LE MICROPLASTICHE
CHE COSA SONO LE MICROPLASTICHE?
Sono partcielle sempre più presenti nell’ambiente, disperse negli ecosistemi marini e terrestri. Negli ultimi anni sta crescendo la consapevolezza che anche le acque dolci non sono immuni da questo problema.
Trasportate da corsi d’acqua e scarichi, macro e microplastiche sono sempre più presenti anche nei laghi. Quando finisce in acqua, la plastica si discioglie in piccoli frammenti a causa di diversi processi chimici o fisici: dall’effetto dei raggi ultravioletti al vento, dalle onde ai microbi e alle alte temperature.
Proprio perché sono tanti gli elementi che concorrono al deterioramento, è difficile dire con precisione quanto tempo un singolo frammento impiega a diventare microplastica: a prolungarne il processo concorrono anche gli additivi chimici utilizzati durante la produzione che conferiscono ai materiali con determinate caratteristiche, come gli antimicrobici o i ritardanti di fiamma che li rendono più resistenti ai raggi ultravioletti, fino all’impermeabilità.
TIPI DI MICROPLASTICHE
Esistono 2 tipi di microplastiche: primarie e secondarie. Le microplastiche primarie sono quelle particelle rilasciate direttamente dall'ambiente e che vengono prodotte intenzionalmente dalla filiera industriale e utilizzate all’interno di prodotti di cosmetici o di pulizia della casa. Le microplastiche secondarie rappresentano la vasta maggioranza. Si tratta di frammenti di plastiche di dimensioni più grandi, come bottiglie e sacchetti di plastica dispersi nell’ambiente. Gli animali che vivono in oceani, mari e laghi sono i più a rischio poiché possono facilmente ingerire le microplastiche, o scambiarle per alghe. Nonostante ciò, le microplastiche sono presenti anche in posti che normalmente consideriamo incontaminati.
DANNI PRODOTTI DALLE MICROPLASTICHE
I pericoli fisici derivano dalle ridotte dimensioni delle microplastiche (e anche delle nanoplastiche), che "possono attraversare le barriere biologiche - come quella intestinale, emato-encefalica, testicolare e persino placentare - e causare danni diretti, soprattutto all'apparato respiratorio e all'apparato digerente, che è il primo sistema con cui le microplastiche entrano in contatto".
Inoltre, le microplastiche, possono trasportare microrganismi attaccati alla loro superficie che possono causare malattie: batteri come Escherichia coli, Bacillus cereus e Stenotrophomonas maltophilia sono stati trovati nelle microplastiche raccolte dalla costa belga.
COMPORTAMENTI DA ASSUMERE
- Evitare l’acquisto e l’uso di oggetti in plastica;
- Fare correttamente la raccolta differenziata;
- Eliminare l’uso di plastica monouso;
- Evitare di disperdere plastica nell’ambiente;
- Acquistare capi usati di tessuti sintetici;
- Utilizzare la lavatrice a pieno carico, con detersivo liquido, e a basse temperature;
- Raccogliere gli oggetti in plastica dispersi nell’ambiente;
- Prediligere le fibre naturali rispetto alle fibre sintetiche.
GRAFICI E DATI DELLE MICROPLASTICHE
LE MICROPLASTICHE
Rebecca Santarcangelo
Created on May 10, 2023
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LE MICROPLASTICHE
CHE COSA SONO LE MICROPLASTICHE?
Sono partcielle sempre più presenti nell’ambiente, disperse negli ecosistemi marini e terrestri. Negli ultimi anni sta crescendo la consapevolezza che anche le acque dolci non sono immuni da questo problema. Trasportate da corsi d’acqua e scarichi, macro e microplastiche sono sempre più presenti anche nei laghi. Quando finisce in acqua, la plastica si discioglie in piccoli frammenti a causa di diversi processi chimici o fisici: dall’effetto dei raggi ultravioletti al vento, dalle onde ai microbi e alle alte temperature. Proprio perché sono tanti gli elementi che concorrono al deterioramento, è difficile dire con precisione quanto tempo un singolo frammento impiega a diventare microplastica: a prolungarne il processo concorrono anche gli additivi chimici utilizzati durante la produzione che conferiscono ai materiali con determinate caratteristiche, come gli antimicrobici o i ritardanti di fiamma che li rendono più resistenti ai raggi ultravioletti, fino all’impermeabilità.
TIPI DI MICROPLASTICHE
Esistono 2 tipi di microplastiche: primarie e secondarie. Le microplastiche primarie sono quelle particelle rilasciate direttamente dall'ambiente e che vengono prodotte intenzionalmente dalla filiera industriale e utilizzate all’interno di prodotti di cosmetici o di pulizia della casa. Le microplastiche secondarie rappresentano la vasta maggioranza. Si tratta di frammenti di plastiche di dimensioni più grandi, come bottiglie e sacchetti di plastica dispersi nell’ambiente. Gli animali che vivono in oceani, mari e laghi sono i più a rischio poiché possono facilmente ingerire le microplastiche, o scambiarle per alghe. Nonostante ciò, le microplastiche sono presenti anche in posti che normalmente consideriamo incontaminati.
DANNI PRODOTTI DALLE MICROPLASTICHE
I pericoli fisici derivano dalle ridotte dimensioni delle microplastiche (e anche delle nanoplastiche), che "possono attraversare le barriere biologiche - come quella intestinale, emato-encefalica, testicolare e persino placentare - e causare danni diretti, soprattutto all'apparato respiratorio e all'apparato digerente, che è il primo sistema con cui le microplastiche entrano in contatto". Inoltre, le microplastiche, possono trasportare microrganismi attaccati alla loro superficie che possono causare malattie: batteri come Escherichia coli, Bacillus cereus e Stenotrophomonas maltophilia sono stati trovati nelle microplastiche raccolte dalla costa belga.
COMPORTAMENTI DA ASSUMERE
GRAFICI E DATI DELLE MICROPLASTICHE