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Rivoluzione industriale nell'arte
Luca Tarara
Created on May 10, 2023
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Transcript
Rivoluzione industriale
Tararà Luca 5°i
Dal Romanticismo alla Pop Art
La rivoluzione industriale nell'arte
In un quadro come "Coalbrookdale di notte" (1801) di Philip James de Loutherbourg, le fiamme e il fumo provenienti da una fabbrica rendono tetro e quasi infernale l'intero paesaggio: un piccolo paese di campagna, del quale dovrebbero spiccare le caratteristiche naturali, è invece totalmente inghiottito nell'oscurità e nella polvere.
Il cambiamento delle città e dei peasaggi naturali, la comparsa delle fabbriche e il mutamento nelle condizioni di vita di larghe fasce di popolazione furono tutti fenomeni che contraddistinsero tutto il mondo durante la rivoluzione industriale. Negli stessi anni in cui artisti come John Constable o William Turner dipingevano i loro capolavori, altri pittori si concentrarono nel ritrarre i cambiamenti della società nei primi anni del XIX secolo: venivano così contrapposti gli scenari idillici naturali, tanto cari alla cultura romantica, con lo squallore sociale e ambientale generato dai nuovi insediamenti industriali.
Coalbrookdale di notte (1801)
Indice
1.
Romanticismo
2.
Realismo
3.
Impressionismo
4.
Futurismo
5.
Pop Art
Romanticismo
Pioggia, vapore e velocità
- Autore: William Turner
- Data: 1844
- Tecnica: olio su tela
- Dimensioni: 91x122 cm
- Ubicazione: National Gallery, Londra
William Turner dipinge "Pioggia, vapore e velocità" approfittando dello spettacolo ambientale creato dal primo treno a vapore inglese. Nel dipinto è stato immortalato il primo treno a vapore inglese: per Turner fu di grande ispirazione questa novità tecnologica che permetteva di dipingere un fenomeno atmosferico simulato. La pioggia il vapore e l’aria spostata dall’avanzare del treno creano un movimento aereo che permette a Turner di creare una composizione di grande effetto. Sempre il titolo evoca un terzo elemento che rappresenta il perno tematico del dipinto: si tratta della «velocità», simbolicamente rappresentata da un elemento decisamente nuovo, il treno.
"Intanto ti sta venendo addosso un treno, che realisticamente avanza alla velocità di cinquanta miglia orarie, e il lettore farebbe bene ad andare a vederlo prima che schizzi fuori dal quadro" (citazione del Fraser's Magazine - 1844)
Mentre la maggior parte degli artisti, scettici verso l'era del vapore, riscoprivano la pittura del passato, Turner non si lasciò intimorire dalle locomotive: anzi, ne subì irrimediabilmente il fascino. Fu per questo motivo che egli decise di omaggiare la nuova epoca scegliendo proprio di raffigurare un treno: era la prima volta che un convoglio ferroviario era oggetto di rappresentazione pittorica ad opera di un artista affermato.
Realismo
Il vagone di terza classe
- Autore: Honoré Daumier
- Data: 1862
- Tecnica: olio su tela su tavola
- Dimensioni: 67x93 cm
- Ubicazione: National Gallery of Canada, Ottawa
La modernità stava emergendo nella seconda metà dell’Ottocento in Europa. Honoré Daumier, però, non era interessato a celebrare le innovazioni tecnologiche che non favorivano le classi più umili. Il vagone di terza classe non fu, quindi, bene accolto dall’ambiente ufficiale della cultura, vicino alle classi dominanti. Venne contestata, infatti, la scelta di Daumier di raccontare il disagio dei viaggiatori di terza classe. Il mondo della politica e degli affari preferiva, ovviamente, immagini che mettessero in evidenza il treno come simbolo di progresso e del loro successo. Daumier dipinse opere come "Il vagone di terza classe" per trasmettere il suo messaggio ad una vasta platea sociale. Il suo scopo fu quello di realizzare una denuncia sociale a favore delle classi più disagiate.
I borghesi voltano le spalle ai poveri popolani in primo piano e non si curano di loro. Daumier ha creato una netta separazione tra lo spazio occupato dalla famiglia, in primo piano e dai passeggeri più abbienti.
Impressionismo
Impressione, sole nascente
- Autore: Claude Monet
- Data: 1872
- Tecnica: olio su tela
- Dimensioni: 48x63 cm
- Ubicazione: Musée Marmottan Monet, Parigi
"Impressione, sole nascente" è diviso in due parti: la parte in basso è occupata dall'acqua della Manica; la parte superiore è occupata dal cielo contro il quale si stagliano le architetture urbane, industriali e le gru dei pontili. Si tratta del porto industriale di Le Havre e lo rappresenta in questa marina industriale, una vera e propria rappresentazione della Rivoluzione industriale allora molto recente. Il fumo delle fabbriche offusca la luce del sole nascente, cambiando l'atmosfera e i colori e dando l'impressione di una nebbia londinese.
Illustrazione del boom industriale del XIX secolo. I quadri di Monet fotografavano l'impennata dello smog durante la Rivoluzione industriale e quello immediatamente successivo: i suoi paesaggi presentano contorni sempre più sfocati e colori via via più pallidi in linea con l'aumentare delle emissioni delle centrali a carbone.
Futurismo
La città che sale
- Autore: Umberto Boccioni
- Data: 1910-1911
- Tecnica: olio su tela
- Dimensioni:199,3x301 cm
- Ubicazione: New York, Museum of Modern Art (MoMa)
Lo scenario è quello di una periferia urbana in espansione, con ciminiere fumanti, metafora del lavoro moderno, e un tram elettrico (in alto a sinistra), metafora a propria volta di innovazione e progresso.In primo piano è rappresentato un cavallo, per quasi tutta la metà destra del dipinto. L’animale trascina un peso legato a delle briglie. Alcuni operai davanti a lui, di fianco e dietro assecondano e incitano il movimento in avanti. Di fronte a questo cavallo si trovano altri due cavalli uno bianco e uno rosso. Un operaio, a sinistra, frena, invece, il cavallo bianco che si trova opposto a quella in primo piano. Sullo sfondo ferve l’attività degli operai e si intravedono altri cavalli che portano avanti i carichi. L’edificio, ancora in fase di costruzione è circondato dalle impalcature e svetta su tutte le figure.
Il progresso industriale, tanto amato dai pittori futuristi è qui rappresentato dalla costruzione della centrale elettrica. Umberto Boccioni con "la città che sale" celebra la crescita industriale della periferia milanese. I tram che passano velocemente, le case in costruzione e, sul fondo, le ciminiere delle fabbriche che producono. In primo piano nulla è fermo.
Pop-Art
Che cosa rende le case di oggi così diverse, così attraenti?
- Autore: Richard Hamilton
- Data: 1956
- Tecnica: collage su carta
- Dimensioni:26x25 cm
- Ubicazione: Kunsthalle Tübingen, Tubinga
L’interesse dell’artista si rivolge alla vita quotidiana dell’uomo contemporaneo: l’artista diventa quindi un puro manipolatore di immagini, oggetti e simboli d’uso comune, che sebbene già fabbricati a scopo industriale e pubblicitario, offrono l’opportunità di essere isolati visivamente dal loro contesto noto, combinati con nuovi materiali e rielaborati con tecniche pittoriche, scultoree e con altre forme artistiche più povere quali il fumetto, l’illustrazione, la fotografia e la pubblicità.La Pop Art sembra proprio essere il frutto della società e della cultura americana di quell’epoca. Costruita attorno ad un nuovo paesaggio urbano affollato di immagini del cinema, della televisione, della pubblicità, dei cartelloni pubblicitari, questa si avvale dello stesso linguaggio della pubblicità, risultando perfettamente aderente alla società dei consumi che l’ha prodotta.
E’ la rappresentazione di un mondo amplificato, gigante, fatto di colori pieni e vivaci, superfici di plastica e di smalto lucente che solo apparentemente vuole comunicare allegria, ma che invece nei suoi tratti a volte eccessivi vorrebbe rappresentare l’angoscia esistenziale della nuova era consumistica in cui l’uomo è solo il potenziale consumatore.
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