Le ultime lettere di jacopo ortis
Russo, Tenconi
· Bologna 1798-1799: interruzione e affidamento dell' opera ad Angelo Sassoli
· Milano 1802: Foscolo riprende il controllo del romanzo eliminando le parti estranee e completandolo
Storia editoriale
· Zurigo 1816: durante l'esilio in Svizzera , predispone una nuova edizione ricca di sigificati politici, accentuando i toni di disincantoe pessimismo nei confronti dell' Italia dopo la fine dell'impero Napoleonico
Panoramica
- Arco temporale: ottobre 1797 (giorni del trattato di Campoformio) - marzo 1799 (suicidio di Jacopo Ortis)
- Il cognome del protagonista è lo stesso dello studente effettivamente suicidatosi a Padova
- il nome, che corrisponde al francese "Jacques" è probabilmente un tributo a Rousseau
- Il romanzo è di genere epistolare, un insieme di lettere scritte da Jacopo al suo amico Lorenzo Alderani
- La voce di Jacopo è quella dell'espressione soggettiva e passionale, quella di Lorenzo è una testimonianza affettuosa ma razionale: egli non interferisce con il racconto di Jacopo ma vuole esaltare le virtù dell'amico scomparso, fornendo anche un ritratto che possa essere di esempio e di conforto al lettore
Un ritratto di Foscolo stesso
- Delusione politica in seguito al trattato di Campoformio (patria tradita)
- critica dell'immaturità civile degli italiani che non hanno reagito alle decisioni altrui
- passione disperata per un amore impossibile: personaggio di Teresa ispirata ad Isabella Roncioni
- Il suicidio
- Parini e l'indegna sepoltura: il tema dei "Sepolcri"
La crisi storica del legame tra l' io e gli altri
Eccezioni: il conforto dell'amicizia e la solidarietà tra sventurati
mancanza di fiducia nei legami con altre persone: il rapporto del conte T*** con Teresa e con sua moglie
"Quanti guai, mio Lorenzo, in una sola famiglia! Vedi ostinazione nel signore T***, che d’altronde è un ottimo galantuomo. Egli ama svisceratamente sua figlia; spesso la loda, e la guarda con compiacenza; e intanto le tiene la mannaja sul collo. Teresa qualche giorno dopo mi raccontò, com’egli dotato d’un’anima ardente, visse sempre consumato da passioni infelici; sbilanciato nella sua domestica economia per troppa magnificenza; perseguitato da quegli uomini che nelle rivoluzioni piantano la propria fortuna su l’altrui rovina, e tremante pe’ suoi figliuoli, crede di provvedere allo stato di casa sua imparentandosi a un uomo di senno, ricco, e in aspettativa di una eredità ragguardevole — forse, o Lorenzo, anche per certo fumo; ed io vorrei scommettere cento contr’uno, ch’ei non lascerebbe in isposa la sua figliuola a chi mancasse mezzo quarto di nobiltà: chi nasce patrizio muore patrizio. Tanto più che egli considera l’opposizione di sua moglie come una lesione alla propria autorità, e questo sentimento tirannesco lo rende ancor più inflessibile. E nondimeno è di buon cuore; e quella sua aria sincera, e quell’accarezzare sempre la sua figliuola, e alcuna volta compiangerla sommessamente, mostrano ch’ei vede gemendo la dolorosa rassegnazione di quella povera fanciulla"
"[...] ed io sono sempre in perfetta armonia con gl’infelici, perchè — davvero — io trovo un non so che di cattivo nell’uomo prospero. "
Il paesaggio e lo stato d'animo di Jacopo Ortis
Le descrizioni dei paesaggi rispecchiano la mutevolezza dell' animo del protagonista: spesso si impone una natura selvaggia e minacciosa, in cui Jacopo sente il proprio animo trascinato dalla furia tormentosa degli elementi. Tuttavia ci sono momenti in cui l'atmosfera è serena e idilliaca, nei rapporti tra uomini pare regnare la concordia; altre volte la natura si trasfigura grazie alla forza dell'amore: tutto pare abbellito allo sguardo del protagonista. Tuttavia, l'idillio è sempre momentaneo e precario
La figura di Parini e la poesia sepolcrale
- Ritorna il tema principale dei Sepolcri: l'importanza della tomba per onorare e tenere in vita il defunto. Un personaggio del calibro di Parini non ha avuto la degna sepoltura meritata
- In relazione alla poesia sepolcrale, è da evidenziare anche un richiamo al sonetto A Zacinto, che evidenzia il tema della sepoltura di un defunto in una terra differente dalla sua terra e patria:
O illusioni! e chi non ha patria, come può dire lascierò qua o là le mie ceneri?O fortunati! e ciascuno era certo
della sua sepoltura; ed ancor nullo
era, per Francia, talamo deserto.
DANTE, Parad., XV
- Durante l'incontro con Parini, la duplice narrazione di Jacopo/Foscolo ne raccoglie l'eredità civile e poetica proponendola anche come modello alle generazioni successive: Parini è provato fisicamente dall' anzianità, ma il suo animo continua a fremere e sdegnarsi per i soprusi, come la dominazione francese a Milano
- Jacopo racconta a Parini della sua indole pronta all' azione: la sua unica fiamma vitale, dopo aver compreso che l' amore per Teresa è impossibile, è l'azione politica.
- Parini, con la sua razionalità, spiega che al momento non sarebbe stato possibile intervenire nella vita politica senza arrecare ulteriori danni alla patria: è impossibile sfuggire alla corruzione e alla violenza (questa degenerazione è evidente nelle azioni di Bonaparte)
- Jacopo, piuttosto che perdere la purezza delle sue intenzioni, preferisce la morte: inoltre vuole tentare il tutto per tutto, essendo la politica l'unico elemento a tenere in vita il suo animo
Paragone con "I dolori del giovane Werther"
Somiglianze
- Lettere scritte ad un amico
Differenze
- Visione diversa dell'amore
- Assenza del tema politico
le ultime lettere di Jacopo Ortis
Martina Tenconi
Created on May 9, 2023
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Le ultime lettere di jacopo ortis
Russo, Tenconi
· Bologna 1798-1799: interruzione e affidamento dell' opera ad Angelo Sassoli
· Milano 1802: Foscolo riprende il controllo del romanzo eliminando le parti estranee e completandolo
Storia editoriale
· Zurigo 1816: durante l'esilio in Svizzera , predispone una nuova edizione ricca di sigificati politici, accentuando i toni di disincantoe pessimismo nei confronti dell' Italia dopo la fine dell'impero Napoleonico
Panoramica
Un ritratto di Foscolo stesso
La crisi storica del legame tra l' io e gli altri
Eccezioni: il conforto dell'amicizia e la solidarietà tra sventurati
mancanza di fiducia nei legami con altre persone: il rapporto del conte T*** con Teresa e con sua moglie
"Quanti guai, mio Lorenzo, in una sola famiglia! Vedi ostinazione nel signore T***, che d’altronde è un ottimo galantuomo. Egli ama svisceratamente sua figlia; spesso la loda, e la guarda con compiacenza; e intanto le tiene la mannaja sul collo. Teresa qualche giorno dopo mi raccontò, com’egli dotato d’un’anima ardente, visse sempre consumato da passioni infelici; sbilanciato nella sua domestica economia per troppa magnificenza; perseguitato da quegli uomini che nelle rivoluzioni piantano la propria fortuna su l’altrui rovina, e tremante pe’ suoi figliuoli, crede di provvedere allo stato di casa sua imparentandosi a un uomo di senno, ricco, e in aspettativa di una eredità ragguardevole — forse, o Lorenzo, anche per certo fumo; ed io vorrei scommettere cento contr’uno, ch’ei non lascerebbe in isposa la sua figliuola a chi mancasse mezzo quarto di nobiltà: chi nasce patrizio muore patrizio. Tanto più che egli considera l’opposizione di sua moglie come una lesione alla propria autorità, e questo sentimento tirannesco lo rende ancor più inflessibile. E nondimeno è di buon cuore; e quella sua aria sincera, e quell’accarezzare sempre la sua figliuola, e alcuna volta compiangerla sommessamente, mostrano ch’ei vede gemendo la dolorosa rassegnazione di quella povera fanciulla"
"[...] ed io sono sempre in perfetta armonia con gl’infelici, perchè — davvero — io trovo un non so che di cattivo nell’uomo prospero. "
Il paesaggio e lo stato d'animo di Jacopo Ortis
Le descrizioni dei paesaggi rispecchiano la mutevolezza dell' animo del protagonista: spesso si impone una natura selvaggia e minacciosa, in cui Jacopo sente il proprio animo trascinato dalla furia tormentosa degli elementi. Tuttavia ci sono momenti in cui l'atmosfera è serena e idilliaca, nei rapporti tra uomini pare regnare la concordia; altre volte la natura si trasfigura grazie alla forza dell'amore: tutto pare abbellito allo sguardo del protagonista. Tuttavia, l'idillio è sempre momentaneo e precario
La figura di Parini e la poesia sepolcrale
- In relazione alla poesia sepolcrale, è da evidenziare anche un richiamo al sonetto A Zacinto, che evidenzia il tema della sepoltura di un defunto in una terra differente dalla sua terra e patria:
O illusioni! e chi non ha patria, come può dire lascierò qua o là le mie ceneri?O fortunati! e ciascuno era certo della sua sepoltura; ed ancor nullo era, per Francia, talamo deserto. DANTE, Parad., XVParagone con "I dolori del giovane Werther"
Somiglianze
Differenze