ANNA BOLENA
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CHI È ANNA BOLENA
Nata attorno al 1500, all’anagrafe Anne Boleyn, nota come Anna Bolena. Il bisnonno paterno era stato un sindaco di Londra, mentre, il padre aveva preso in moglie la figlia di un membro della grande casata Howard, la stessa dei duchi di Norfolk.
La famiglia di Anna ambiva a elevarsi socialmente. Thomas Bolena inserì a corte la figlia maggiore, Maria, e il cadetto, George (anche lui morto nel bagno di sangue del 1536). Anna avrebbe seguito i loro passi. Ricevette perciò una formazione cosmopolita. Quando il padre fu nominato ambasciatore dei Paesi Bassi, la sistemò come damigella d’onore dell’arciduchessa Margherita d’Asburgo. Pochi mesi dopo la ragazza si trasferì a Parigi, dove fu dama della regina Claudia e lì rimase finché un nuovo giro di boa diplomatico la fece tornare in Inghilterra alla fine del 1521
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Anna aveva una bella chioma scura, uno sguardo intenso e un collo elegante. Inoltre era dotata d’ingegno, preparazione, capacità di brillare in società e di un notevole talento artistico. Si diceva che cantasse come un “nuovo Orfeo”, e sapeva suonare il liuto, il flauto e il clavicordo. Era un’abile ballerina e introdusse passi e figure che sarebbero rimasti a lungo nel repertorio britannico. Si dedicava anche alla poesia, in inglese e in francese, e le piaceva circondarsi di letterati che, a volte, passavano per suoi ammiratori. Ma ciò che più la caratterizzava era la sicurezza di sé. Con la sua educazione francese e naturalezza, Anna era destinata a divenire la “sposa trofeo” per eccellenza, la donna che qualsiasi marito avrebbe voluto avere. E difatti a corte creò un legame con due giovani: James Butler e lord Henry Percy. Fu allora che il re s’intromise nella faccenda.
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ENRICO VIII E ANNA
Enrico VIII aveva già superato la trentina e poteva disporre di tutti i piaceri di corte, avventure femminili incluse. Una delle sue conquiste era stata proprio la maggiore delle sorelle Bolena, Maria. Una volta finita questa relazione, nel 1526 Enrico s’innamorò di Anna. Ebbe subito inizio un corteggiamento. I due s’incontravano ogni giorno per giocare a carte, suonare o recitare poesie. Nei dintorni dei suoi numerosi palazzi, come Hampton Court, Greenwich o Whitehall, il sovrano organizzava per l’amata merende bucoliche o battute di caccia, perché Anna era anche un’abile tiratrice d’arco.
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Quando si ritrovavano lontani si scambiavano delle lettere in inglese o in francese. Nella biblioteca Vaticana se ne conservano diciassette, scritte dal sovrano.Enrico copriva la ragazza di regali di ogni tipo, da selle e cavalli a vestiti e gioielli. Tra gli altri, le fece dono di diciannove diamanti per capelli, ventuno rubini incastonati in rose d’oro e un anello con smeraldi. Le forniva anche alloggi a sua completa disposizione nelle proprie residenze e si faceva carico dei suoi debiti di gioco.
Sposato dal 1509 con Caterina d’Aragona, Enrico aveva avuto da lei diversi figli, ma era sopravvissuta una sola bambina. Il monarca però, desiderava un erede maschio e, sapendo che Caterina ormai non poteva più avere figli per via dell’età, decise di fare pressioni sulla Chiesa perché annullasse il matrimonio. La corte si pensava che, una volta separatosi da Caterina, Enrico avrebbe sposato un’altra principessa straniera, come voleva la tradizione delle corti reali. Ma Anna aveva altri progetti. Piuttosto che essere una delle tante amanti del re, fece capire al sovrano che si sarebbe concessa solo se lui si fosse impegnato a sposarla.
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La presenza di Anna Bolena accanto al re divenne sempre meno inusuale, non solo nell’ambito ristretto della corte, ma anche nei viaggi che Enrico compiva in Inghilterra e all’estero. Nel 1532 la portò con sé in visita in Francia anche se Enrico volle che lei rimanesse a Calais mentre lui si recava a Boulogne a incontrare Francesco I. In molti insinuavano che Anna si comportasse come una regina, umiliando la moglie ufficiale del monarca, Caterina d’Aragona. Come di solito accadeva alle amanti reali che venivano esibite pubblicamente, Anna divenne oggetto di dure critiche, e non erano pochi quelli che l’appellavano “prostituta del re”. Tuttavia, nella storia di Anna figurava un dettaglio non privo d’importanza: non era l’amante del sovrano. Malgrado l’insistenza di Enrico, non l’aveva mai accettato nel proprio letto. Non per virtù, bensì per non patire la stessa sorte della sorella e perché la sua ambizione era molto più grande: dovette pensare che, se avesse giocato bene le sue carte, sarebbe potuta divenire la consorte reale d’Inghilterra.
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Sottotitolo
Al contempo Anna cominciò a mostrare un’aperta simpatia per le idee delle riforma protestante, promossa in Germania nel 1517 da Martin Lutero. In particolare si unì alla critica nei confronti di una Chiesa che non aiutava i poveri. Inoltre sosteneva la creazione di una Chiesa d’Inghilterra libera dal controllo del papa di Roma. Era proprio ciò che avrebbe permesso al re d’ignorare l’opposizione del papato circa il divorzio dalla regina Caterina.
Convinta che, se fosse rimasta incinta, Enrico avrebbe acconsentito a prenderla in moglie, Anna concesse le sue grazie al monarca. A Natale del 1532 era certa della gravidanza. Si sposarono in gran segreto in gennaio (il matrimonio di Enrico con Caterina sarebbe stato annullato ufficialmente solo cinque mesi più tardi).
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A Pasqua del 1533 Anna fu riconosciuta come regina e a giugno fu incoronata in tutta fretta, con una corona prestata dallo stesso sovrano. Quasi a voler proclamare il suo trionfo, la regina fece ricamare sul proprio mantello e su quello delle proprie dame un nuovo motto: La plus heureuse, la più felice. Il 7 settembre nacque il primo figlio, ma non era il maschio tanto desiderato da Enrico, bensì la futura Elisabetta I. Malgrado la delusione, i sentimenti del re nei confronti di Anna non cambiarono, giacché intravide un segnale divino nel fatto che fosse rimasta subito incinta. Enrico era convinto che Dio avrebbe ricompensato la riforma della Chiesa inglese con un erede maschio. Continuarono a dividere lo stesso letto e Anna rimase incinta una seconda volta, ma ebbe un aborto spontaneo nell’agosto 1534. Sarebbe seguito un altro aborto spontaneo nel gennaio 1536. Anna correva lo stesso pericolo di Caterina d’Aragona: non stava dando al re un erede maschio. Inoltre nel 1536 morì Caterina, e questo fece temere ad Anna che Enrico potesse cercare una terza sposa.
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ULTIMI ANNI
Il professore di musica di Anna venne arrestato e torturato finché confessò l’adulterio. Nei giorni seguenti altri cortigiani, tra cui Wyatt e il fratello di Anna, vennero arrestati in quanto sospettati di aver giaciuto con la regina. Anna venne accusata di possedere un appetito sessuale e dopo essere stata rinchiusa nella torre, venne sottoposta a processo. Le imputazioni contro di lei includevano dettagli scabrosi, come il fatto che avesse attirato il fratello nel proprio letto e si fosse unita a lui. La si accusava perfino di aver tramato la morte del re per rimanere sul trono assieme a uno dei suoi amanti.
Nell’estate 1536 era ormai di pubblico dominio che il sovrano fosse nuovamente pronto a innamorarsi. L’arroganza e gli esasperanti cambi d’umore di Anna la privarono di potenziali alleati a corte. Non solo: proprio allora giunsero alcune voci dalla Francia circa il comportamento scandaloso che Anna aveva mantenuto in gioventù con altri uomini negli anni trascorsi presso la corte francese. Thomas Cromwell, il nuovo ministro di fiducia di Enrico VIII, indagò con particolare premura i presunti adulteri di Anna in Inghilterra così da offrire al re il pretesto necessario per liberarsi di un’altra moglie indesiderata
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Secondo l’ipotesi più plausibile, l’unica colpevolezza di Anna era quella di aver impiegato il linguaggio dell’amore cortigiano tipico dell’epoca. Il poeta Wyatt lo lasciò intendere in una delle poesie a lei dedicate, anche se a Wyatt non successe nulla, il 17 maggio vennero giustiziati diversi tra i presunti amanti della regina, tra cui il fratello George e Henry Norris, amico intimo del re.
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La sorte della sovrana era decisa. Per lei non ci sarebbe stata alcuna pietà, Enrico fece venire da Calais un boia perché le tagliasse la testa con una spada. La morte sarebbe stata meno dolorosa rispetto alla decapitazione con un’ascia inglese. Anna esalò l’ultimo respiro la mattina del 19 maggio 1536, lasciando dietro di sé una reputazione macchiata e una figlia che aveva meno di tre anni. Il giorno seguente Enrico si dichiarò alla terza moglie, la giovane Jane Seymour.
Anna Bolena storia
Elena Mariani
Created on May 9, 2023
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ANNA BOLENA
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CHI È ANNA BOLENA
Nata attorno al 1500, all’anagrafe Anne Boleyn, nota come Anna Bolena. Il bisnonno paterno era stato un sindaco di Londra, mentre, il padre aveva preso in moglie la figlia di un membro della grande casata Howard, la stessa dei duchi di Norfolk. La famiglia di Anna ambiva a elevarsi socialmente. Thomas Bolena inserì a corte la figlia maggiore, Maria, e il cadetto, George (anche lui morto nel bagno di sangue del 1536). Anna avrebbe seguito i loro passi. Ricevette perciò una formazione cosmopolita. Quando il padre fu nominato ambasciatore dei Paesi Bassi, la sistemò come damigella d’onore dell’arciduchessa Margherita d’Asburgo. Pochi mesi dopo la ragazza si trasferì a Parigi, dove fu dama della regina Claudia e lì rimase finché un nuovo giro di boa diplomatico la fece tornare in Inghilterra alla fine del 1521
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ENRICO VIII E ANNA
Enrico VIII aveva già superato la trentina e poteva disporre di tutti i piaceri di corte, avventure femminili incluse. Una delle sue conquiste era stata proprio la maggiore delle sorelle Bolena, Maria. Una volta finita questa relazione, nel 1526 Enrico s’innamorò di Anna. Ebbe subito inizio un corteggiamento. I due s’incontravano ogni giorno per giocare a carte, suonare o recitare poesie. Nei dintorni dei suoi numerosi palazzi, come Hampton Court, Greenwich o Whitehall, il sovrano organizzava per l’amata merende bucoliche o battute di caccia, perché Anna era anche un’abile tiratrice d’arco.
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