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Cappella degli scrovegni

Fabbri Natan

Created on May 9, 2023

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Transcript

CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI

Mercoledì 10 Maggio, 2023

#023

NATAN FABBRI E FEDERICO DEL PRETE

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I lavori iniziarono nel 1303 e finirono nel 1305. Per far perdonare i suoi peccati Enrico dona la cappela alla Vergine Maria, dentro ci possiamo trovare anche la storia di Gesù e della Vergine. Enrico ha un mantello di colore viola che indica la penitenza, inoltre a Giotto venne chiamato Giovanni Pisano un famoso scultore.

Curiosità su Enrico Scrovegni

Enrico Scrovegni è colui che ha commissionato l'opera a Giotto per riscattare i peccati del padre e anche isuoi perchè si era macchiato dello stesso peccato, usurai. Allora chiama a giotto per dipingere la cappella e onorare la famiglia

Curiosità sulla cappella

Curiosita sulla cappella

Nella cappella si entra a piccoli gruppi perchè quando si è in tanti dopo si emana troppa anidride carbonica e si rovinano gli affreschi

Inizialmente volevano creare una cappella funeraria e lo si può comprendere dal cielo stellato e dalle volte a botte

INTRODUZIONE

La Cappella sorge tra i ruderi dell'antica arena di Padova, eretta probabilmente tra il 60 e 70 d.C.Nel XIV secolo fu acquistata dagli Scrovegni, ricca famiglia padovana di banchieri e usurai, che qui nel 1300 vi fecero erigere il loro palazzo.Tra il 25 marzo 1303 e il 25 marzo 1305 fu innalzata la Cappella dedicata alla Vergine annunziata, per volere di Enrico Scrovegni in suffragio dell'anima del padre Reginaldo, collocato da Dante (Divina Commedia) in Inferno perché usuraio.

Struttura

La Cappella presenta un'architettura molto semplice: un'elegante trifora gotica in facciata, alte e strette finestre sulla parete sud, all'interno un unico ambiente terminante sul fondo con un presbiterio in cui si trova il sarcofago di Enrico Scrovegni, opera di Andriolo de Santi.Non si conosce l'architetto dell'edificio: per alcuni dovrebbe essere lo stesso pittore fiorentino Giotto.

Enrico chiama Giotto e Pisano

Per adornare l'edificio, destinato ad accogliere lui stesso e i suoi discendenti dopo la morte, Enrico Scrovegni chiamò due tra i più grandi artisti del tempo: a Giovanni Pisano commissionò 3 statue d'altare in marmo raffiguranti la Madonna con Bambino tra due diaconi, a Giotto la decorazione pittorica della superficie muraria.Giotto era un artista già celebre: aveva lavorato per il papa nella Basilica di S. Francesco in Assisi e in S. Giovanni in Laterano a Roma, a Padova nella Basilica di S. Antonio e nel Palazzo della Ragione.

Affreschi

A Giotto venne affidato il compito di raffigurare una sequenza di storie tratte dal Vecchio e dal Nuovo Testamento che culminavano nella morte e resurrezione del Figlio di Dio e nel Giudizio Universale, allo scopo di sollecitare chi entrava nella Cappella a rimeditare sul suo sacrificio per la salvezza dell'umanità. Sulle pareti laterali, sopra uno zoccolo che mostra con figure allegoriche il volto dei sette Vizi e delle sette Virtù, e sotto la suggestiva volta stellata, si succedono 38 riquadri, disposti in tre fasce di affreschi, nei quali è rappresentata la storia della salvezza, a partire dalla storia di Gioacchino e Maria. Il racconto inizia con Gioacchino cacciato dal tempio e prosegue con andamento a spirale fino al riquadro del Giudizio Universale, in cui al centro compare ritratto lo Scrovegni mentre offre a Cristo in gloria la cappella. Sulla parete di fronte l'Annunciazione, e al centro ancora un Cristo in Gloria, dipinto però su tavola. Un tempo era appeso nel presbiterio anche un Crocifisso di Giotto, dipinto su tavola, che però ora si trova al Museo Eremitani.Infine il soffitto, completamente dipinto di blu, presenta entro tondi le immagini di Cristo tra Evangelisti e Profeti.Nel Presbiterio un pittore giottesco, intorno al 1320, ha raffigurato la Dormizione e la Glorificazione di Maria. Le due Madonne del latte sono attribuite a Giusto de' Menabuoi.L'opera fu ultimata in tempi molto brevi tanto che nel 1305, dopo 2 soli anni di lavoro, la Cappella era tutta decorata e veniva consacrata per la seconda volta.Il ciclo di Giotto agli Scrovegni costituisce il più alto capolavoro del pittore e della storia dell'arte occidentale, pari solamente alla Cappella Sistina di Michelangelo in Roma.Con quest'opera Giotto inizia una nuova era nella storia della pittura, superando l'astrazione formale della corrente bizantina allora dominante, per proporre forme umane più naturali e realistiche e per questo fu definito anche il primo pittore moderno.

La piantina della cappella

2 ENTRATE

la prima entrata e quella principale poi c'è ne un'altra riservata alla famiglia Scrovegni, è alla fine della parete in basso

Nel 1305 il Gran Consiglio di Venezia donò degli arazzi

Nel 1300 viene posta la prima pietra a simboleggiare il primo giubileo