I 10 principi fondamentali su cui si basa il fair play
La storia del fair play:dove,come e quando nasce?
Cos'è il fair play ?
Il caso di Alex Schwazer
Il fair play finanziario:cos'è? Come funziona?Quali sanzioni spettano a chi non lo rispetta
Episodi di fair play
Il doping : Cos'è? I tipi di doping, Cosa si rischia se ne fa uso nello sport?
Menu
Cos'è il fair play?
IIl fair play è un’espressione inglese che significa “gioco corretto“. È un principio del mondo dello sport riferito al comportamento corretto che gli atleti devono mantenere davanti all’avversario, all’arbitro e agli assistenti. Negli anni questa espressione si è diffusa anche nella vita sociale e politica, poiché oltre ad un modo di comportarsi, è diventato anche un modo di pensare. E' caratterizzato dal mettere al primo posto il piacere della competizione leale godendosi lo sport al di sopra dell’ambizione di vittoria. È rispettare l’avversario, l’arbitro e le regole; praticare il fair play, senza barare, trucchi o simulazioni per confondere l’avversario o il giudice; non offendere, umiliare o maltrattare alcun partecipante al concorso e, cosa molto importante, accettare la sconfitta con dignità e godersi la vittoria con semplicità e rispetto.
Pertanto, gesti come un saluto amichevole all’avversario, le scuse dopo un’azione impropria, il riconoscimento del punto quando non visto dall’arbitro sono azioni che realizzano uno spirito di concorrenza leale.
Il fair play vuole essere, fondamentalmente, un modello di comportamento sportivo che serva da esempio a bambini e adolescenti, non solo nel mondo dello sport, ma anche nella vita sociale.
La storia del fair play:dove,come e quando nasce?
Menu
Il fair play nasce nel ottocento nell'Inghilterra vittoriana in quale gli aristocratici inglesi, nel loro tempo libero organizzavano e partecipavano a competizioni sportive, ma lo facevano come attività fine a se stessa, in cui il risultato era molto meno importante del fatto di poter partecipare.
I 10 principi su cui si fonda il fair play
Menu
Il fair play segue dei principi precisi che devono essere rispettati sia da atleti che da tifosi, e sono: 1. Giocare per divertirsi; 2.Giocare con lealtà; 3 Rispettare le regole del gioco; 4. Rispettare i compagni di squadra, gli avversari, gli arbitri e gli spettatori; 5.Accettare la sconfitta con dignità; 6. Rifiutare il doping, il razzismo, la violenza e la corruzione; 7.Essere generosi verso il prossimo e soprattutto verso i più bisognosi; 8.Aiutare gli altri a resistere nelle difficoltà; 9. Denunciare coloro che tentano di screditare lo sport; 10. Onorare coloro che difendono lo spirito olimpico dello sport. Chi non rispetta questi valori viene squalificato.
Episodi di fair play
Uno degli episodi di fair play che mi ha colpito di più è stato il gesto di Braima Suncar Dabó:l'episodio risale allo scorso settembre e all'edizione di Doha dei Mondiali di Atletica. In questo caso il protagonista è stato Braima Suncar Dabó: ventiseienne atleta guineano. Durante la volata finale della gara dei 5000 metri, Dabò strappò l'ovazione di tutto il pubblico per essersi fermato a soccorrere un altro atleta: stramazzato al suolo per la fatica. Il suo gesto e quegli ultimi 250 metri fino al traguardi, percorsi abbracciato all'avversario che aveva aiutato.
Altri episodi di fair play sono nel video allegato qui sotto ( Cliccare sulla freccia verde per farlo apparire)
Menu
Il fair play finanziario:cos'è? Come funziona? Quali sanzioni spettano a chi non lo rispetta?
In vigore dal 2011, il Fair Play Finanziaro è uno strumento introdotto dalla Uefa per monitorare le società sotto l'aspetto finanziaro ed evitare indebitamenti. Michel Platini, promotore del progetto del fair play finanziario. L'idea di fair play finanziario nasce dal fatto che le disparità tra le società, nel calcio moderno, sono sempre più spesso dovute ad un fattore economico piuttosto che ad uno sportivo. Oltre a questo, i dirigenti UEFA si sono resi conto che spesso queste si trovano costrette a far fronte a situazioni di indebitamento a causa delle enormi spese sostenute per rafforzare la squadra in sede di calciomercato. Il fair play finanziario è stato presentato dall'UEFA come uno degli undici valori che questa federazione promuove. Michel Platini ne divenne subito uno dei maggiori promotori e sin dalla nascita lo ha ritenuto fondamentale per il benessere del calcio. Le sanzioni per chi non rispetta il fair play finanziario partono dalla multa fino alla revoca di un titolo o un premio.
Menu
Il doping : Cos'è? I tipi di doping, Cosa si rischia se ne fa uso nello sport?
Il doping è l'uso di sostanze medicinali, naturali e sintetiche, finalizzato al miglioramento delle prestazioni fisiche in ambito sportivo. Si tratta di una pratica illegale, molto pericolosa per la salute e solo apparentemente utile al miglioramento della performance. I tipi di doping più usati sono:
Anabolizzanti: sono sostanze che imitano gli effetti del testosterone e possono essere assunti tramite pillole e iniezioni. Aumentano la sintesi proteica e migliorano la crescita muscolare. Hanno anche effetti androgenici, tra cui lo sviluppo e il mantenimento delle caratteristiche maschili, come la crescita delle corde vocali e i peli sul corpo. Sono proibiti sia in gara che fuori dalle competizioni. Effetti collaterali: dipendenza, incremento del rischio di malattie cardiovascolari e del fegato, ipertensione. Inoltre, gli anabolizzanti possono generare aggressività e dipendenza e, negli uomini, possono portare allo sviluppo di Acne, tessuto del seno, calvizie permanente e restringimento dei testicoli. Nelle donne, infine, possono determinare la comparsa di peli sul viso e voce profonda.
Androstenedione: è un Ormone prodotto da ghiandole surrenali, ovaie e testicoli. Viene normalmente convertito in testosterone ed estradiolo negli uomini e nelle donne, disponibile legalmente solo previa prescrizione. Questa sostanza permette agli atleti di allenarsi più duramente e recuperare più rapidamente. Rischi negli uomini: acne, diminuzione della produzione di spermatozoi, restringimento dei testicoli, allargamento del seno. Rischi nelle donne: mascolinizzazione (ad esempio, voce profonda). Ormone della crescita: noto anche come gonadotropina, è un ormone che ha un effetto anabolico. Gli atleti lo prendono per migliorare la massa muscolare e le prestazioni, disponibile solo previa prescrizione medica e somministrata tramite iniezione. Rischi: dolori articolari, debolezza muscolare, ritenzione idrica, problemi di vista, sindrome del tunnel carpale, ingrossamento del cuore, colesterolo alto, diabete, pressione alta. Stimolanti: queste sostanze - come le anfetamine e la cocaina - agiscono sul sistema nervoso centrale. Aumentano la vigilanza e riducono la stanchezza. Sono proibite in gara. Effetti collaterali: problemi cardiovascolari e psicologici, disidratazione, surriscaldamento del corpo e bocca secca. Il rischio più grave? L’ictus. Cannabis: conosciuta anche con il nome di marijuana, questa sostanza genera euforia e rilassamento. Anche se il consumo di cannabis è soprattutto associato ad ambienti ricreativi e sociali, se è un atleta a farlo, allora viene sanzionato. Effetti collaterali: sbalzi d’umore, ansia, paranoia, disturbi della memoria, bronchite cronica, aumento del rischio di tumore a polmone, bocca, lingua e gola. Inoltre, la cannabis può compromettere equilibrio, coordinazione e concentrazione. Diuretici: le sostanze che aiutano a espellere l’acqua dal corpo vengono usate dagli atleti che hanno bisogno di controllare il proprio peso corporeo. Tuttavia, se queste sostanze sono assunte senza un controllo medico, possono portare anche alla morte.
Iil doping è un reato penale, punito con sanzioni pecuniarie e che comporta fino a tre anni di reclusione. A seguito del riscontro a una positività al doping, l'atleta è obbligato a una temporanea o definitiva sospensione dell'attività agonistica.
Menu
Il caso di Alex Schwazer
NeAlex Schwazer è il campione olimpico in carica della marcia e la grande speranza azzurra nell’atletica. Nel 2012 arriva a Londra da grande favorito nella 50 chilometri. Alla vigilia dei Giochi viene però trovato positivo a un controllo anti-doping. Il Tribunale Nazionale Antidoping lo squalifica fino al 29 aprile 2016. Pochi giorni dopo, durante una drammatica conferenza stampa, Schwarzer ammette le sue colpe e si sfoga, raccontando tanta della sua esperienza: “Ho comprato l’Epo in Turchia. Volevo che tutto finisse”. Rientrato in attività si qualifica alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Un mese e mezzo prima però viene trovato ancora positivo. Schwarzer stavolta si dichiara innocente e accusa la IAAF (oggi World Athletics) e la WADA.
Menu
presentazione sul fair play e doping Galati Angela 1DU
Angela Galati
Created on May 10, 2023
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Modern Presentation
View
Terrazzo Presentation
View
Colorful Presentation
View
Modular Structure Presentation
View
Chromatic Presentation
View
City Presentation
View
News Presentation
Explore all templates
Transcript
I 10 principi fondamentali su cui si basa il fair play
La storia del fair play:dove,come e quando nasce?
Cos'è il fair play ?
Il caso di Alex Schwazer
Il fair play finanziario:cos'è? Come funziona?Quali sanzioni spettano a chi non lo rispetta
Episodi di fair play
Il doping : Cos'è? I tipi di doping, Cosa si rischia se ne fa uso nello sport?
Menu
Cos'è il fair play?
IIl fair play è un’espressione inglese che significa “gioco corretto“. È un principio del mondo dello sport riferito al comportamento corretto che gli atleti devono mantenere davanti all’avversario, all’arbitro e agli assistenti. Negli anni questa espressione si è diffusa anche nella vita sociale e politica, poiché oltre ad un modo di comportarsi, è diventato anche un modo di pensare. E' caratterizzato dal mettere al primo posto il piacere della competizione leale godendosi lo sport al di sopra dell’ambizione di vittoria. È rispettare l’avversario, l’arbitro e le regole; praticare il fair play, senza barare, trucchi o simulazioni per confondere l’avversario o il giudice; non offendere, umiliare o maltrattare alcun partecipante al concorso e, cosa molto importante, accettare la sconfitta con dignità e godersi la vittoria con semplicità e rispetto. Pertanto, gesti come un saluto amichevole all’avversario, le scuse dopo un’azione impropria, il riconoscimento del punto quando non visto dall’arbitro sono azioni che realizzano uno spirito di concorrenza leale. Il fair play vuole essere, fondamentalmente, un modello di comportamento sportivo che serva da esempio a bambini e adolescenti, non solo nel mondo dello sport, ma anche nella vita sociale.
La storia del fair play:dove,come e quando nasce?
Menu
Il fair play nasce nel ottocento nell'Inghilterra vittoriana in quale gli aristocratici inglesi, nel loro tempo libero organizzavano e partecipavano a competizioni sportive, ma lo facevano come attività fine a se stessa, in cui il risultato era molto meno importante del fatto di poter partecipare.
I 10 principi su cui si fonda il fair play
Menu
Il fair play segue dei principi precisi che devono essere rispettati sia da atleti che da tifosi, e sono: 1. Giocare per divertirsi; 2.Giocare con lealtà; 3 Rispettare le regole del gioco; 4. Rispettare i compagni di squadra, gli avversari, gli arbitri e gli spettatori; 5.Accettare la sconfitta con dignità; 6. Rifiutare il doping, il razzismo, la violenza e la corruzione; 7.Essere generosi verso il prossimo e soprattutto verso i più bisognosi; 8.Aiutare gli altri a resistere nelle difficoltà; 9. Denunciare coloro che tentano di screditare lo sport; 10. Onorare coloro che difendono lo spirito olimpico dello sport. Chi non rispetta questi valori viene squalificato.
Episodi di fair play
Uno degli episodi di fair play che mi ha colpito di più è stato il gesto di Braima Suncar Dabó:l'episodio risale allo scorso settembre e all'edizione di Doha dei Mondiali di Atletica. In questo caso il protagonista è stato Braima Suncar Dabó: ventiseienne atleta guineano. Durante la volata finale della gara dei 5000 metri, Dabò strappò l'ovazione di tutto il pubblico per essersi fermato a soccorrere un altro atleta: stramazzato al suolo per la fatica. Il suo gesto e quegli ultimi 250 metri fino al traguardi, percorsi abbracciato all'avversario che aveva aiutato.
Altri episodi di fair play sono nel video allegato qui sotto ( Cliccare sulla freccia verde per farlo apparire)
Menu
Il fair play finanziario:cos'è? Come funziona? Quali sanzioni spettano a chi non lo rispetta?
In vigore dal 2011, il Fair Play Finanziaro è uno strumento introdotto dalla Uefa per monitorare le società sotto l'aspetto finanziaro ed evitare indebitamenti. Michel Platini, promotore del progetto del fair play finanziario. L'idea di fair play finanziario nasce dal fatto che le disparità tra le società, nel calcio moderno, sono sempre più spesso dovute ad un fattore economico piuttosto che ad uno sportivo. Oltre a questo, i dirigenti UEFA si sono resi conto che spesso queste si trovano costrette a far fronte a situazioni di indebitamento a causa delle enormi spese sostenute per rafforzare la squadra in sede di calciomercato. Il fair play finanziario è stato presentato dall'UEFA come uno degli undici valori che questa federazione promuove. Michel Platini ne divenne subito uno dei maggiori promotori e sin dalla nascita lo ha ritenuto fondamentale per il benessere del calcio. Le sanzioni per chi non rispetta il fair play finanziario partono dalla multa fino alla revoca di un titolo o un premio.
Menu
Il doping : Cos'è? I tipi di doping, Cosa si rischia se ne fa uso nello sport?
Il doping è l'uso di sostanze medicinali, naturali e sintetiche, finalizzato al miglioramento delle prestazioni fisiche in ambito sportivo. Si tratta di una pratica illegale, molto pericolosa per la salute e solo apparentemente utile al miglioramento della performance. I tipi di doping più usati sono:
Anabolizzanti: sono sostanze che imitano gli effetti del testosterone e possono essere assunti tramite pillole e iniezioni. Aumentano la sintesi proteica e migliorano la crescita muscolare. Hanno anche effetti androgenici, tra cui lo sviluppo e il mantenimento delle caratteristiche maschili, come la crescita delle corde vocali e i peli sul corpo. Sono proibiti sia in gara che fuori dalle competizioni. Effetti collaterali: dipendenza, incremento del rischio di malattie cardiovascolari e del fegato, ipertensione. Inoltre, gli anabolizzanti possono generare aggressività e dipendenza e, negli uomini, possono portare allo sviluppo di Acne, tessuto del seno, calvizie permanente e restringimento dei testicoli. Nelle donne, infine, possono determinare la comparsa di peli sul viso e voce profonda. Androstenedione: è un Ormone prodotto da ghiandole surrenali, ovaie e testicoli. Viene normalmente convertito in testosterone ed estradiolo negli uomini e nelle donne, disponibile legalmente solo previa prescrizione. Questa sostanza permette agli atleti di allenarsi più duramente e recuperare più rapidamente. Rischi negli uomini: acne, diminuzione della produzione di spermatozoi, restringimento dei testicoli, allargamento del seno. Rischi nelle donne: mascolinizzazione (ad esempio, voce profonda). Ormone della crescita: noto anche come gonadotropina, è un ormone che ha un effetto anabolico. Gli atleti lo prendono per migliorare la massa muscolare e le prestazioni, disponibile solo previa prescrizione medica e somministrata tramite iniezione. Rischi: dolori articolari, debolezza muscolare, ritenzione idrica, problemi di vista, sindrome del tunnel carpale, ingrossamento del cuore, colesterolo alto, diabete, pressione alta. Stimolanti: queste sostanze - come le anfetamine e la cocaina - agiscono sul sistema nervoso centrale. Aumentano la vigilanza e riducono la stanchezza. Sono proibite in gara. Effetti collaterali: problemi cardiovascolari e psicologici, disidratazione, surriscaldamento del corpo e bocca secca. Il rischio più grave? L’ictus. Cannabis: conosciuta anche con il nome di marijuana, questa sostanza genera euforia e rilassamento. Anche se il consumo di cannabis è soprattutto associato ad ambienti ricreativi e sociali, se è un atleta a farlo, allora viene sanzionato. Effetti collaterali: sbalzi d’umore, ansia, paranoia, disturbi della memoria, bronchite cronica, aumento del rischio di tumore a polmone, bocca, lingua e gola. Inoltre, la cannabis può compromettere equilibrio, coordinazione e concentrazione. Diuretici: le sostanze che aiutano a espellere l’acqua dal corpo vengono usate dagli atleti che hanno bisogno di controllare il proprio peso corporeo. Tuttavia, se queste sostanze sono assunte senza un controllo medico, possono portare anche alla morte.
Iil doping è un reato penale, punito con sanzioni pecuniarie e che comporta fino a tre anni di reclusione. A seguito del riscontro a una positività al doping, l'atleta è obbligato a una temporanea o definitiva sospensione dell'attività agonistica.
Menu
Il caso di Alex Schwazer
NeAlex Schwazer è il campione olimpico in carica della marcia e la grande speranza azzurra nell’atletica. Nel 2012 arriva a Londra da grande favorito nella 50 chilometri. Alla vigilia dei Giochi viene però trovato positivo a un controllo anti-doping. Il Tribunale Nazionale Antidoping lo squalifica fino al 29 aprile 2016. Pochi giorni dopo, durante una drammatica conferenza stampa, Schwarzer ammette le sue colpe e si sfoga, raccontando tanta della sua esperienza: “Ho comprato l’Epo in Turchia. Volevo che tutto finisse”. Rientrato in attività si qualifica alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Un mese e mezzo prima però viene trovato ancora positivo. Schwarzer stavolta si dichiara innocente e accusa la IAAF (oggi World Athletics) e la WADA.
Menu