.
Con lo Stilnovo si afferma un nuovo concetto di donna: la donna angelo.
La figura di Beatrice accompagna Dante in buona parte della sua vita artistica, come già accennato la troviamo per la prima volta nella Vita Nuova, composizione a lei dedicata, dove viene descritta con i tratti della donna-angelo tipici dello stile stilnovistico. Qui il poeta ci racconta di averla incontrata per la prima volta a nove anni per ritrovarla poi all’età di diciotto anni. Beatrice assume un ruolo che va ben aldilà del semplice soggetto amoroso, presentandosi come colei che può portare il poeta alla salvezza eterna e al raggiungimento della beatitudine. Sebbene nella Vita Nuova la sua figura sia ancora principalmente quella di soggetto passivo, oggetto del sentimento su di lei riversato, già s’intravede la sua potenza salvifica, che sarà ben esplicata poi nella Commedia, potenza che permette a Dante di elevarsi spiritualmente grazie alla perdita della dimensione terrena dell’amore che viene sublimato in un sentimento più spirituale e trascendente, un amore per il Divino nella sua totalità.
Il "giovenil errore" di Petrarca
Nel Canzoniere Petrarca semplifica, depura, trasforma, tutto il repertorio della lirica amorosa volgare, definendo così modelli che si imporranno per secoli in tutta la letteratura europea. La donna è splendente e preziosa: in primo piano sono i suoi “capei d’oro a l’aura sparsa”, le nobili vesti, la bianca carnagione del volto, gli occhi luminosi. Su tutte le cose che essa tocca si posa qualcosa di tenero, di leggero, i suoi movimenti sono soavi, i fiori si raccolgono intorno a lei; ella appare su sfondi di natura appartata, lontana dai rumori della folla. Laura è una donna modesta, gentile, ornata di virtù, ma ha anche un corpo che infiamma l’immaginazione del poeta. La bellezza della donna e della natura che le fa da sfondo, sono, dunque, alla base di un amore che non è più concetto oppure simbolo, ma sentimento.
Le Scrittrici Italiane hanno contribuito notevolmente allo sviluppo della storia letteraria del nostro paese, tuttavia molto spesso vengono relegate in secondo piano e nelle antologie scolastiche vengono menzionate in qualche finestra appositamente dedicata, come se fossero un’appendice della storia. Trascurare il loro contributo impoverisce le prospettive di comprensione della nostra società e della nostra cultura, sviluppando una visione unilaterale del mondo che ci circonda. Conoscere, invece, il loro punto di vista che nasce dal convergere del contesto storico e dell’esperienza personale può essere utile per immergersi nell’eredità che ci hanno lasciato.
Sibilla Aleramo
Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio, è stata una scrittrice italiana importante del XX secolo. È conosciuta soprattutto per il suo romanzo autobiografico Una donna che è considerato uno dei primi esempi di romanzo femminista nella letteratura italiana, è un resoconto schietto e toccante della sua esperienza personale, che esplora temi come il matrimonio, la maternità, l'oppressione femminile e la ricerca dell'indipendenza. Il romanzo ha avuto un impatto significativo sulla letteratura italiana, contribuendo a sollevare consapevolezza sulle questioni legate ai diritti delle donne e all'emancipazione femminile. Oltre a Una donna, Aleramo ha scritto altri romanzi e saggi, continuando a esplorare temi sociali e psicologici legati alla condizione delle donne. Ha anche avuto un ruolo attivo nel movimento femminista italiano, difendendo i diritti delle donne e promuovendo l'uguaglianza di genere.
Ada Negri
Clicca qui
Nel 1894 riceve il Premio Milli per la poesia e pubblica la seconda raccolta, Tempeste. Una delle sue raccolte poetiche più famose è "Fatalità" (1892), che include poesie influenzate dal simbolismo e dall'estetismo. Questa raccolta, caratterizzata da un tono malinconico e da immagini evocative, riflette le sue esperienze personali e il suo sguardo acuto sulla vita e sull'amore. Negli anni successivi, continuò a scrivere poesie, prose e opere teatrali che riflettevano le sue convinzioni politiche e sociali. Il suo lavoro spesso affrontava temi come la povertà, l'oppressione delle donne e la lotta per la giustizia sociale.
“Io non fui d’altri e non sarò mai tua, io son di me.”
Anna Banti
Anna Banti, pseudonimo di Lucia Lopresti, è stata una scrittrice italiana del XX secolo nota soprattutto per i suoi romanzi, saggi e racconti che esplorano temi come la storia, l'arte e l'identità femminile. Uno dei suoi romanzi più famosi è "Artemisia" (1947), che narra la storia di Artemisia Gentileschi, una pittrice del XVII secolo. Il romanzo offre una riflessione profonda sulla creatività artistica, il potere e la condizione delle donne nell'arte e nella società. Tra le altre opere significative di Banti ci sono "Noi credevamo" (1967), un romanzo storico che narra le vicende di tre generazioni di una famiglia italiana durante l'epoca risorgimentale, e "Le donne muoiono" (1973), una raccolta di racconti che esplorano la complessità delle relazioni femminili. Banti è stata anche un'importante studiosa di letteratura italiana e ha scritto numerosi saggi critici su autori come Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio e Alessandro Manzoni.
Prima oltre che unica donna ammessa all’Accademia d’Italia, poi dimenticata per anni per la sua adesione al fascismo, Ada Negri è stata anche la prima scrittrice della classe operaia e una poetessa di grande successo caduta nell’oblio. È il 1887 quando Ada varca da maestra le soglie del Collegio Femminile di Codogno e poco dopo passa alla scuola elementare di Motta Visconti, in provincia di Pavia. Insegna a una numerosissima classe di ragazzi di campagna che vanno in giro scalzi e sporchi ma sono vitali, scatenati, pieni di energia. Trascorre le notti a scrivere “Come presa d’assedio” versi che sembrano sgorgare dalla penna già formati. Le colleghe la incoraggiano a pubblicarli e spedisce alcune poesie a giornali e riviste. Le tematiche sociali affrontate in poesie dai forti toni di denuncia sono apprezzate dai membri del Partito socialista italiano.